Racconti 5 [467]

ANZIANAUna visita in palestra – Mi stavo esercitando, come d’abitudine, nella palestra dove sono abbonato, per cercare, come tutti, di mantenermi in forma. Era una bellissima ed assolata giornata di primavera e le finestre erano aperte per far entrare dell’aria fresca. C’era la massima tranquillità, gli istruttori stavano facendo il loro lavoro abituale e c’erano circa trenta persone, occupate ciascuno con il proprio programma di ginnastica.   

Nulla di nuovo, insomma, tutto come al solito, una giornata apparentemente qualsiasi. Il mio esercizio in corso consisteva in una lunga pedalata di venticinque minuti alla cyclette, con un certo sforzo applicato e questo per aumentare la tonicità e l’efficienza del sistema cardiovascolare.

Dato che sono un fotofobo e quindi la luce mi dà un certo fastidio, decisi di proseguire nelle pedalate con gli occhi chiusi, tanto, un allarme sonoro mi avrebbe avvisato quando i venticinque minuti fossero trascorsi. Chiudere gli occhi aumentava anche la sensazione di rilassamento.

Pensavo, nel frattempo, alle cose più disparate: in buona sostanza, lasciavo vagare la mia mente dove avesse desiderato.

Mentre ero assorto nel seguire il vagare dei pensieri, con gli occhi chiusi, ho sentito una voce femminile che mi diceva: “Buongiorno… è da lungo tempo che non ci vediamo…”.

Apro gli occhi… accanto alla cyclette vedo una signora distintissima, dal portamento nobile, vestita con un abito lungo, blu scuro, impeccabile, con la vita segnata da una cintura gialla, capelli grigi raccolti e uno chignon voluminoso. La signora poteva avere, mi sembra, attorno ai settantacinque anni.

 Osservo bene: la figura è eretta, dritta, come quella di una ventenne. Anche la voce è limpida, molto giovanile. Due occhi neri e profondi, leggermente ironici, grandi, obliqui, quasi orientali. Nessun rossetto, due orecchini con una perla ciascuno ed un lungo collier, pure di perle. Noto che il vestito è tutto di pizzo blu traforato. La signora mi sorride cordialmente e sta appoggiata ad un bastone rosso, laccato. Sicuramente non le mancano i mezzi… e lei mi sembra, che so? una contessa, una nobildonna e, dal tono della voce, desumo che sia una persona abituata a comandare.

Non replico immediatamente, perché cerco di frugare nella memoria per individuarla e ricordare chi mai possa essere.

Non riuscendo nel mio intento di ricordare qualcosa, le faccio il miglior sorriso a mia disposizione e dico: “Mi spiace moltissimo, signora, mi sento mortificato ma in questo momento mi sembra di non averla mai vista: mi dica, ci conosciamo? mi aiuti lei, la prego…”

La signora, dando un’occhiata al display sulla cyclette, dove si nota che per finire l’esercizio mi mancano undici minuti, dice: “Certamente, ci conosciamo benissimo… forse sarò un poco cambiata… io ho la massima stima di lei ed ho un ricordo molto positivo della sua persona ma ora non vorrei disturbarla, finisca il suo esercizio, prego, ci vedremo fra undici minuti, io nel frattempo vado alla reception della palestra a sbrigare una commissione.”

E così, si allontana verso l’ingresso della palestra, gira l’angolo, entra nella reception e scompare dalla mia vista.

Chi sarà mai? non me la ricordo assolutamente. Che figura…

 Comunque, proseguo col mio esercizio sino alla fine, impaziente di rivedere la signora dal bastone laccato rosso.

Finito l’esercizio, la cerco con gli occhi per avvicinarmi a lei ma nella palestra non c’è. Sarà forse ancora alla reception… vado quindi alla reception e chiedo: “C’era una signora, con un lungo vestito di pizzo blu… una cintura gialla… un bastone laccato rosso… molto elegante… piuttosto anziana…”

Perbacco! alla reception non l’hanno vista mai… com’è possibile? sarà andata forse in giro per la palestra… passo in rassegna tutti i presenti in tutte le stanze e chiedo loro, uno per uno, se hanno visto una signora… distintissima… anziana… bastone laccato rosso… no, non l’ha vista proprio nessuno.

Mi chiedo ancora come sia possibile. Un bastone rosso non può passare inosservato.

Ho fatto forse un sogno? ho avuto forse una visione? non ne so il nome, di lei non so assolutamente niente: da allora e sinora, non si è fatta vedere mai più.

Era una creatura di questa terra? chi lo sa? perché si ricordava di me positivamente?

Sono passati mesi, ormai… non ho più visto la signora col bastone laccato rosso. Nonostante io non riesca ancora a capire cosa sia successo, istintivamente, inconsciamente, ho un ricordo molto piacevole dell’episodio, come se avessi parlato con una persona amica, come se questa persona mi dovesse portare fortuna: comunque, il pensiero dell’episodio vissuto mi suscita sempre un certo timore, una certa apprensione.

 

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