Nostalgia [379]

caldonazzo
Lago di Caldonazzo – Trento – 1964 – Ernesto Giorgi ©

Come al solito, per sapere di cosa stiamo parlando, diamo la definizione del vocabolario Devoto – Oli. Nostalgia: “Stato d’animo corrispondente al desiderio pungente o al rimpianto malinconico di quanto è trascorso o lontano”.    

Viene dal greco nóstos (ritorno) e algìa (dolore, sofferenza). La parola è stata creata nel XVIII° secolo e… forse, prima non c’era? Sicuramente c’era la nostalgia: anche se non c’era la parola, c’era il sentimento.

In buona sostanza, quando cambi di casa e vai abbastanza distante, intendo qualche cinquantina di chilometri almeno, o emigri, allora si sente la nostalgia. Se invece ogni settimana torni al luogo dove sei nato, o per vedere amici o per vedere parenti, allora non conosci la nostalgia. Una cosa che ti stringe il cuore sempre, sempre, sempre.

Chi è nato in un posto e si è spostato non più di qualche chilometro e inoltre torna a vedere amici e parenti quando vuole, è una persona, a mio avviso, estremamente fortunata.

La nostalgia non ti prende all’improvviso: la prima volta la provi quando pensi: “Ma a casa, che sia cambiato qualcosa?” Ma non è una domanda vera perché il vero rammarico è quello di non aver assistito alle cose in cambiamento. Ci si sente inutili, si credeva di essere importanti, siamo magari all’estero mentre  a casa… vivono! vanno avanti senza di me! come se io fossi morto… quindi non contavo niente… come morto… e a proposito, i morti devono avere una nostalgia enorme: gli emigranti e coloro che hanno provato la nostalgia durante la vita sono avvantaggiati perché possono morire più volentieri (l’hanno già provata) ma coloro che non si sono mai mossi dal paesino o dalla cittadina, dopo la morte avranno una nostalgia folle.

Mah… sono tutte scuse: siamo come il gatto o il cane di casa che vogliono rimanere sul posto. L’immagine che più mi colpisce è quella delle radici di un albero: viviamo bene dove abbiamo posto le nostre prime radici. Una mia seconda cugina trovata, cugina di mia madre, donna bellissima, aveva in programma di fare un meraviglioso matrimonio con un ricchissimo californiano, che voleva portarla a San Francisco: tutti, prima del matrimonio, la sconsigliavano e lei pensava che fosse per una certa invidia. Ma mia nonna, nota per la sua schiettezza, le diceva:

 “Te va via, càro me fiòl… e no te sa gnènt de quel che te catarà… ànca se te càta l’America, cóme che se dìse, te starà sémpro a piànðer, col cuòr in màn… parché i morèr nòstri no i è come quèi che te catarà téłe Mèriche… se ła contarén… mi ho fàt par trè àni ła cuòga a Spiłimbèrgo, tel regiménto, co ła Guèra Grànda… e no l’è tànta stràda ma l’è còme morìr da vìvi… ”  [Vai via, figlia mia… e non sai niente di quello che troverai… anche se trovi l’America, come si dice, starai sempre a piangere, col cuore in mano… perché i gelsi nostri non sono come quelli che troverai nelle Americhe… ce la racconteremo… ho fatto per tre anni la cuoca a Spilimbergo, nel reggimento, con la Grande Guerra… e non è poi tanta strada ma è come morire da vivi…]

Dopo anni, quando mia nonna era morta da tempo, mia cugina è venuta a trovarmi. Siamo andati assieme a trovare mia nonna in cimitero. Si ricordava le parole di mia nonna, che era sua zia, e disse:

“Mia zia me l’aveva detto: mi è successo che avevo paura di trovare le cose diverse al ritorno, perché temevo di aver perso qualcosa. Ho trovato quasi tutto uguale e sto ancora peggio perché ho perso di godermele, queste cose: l’unica era rimanere. Farò in modo che mio figlio non venga sradicato. Ho vissuto a San Francisco col cuore in mano. Ho provato a spiegarlo a mio marito e a mio figlio ma non possono capire il tormento continuo: la gente di San Francisco non è mai riuscita a coinvolgermi. Sono un altro mondo.”

Al che, io ho risposto: “E’ così… abbiamo il dovere di evitare lo sradicamento ai nostri cari, se possibile, a qualunque prezzo. Lo dico per esperienza diretta.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...