Meditazioni 5 [409]

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Santa Lucia di Piave – Treviso – Recupero di una corriera precipitata nel torrente Crevada – 1963 – Ernesto Giorgi ©

Il futuro: Non è mai ciò che ci aspetteremmo, ciò che oggi ci sembra logico debba succedere. Ogni piccolo particolare di oggi, anche il più insignificante, anche il più trascurato, può improvvisamente crescere a dismisura ed essere considerato in futuro come la vera scintilla che ha modificato la civiltà.   

Bisogna tenere conto che oggi stiamo vivendo in un effetto: effetto di una causa precedente, perché il passato storico è uno ed uno solo. Ma in questo momento, l’effetto che stiamo vivendo piò essere causa di migliaia di effetti futuri, dei quali sono uno si verificherà. E questo, ad ogni istante, momento per momento. Da cui il detto ‘Se Cleopatra avesse avuto un naso diverso, la Storia del mondo sarebbe cambiata’. Studiando la Storia ci abituiamo invece a pensare che ogni causa non potesse avere che un effetto: quello verificatosi. Attila poteva benissimo non fermarsi e mettere al sacco Roma: il mondo sarebbe cambiato. Si potrebbe fare un film dove, a Sarajevo, il 28 giugno 1914, Gavrilo Princip non uccideva l’erede al trono d’Austria-Ungheria. Come? La pistola sarebbe potuta incepparsi… e allora niente Prima Guerra Mondiale. D’altronde l’erede era già appena sfuggito ad alcuni complici di Princip che avevano messo delle bombe ferendo degli ufficiali. Quindi anche gli attentatori si erano premuniti, ma anche una pistola può fare cilecca. Cristoforo Colombo poteva benissimo naufragare. Hitler, in un raptus di lucidità, avrebbe potuto dire ‘Non attacco la Russia perché non voglio fare la fine di Napoleone’: per nostra fortuna, è stato talmente sciocco dal non pensarlo.

Il sociale nel futuro: trova le sue radici solo ed esclusivamente nel livello di benessere attuale. Potrà migliorare e potrà peggiorare. Abituiamoci a pensare di essere nati in un momento qualsiasi della Storia, così come in un luogo qualsiasi. Il politico invece vorrebbe farci credere che, con lui, il futuro migliorerà e, con i suoi oppositori invece, peggiorerà.

Tratto di penna: l’intellettualoide, diventato politico, influenza la realtà e la gente si adegua alla novità in un modo che a lui non piace. Allora dice: “Cambieremo di nuovo! Torneremo come prima!” E nella sua fantasia pensa di eliminare l’improvvida decisione con un tratto di penna e magari riesce ad abrogare la legge sbagliata. Ma ogni cosa fatta capo ha e la gente ricorda e impara di non potersi fidare. Così per il referendum abrogativo. Guai al politico che vede le sue leggi abrogate dai referenda.

 

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