Occidente ed Europa [480]

giglio
Un tramonto all’Isola del Giglio – Un poco più a destra del sole si trova l’isola di Montecristo – Estate 2008 – Ernesto Giorgi ©

L’Occidente si identificava con l’Europa. O meglio, per un certo periodo l’Europa è stata l’Occidente. L’Occidente sta andando sempre più verso ovest. Ovvero, la civiltà occidentale sta andando sempre di più verso ovest.

Tempo addietro, la frontiera dell’Occidente (e la sua civiltà orizzontale) era la Grecia. Poi, forse ripetendo l’evoluzione da est ad ovest di cui parla Emile Benveniste, la civiltà europeo-occidentale-orizzontale si è spostata in Italia, per poi passare alla Spagna e alle Americhe, dapprima sulla costa orientale ed attualmente sulla costa occidentale (Los Angeles, Vancouver, Seattle).

All’alba, l’uomo riflette sulla presenza di Dio e gli orientali sono permeati da questi pensieri. Al tramonto, l’uomo viene ispirato da sé stesso. Queste cose sono profondamente radicate in noi (vedi lo svizzero Carl Gustav Jung, 1875 – 1961).

Un tempo considerata occidentale, oggi la Grecia è considerata orientale. L’aurora porta all’uomo la religione e le religioni vengono dall’oriente, mentre il tramonto porta la riflessione, la civiltà e il progresso. In questo quadro, il paese più riflessivo, più civile e più progredito slitta a sua volta da oriente verso occidente. Dopo la Grecia è toccato a Roma e così via.

Oggi, come la Grecia un tempo, la civiltà europea e la sua occidentalità, la sua orizzontalità, si stanno indebolendo. Nell’Europa debole si stavano impiantando il Nazismo, il Fascismo e il Franchismo. I nuovi occidentali, gli americani degli Stati Uniti, sono venuti in nostro soccorso sia nella prima che nella seconda guerra mondiale.

Essendo la Terra circolare, questo movimento delle civiltà orizzontali-occidentali verso ovest non finirà mai.

Mentre l’orientalità può insegnare i suoi principi all’occidentalità, non può collaborare con essa, perché fatalista eppertanto convinta che l’uomo sia predestinato, che tutto dipenda da chi sta in cima alla verticalità, cioè Dio.

L’europeismo è una civiltà collaborativa, non teocratica, agnostica, che crede in sé stessa e può quindi progredire e perfezionarsi. L’europeismo è molto umano e ogni tentativo di instaurarvi una teocrazia, un sistema verticale, in Europa non può facilmente riuscire e comunque non può permanere se non mitigato da regole blande. Così, non poteva attecchire definitivamente il fascismo e tanto meno il nazismo, se non in Germania. Così dicasi per qualunque tipo di chiesa, verticale come tutte le chiese, nemiche dichiarate dell’europeismo occidentale. Le chiese, in Europa, hanno un antagonista feroce: il germanesimo, in quanto concorrente delle chiese. Il popolo tedesco non è da considerare un popolo europeo e ben lo sapeva Hitler quando cercava le sue radici in Asia, cercando qualcosa come la razza ariana. I tedeschi sono teocratici, verticali, obbedienti ai dettami dei livelli superiori e la loro civiltà assomiglia alle antiche civiltà orientali. Ad esempio, le deportazioni ebraiche perpetuate dal nazismo non trovano riscontro in Europa e l’unica somiglianza si trova nella deportazione degli ebrei stessi a Babilonia, fatta da un altro popolo asiatico. Un occidentale-europeo-orizzontale non è nemmeno in grado di immaginare la ‘soluzione finale’ immaginata dai nazisti.

Il nazismo aveva un vice-Dio, il dio della religione tedesca era il Terzo Reich, che doveva durare millenni, assoggettando tutti gli altri popoli, orizzontali o verticali che fossero. Inoltre, i tedeschi hanno sempre venerato chi li comandava, dando loro obbedienza assoluta, fino alla morte: Federico Barbarossa (1122-1190), Guglielmo II° di Prussia e Germania (1859-1941), Hitler (1889-1945), Federico II° di Svevia  (1194-1250).

I tedeschi non partecipano all’europeismo, ad una civiltà umana orizzontale. Come detto sopra, anche il popolo tedesco può insegnare ma non può collaborare con gli altri paesi europei. La Germania ha una visione sua propria dell’Europa e concepisce solo un’Europa germanizzata, costruita con metodi e strutture tedesche. I tedeschi si ritengono chiamati all’alto destino del comando sull’Europa perché la Germania è il loro dio e la devono onorare.

Notate: la Germania non è mai intervenuta a favore dell’indipendenza di qualche altro popolo europeo: sarebbe come ritardare il proprio obiettivo finale. Il popolo tedesco vuole obbedire alla Germania e pertanto non concepisce e odia la libertà e chi aspira ad essa.

Alcuni spunti di questo articolo sono presi da un articolo del 15 ottobre 1944, pubblicato su ‘Domenica’ da Alberto Savinio (1891-1952). Gli stessi concetti si trovano espressi anche da Ignazio Silone (1900-1978). Era verosimile quella volta, è ancor più vero al giorno d’oggi.

Il dramma odierno dell’Unione Europea è proprio questo e dipende in gran parte da quanto abbiamo detto.

Si conclude dicendo che le condizioni in Europa (e soprattutto in Italia) sono mature per nuove dittature (sempre possibili anche in una società orizzontale) ma che le stesse non potranno comunque durare. E dato che la Germania difficilmente abbandonerà una nuova dittatura dopo che sarà entrata in funzione, mentre gli altri stati la faranno durare ben poco, questa sarà la fine dell’Unione Europea, se non verificatasi prima. 

 

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