Contadini 17 [433]

silene
Silène inflàta. Nel riquadro in basso a destra, i fiori a palloncino che fanno il caratteristico scoppio.

A completamento di Contadini 16 [432], forse, per confrontare l’emigrazione veneta con quella che stiamo ora subendo, in modo da capirne le abissali differenze, conviene che leggiate l’apposito articolo.   

In un altro articolo precedente, abbiamo parlato del sambuco, col quale i ragazzini si fanno un piccolo fucile, in dialetto s’ciopét. Tale nome tuttavia viene dato anche ad una pianta molto carnosa, la silène inflàta, con la quale si fanno delle frittate e dei risotti meravigliosi: fortàja de s’ciopét e risòto de s’ciopét. Il nome, s’ciopét, deriva dai fiori della pianta stessa, con la quale si fanno degli scoppietti molto divertenti, chiudendo la corolla del fiore con una mano e percuotendo col fiore l’altra mano.

La frittata è semplicissima: si lessano i s’ciopét, si tagliuzzano, si scolano bene e si uniscono allo sbattuto di uovo della frittata tradizionale. Volendo, potete mettere un poco di peperoncino o una spruzzatina di aceto (con l’aceto è più rustica). Vino bianco fresco ma non freddo. Magari un tocai, il vino degli dèi agricoli.

In friulano si dice sclopìt.

Risotto: vi fornisco la ricetta tradizionale da un sito specializzato. Un’avvertenza, peraltro riportata anche nella ricetta, è quella di usare per il risotto solo le foglie più tenere (quelle in cima alle piantine): le altre, le potete usare per la frittata.

tarassaco
Tarassaco.

E veniamo ad una pianta meravigliosa, il taràssaco (taraxacum officinalis), (la variante tarassàco è storpiata), il quale ha un numero di nomi impressionante:

  • Dente di cane o di leone per le foglie seghettate come un dente.
  • Soffione perché a un certo punto l’infruttescenza bianca a impollinazione anemofila può essere soffiato via, per il divertimento dei bambini.
  • Pìva sóna perché, dopo aver soffiato via la parte anemofila dall’infruttescenza di cui sopra, i bambini strappano ciò che resta dell’infruttescenza e col gambo, vuoto come una cannuccia, si fa una piccola trombetta che per un po’ di tempo si può far risuonare.
  • Fratòt͡ʃ in dialetto Sinistra Piave, con la c come in tòcio, come nell’italiano céra. Si può scrivere anche in versione friulana fratòç.
  • Cicoria selvatica, cicoria d’asino, ingrassaporci, piscialletto per la diuresi che genera.
  • Girasole dei prati per il suo fiore giallo.

Quando si porta a casa, si fa bollire e poi:

  • Si beve l’acqua della bollitura, amarissima, infernale, che fa bene all’intestino e al sistema epatico-biliare (fegato).
  • Con il taràssaco cotto, olio, pepe, sale e aceto si fa il più buon contorno di verdura cotta che ci sia. Si possono aggiungere anche i petali dei fiori gialli.
  • Fortàja de fratòt͡ʃ: come al solito, si tagliuzza col coltello il taràssaco lesso e si aggiunge alle uova della frittata. Abbondare di aglio.

Altro:

  • Coi fiori si fanno delle gelatine, delle marmellate.
  • Fornisce alle api sia il polline sia il nettare.
  • Mia nonna tostava le radici e preparava una specie di caffè. Stava attenta a non estirpare molte radici, per consentire la riproduzione successiva dell’anno prossimo venturo.
  • Mia nonna usava il brodo per bocca e un impiastro in loco per i dolori reumatici. Anche per le inappetenze.

Il nome significa in greco ‘rimedio agli scompigli’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...