Occasioni [383]

occasioniIn materia scientifica esistono delle verità, perché ripetendo un esperimento, si sa esattamente come andrà a finire.

Ad esempio, se si ha un oggetto in mano ad un metro di altezza da terra, lasciandolo andare cadrà sul pavimento. Stolto sarebbe colui che pensa il contrario.

In materia sociale e psicologica, invece, le cose stanno in un modo completamente diverso ed è stolto chi pensasse di poter ricavare delle regole universali e assolute. Dato un assieme di regole sociali, applicato con successo per cento anni alla popolazione del paese X, e visto che le persone, con quelle regole, sono vissute a lungo con una vita serena e felice, potremo dire che in quel paese, in quel periodo, la verità era costituita da quel corpo stesso di regole.

Tuttavia, nella popolazione diversa Y, non è detto che funzionino e non è detto nemmeno che funzionino nella popolazione originaria X, se applicheremo le stesse regole in un periodo diverso.

Inoltre, bisogna fissare un obiettivo, per poter decidere se le regole siano valide o meno. Alcune regole valide per allungare la vita della popolazione non è detto che siano valide perché tale nazione prenda il comando di un continente o per farla diventare una potenza industriale.

Consideriamo la civiltà occidentale: oggi come oggi, applicando delle regole, applicando delle religioni, con certe usanze e con certe consuetudini, abbiamo prolungato enormemente la vita media delle persone, l’istruzione e il benessere. La medicina e gli scienziati hanno aiutato non poco. Non è assolutamente detto che applicando in Africa o in Asia le stesse regole si debbano ottenere risultati analoghi. Solo i valori morali di una popolazione, essendo diversi, possono vanificare il processo evolutivo.

Ci sono inoltre delle civiltà che, nel passato, dati certi contesti, hanno avuto notevoli sviluppi. Poi, qualcosa di fondamentale è cambiato. Tali popolazioni oggi vivono disperatamente, con la nostalgia dei tempi andati e non riescono a dimenticare la propria grandezza passata. Molto spesso, per non dire sempre, danno la colpa agli altri del fatto che oggi si trovano in uno sviluppo decadente.

Popolazioni che, per religione, cultura o quant’altro erano portate alla conquista ma che ora, per involuzione sociale o per mancanza di coerenza, non sono più all’altezza della realtà attuale. Non trovano di meglio, per lenire la loro frustrazione, che uccidere, sabotare o distruggere ciò che hanno fatto gli altri, con millenni di impegno sociale. Solo invidia e solo vendetta infondata.

Poi, hanno la grande occasione, che magari si chiama petrolio ma è talmente vero quanto abbiamo detto sinora che, nonostante i quattrini derivati dal petrolio stesso, non riescono ad essere vere protagoniste né ad allungare la vita delle loro popolazioni. La loro cultura fa sì che il benessere sia prerogativa di una casta e non della popolazione tutta, cosa che succede anche da noi, magari meno vistosamente e meno accentuatamente.

E per la politica valgono gli stessi ragionamenti: non c’è una verità assoluta. Ad esempio, il comunismo ha avuto degli effetti differenti nelle diverse etnie. Diciamo che in linea di massima il comunismo porta ad un livellamento zero. Applicato a popolazioni che si trovavano originariamente al di sotto del livello zero, ha migliorato le condizioni di vita della gente, come in Cina. Applicato a popolazioni che si trovavano al di sopra del livello zero, ne ha peggiorato l’esistenza, come ad esempio in Cecoslovacchia dal febbraio 1948 sino al novembre 1989. A proposito di Cecoslovacchia, le regole che andavano bene per l’attuale Repubblica Ceca non sono mai andate veramente bene per l’attuale Repubblica Slovacca, a conferma di quanto esposto in questo articolo.

Per tornare alla Cina, le autorità hanno avuto l’intelligenza di capire che il paese, tornato a zero dal precedente livello sotto zero, avrebbe faticato a svilupparsi ulteriormente se non ci fosse stato un allentamento della tenaglia comunista.

Non ci sono quindi, in materia sociale, economica e politica, delle verità assolute. Dei politici ignoranti possono comunque permettersi di parlare di verità assolute, incontrovertibili, dalle quali non si tornerà più indietro. Questo, apparentemente, semplifica loro le cose ma hanno già pronta la risposta se l’evoluzione, nel tempo, come succederà sicuramente, non dovesse andare bene.

La risposta sarà: “Chi l’avrebbe mai detto… nel paese A, nel periodo B, aveva pur funzionato: ora, invece, qui da noi non funziona…”

Ma noi sappiamo che costoro stanno peccando: o per ignoranza o per disonesta e disinvolta malafede.

Non esistono verità assolute se non nelle scienze esatte. Costituisce verità per un popolo, in un periodo, ciò che lo fa… che lo fa cosa? Per i mongoli, è stato conquistare; lo stesso per gli arabi; per l’antico impero persiano, è stato sviluppare le infrastrutture civili; per l’impero romano…

Dipende quindi anche dagli obiettivi, che non possono essere assegnati ma sono connaturati ed auto generati da una popolazione.

Ad esempio, l’impero ottomano aveva una corruzione endemica che ha segnato la sua fine, nonostante le politiche di conquista. Non si finirebbe più di esemplificare: ad esempio, i tedeschi negli ultimi tre secoli hanno pensato che l’Europa sarebbe stata migliore se fosse stata comandata da loro. Ma gli italiani, ad esempio, la pensano diversamente: alla guerra, preferiscono la bella vita. Che sia il clima? Abbiamo tanto da imparare su questi argomenti, anche se per televisione il politico ebete e disonesto di turno dice di aver risolto tutto.

La comunicazione tra gente di etnia diversa, quindi, è quasi impossibile. Tutti credono di possedere la verità. Riporto uno scritto di Antoine de Saint-Exupéry (Vedi Bibliografia). Un mauritano musulmano, rivolto ad un aviatore bianco, mentre sono seduti di notte nel deserto attorno a un fuoco, ospiti entrambi di un sergente francese, dice:

“Tu mangi insalata come le capre e mangi maiale come i maiali. Le tue donne svergognate mostrano il viso. Le ho viste io. Non preghi mai. A che cosa ti servono i tuoi aerei, il tuo telegrafo senza fili e il tuo amico sergente se non hai la verità?”

Poi spiegò al sergente che se avesse trovato di giorno l’aviatore, lontano dal fuoco ospitale, lo avrebbe potuto sicuramente uccidere.

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