Marco e Todaro 17 [490]

marcoTodaro(Vedi anche i precedenti, l’ultimo dei quali è Marco e Todaro 16).    Todaro: “Màrco, i xe tùti preocupài par colpa de ‘sta Unión Européa, che par che no ła vògia savérghene de far i intaréssi de ła zénte, ànsi par che no i comànda gnànca lóri, par che comànda àltri…” [Marco, sono tutti preoccupati per colpa di questa Unione Europea, la quale sembra che non voglia saperne di fare gli interessi della gente, anzi sembra che non comandino neppure loro, sembra che comandino degli altri…]

Marco: “Càro el me Tòdaro, i xe problèmi gròssi che i dovarìa interessàr anca nuiàltri italiàni, ma go idéa che nuiàltri italiàni ghe n’avémo de ‘ncóra più gròssi. Bisognarìa far un listón, scrìvar tùti i problèmi che gavémo e cominssiàr da quéłi più urgénti, ‘ndàndo par òrdine… sarìa mègio sentìr còssa che el ghe ne pénsa uno che gà dimostrà de capìr calcòssa: Giovanni Giolitti, tànte vòlte Presidénte del Consìlio dei Ministri, dal 1892 al 1893, dal 1903 al 1905, dal 1906 al 1909, dal 1911 al 1914,  dal 1920 al 1921: dòpo un moménto de crìsi, el se gà mésso parfìn cóntro de Mussołìni… ànca se el fasséva parte de ła vècia sinìstra, el gavéva ‘na véna de liberàl e mi ło consìdero un bràvo òmo. In più, el xe stà al govèrno par tànti àni e de sicùro el ghe ne sa ‘na pàgina più del lìbro. Xe rivà la so ómbra… Presidente Giovanni Giolitti, bóna seràta…” [Caro il mio Teodoro, sono problemi grossi che dovrebbero interessare anche noi italiani, ma ho idea che noi italiani se ne abbia di ancora più grossi. Bisognerebbe fare un elenco, scrivere tutti i problemi che abbiamo e cominciare da quelli più urgenti, andando per ordine… sarebbe meglio sentire cosa ne pensa uno che ha dimostrato di capirne qualcosa: Giovanni Giolitti, tante volte Presidente del Consiglio dei Ministri… eccetera… dopo un momento di crisi, si è messo persino contro Mussolini… anche se faceva parte della vecchia sinistra, aveva una vena di liberale e io lo considero un brav’uomo. In più, è stato al governo per tanti anni e di sicuro ne sa una pagina più del libro. Ecco arrivata la sua ombra… buona serata…]

Giovanni Giolitti: “Buona sera, carissimi, sono lieto di rompere la monotonia dell’eternità e di rispondere, se posso, alle vostre domande.”

Marco: “Presidente, se parlàva qua co Tòdaro che i problemi dei italiani i ‘ndarìa méssi in ordine de importànsa e che bisognarìa provàr a partìr dai più gròssi…” [Si parlava qui con Teodoro che i problemi degli italiani andrebbero messi in ordine di importanza e che bisognerebbe provare a partire dai più grossi…]

Giovanni Giolitti, dopo un attimo di riflessione: “Bene, bene… comincerò dal premio di maggioranza che, indissolubilmente unito alla legge elettorale, costituisce per l’Italia di oggi il vero problema, perché questi due problemi, assieme, se risolti, possono cambiare l’Italia stessa. Tutti gli altri problemi, se risolti, non risolverebbero niente se questi due dovessero rimanere insoluti. Premetto: un premio di maggioranza, che potrebbe esistere in teoria, non è applicabile agli italiani per motivi essenzialmente storici che ora esamineremo assieme.

I paesi che possono avere un premio di maggioranza sono i paesi dove i partiti di sinistra, anche se divisi, non sono divisi da un abisso ma sono, piuttosto, uniti da una forte immagine del socialismo del futuro, cioè dell’Europa, perché il socialismo è Europa, è sinonimo di Europa e fuori dall’Europa il socialismo praticamente non esiste, nemmeno negli Stati Uniti d’America.

