La nube di Oort – Capitoli 4-5 [528]

Capitolo 4 – Martin e il mal di testa. (importante)

Il sogno è l’infinita ombra del Vero. Giovanni Pascoli (poeta italiano, 1855 -1912), Poemi conviviali, Alexandros.

In quel di Nuova York s’inizia il rapporto con una civiltà superiore alla nostra e misteriosa. Lo svolgimento dei primi fatti.

New York, 7 luglio 2043.

Martin si svegliò nella sua casa di New York, sulla Quarantaduesima est, con un lancinante dolore alla testa. Eppure… eppure non aveva fatto alcuno strapazzo, non era rimasto sveglio sino a tardi… insomma, da parecchi giorni stava conducendo una vita assolutamente normale. Improvvisamente, ricordò come, verso le quattro di notte, avesse avvertito una specie di vertigine e un ronzio fortissimo agli orecchi; ricordò inoltre come le pulsazioni cardiache fossero salite vertiginosamente e come un senso di nausea affannosa lo avesse prostrato per una decina di minuti. Poi, giacché non aveva più disturbo alcuno, si era riaddormentato.

Nel dormiveglia, avvertiva la sensazione di aver letto un manuale, o forse una novella o forse delle istruzioni: comunque, qualcosa di nuovo era entrato a far parte di lui in modo profondo. Si trattava, senza dubbio, di cosa importante (così almeno gli sembrava), tuttavia non capiva bene l’accaduto. Aveva la sensazione che questa lettera, questo documento, zampillatogli nel cervello, dovesse essere messo nero su bianco. E d’altronde, colmo dei colmi, non ne era sicuro. Forse era solo un sogno?

Martin Ballarin era nato nel 2000, all’inizio del nuovo secolo e aveva pertanto quarantatré anni.  Il padre, Pietro, era un matematico italiano, che veniva da Venezia, laureato a Padova e che lavorava all’università di Harvard; la madre era una canadese di Montreal, di etnia francese, ex professoressa di lingue. Martin conosceva pertanto l’italiano paterno, il francese materno e l’inglese scolastico. Sapeva inoltre lo spagnolo e un poco di tedesco. Le scuole frequentate erano a New York. Si era laureato due volte, prima in materie umanistiche e poi in legge.

Lavorava all’Onu, dove era molto considerato per la sua intelligenza e per le sue capacità. Era un risolutore di problemi: gli ambasciatori e i burocrati di tutto il mondo, quando avevano qualche problema nello svolgimento delle loro funzioni a New York, si trovavano indirizzati a lui. Considerato un  profondissimo conoscitore del Palazzo di Vetro, molto brillante e molto colto, era invitato continuamente a cena dai vari ambasciatori, sia perché volevano sdebitarsi dei favori ricevuti, sia perché apprezzavano veramente la sua colta compagnia.

Non era sposato e pertanto nessuno gli preparava il caffè. Anche quella mattina era giunta l’ora di muoversi per andare al lavoro e quindi pensò di andare in cucina per farsi la colazione. Con suo enorme stupore, si ritrovò davanti alla sua scrivania, per scrivere al computer, come se una forza superiore lo avesse spinto a tale compito. Con stizza, si alzò di scatto e si diresse verso la cucina: pensò che forse un buon caffè lo avrebbe risvegliato. Bevuto il caffè, scese nella Quarantaduesima strada e prese un taxi per il Palazzo di Vetro.

Dopo anni che prendeva regolarmente il taxi, conosceva quasi tutti i tassisti e anche questa volta trovò uno di questi. Il tassista gli disse che tutti i passeggeri precedenti si erano lamentati della brutta nottata e, colmo dei colmi, anche lui, il tassista stesso, verso le quattro aveva avuto un improvviso e fortissimo mal di testa. Martin non disse nulla e convenne col tassista che forse dipendeva dal tempo atmosferico… tuttavia pensò che, se fosse stata una coincidenza, si sarebbe trattato di una cosa veramente strana. D’altronde, le coincidenze sono sempre strane… e, di solito, non esistono… c’è sempre una spiegazione…

Arrivato all’Organizzazione delle Nazioni Unite, pagò e salutò il tassista, avviandosi poi verso il suo ufficio. Aveva un appuntamento entro breve con l’aiutante dell’ambasciatore d’Etiopia. Questo distintissimo signore arrivò con circa dieci minuti di ritardo e, in perfetto francese, si scusò infinitamente per il ritardo stesso, dovuto ad un mal di testa improvviso, sopravvenuto verso le quattro del mattino: tale attacco lo aveva scombussolato e lo aveva fatto ritardare. A questo punto Martin non ce la fece a trattenersi e disse: “Dottor Feibela, ha avuto per caso la sensazione di dover scrivere qualcosa?”

