Mandelbrot [472]

mandelbrot
Una foto di Mandelbrot e di un suo insieme matematico.

Benoît B. Mandelbrot (Varsavia, 20 novembre 1924 – Cambridge, 14 ottobre 2010) è stato un matematico polacco naturalizzato francese, noto per i suoi lavori sulla geometria frattale.    

Potete trovare la sua biografia e commenti sulla sua opera in Internet. Qui siamo invece interessati all’ultimo dei suoi lavori, ‘Il disordine dei mercati’, scritto nel 2003 ed edito in Italia da Einaudi nel 2005, libro di 300 pagine. Il sottotitolo è ‘Una visione frattale di rischio, rovina e redditività’.

In questo libro, Mandelbrot dimostra scientificamente che, quando un fenomeno matematico (o statistico) riguarda il comportamento futuro dell’uomo e dell’umanità in genere, nessunissima previsione si può trarre, osservando il passato, su cosa ci aspetterà per il futuro, data la complessità delle menti umane ma si possono tuttavia fare delle considerazioni generali: possiamo cioè aspettarci una ripetizione della storia umana a grandi linee, come se ci fossero dei cicli (vedi Giovan Battista Vico) ma è impossibile escludere che si possano verificare fenomeni improvvisi ed incredibili che nulla hanno a che fare con questi cicli e che colpiscono severamente l’umanità.

Per gli addetti ai lavori, tali fenomeni improvvisi ed imprevedibili sono conosciuti col termine ‘cigno nero’ e l’espressione originale è stata creata dal libanese Nassim Nicholas Taleb, operatore di borsa e scienziato dei fenomeni incerti.

In buona sostanza, dal combinato che si ottiene dal libro di Mandelbrot e dagli scritti di Taleb, possiamo affermare che quando si verificano avvenimenti rari ed imprevedibili, gli uomini tendono a spiegarli, una volta che siano successi, come se fossero delle cose che si sono verificate una volta e che non accadranno mai più, equivocando soprattutto sulla causa che ha spinto questi fenomeni ad accadere, causa che quasi mai è quella vera.

Per essere più chiari, parliamo della famosa crisi del 1929. Sino al 1987, si continuava a dire che un fenomeno come quello del 1929 era stato causato da episodi relativamente rari e, calcoli alla mano, si sosteneva che una cosa del genere non sarebbe successa mai più e che quindi si poteva investire in borsa senza la paura che fenomeni così enormi si sarebbero ripetuti in futuro.

Per fare questo, si utilizzava (sbagliando!) una metodologia statistica ‘normale’ (la Distribuzione di Gauss) e si ricavava da tale distribuzione il principio che la probabilità che si ripetesse un fatto analogo al 1929 in futuro era una su miliardi di miliardi di miliardi, cioè, in pratica, il 1929 non si sarebbe ripetuta mai (per i tecnici, 6 o 7 scarti quadratici medi). Il problema stava nel fatto, come dimostra Mandelbrot, che per studiare quell’avvenimento non era (e non è) possibile utilizzare la Distribuzione di Gauss per una serie di ragioni che sono complesse e che potete leggervi comunque nel testo indicato: la crisi del 1929, in realtà, può ripetersi in ogni e qualsiasi momento (come ad esempio in America nel 1987, in Giappone nel 1989, in Asia nel 1997, di nuovo in America nel 2000, ancora in America nel 2007 ed infine in Europa, dal 2008 sino ad oggi) senza che ci sia data la possibilità di fare alcuna previsione sull’imminenza di un nuovo ‘cigno nero’, cioè di una crisi violentissima e improvvisa.

Si conclude dicendo che gli esperti di finanza, di borsa e i politici in genere, in verità non sono affatto esperti e ci sono due osservazioni da fare:

  • Probabilmente, ignorano completamente i fenomeni in corso, non sono in grado di capire cosa li abbia causati ed ancor meno sono in grado di capire come andranno a finire: semplicemente, si danno arie di sapere e siccome anche la gente non capisce niente, se la ridono sotto i baffi.
  • Oppure, hanno capito perfettamente che le previsioni in materia di ciclicità umana non sono possibili ma questo li farebbe cadere dal trono dove loro stessi si sono seduti, novelli maghi della pioggia.

Parliamo di un mago della pioggia. Molto tempo fa, l’uomo credeva di poter comandare la pioggia e che ci fossero degli individui particolarmente dotati, che potevano far piovere o meno a loro piacimento. Questi maghi, se non riuscivano a far piovere, potevano anche rischiare la vita ma per loro valeva la pena di provare perché, sin che erano in auge, guadagnavano quello che volevano. Col tempo, si è capito che l’uomo non aveva e non poteva avere queste doti magiche. Si pensò allora che ci fossero delle creature superiori, degli dei, dei santi e così via, ai quali ci si poteva raccomandare per la pioggia. Il popolo possedeva tuttavia il controllo sull’efficienza del dio o del santo. Questo è talmente vero che in alcuni paesi si è cambiato il santo protettore sostituendolo con uno nuovo, perché il santo precedente non riusciva a far piovere.