Nei paesi europei come l’Italia, tuttavia, non sono possibili premi di maggioranza perché tra le varie fazioni ci sono degli abissi. Quindi, non esistendo nemmeno lontanamente l’idea di un socialismo unificato e profondamente sincero, questi ultimi paesi, Italia compresa, non sono Europa. L’Europa vera, come abbiamo detto, è a struttura democratica orizzontale, tra persone che si rispettano e che si attribuiscono reciprocamente pari dignità. Tra costoro, una struttura verticale o piramidale o dittatoriale che dir si voglia non può esistere, perché non esiste il concetto di uomini inferiori e di uomini superiori, come siano noi, come gli europei del sud, tedeschi compresi: noi del sud siamo tutti permeati di concetti piramidali, dittatoriali, di persone più importanti e di altre meno importanti ed infatti la religiosità viene dall’Asia, dove ci sono esclusivamente strutture piramidali. I paesi dove si è consolidata la mentalità a struttura orizzontale sono la Gran Bretagna, la Svizzera ed i paesi scandinavi. Ripeto, per chiarire ulteriormente, che nei paesi come l’Italia la vera struttura sociale è verticale, dirigistica, con capi che impartiscono ordini, compresa la Chiesa Cattolica, verticale, diversa per struttura dalla Chiesa Protestante. Notate che all’interno dell’Unione Europea non ci sono paesi democratici a struttura orizzontale. La Germania e la Francia sono a struttura verticale, Bilderberg vuole la struttura verticale, i burocrati di Bruxelles sono a struttura verticale, l’Accordo Trilaterale vuole la struttura verticale, il che implica un popolo bue che non capisce niente e soprattutto non è interessato a capire.

Nei paesi come l’Italia, abbiamo avuto nel passato delle parentesi a struttura orizzontale ma il verticalismo dittatoriale ha ripreso sempre e  presto il sopravvento. In quei periodi, l’Italia e gli altri paesi del centro-sud Europa erano semplicemente in attesa di riprendere la struttura verticale, dove la gente non pensa perché non vuole pensare, non vuole decidere (decidere implica l’infelicità) e si limita ad obbedire. Ciò avviene manifestamente all’interno della Chiesa Cattolica. Contrariamente a quanto comunemente si crede, non è stata la Chiesa Cattolica a forgiare questi atteggiamenti: i latini e gli europei meridionali c’erano già da molto tempo e ben prima della Chiesa Cattolica e sono quindi loro che hanno forgiato la Chiesa in base alle proprie segrete ed inconfessabili aspirazioni.

Nei paesi latini, i premi di maggioranza che sono invece utilizzabili nei paesi orizzontali, dove regna una certa armonia, come i paesi europei del nord, in questi paesi latini, dicevamo, il premio di maggioranza è come la zizzania. Siamo quindi ripiombati nell’asiaticità verticale, anche se ne eravamo rimasti fuori per un paio di secoli. I tedeschi invece non ne sono mai usciti. Motivi di tradizioni, di ambizioni, desiderio di unificazione (Anschluss, razza tedesca unita) e contemporaneamente di espansione (Deutschland über alles, la Germania sopra tutti), sono talmente radicati nelle popolazioni tedesche che la Germania camminerà ancora per lungo tempo nei territori della fase maniacale autoritaria.

Una nota che pochi conoscono e che dimostra come i tedeschi non siano cambiati: La Germania ha sempre avuto, negli ultimi secoli, due insiemi di colori nelle sue bandiere. Invito ad osservare che nei periodi di aggressività, di unificazione ricercata, di espansione voluta, la bandiera tedesca è stata sempre bianca, rossa e nera, pur con diverse disposizioni dei colori ma pur sempre con quei colori. Dovreste visitare su internet almeno il sito che vi propongo qui. Vi sono pubblicate la bellezza di 22 bandiere tedesche: tutte bianco-rosso-nero nei periodi maniacali e giallo-rosso-nero nei periodi in cui la Germania aveva la coda tra le gambe. Delle 22 bandiere, soltanto una ha colori diversi e cioè bianco-blu-rosso ma è stata imposta dagli alleati dopo il crollo del nazismo e questo dal 1946 al 1950. Pertanto, l’unica bandiera con colori differenti non è in realtà una bandiera che sia stata creata dai tedeschi. Il periodo subito dopo il nazismo fu un periodo di ‘coda tra le gambe’ e quindi i colori non potevano che essere giallo-rosso-nero, col bianco sostituito come sembra, in caso di sconfitta, dal giallo (il colore della vergogna ?). La storia sarebbe molto più lunga e parte dal Brabante, regione a suo tempo del Belgio, ora olandese, che per prima introdusse tali colori e li vide adottati dal Belgio stesso, per una storia di sconfitte e rivincite che non è qui il caso di ricordare. (Il perché è una storia che ha dell’incredibile ed è stata raccontata interamente nel volume La Nube di Oort di Ernesto Giorgi, il quale ha creato anche un blog per tale romanzo).

Quando i nazisti, fuoriusciti dalla Germania in Yemen, Egitto e Siria formarono il partito nazional-socialista (ovvero nazista) Baath, questi tre paesi si riunirono nella RAU, Repubblica Araba Unita (dal 1/2/1958 sino agli anni ’70) e i colori delle loro bandiere furono sempre Bianco-Rosso e Nero, he erano i colori della Germania vincente. I nazisti si proponevano quindi una rivincita in questi tre paesi. L’Iraq, benché non facesse parte della Rau, sotto l’influenza dei nazisti, adottò anch’esso gli stessi colori. Le bandiere dei quattro paesi arabi si distinguevano per dei piccoli fregi scritti in arabo, di colore verde, al centro delle bandiere stesse. L’unico superstite del Baath nazional-socialista è ancora oggi Assad, in Siria.

