Individuo Unico [400]

individuo
Cortina: la vecchia seggiovia monoposto delle 5 Torri – 1978 – Ernesto Giorgi ©

La prima cosa che fa una persona, quando ne conosce un’altra, è cercare di catalogarla. Ti xe de sinistra?” “No”  Ti xe de destra…” “Gnànca…”  “Vołéva ben dir… e ‘łora ti xe de céntro ma vàrda che non se ùsa…” [Volevo ben dire… e allora sei di centro ma guarda che non si usa].    

“No so’ gnànca de céntro e no me piàxe éssar de calcòssa che se ùsa… me piàxe éssar mi, che se ùsa o che no se ùsa.” [Non sono nemmeno di centro e non mi piace essere di qualcosa che  si usa, mi piace essere me, che si usi o he non si usi.”

Me piaxarìa che ti fùssi ànca ti classificàbiłe, sinò ła sarìa ‘na fadigàssa…” [Mi piacerebbe che fossi anche tu classificabile, altrimenti sarebbe una faticaccia…].

Benché qui la faccenda sia esposta in tono scherzoso, la gente, se non riesce a classificare una persona, si infastidisce e lo prende come un affronto personale.

All’anagrafe del Comune, per il rinnovo della carta d’identità.

L’impiegato non chiede quale sia la professione prevalente ma quale sia la professione…

“Sono industriale, commercialista, consulente del lavoro, maestro di sci, musicista, pescatore subacqueo, fotografo, psicologo, marito… faccia lei.”

L’impiegato assume un’aria smarrita e si mette a piangere come un vitello da latte.

Passa per caso il sindaco, il quale dice all’impiegato: “Per cortesia, non pianga: potrebbe macchiare i documenti”.

A questo punto l’impiegato piange ancora di più.

Il fatto è che classificare dà la tranquillità necessaria ad andare avanti nella vita. Quindi, ognuno di noi avrà creato una ventina o una trentina di categorie dove ha cacciato dentro tutte le persone che ha conosciuto. Dopo, quando ha stabilito che tu sei di sinistra, la vita per lui sarà più agevole.

E così per ogni cosa. I suoi conoscenti mangiano troppo o troppo poco oppure sono definiti strambi se mangiano certe volte in un modo o in un altro.

El xe de sinìstra ma ła ga su coi poaréti… no se ga gnànca mài sentìo…” [E’ di sinistra ma ce l’ha coi poveracci… non si è nemmeno mai sentito].

D’altronde, dalla gente semplice non si può pretendere di più, non sono mica dei politici di alto livello.

Ad esempio, un politico di sinistra, insediato a Roma, per forza deve essere coerente nelle sue classificazioni. Ci sarà ovviamente qualche sbavatura, ad esempio non si può pretendere che un sostenitore dell’accoglienza dei migranti se li prenda tutti in casa: magari una ventina sì, ma non di più.

Ad esempio ancora, il cardinale che ha un attico a Roma non può prendere con sé dei migranti: e gli altri cardinali che non hanno l’attico, cosa dovrebbero fare? Brutta figura?

Si potrebbe fare una nuova suddivisione: politici coerenti e politici incoerenti. Quanti in una categoria e quanti nell’altra? Solo questo, in verità, conta. Ma ognuno a modo suo, naturalmente.  Quindi, le categorie non valgono e non esiste la categoria del ladro: esistono persone che rubano ma ognuno di loro a modo suo e per una ragione differente, con tanto di spiegazione ineccepibile.

“Compagno, se ti gavessi do Ferràri?” “Una a mi e una al partìto!” “E se ti gavéssi vìnti gałìne?” “Càlmo, compàgno, parché łe vìnti gałìne łe gò davéro…” [Compagno, se tu avessi due Ferrari? Una a me e una al partito! E se tu avessi venti galline? Calmo, compagno, perché le venti galline le ho davvero…]

Dice il Devoto – Oli sull’individuo: ‘Definibile come fondamentalmente unico in quanto singolo o in quanto particolare.’

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