Nomi Veneti 3 [481]

marcaurelio
Un’immagine equestre dell’imperatore e filosofo romano Marco Aurelio.

Armàndo – Nome molto diffuso in Italia. Fu adottato nel 1700 dalla lingua francese Armand, che in realtà era un adattamento di Hermann. Si dice anche Ermanno, versione longobarda del nome. Viene da harja (esercito, nazione armata) e mann (uomo). Quindi ‘uomo dell’esercito armato’. Il nome ha avuto larga diffusione perché il maresciallo Armando Diaz, che dopo lo sfondamento di Caporetto riuscì a bloccare l’offensiva austriaca, era considerato un eroe.

Arrìgo – Nome molto diffuso in Italia, variante di Enrico. Di origine germanica e diffuso nel nord-Italia. Viene da hain (patria) e rich (uomo potente, signore). Significa quindi ‘un signore della nostra patria’. Nome usatissimo fin dal XII° secolo (1100-1200). Il nome venne usato da principi, duchi e regnanti.

Artùro – Nome controverso, quasi solo maschile. Tacito cita una Artòria e Giovenale cita un Arctùrius. Si tratterebbe quindi di un nome gentilizio romano di probabile origine etrusca. Poi, compare un Artùrius, pricipe irlandese, ucciso nel 596. Potrebbe poi essere il celtico artos (orso) oppure l’irlandese art (pietra). Arturo, stella luminosissima, la più luminosa del nostro emisfero, della costellazione di Boote, verrebbe anche dal greco Arktùros, a sua volta da arktos (orso) e urà (coda). Quindi, ‘coda di orso’ è il nome della stella e il nome di una persona splendente come la stella Artùro. Nome affascinante per la sua misteriosa origine. Famoso il nome di re Artù, del ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Mentre lo spagnolo è uguale all’italiano, abbiamo Arthur in inglese, francese e tedesco.

Assùnta – Nome molto diffuso e d’ispirazione religiosa, che ricorre come onomastico il 15 agosto, assunzione in cielo di Maria. L’equivalente spagnolo, diffusissimo, è Asunción.

Augùsto – Nome abbastanza diffuso. Per la prima volta, il Senato Romano lo attribuì a Giulio Cesare Ottaviano nel 27 a.C. Fu in seguito la denominazione adottata da tutti gli imperatori romani. Il significato è ‘predestinato’, così come si collega ad augur, augurium. Molti furono i prìncipi elettori (Sassonia, Polonia) che portarono tale nome. Molto diffuso anche al femminile, nel Veneto, il nome perde (come spesso succede nel Veneto) la lettera ‘a’ iniziale e diventa quindi Gùsto, Gùsta.

Aurèlio – Nome che viene dal latino Aurèlius, di origine sabina e che fa riferimento al dio del sole sabino, Ausel. Quindi, ‘splendente’. Un altro derivato è Auròra. Nome controverso, perché altri lo vogliono far derivare dal latino àurum (oro). Nel 241 a.C. un Aurelio, precisamente Caio Aurelio Cotta, costruì una strada consolare che ora è la Strada Statale 1, la via Aurelia. Ricordiamo l’imperatore Marco Aurèlio (121-180, vedi immagine), generale, filosofo stoico e scrittore, saggio sovrano, che cinse Roma con le Mura Aureliane.

Auròra – Nome che si rifà ad Aurèlio (vedi).

Bàrbara – Nome quasi solo femminile, viene dal greco bàrbaros (che balbetta, che non parla bene). I barbari sono dunque gli stranieri che non sanno parlare bene la nostra lingua. Il nome si è diffuso perché esiste nell’agiografia una Santa Barbara. Egiziana, del III° secolo dopo Cristo, Barbara si converte segretamente al cristianesimo. Scoperta e denunciata dalla sua stessa famiglia, è proprio suo padre che la vuole decapitare, secondo l’usanza. Mentre Barbara muore con la testa tagliata, il padre viene contemporaneamente colpito dalla giustizia divina e un fulmine si abbatte su di lui. Da quel momento, Barbara viene considerata una difesa contro i fulmini e contro gli incendi. I depositi di munizioni a bordo delle navi si chiamano santabarbara e sono affidati alla sua protezione. La santa è anche, per estensione, protettrice degli artiglieri e dei pompieri.

Bartolomèo – Nome abbastanza diffuso in tutto il mondo cristiano ed anche nel Veneto. Forme abbreviate sono Bàrtolo, Bórtolo (usatissimo), Mèo e il veneziano Bortolomìo. A Venezia il cognome Meo è abbastanza diffuso. Forse deriva dalla lingua di Gesù, l’aramàico, dove abbiamo bar (figlio) e Thalmay (Toloméo): dunque, ‘figlio di Toloméo’. San Bartolomeo apostolo diffuse il cristianesimo prima in Arabia, poi nell’Asia Minore ed infine in Arménia, dove sarebbe stato scorticato, spellato vivo e poi decapitato. Molti paesi hanno come patrono questo santo, raffigurato come un uomo che tiene in mano la sua pelle, la cui commemorazione cade il 24 agosto. Barthélemy e Bartholomé in francese, Bartholomew in inglese, Bartolomé in spagnolo, Bartholomaeus in tedesco e Varfolomei in russo (dove la lettera ‘b’ iniziale diventa ‘v’, come Basìlio > Vasìli). Notare che il Vangelo di San Giovanni non usa Bartolomeo ma Nathanael (Dio ha dato) e cioè Nataniéle. Benché i nomi siano completamente diversi, secondo l’agiografia cristiana, Bartolomeo e Nataniéle si riferiscono allo stesso personaggio.

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