Usura [365]

usura
Cattedrale di Sant’Anastasia a Zara (XI° e XII° secolo) in Croazia e denaro d’argento di Carlo Magno. La cattedrale, una delle più belle della Dalmazia, è in stile romanico-italiano (pisano-pugliese) in pietra d’Istria. La chiesa originale bizantina era del IV° secolo. Foto del 1971 e fotomontaggio del 2016 di Ernesto Giorgi ©

Il Devoto – Oli dice:

  1. Usura – Prestito di denaro a interesse, che sarebbe il significato originale, senza tanti ‘se’ e senza tanti ‘ma’. Poi, per maggiore chiarezza, aggiunge il significato comune attuale:

2) Prestito ad un interesse notevolmente superiore a quello corrente e legale. E quindi, in particolare, aggiunge ancora:

3) Il reato in cui incorre chi si fa dare o promettere interessi usurari, cioè superiori a quelli ammessi dalla legge.    

Il termine deriva dal latino uti (usare) e risale al XIII° secolo.

Argomento non chiaro, quindi.

Bisogna dire non tutti sono d’accordo sull’argomento usura. Mi riferisco a prima che ci fosse la legge sull’usura. A meno che colui che prestava non imbrogliasse, applicando condizioni non pattuite o con la violenza, non si vede perché dovessero esistere pregiudizi se il patto era liberamente accettato da colui che prende il denaro a prestito. Ripeto, liberamente concordato. Nel caso di mancato rispetto degli accordi, come in tutti i contratti, le autorità dovrebbero comunque senz’altro intervenire ma intervenire perché uno ha accettato di pagare un interesse esagerato (prima che ci fosse la legge) era come dire che il debitore non era capace di intendere e volere. In tal caso, la legge che lo proteggeva doveva considerarlo sempre un incapace, anche proibendogli il voto. Ma a questo mio enunciato si possono sollevare innumerevoli obiezioni. Ripeto ancora, andavano perseguiti i casi in cui il creditore – prestatore aveva violato gli accordi. Ora, con la nuova legge in vigore, ci sono dei casi in cui il tasso massimo non usurario è, diciamo, il 10 per cento. Il poveraccio che accetta una condizione oltre il 10 per cento perché lo fa? Dove finisce la sua libertà di contrarre debiti? Probabilmente nessuno gli prestava denaro a meno per questioni di rischio. Ed è possibile, forse, regolare argomenti così delicati con una legge unica? E lo Stato, attualmente, favorisce e incentiva il risparmio o favorisce e incentiva i consumi e quindi i debiti? E uno sprovveduto, va tutelato o no? E nel caso si decida di tutelarlo, era veramente uno sprovveduto o se n’è approfittato?

Ma la prima nozione di usura (numero 1) è la più importante: Prestito di denaro a interesse. Senza tanti ‘se’ e senza tanti ‘ma’, questa era già usura. Quindi niente interessi, nel modo più assoluto. A tale questione, vecchia come il mondo, si sono frapposte nel tempo mille bugie, sottigliezze ed altro. Se gli uomini fossero saggi, non si indebiterebbero, quanto meno a livello individuale. Lo potrebbero però fare istituendo una società che emette obbligazioni? Probabilmente sì, a meno che non barino… ma se gran parte di noi fa quello che viene suggerito dalle varie televisioni e cambia cellulare ogni secondo giorno, dimostrando una saggezza unica, come impedire che faccia debiti?

Allora l’Antico Testamento (principio comune a Cristiani, Ebrei e Musulmani), dice: “Non esigerai interesse dal tuo fratello. Lo potrai esigere dallo straniero”. Comunque, Israele aveva l’Istituto della Remissione: ogni sette anni i debiti andavano estinti, come dice anche il Padre Nostro: rimetti a noi i nostri debiti… Per la precisione: «Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo prossimo, affinché il Signore, il tuo Dio, ti benedica in tutto ciò cui metterai mano nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso» (Deuteronomio, 23, 20). A parte la giustificazione dell’invasione, questo suona molto razzista. Meglio allora Gesù che dice di trattare tutti allo stesso modo.

La Chiesa Cattolica ha pensato bene di fare la stessa cosa, cioè niente interessi per i fratelli e interessi per gli stranieri. Alla faccia della misericordia. Voglio dire che la convenienza economica non va cacciata dalla porta… perché rientra dalla finestra.  

Al dubbio precedente non ci sono risposte soddisfacenti, perché la contraddizione sarebbe chiaramente razzista se non fosse un tantino ridicola e superata dai tempi. Un tipo di società umana senza interessi è possibile e inoltre le affermazioni valide contro l’interesse sono decine. Ma vediamo la spiegazione incredibile di Tommaso d‘Aquino, adottata da Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

L’usuraio vende il tempo. Ma il tempo è di Dio. Quindi l’usuraio vende qualcosa che non è suo e pertanto è un ladro.

Ammesso e non concesso che questo ragionamento sia giusto, perché mai sarebbe peccato vendere il tempo di Dio a un correligionario mentre si può vendere lecitamente il tempo di Dio ad uno di un’altra religione? Con buona pace di San Tommaso. Evviva il razzismo.

Anche il venditore di automobili vende un bene che, tutto sommato, è di Dio. Anche vendere un orcio di latte è peccato, perché la capra è di Dio?

E se offro in locazione la mia casa, non dovrei forse rinunciare all’affitto? Io vendo il tempo di occupazione della casa, che è di Dio… come la mettiamo?

Sono discorsi che risalgono a quando la Chiesa aveva il monopolio assoluto di tutto, dove tutto vuol dire tutto. E quando dicevano bestialità, le conseguenze non le pagavano loro. Dopo, quando hanno cominciato anche i preti ad aver bisogno di prestiti, si sono inventati dei ‘se’, dei ‘ma’, dei ‘però’ per giustificare ciò che in linea di principio era ingiustificabile. Questo perché il popolo bue è bue. Ad esempio, per avere gli eserciti (militari) necessari a consolidare il potere temporale ecclesiastico, servivano ingenti capitali che nessuno voleva dare gratis. Ma questo è un altro argomento.

Di fronte ad argomentazioni che pretenderebbero di avere il sale del raziocinio, mi viene in mente il principe Antonio De Curtis (Totò) il quale avrebbe detto, sghignazzando: “Quisquilie, panzane, pinzillacchere…”. Il tutto sarebbe certamente possibile ma inventando un’economia diversa. Lo faremo, forse, fra venti mila anni. Non prima.

Ora la nuova legge dice che non si può prestare a interessi superiori di un tot al tasso di sconto. E va benissimo. Però, se seguissi i princìpi della Chiesa e prestassi ad uno straniero ed applicassi quanto detto precedentemente, sarei autorizzato anche a fare l’usuraio… ma la legge non fa distinzione tra fratelli ed estranei. Forse è meglio fare come certe banche: ma quale legge sull’usura! Con un gioco dei bussolotti ti rubo subito il capitale e che sia finita… quisquilie, panzane, pinzillacchere…

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