Altri giochi psicologici 6 [497]

calza

Vedere anche i blogs precedenti (ultimo dei quali, Altri Giochi psicologici 5).

In particolare, esamineremo: Il Gioco della Calza.

Questo gioco viene generalmente portato avanti da una donna che ha qualche motivo particolare per vendicarsi di qualche torto subito. Ovviamente, può esserci (e c’è…) il corrispondente gioco portato avanti da un uomo ma esaminiamo quello con una protagonista femminile.

Dicevamo che questa donna ha dei motivi per volersi vendicare. Può essere stata trattata male nella sua infanzia, ad esempio può avere nelle sue orecchie la madre che dice di lei, parlando magari con qualcuno e credendo che la ragazza stessa non sentisse: “Sai, mia figlia è un po’ bruttina, un po’ antipatica, non sarà mai un tipo che piacerà molto agli uomini: tutto sommato, meglio così perché non avrà grilli per la testa e diventerà una brava moglie di casa. Io lo so perché agli uomini io piacevo moltissimo eccetera eccetera: mia figlia non mi sembra certamente il tipo da fare la smorfiosa e inoltre, francamente, non se lo può nemmeno permettere.”

O magari sentiva il padre (che aveva già dato dentro di sè un giudizio preciso sulla bellezza della figlia) dire: “Guarda che le belle ragazze con molta facilità diventano poco serie e magari non si sposano. Meglio essere allora come sei tu, che sei una ragazza normale, che non avrai tanti corteggiatori e potrai fare una vita serena.”

La parola ‘normale’ significa quindi ‘brutta’, in quanto viene contrapposta a ‘bella’.

Comunque, le situazioni che possono aver causato il rancore sono tante.

Una volta che la madre si sarà fatta questa opinione, sicuramente si comporterà nel seguente modo.

Se la figlia trova un corteggiatore che la abbandona, dirà dentro di sè che si trattava di un fatto prevedibile, che lei lo sapeva già e dirà invece esplicitamente alla figlia: “Io che ero una bella ragazza ho esperienza, sono tua madre e di me ti puoi fidare: questo era uno che cercava le avventure con le belle donne. Non è fatto per te, che sei una brava ragazza. Meglio così, adesso mangia e non pensarci più…” ‘Brava ragazza’ significa quindi ‘non troppo piacevole’.

Se la figlia trova un corteggiatore che persiste, la madre si mostrerà incredula e lascerà capire che se fosse capitato ad una come lei, che era molto bella, poteva essere sicura di non essere abbandonata e lascerà inoltre capire che la figlia, data la sua scarsa avvenenza, dovrà sempre aspettarsi il peggio.

Ripetiamo, questi sono solo degli esempi: le situazioni reali possono essere altre ottocento e venticinque, tutte differenti l’una dall’ altra.

Per un poco di tempo la ragazza, diciamo che abbia sedici o diciassette anni, incassa le offese, perché tali sono e:

  1. Odia inconsciamente la madre che era più bella di lei e che lo fa pesare.
  2. Odia inconsciamente il padre in quanto una figlia, sempre inconsciamente, cerca di piacere prima di tutto al padre, per sperimentare il suo successo con gli altri uomini.
  3. Si trova ad avere un copione di vita in mano, un pezzo di carta sul quale c’è già scritto quale sarà la sua vita futura ed indirettamente quali decisioni dovrà prendere per non dispiacere ai suoi genitori.
  4. Il punto due viene riconosciuto come essenziale, dai genitori, per tutti gli appartenenti al genere umano ma non per i propri figli: stupidità e miopia dei familiari.

Per il momento, accetta dalla madre il suggerimento di mangiare e diventa un pallone. Ad ogni contrarietà, si sente dire ‘mangia che ti passa’. Obesa. Speriamo che non arrivi a drogarsi.

Poi, un giorno, trova in biblioteca un suo compagno d’infanzia, Piero, che le dice: “Ciao Maria, no ti pàr ‘gnànca più ti, ti te ga ingrassà… màssa… ti gèri cussì ‘na beła tósa, ti me piaxévi pròpio, ti dovaréssi far un póca de pałèstra…” [Ciao, Maria, come ti sei ingrassata, troppo, eri così carina, mi piacevi proprio… dovresti fare un poco di palestra].

 Maria non sa cosa rispondere, anche perché le cose che abbiamo appena esposto non le sono tanto chiare. Trova la sua amica del cuore e riferisce del discorso fatto dal suo amico in biblioteca. La sua amica risponde: “Xé véro, so d’acòrdo co Piero, ànca me papà st’àltra séra el ga dìto: ła Marìa gèra pròpio na bèła tósa, la se gà rovinà par el sànto magnàr…

Improvvisamente, Maria si rende conto della realtà: i genitori, forse per proteggerla da un brutto mondo, forse per protagonismo della madre o forse per stupidità (non tutti abbiamo genitori intelligenti) le hanno raccontato un sacco di stupidaggini. Ma non è mai troppo tardi. Decide di stracciare il copione dove c’è scritto il suo futuro, decide che farà di testa sua ed inconsciamente decide di non mangiare più, anche per fare un dispetto alla madre. Diventa anoressica…

Poi, qualcuno le fa capire che non si può morire per far dispetto ai genitori (ma lei di questo non si era nemmeno resa conto) e che quando ha buttato via il copione con le cose insegnate sbagliate, ha buttato via anche alcune cose che erano buone: dovrà riscriversi il copione da sola, da capo. Comincia qui la rinascita di Maria, che ha ventun anni, che ora ha una vita indipendente, bene o male decisa da lei. Maria diventa un fiore di bellezza con la luce negli occhi ma… come dicevamo all’inizio, il suo inconscio deve vendicarsi, non sa bene come e dove, ma sa che deve vendicarsi.

