Baruc 2 [389]

baruc2[Segue da Baruc 1] Si può dire ai tedeschi che sono tedeschi, ai francesi che sono francesi e agli inglesi che sono inglesi ma si creano tre verità, tutte verissime le quali, invece di unire, dividono. Il dubbio è se sia meglio morire per far diventare italiana l’Albania o, come madame Curie, morire per aver scoperto la radioattività? Quale di queste due morti unisce l’umanità e quale la divide?    

L’odio, l’astio e la rivalità tra la Germania e, a turno, le altre nazioni europee, dura da secoli. Attenzione alla bandiera tedesca, dove il rosso e il nero sono costanti e il bianco e il giallo si alternano: bianco nei periodi aggressivi e giallo nei periodi remissivi.

La civiltà attuale, che prevede compiti assegnati alla forza lavoro in cambio di denaro, è la civiltà deteriore che stiamo vivendo, la quale ha bisogno di uomini sempre più numerosi per il consumismo e che, inevitabilmente, prima o poi si dovrà fermare.

L’altro tipo di civiltà, dove nessuno assegna compiti, non prevede maggiorenti che pagano perché gli obiettivi sono individualissimi. Questo tipo di civiltà, non basata sul consumismo, non ha bisogno di 7,8,9 o 10 miliardi di consumatori ma vive al meglio con due miliardi di abitanti in tutto il pianeta, cioè 35 milioni di abitanti in Italia. Mentre il primo tipo di civiltà, quello attuale, è una corsa alla morte che si verificherà quando gli abitanti non potranno più aumentare di numero, il secondo tipo può durare indefinitamente ma ci sarebbero meno operai globalizzati e più uniformità nel tenore di vita, il che punirebbe gli attuali pochi privilegiati, che si opporranno ferocemente.

Adriano Olivetti (1901 – 1961), nel suo modello, velocemente accantonato da politici ed industriali, aveva detto (assieme a Rudolf Steiner, 1861 – 1925) che nessuno poteva guadagnare in Italia più di (5? 6? 7?) volte il salario minimo, stabilito a sua volta da dei saggi non politicizzati.

Dicevamo che nella famiglia patriarcale non si moriva: si trasmetteva ciò che si aveva nel cervello alle generazioni future, esattamente come fanno per le proprie famiglie i grandi industriali.

Dobbiamo diminuire enormemente il numero di abitanti nel mondo, tornare alla famiglia patriarcale per tutti (per le classi abbienti questo tipo di famiglia non si è mai interrotta) e ai valori morali precedentemente avuti, perché nell’Italia attuale i valori morali, nelle sfere dirigenti e nella vita quotidiana non si denotano mai: forse solo nelle ricorrenze celebrative, dove, comunque, spesso e volentieri profumano di retorica.

Eppure, il nepotismo, che non si vorrebbe appartenesse alla società attuale per non esacerbare ulteriormente la classe operaia, dilaga tra coloro che, avendo mezzi, possono contare sulla famiglia patriarcale comunque. Del significato profondo lanciato dal nepotismo attualmente deprecato i politici non si rendono nemmeno conto, non capiscono che è il sintomo contrario ad una società innaturale e profondamente sbagliata.

Un modello che ritornasse alla società tradizionale e patriarcale viene visto come giustiziere di tutte le cattiverie che vengono attualmente commesse alla luce del sole, nonché dei ridicoli tentativi di giustificazione che vengono propagati dai media e questa giustizia non si vuole che venga fatta. Basti citare la legge Fornero che punisce i deboli, basti parlare della retroattività, che viene ammessa quando colpisce certe classi ma viene respinta dalla Corte Costituzionale con toni inorriditi quando riguarda classi protette, perché sfacciatamente si dichiara che quelle e solo quelle godono di diritti acquisiti.

Per non parlare delle tasse sulla prima casa, che tolgono all’operaio anche quel minimo barlume di tranquillità futura. Una volta in pensione, con una pensione da fame e ammesso che si sia costruita una casetta, con quali soldi pagherà le tasse? Egli sa che vivrà una volta sola, vedendo intoccabili con pensioni favolose dove non hanno versato i contributi relativi.

Il comunismo è frutto di tutto questo. Io lavoro in fabbrica e non ho mai avuto la soddisfazione di vedere il frutto del mio lavoro: non voglio che il ricco goda dei beni costruiti da me in catena di montaggio.

Purtroppo, il comunismo non fa altro che eliminare il proprietario della fabbrica e al suo posto ci mette un politico o un burocrate… e così si va di male in peggio…

In questo modello attuale, purtroppo, non c’è futuro. La decadenza più completa ci attende, per mancanza di valori, eliminati da coloro che credono di essere furbi.

Bisogna mettere la gente comune in crisi se vogliamo che beva le nostre fandonie. Dichiarazioni incredibili perché la gente dubiti della propria intelligenza. I princìpi dichiarati dai politicanti, anche se contrari al senso comune, sono pregi e non difetti perché il politico vuole distinguersi, costi quello che costi.

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