Destra Sinistra [376]

DxSxLa persona di destra non considera che anche i sedicenti intellettuali possano servire a qualcosa. Gli intellettuali, dalla preistoria ad oggi, sono serviti ad effettuare delle scoperte, innovative per l’umanità, al ritmo di una ogni tanto.     

Quindi, la destra dovrebbe dare agli intellettuali il giusto riconoscimento. Stranamente, gli intellettuali sono stati utili nelle scoperte materiali: ora (negli ultimi tre secoli circa), gli intellettuali si arrogano il diritto di effettuare anche scoperte d’ordine sociale.

Questo non è possibile, dato che l’esperienza nell’effettuare scoperte materiali non è confrontabile con quella di effettuare scoperte di ordine sociale. Ed ecco il perché.

Mentre le scoperte materiali sono efficaci, concrete, non contraddittorie e vengono confermate ogni giorno dall’uso della scoperta materiale stessa (esempio: la bicicletta è indiscutibilmente più funzionale alla velocità rispetto all’andare a piedi), le scoperte in campo sociale, ammesso che ce ne siano, sono necessariamente contraddittorie, disputabili e non dimostrate. Insomma, sono delle opinioni elevate a teoria. Basti vedere cosa succede nelle camere rappresentative, come i vari parlamenti.

In questo senso, la destra ha il vantaggio di non usare scoperte o princìpi sociali ma di rifarsi al senso comune, a meno che non ci sia una destra camuffata, come il nazional socialismo o il fascismo, che le idee le volevano assolutamente imporre.

Certamente, questo atteggiamento delle destre implica dei contenuti apparentemente più poveri, dove il demagogo di sinistra ha buon gioco nell’offrire in cambio certe costruzioni teoricamente migliori ma che da un punto di vista fattuale non sono mai state dimostrate, né è detto che debbano dare risultati.

In campo sociale, le verità che riguardano modelli futuri sono contraddittorie e per ora (da tre secoli) hanno dimostrato di non funzionare.

Qualsiasi dittatore, di destra o di sinistra, che imponga o pretenda di applicare una teoria, costituisce una iattura e getta un inizio a persecuzioni, appunto perché la teoria non può essere vera in assoluto e troverà sempre degli oppositori, che saranno repressi dal dittatore stesso, il quale non accetterà opinioni diverse e pretenderà che la sua teoria sia riconosciuta da tutti come la verità assoluta. Né la democrazia risolverà il problema. In democrazia, ci saranno quindi discussioni a non finire se sia meglio l’idea A o l’idea B. Questo implica la conoscenza del futuro ma il futuro stesso dipende dal fatto che potrebbe essere applicata la teoria A, oppure la teoria B e dal grado di accettazione nel tempo della teoria prevalente da parte della minoranza oppositrice.

Mille passati ci hanno portato al presente e possiamo studiarne il percorso, chiamandolo Storia ma il presente può implicare migliaia di versioni del futuro.

Nonostante queste affermazioni, non è detto che la teoria prevalente funzioni, perché i singoli saranno in perenne evoluzione di opinione.

Come diceva nel 1931 il premio Nobel per la fisica, Niels Bohr: “Difficilissimo fare previsioni, soprattutto quando queste riguardano il futuro.”

In ogni caso, non dovremmo preoccuparci troppo delle cosiddette scoperte in campo sociale: basterebbe evitare che qualcuno cercasse di imporre le proprie teorie, che in campo sociale richiederebbero diecimila anni di collaudi. Questo a patto che nei prossimi diecimila anni la teoria in questione resti sempre in applicazione. Le tradizioni attuali dell’uomo (ad esempio, il commercio ambulante) durano d‘altronde da un periodo più lungo.

Poi, c’è tempo di cose concrete e tempo di teorie.

Quando non tutta la gente, come ora, ha i mezzi per mangiare (e questo vale anche per alcuni omosessuali), le autorità farebbero meglio ad occuparsi della pancia degli omosessuali stessi (e degli altri) piuttosto che delle loro unioni civili. Poi, quando le pance dovessero essere piene, si potrebbero anche affrontare altri argomenti, i quali essendo in campo sociale per l’appunto, non sono altro che opinioni la cui verità assoluta non esiste. In campo sociale non ci sono verità immarcescibili, incontrovertibili, irrinunciabili: questi sono solo discorsi di palloni gonfiati dalla stupidità di chi ci crede.  

La gente nel tempo si orienterà, comunque, come crederà più opportuno, al di là dell’irrinunciabile e indiscutibile del politicante.

Gli esempi più validi nel tempo, come l’Impero Romano e la Repubblica di Venezia, hanno dimostrato che lo Stato deve interessarsi di economia, di commercio e di svilupparli il più possibile, ignorando i dissensi. Questo è stato fatto, purtroppo, reprimendo ogni e qualsiasi velleità intellettuale (o meno) di ogni genere e ciò sembra essere anche stato l’inevitabile prezzo da pagare: niente demagoghi, enuncianti la verità sociale assoluta, che sembrerebbe proprio non esistere.

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