Rispetto [395]

rispettoStiamo vivendo in una società spietata, senza rispetto reale e con la mascheratura del rispetto apparente, senza spiritualità alcuna.   

La frase sembrerà cervellotica ma entro breve sarà chiarissima per tutti. In questa società, il rispetto viene proclamato per l’uomo astratto ma non si rispetta il singolo concreto. Nelle dichiarazioni ufficiali, con logica per l’appunto astratta, sentiamo dire che l’uomo qua, sentiamo dire che l’uomo là, che l’uomo è al centro di tutto, che il corpo delle leggi è fatto per il rispetto dell’uomo eccetera eccetera: questo è il rispetto apparente, di facciata, altisonante, che riempie la bocca del politico, per tener buono il popolo bue: “Sénti, el pàrla pròpio bén…” [Ascolta, parla proprio bene].

Ma il singolo individuo, preso a sé, non c’entra niente con questo rispetto apparente. Egli, il singolo, viene invece calpestato in continuazione. Se fosse vero il rispetto per il singolo, non solamente i più deboli, dovrebbero subire retroattivamente tagli economici ma anche i burocrati e i magistrati, mentre per queste due ultime categorie si invocano i diritti acquisiti e non ci sono e non ci saranno mai tagli di sorta.

Si arriva dunque ad ipotizzare che Dio e il demonio si siano messi d’accordo e si siano spartiti le sfere di controllo: a Dio i ricchi, indipendentemente da come si siano arricchiti e al demonio i poveracci, calpestati e anche derisi, derisi perché anche si finge di richiedere il loro voto. Ognuno ha il suo dio.

 La legge Fornero è stata applicata in modo vergognoso nei confronti di gente che si è fidata delle autorità, gente che non può difendersi; i politici e i burocrati non sanno nemmeno il numero dei colpiti da tale legge: pensate un poco… Con la gente ridotta alla fame, si parla delle Unioni Civili: tempismo perfetto, che conferma questo scritto.

  Se è vero che non ci sono soldi per aumentare o mantenere le pensioni da fame dei deboli, è vero anche che dovrebbero essere tagliate pensioni favolose, dato che per queste non sono nemmeno stati versati i contributi. Ma queste ultime vanno difese comunque, alla faccia del rispetto dell’uomo.

Quindi, sfacciatamente:

  • Invocare ad ogni piè sospinto il rispetto dell’uomo in astratto ma negare la considerazione, nei fatti, del poveraccio.
  • Privilegiare amici, conoscenti, compari coi quali addirittura usare sistemi di connivenza fuori legge.
  • Manipolare il sistema finanziario in modo da punire quegli sciocchi che hanno risparmiato qualcosa, per rubare anche qua.
  • Fare leggi cavillose e permissive per il politico e il burocrate, in modo che in caso di imputazione definitiva le pene siano lievissime ed eventualmente cadano in prescrizione.

Ma il colmo dei colmi viene dal problema del pizzo applicato dai mafiosi e che l’Italia non riesce o non vuole contrastare, se non con dichiarazioni di principio roboanti. Nessuno di lor signori ha mai pagato per frasi stupide.

Bisogna dire che chi controlla il territorio e difende i paesani, mantenendo l’ordine, ha pur diritto ad un compenso da parte dei protetti.

Questo è stato vero da sempre, da quando il signorotto locale, con le sue guardie, difendeva i contadini dagli attacchi di briganti e malfattori. E questo costituisce anche il nucleo iniziale del sistema mafioso. Poi, arrivarono i Savoia e il pizzo lo vollero incassare pure loro. Ma i paesani lo pagavano già ai mafiosi. I Savoia risposero che non gliene fregava niente. Se i Savoia di un tempo e lo stato attuale di oggi avessero il rispetto dichiarato a parole, farebbero in modo che il pizzo fosse pagato una volta sola. A chi?

Perché le autorità non ne parlano per almeno 25 ore al giorno? Basterebbe dire: “Noi, da Roma, non abbiamo alcun controllo del territorio, anzi, è dimostrato che anche qui comandano i mafiosi. D’ora in poi, non parleremo più, non incasseremo più una lira di stipendio, finché non avremo risolto questa situazione, che è in assoluto la più grave e la più vergognosa di qualsiasi altra. Fino a quel momento, con ogni diritto, considerateci degli impostori.”

Voi, che state leggendo, credete possibile che ci tocchi in sorte di sentire una dichiarazione del genere? Io non credo.

Tuttavia, nelle dichiarazioni a vanvera, in contrasto con quanto qui scritto, bisogna dire che, a parole, c’è un grande rispetto per l’uomo astratto. Non del singolo ma dell’uomo in genere, come dichiarazione di principio immarcescibile, irreversibile, assoluta, pregnante.

Se non c’è tenerezza verso i diritti del singolo debole, non ci può essere la dignità della spiritualità. Quale spiritualità vera ci viene data, al di là delle dichiarazioni di facciata?

E credete che sia finita? Non c’è limite al peggio e temo che il bello debba ancora arrivare.

Come nel caso dei Proci, solo una forza esterna potrà far cambiare questa gente. E poi, si chiedono perché mai gli italiani non facciano figli.

I deboli italiani sono degli amici e si amano i loro difetti. Il difetto più grande è che subiscono queste situazioni da parte di quattro profittatori.

Se si rendessero conto della loro forza, avrebbero già reagito ma, sino a quando non reagiranno, non si renderanno conto della loro forza.

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