Ebbene, gli esperti di finanza sono oggi come erano i maghi della pioggia: non sanno niente, non capiscono niente ma, siccome la gente ne sa meno di loro, fanno finta di sapere e fanno la bella vita. Sino a quando la gente non se ne rende conto e si ribella…

Fatti salienti citati più sopra:

  • America nel 1987. Improvvisamente in ottobre, in un sol giorno, il lunedì 19 ottobre 1987, Wall Street perse il 22.61%.
  • Giappone nel 1989. L’indice Nikkei faceva 40 mila. Il Giappone poteva fare quello che voleva (dumping, violazione di regole) e quindi il Giappone era il paese del Bengodi e gli occidentali erano obbligati ad accettare i capricci dei giapponesi, perché erano il baluardo contro l’Unione Sovietica. Gli occidentali erano pronti, in territorio giapponese, a difendere i propri interessi. Poi, crollò il muro di Berlino e il Giappone non fu più importante come era prima ma nessuno ci aveva pensato. Oggi sono passati 27 anni e il Nikkei segna il valore di 16254. Dopo 27 anni, le perdite che erano giunte quasi al 90% segnano ancora una diminuzione pari al 59.37%. La deflazione ha coperto tutto il periodo, che si volesse oppure no.
  • Asia nel 1997. I mercati asiatici entrarono in crisi profondissima assieme a tutti i paesi emergenti: erano saliti troppo. Crolla il fondo americano LTCM.
  • America nel 2000. Come nel 1929 ci fu il passaggio del settore trainante dall’agricoltura all’industria, con speculazione eccessiva e crollo dell’industria, nel 2000 ci fu il passaggio dall’industria alle telecomunicazioni (Internet) con speculazione eccessiva. Nel 1929 il nuovo settore trainante gonfiato (Dow Jones) perse il 90% e nel 2000 il nuovo settore trainante gonfiato (Nasdaq) perse parimenti il 90% e cominciò a risollevarsi nel 2003-2004. Warren Buffet e l’USB svizzera, che avevano investito un sacco di soldi, non vollero perdere: tirarono su i mercati, vendettero ai massimi e poi abbandonarono le borse al loro destino.
  • America nel 2007. A seguito della crisi del Nasdaq, gli speculatori cercarono di recuperare quanto avevano perso, aiutati in questo dalle autorità. Ma le cose andarono male e le banche che avevano partecipato a speculazioni ignobili crearono una situazione spaventosa, che poi coinvolgerà anche l’Europa. Lehman Brothers fallisce ma dovevano fallire in tante.
  • Europa, dal 2008 sino ad oggi. La crisi viene dalla Germania, contaminata dagli Stati Uniti. Riporto solo questo: a proposito della Deutsche Bank, “…gli analisti di Barenberg hanno lanciato un duro allarme sullo stato di salute del colosso tedesco che ha in pancia la ‘modesta’ cifra di 55.000.000.000.000 (55.000 miliardi!) di euro di titoli tossici. Giusto per darvi un termine di paragone, l’intero debito pubblico italiano, considerato dai politici tedeschi un ‘crimine verso il virtuoso popolo tedesco’ è di soli 2.200 e poco più miliardi di euro.” Leggetevi il sito Internet relativo perché sembra una cosa impossibile ma vi assicuro che non lo è. Quando l’ho capita, in un viaggio in America nel 2007, nell’aprile 2008 ho venduto la mia azienda che faceva previsioni di borsa. Per fortuna o per capacità previsiva l’ho venduta, altrimenti non l’avrei venduta mai più.
  • Deflaziione. A dimostrazione che il sistema politico-economico è autoreferente, basti considerare l’atteggiamento nei confronti della deflazione, ignorata da tutti o per incompetenza e, molto più probabilmente, perché non la si vuole vedere in quanto contraria agli interessi del sistema attuale. Come lo struzzo, si mette la testa sotto la sabbia per non vedere quello che non comoda, rallentando lo sviluppo dell’economia. Sull’argomento della deflazione e sulla mia previsione, vedere il mio blog del 12/3/2012 oppure anche quest’altro oppure ancora quest’altro. Mentre chi ha debiti, ovvero i politici e il governo italiano, sono interessati all’inflazione, i risparmiatori stanno meglio in periodo di deflazione. Questo viene boicottato e i media dicono che la deflazione è un danno. Ma lo è solo per chi ha debiti. Un modello di sviluppo basato sui debiti come quello attuale dell’occidente, è destinato a finir male. Gli altri modelli possibili sono numerosi.
  • Altro argomento spinoso, di cui eventualmente parleremo in seguito.

Le cose non sono finite. Purtroppo.

 

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