Tempo fuggente 1 [474]

pontile
Venezia – Gente in attesa di passare dalla terra ferma al pontile, al quale attraccherà il vaporetto. Notare la passerella in discesa perché la marea è relativamente bassa.

Torno a Venezia, dopo anni che non prendo il vaporetto accelerato Linea 1 e riprovo l’emozione del veneziano.     

Il marinaio dell’ACTV (una volta si chiamava ACNIL), colui che fa attraccare il vaporetto al pontile e che si trova a bordo del vaporetto, esegue, per l’attracco, lo stesso, identico nodo che faceva quando io ero un ragazzino.

Al peso del vaporetto (250 quintali) va aggiunto quello dei 210 passeggeri consentiti (più le due persone di equipaggio), in modo che si raggiungono facilmente i 400 quintali: da notare che certe volte i passeggeri sono probabilmente di più o almeno così sembra. Il vaporetto è lungo 24 metri, molto di più di un camion autoarticolato ed è largo 4 metri. Nessuno riuscirebbe a tenere una tale bestia appiccicata al pontile ma usando un nodo speciale, con una fune da 4 centimetri di diametro, si riesce nell’intento.

Il nodo si serra da solo, basta che il marinaio dell’equipaggio tenga una mano guantata sul capo dormiente della gomena (= fune), tenendo il capo stesso premuto sul nodo. La fune geme per lo sforzo e il vaporetto (batèło in veneziano) deve stare assolutamente attaccato al pontile, onde evitare che qualche passeggero, maldestramente, infili un piede tra il vaporetto e il pontile: potrebbe averne la gamba amputata e non sarebbe la prima persona.

Quando le operazioni di sbarco ed imbarco sono terminate, è sufficiente che il marinaio tolga la mano guantata dal capo morto della fune e che spinga il capo leggermente verso il nodo stesso: allora, il nodo si scioglie a la fune può essere agevolmente recuperata dalla bitta del pontile. Bisogna dire che il comandante (l’altro membro dell’equipaggio) facilita la manovra: mentre i passeggeri scendono e salgono, egli terrà innestata la marcia avanti con l’acceleratore al minimo, in modo da favorire la tensione della fune e in modo da tenere il vaporetto attaccato al pontile. Quando le operazioni di sbarco e imbarco siano finite, il comandante, a seconda del movimento di marea e della corrente acquatica relativa, metterà in folle oppure addirittura innesterà la retromarcia per favorire la diminuzione di tensione del nodo e quindi agevolarne lo scioglimento da parte del marinaio.

[Bitta: colonnetta in metallo, terminante con una o due teste a fungo, sita nel pontile, per l’attracco rapido del vaporino.]

Per chi non lo sapesse, diciamo che il pontile serve per facilitare la discesa e la salita dei passeggeri. Il pontile stesso galleggia sull’acqua è il calpestio sul pontile è, di solito, circa alla stessa altezza del calpestio sul vaporetto, quando quest’ultimo sia mediamente affollato. Il vaporetto si troverà ad avere il calpestio più alto nel caso che il mezzo sia quasi vuoto e il calpestio sul vaporetto sarà molto più basso in caso di grande affollamento. La differenza di livello tra i due calpestii può essere, in casi eccezionali, anche di quaranta centimetri. In questi casi, il marinaio cercherà di dare una mano ai passeggeri che abbiano una qualche difficoltà di deambulazione.

I pontili più pericolosi sono quelli che sono in laguna dalla Salute sino al Lido, perché in tale zona la laguna è aperta al vento e al moto ondoso ed è molto difficile tenere il vaporetto attaccato al pontile. L’alta e la bassa marea non sono influenti sul collegamento fra vaporetto e pontile ma lo sono invece sul dislivello tra il pontile e la riva, alla quale è collegato il pontile. Con la bassa marea, il pontile scende di molto rispetto alla riva (e così pure il vaporetto) e le passerelle che collegano il pontile alla riva sono molto inclinate. Con la marea molto bassa, le persone che vanno dalla riva al pontile devono affrontare sulla passerella una discesa molto ripida ma solitamente ciò non causa eccessivi problemi. Ancora, con la marea molto bassa, i problemi ci sono invece per chi dal pontile deve andare verso terra: in questi casi, la passerella diventa una salita che può essere ripidissima e le persone poco agili sulle gambe possono avere seri problemi e possono avere bisogno di aiuto dal marinaio del pontile, che non è quello dell’equipaggio. Il marinaio del pontile, tuttavia, non è detto che sia sempre presente.

[Segue su Tempo Fuggente 2]

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