Contadini 15 [431]

TRIFOGLIOROSSO
Trifoglio rosso – erba da foraggio e usata in farmacia.

I bovini e gli animali da cortile erano (e sono) molto importanti nell’economia della famiglia contadina. Per i bovini, erano importanti i foraggi freschi come la spàgna (erba medica) e altre varietà che andavano invece preferibilmente messe ad essiccare nel fienile per dar da mangiare alle bestie in inverno.   

Tra le varietà preferite dai bovini c’era el strafòjo róss (trifoglio rosso, vedi immagine) il quale non aveva festuche dure come l’erba medica e favoriva la produzione del latte.

Una volta raccolto il frumento a fine giugno o ai primi di luglio, c’era un’alternativa di semina subito dopo il frumento:

  • Seminare foraggi, come l’erba medica per l’appunto, o qualche altra varietà di foraggio.
  • Seminare el θinquantìn (il cinquantino, varietà di mais a maturazione veloce, pronto circa cinquanta giorni dopo la semina, quindi a metà settembre circa, da cui il nome). Il cinquantino ha un granello rotondo, ottimo per gli animali da cortile e un poco meno pregiato del mais (il quale è chiamato panòce, satùrco, granoturco o anche polenta).

La scelta della semina dipendeva da molte cose ma soprattutto dalla quantità di bestiame posseduto, che doveva pur essere nutrito. Quest’ultimo fattore, a sua volta, dipendeva anche dai campi di mais posseduti, in quanto dalle estremità superiori delle canne di mais si tagliavano i vertici della pianta, sopra la pannocchia più alta (sopra il nodo della canna) e quest’operazione si denominava ‘nar a far θìme, (andare a far cime), dove s‘intendeva le cime delle canne del mais. Avendo parecchi campi a mais e quindi avendo a disposizione le cime, nel terreno che aveva ospitato il frumento forse conveniva seminare il cinquantino, il quale, a differenza di un foraggio, richiedeva anche il lavoro di rincalzo delle piantine alcuni giorni dopo il loro germoglio.

Non tutti sanno che con i grani rotondi del cinquantino si fanno i pop-corns. Si versa un po’ d’olio di semi in una teglia, che si mette sulla cucina economica con fuoco vivo e con un pesante coperchio e… si attende: una serie di allegri scoppi denota l’esplosione dei singoli grani di cinquantino. Dopo l’ultima esplosione, attendete ancora un minuto o due e proibite ai bambini di alzare il coperchio: rischiano di perdere anche un occhio se vanno a curiosare, nel caso che non tutti i grani siano esplosi. La cosa migliore è togliere dal fuoco il recipiente ed attendere un minuto ancora, in modo che alzando il coperchio non ci sia (quasi più) il pericolo di altre esplosioni. Se avete fatto abbastanza moróse (molto più poetico che non pop-corns), mettete in una terrina quelle per gli adulti (alle quali si aggiunge sale fino) e in un’altra terrina quelle per i bambini (alle quali si aggiunge zucchero macinato fino). La divisione serve anche perché così i bambini non si sbafino le moróse riservate ai grandi. I grandi possono bersi assieme mezzo bicchiere di tocai dal sapore di fieno ed i bambini un bicchiere di latte. Il mais non è altrettanto adatto per fare le moróse.

ravizzone
Ravizzone – foraggio multiuso.

Un foraggio ideale per gli animali della stalla è il ravizzone (brassica napus oleifera, vedi figura), quasi simile alla colza (brassica campestris oleifera), ma con foglie più grezze, più pelose. Il ravizzone viene chiamato in dialetto, al plurale, i ràvi. Come dicono i nomi scientifici, entrambe le piante servono anche per fare olio commestibile, dove l’olio migliore viene dato dalla colza.

Quando, in primavera avanzata (fine aprile), vedete nei campi delle meravigliose distese di un giallo carico, probabilmente è ravizzone, anche se potrebbe essere colza: il ravizzone contiene vitamina C e quindi va bene anche per i piccoli animali da cortile. I semi del ravizzone possono essere portati anche in oleificio come essere mangiati dai volatili da cortile. Prima di dare i semi ai polli, immergeteli in acqua bollente per alcuni minuti, per distruggere un enzima tossico-diarroico che danneggia la tiroide. I bovini vanno pazzi per il ravizzone e le mucche aumentano la resa di latte. Meglio non dare agli animali i semi di colza. Il ravizzone costa anche molto di più proprio per la sua minore tossicità.

I semi del ravizzone sono rossastri e quelli della colza sono neri.

Tutti gli uccellini da compagnia vanno nutriti coi semi di ravizzone. Attenzione, perché vi rifilano quasi sempre la colza, molto più tossica. In ogni caso, fateli bollire per alcuni minuti.

L’olio di semi di ravizzone si usa in cucina e fa bene al cuore perché è ricco di grassi polinsaturi e combatte il colesterolo cattivo. Serve per friggere e per condire l’insalata. Se lo trovate in negozio, provatelo.

Una specialità da provare assolutamente: la mièl de ràvi, il miele di ravizzone (una volta si trovava nei negozi di alimentari nei paesini), perché il ravizzone attira le api che ne fanno un miele profumatissimo e inconfondibile. Spalmatelo sul pane fatto in casa e mangerete una cosa che ricorda l’infanzia della Sinistra Piave. Si accompagna con caffè d’orzo senza zucchero, fatto come una volta (pentolino o napoletana). Se non avete la napoletana, fatevi il caffè d’orzo in un pentolino. Ho fatto tantissime merende, alle cinque del pomeriggio, con: el pàn de casàda, la mièl de ràvi e cafè de órðo [pane fatto in casa, miele di ravizzone e caffè d’orzo].

 

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