Monologo: ah, così ero brutta, non piacevo agli uomini… adesso farò vedere a tutti chi sono…

Naturalmente, questo spirito di vendetta in futuro non produrrà niente di buono e gran parte di questi discorsi non sono chiari nella mente conscia di Maria. Sa che sarà punita per questo spirito di vendetta, anche se non sa da chi e come, ma la pentola che bolle con dentro le umiliazioni va aperta, come il vaso di Pandora e che esca quello che deve uscire.

Viene assunta in un’azienda, data la sua eleganza e il suo fascino, come interprete anche perché ha imparato bene le lingue.

La persona che l’ha assunta è la dottoressa X, capo del personale.

Le raccomanda la massima serietà con gli appartenenti all’altro sesso eccetera eccetera.

Ma… Maria ora farà il Gioco della Calza. Quando il direttore le si avvicina per darle delle istruzioni sul prossimo incontro coi clienti tedeschi, le si rompe improvvisamente la calza, alza la gonna, mostra il reggicalze e dice: “Mi scusi tanto, mi si è rotta la calza…” e mostra generosamente quello che c’è da mostrare…

Dopo due o tre volte in cui si trova coinvolto in analoghe situazioni, il malcapitato ed inesperto direttore fa delle proposte, delle avances… non ha capito con chi ha a che fare e inoltre… la presunzione di un uomo è infinita.

Non appena ricevute le avances, la nostra Maria, con aria innocente, si reca dalla dottoressa X, capo del personale, e riferisce l’accaduto: la dottoressa X risponde che, se arriva una bella ragazza, quasi tutti gli uomini non sanno stare al loro posto e che adesso, il direttore, lo sistemerà lei.

La parte iniziale della prima delle prossime duecento vendette è stata consumata. Maria viene in seguito chiamata dalla dottoressa X:

“Maria, ho parlato con quel direttore che le avrebbe fatto delle avances ma egli smentisce tutto e minaccia di andare in tribunale: cosa facciamo?”

Maria, per tutta risposta, tira fuori un piccolo registratore audio dicendo: “Questa è naturalmente una copia, l’originale l’ho messo al sicuro…”

Nel registratore si sentono le avances del direttore… inequivocabili…

Il direttore dà l’out-out: o me o Maria. Maria incassa una grossissima liquidazione, tramiti due avvocati, si conviene pure che la liquidazione comprenda anche un congruo indennizzo per il fattaccio, si precludono ulteriori azioni legali e Maria si ritrova per la strada.

Maria dovrebbe smettere di fare il gioco della calza, dimenticare il passato anche inconsciamente e rifarsi una vita nuova, dove non esistano né genitori né vendette passate. Non è facile ma è possibile, anche se la sua vita resterà per sempre rovinata dalla sua fanciullezza passata coi genitori sbagliati, i quali non ammetteranno mai e poi mai le loro responsabilità.

Ma, mi, so’ la màma, mi credèva de far bén…” [Ma, io, sono la mamma, credevo di far bene…] La madre forse sa di aver sbagliato tutto per qualche suo motivo egoistico e sta negando in malafede oppure nega in buona fede e allora non è nemmeno intelligente.

Ma come diceva Giuseppe Luvison, contadino di Ormelle, “La fièl la stà te’l cùl del gòto.” [Letteralmente: il fiele sta nel fondo del bicchiere. Traslato: l’amaro delle situazioni è sempre di là da venire].

Maria fa molta fatica anche a trovarsi dei fidanzati. O meglio, li trova e li perde subito dopo. La spiegazione è la seguente. Prima o poi, fra fidanzati, si parla della propria infanzia ma per Maria non è un argomento affrontabile. Maria, inconsciamente invidiosa dell’infanzia altrui, deve dimostrare al fidanzato, che purtroppo fa da parafulmine, che lei è stata trattata male nell’ infanzia, che non è vero che non sarebbe piaciuta agli uomini e che lei lo può dimostrare. Come dimostrarlo? ma col Gioco della Calza! Fa quindi il Gioco della Calza col primo che capita, naturalmente non accetta nessuna proposta ma fa in modo che il fidanzato lo venga a sapere altrimenti non sarebbe valsa la pena di fare il Gioco.

Maria si attende che il fidanzato capisca tutto, che capisca cioè anche  quello che lei stessa fa fatica a capire. Lei si attenderebbe, in sostanza, che il fidanzato dicesse: “Ho capito che fai il Gioco della Calza non per poca serietà ma per farmi vedere che piaci anche agli altri”.

Il fidanzato lo fa, il discorso… ma purtroppo aggiunge: “Tu mi piacevi già e a me degli altri uomini non importa niente: trovo questo tuo comportamento, se non poco serio nella sostanza, quanto meno poco serio nella forma. Lo considero comunque un comportamento da persona malata. Meglio averlo saputo subito: ti faccio tanti auguri, meglio se ognuno di noi va per la sua strada ed addio.”

Povera Maria.

Annunci

Un pensiero su “Altri giochi psicologici 6 [497]”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...