Cansiglio [377]

cervo
Cervus elaphus.

Vi racconto una storiella letta da poco sulla Settimana Enigmistica che serve da introduzione al presente articolo. Una signora entra in un deposito di granaglie e vede alcuni scorpioni.    

 Esclama rivolta al proprietario: “Avete gli scorpioni! Che schifo!”

Al che, il proprietario risponde: “Guardi che sono utili per avvelenare i topi…”

La signora, inorridita: “Aaah! Allora avete anche topi! Che schifissimo!”

Il proprietario: “Per forza! Ci servono per eliminare gli scarafaggi!”

Quindi nel deposito di granaglie si era creato un equilibrio biologico che, senza tante finezze, andava avanti a modo suo.

Lo stesso avveniva nel Cansiglio ed ora l’equilibrio non c’è più.

Prima di proseguire, facciamo notare ciò che vorrebbero coloro che credono di scherzare con gli animali e di imporre loro qualcosa:

  • Il cervo va reintrodotto nel Cansiglio, così come il daino e il capriolo ma questi animali dovrebbero capire che non possono distruggere gli ortaggi dei contadini, né tanto meno aumentare di numero a dismisura, altrimenti non si va più d’accordo.
  • L’orso viene reintrodotto nel Cansiglio ma solo orsi maleducati sbranano le pecore e distruggono gli alveari. Devono astenersi dal commettere nefandezze di questo genere.
  • Per i lupi, a parte il miele, valgono le stesse osservazioni valide per gli orsi.

Una volta voltona, il Cansiglio era strapieno di alberi e un equilibrio biologico s’era creato nei millenni. I cervi prosperavano ma non troppo, perché c’erano dei carnivori cattivi (orsi, lupi, volpi e così via) che ogni tanto li mangiavano. I carnivori aumentavano di numero sino a quando c’erano ungulati disponibili come cibo ma quando avessero mangiato troppi cervi, il cibo scarseggiava ed erano obbligati a diminuire di numero anche loro. Poi, il taglio degli alberi per l’Arsenale di Venezia ha impoverito in assoluto le risorse del Cansiglio e i contadini fecero il resto. Insomma, niente più cervi, né orsi, né lupi e tanto meno abbondanza di alberi. Un equilibrio era andato distrutto.

Poi, si decise di reintrodurre il cervo. Questo animale, come tutti, se non ha nemici naturali, prospera a più non posso. Ah! allora, introduciamo anche i lupi. Ma i lupi sono carogne: ho sentito una persona dire che i lupi sono veramente carogne, perché attaccano in branco ed attaccano i cervidi più piccoli o più malandati… Nota: se la specie dei cervi si è rinforzata in milioni di anni è perché i lupi e gli orsi hanno eliminato i più deboli.

La natura non ha previsto limitazioni di questo tipo. Il lupo fa il lupo: timbra il cartellino alla mattina, va al lavoro e agisce con impegno e buona volontà; va a letto, dice le sue preghiere e dorme con la coscienza a posto.

Lo stesso per l’orso: gli piace talmente tanto il miele che ha impiegato milioni di anni per crearsi sul naso un cuscino di grasso da tre centimetri di spessore, per essere insensibile alle punture delle api: e adesso vorreste mettere un cartello: “Proibito ai delinquenti di orsi di andare per miele”?

L’altro giorno una mamma orsa è stata abbattuta a fucilate perché un cretinetti si era avvicinato troppo ai suoi due cuccioli. Cosa doveva fare la mamma orsa? Che ne sapeva delle intenzioni dello sciocco?

Queste cose sono un aspetto degenerativo della nostra realtà umana moderna. Ma non siamo tutti uguali.

A differenza dei tedeschi, che amano la guerra e non prediligono eccessivamente le gioie della vita, molti italiani esposti al sole non apprezzano la guerra ed amano le gioie della vita. Non siamo uguali.

Comunque, gli orsi preferiscono gli italiani che al massimo li uccidono e basta mentre i tedeschi, prima di ucciderli, vogliono farli marciare anche in fila per due.

Si racconta che l’orso Bruno (Bruno era il nome) sia stato ammazzato in Germania non perché mangiava il miele ma perché non si metteva in fila per due. Anche se era solo, era un maleducato e questo atteggiamento indisciplinato non era sopportabile.

Chiudo raccontando questa, successa davvero nel mio giardino: si sente uno schiamazzo di merli perché un gattone nero aveva aggredito, in un acero, il nido dei merli stessi, facendo scempio dei nidiacei.

Una donna presente, al pensiero dei poveri uccellini, ha detto al gattone: “Stupido, assassino, delinquente, vieni giù… canaglia…”

Il gatto nero non è venuto giù, si è offeso a morte ed ha detto “Mao!” che, come tutti sanno, significa: “Ma mi so’ un gàto e fàsso el gàto. Par lagnànse, ciamé el Pàdre Etèrno…” [Ma io sono un gatto e faccio il gatto. Per lagnanze, rivolgetevi al Padreterno]. Il Quale, quando ha creato gli animali non ha forse tenuto conto degli animalisti.

Compito per casa: completare con venti animali diversi.

  1. Il cervo fa il cervo.
  2. L’orso fa l’orso.
  3. Il lupo fa il lupo.
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