Riassumendo, l’Europa può avere il premio di maggioranza dove il socialismo, sinonimo di Europa, è maturo e quasi unificato; dove invece, come in Italia, il socialismo non sia maturo, ci sarà sempre l’impossibilità di uscire, per lunghi periodi, dal più stretto proporzionalismo, perché il paese è sempre in attesa di una dittatura (che definiamo verticale) che unifichi le divergenze. Tuttavia, tali divergenze saranno sminuite ed unificate in tempi lunghissimi se la democrazia dovesse prendere il sopravvento.

Come per la storia della bandiera tedesca, molte situazioni rimangono incomprese e chi comanda tende a non parlarne: più il popolo è ignorante, più guarda le soaps-opere e più è duttile ed obbediente. La leggenda del panem et circences  (pane e divertimenti) continua, dai tempi di Roma, ad essere mandatoria per preservare il potere di chi comanda.

Ecco quindi la ragione per cui i partiti di sinistra in Italia sono terrorizzati all’idea di cedere sul fronte dei principî utopistici: il popolo ignorante vuole l’utopia perché consente di sognare e di non affrontare la realtà. Il dittatore viene apprezzato perché di fronte ad ogni bivio è lui che decide e il popolo lo segue senza responsabilità alcuna. Se poi il duce dovesse sbagliare, la colpa sarebbe del dittatore, in quanto per l’appunto dittatore e il suo destino sarebbe di nuovo sicuramente quello di essere appeso per i piedi a Piazzale Loreto. L’utopia va perpetrata da chi comanda perché la gente la vuole e pertanto tali partiti amano mostrarsi intransigenti, irragionevoli e demagogici, in breve utopici. Hanno sempre, tuttavia, il terrore che arrivi uno col bastone perché sanno perfettamente che il loro comportamento utopico, in realtà, è nocivo per la popolazione ma… fin che dura, si mangia, si ruba…

La Germania è un caso unico, a sé stante, asiatica e più che mai pronta alla dittatura. Questo dipende anche dalla conformazione geografica della Germania stessa, che ha pochi sbocchi al mare e sogna sempre l’espansione. I tedeschi, guerrafondai, sanno bene che le guerre si vincono solo se il paese sarà impostato come un esercito. Non per niente i nazisti cercarono le loro radici in Asia…

Grande errore è stato quello di fare un’Unione Europea lasciando l’egida a gente simile e i maggiori responsabili sono sicuramente i francesi, i quali, così come alla fine della prima guerra mondiale, hanno sistematicamente sbagliato tutto.

Si sta ora defilando dall’Unione Europea l’unico paese orizzontale, la Gran Bretagna, se pur mai vi era entrata completamente.

Per concludere, le discussioni, nei paesi europei civili, non implicano (come invece si teme in Italia) la fine paventata dei partiti (che sono sempre gli stessi) e per tanto i loro governi ombra, impensabili in Italia, sono la preparazione dell’alternanza e dei governi futuri.

Nei paesi come l’Italia, invece, ogni discussione è un dramma, una questione di vita o di morte ed ogni partito non sa se sopravviverà alle prossime elezioni. Per questa ragione ci sono stati e ci saranno in Italia, ancora per secoli, moltissimi partiti.

I politici italiani non possono nemmeno lontanamente pensare a governi ombra, per il semplice motivo che non conoscono il futuro del proprio partito. E in questo senso, la magistratura italiana, a struttura verticale e non meritocratica, ha dimostrato come si possa far finire la prima repubblica e i relativi partiti.

Dato il quadro, figuriamoci se ci sarà mai un politico in Italia, disposto a concedere al nemico il premio di maggioranza. Lo farà soltanto se ad intascare il premio di maggioranza sarà quasi sicuramente lui.

L’atteggiamento del PD è stato infatti proprio questo: aspettiamo, tergiversiamo, vediamo come va, se avremo delle buonissime probabilità di successo, peroreremo il premio di maggioranza, altrimenti no. Lo stesso dicasi per le elezioni. Le elezioni e le leggi che le regolano le vogliono decidere all’ultimo momento: è come giocare alle carte. Se abbiamo gli assi in mano, stabiliremo delle regole per cui chi ha gli assi può prendere tutto, altrimenti, se gli assi li hanno gli altri, dovremo lottare fino alla morte perché gli assi non valgano niente. A riprova di questo disastro, non c’è stata alcuna seria manifestazione di piazza, in Italia, che sottolineasse questi vergognosi abusi: la gente non se ne cura e pertanto ne pagherà, giocoforza, le conseguenze.”

Marco e Todaro: “Gavémo imparà un sàco de ròbe: gràssie, Presidénte Giolìtti…” [Abbiamo imparato un sacco di cose: grazie, Presidente Giolitti…]

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