Feibela sobbalzò sulla sedia, impallidì e gli disse che le cose stavano proprio così. Non solo, aggiunse, ma il ritardo dipendeva dal fatto che aveva dovuto scrivere quel qualcosa proprio quando era pronto per uscire dal suo hotel: era stato un impulso più forte della sua volontà e non aveva saputo resistere. Con mano esitante, trasse dalla tasca un foglio, dove con grafia minutissima aveva scritto due facciate intere. Aggiunse che aveva avuto la sensazione di scrivere quasi sotto dettatura. Inoltre aveva scritto in un dialetto etiope: non uno qualsiasi, bensì il dialetto del suo paesino natio in Etiopia. Non aveva altre risposte o spiegazioni da dare.

 Chiese a Martin se volesse sentir leggere il foglio con traduzione in francese, al che Martin lo pregò di procedere, mentre un sesto senso gli suggerì che forse poteva già conoscere il contenuto della lettura. Feibela lesse in francese e Martin a mano a mano impallidì: lo riconobbe come il testo che lui stesso avrebbe voluto (o dovuto?) scrivere la mattina, quando aveva deciso di opporsi e di farsi il caffè. Feibela aveva quasi finito, quando Martin lo interruppe gentilmente facendo un cenno, come per dire che voleva proseguire al posto dell’etiope nella recitazione e, con somma meraviglia di Feibela, finì la parte mancante in francese esattamente com’era scritta nel foglio in dialetto etiope. Feibela guardò Martin con gli occhi fuori della testa.

Feibela continuava a ripetere: “Incredibile, se non lo avessi vissuto ora, non ci crederei“. Martin annuiva. Si erano incontrati per un altro motivo e l’impegno di lavoro che attendeva sul tavolo andava soddisfatto. Parlarono del loro lavoro, finirono i loro discorsi e si ripromisero l’un l’altro di riparlare del messaggio il giorno dopo. Quando il dottor Feibela se ne andò, Martin si mise al computer e scrisse: “Istruzioni di questa notte, 7 luglio 2043, ore 4, ora di New York”.

A questo punto, come detto da Feibela, una strana pulsione lo possedette ed egli cominciò a scrivere al suo computer, senza motivo, in italiano. La scrittura procedeva spedita, in modo completamente automatico: c’era una differenza di sei secondi circa tra la comparsa del significato della frase nel cervello e la visione concreta della scritta da digitare.  Stava scrivendo come sotto dettatura: scrisse tutto, senza fermarsi un attimo. La voce, dentro di lui, che creava le lettere non lo faceva in una lingua definita: erano concetti che, chissà per quale motivo, si depositavano nel cervello in lingua italiana.

Non aveva provato a scrivere nemmeno una parola diversamente dal suggerito, sia perché non lo voleva fare sia perché aveva la netta sensazione che comunque non lo avrebbe potuto fare. Il contenuto sembrava una carta costituzionale, una legge o qualcosa del genere: conteneva ordini precisi e severi moniti. Martin lo aveva scritto senza prestare attenzione al significato, anche se era sicurissimo di averlo scritto perfettamente. Si riservò di approfondire il tutto. Era la prima volta che gli capitava una cosa del genere.

Lucy Morgan, la segretaria.

Spossatissimo e allo stesso tempo soddisfatto per quanto scritto, stampò una copia del messaggio e uscì dalla stanza, per recarsi, dopo il corridoio, nell’ufficio della sua segretaria Lucy: una bionda di ventotto anni circa, che lo salutò con un sorriso triste.

Martin: “Lucy, di solito mi fai un bel sorrisone e oggi invece ti vedo un poco triste: posso esserti utile?”

Lucy: “Scusa Martin, ma stanotte ho dormito poco; verso le quattro ho avuto un attacco fortissimo di mal di testa e per questo mi sento molto debilitata…”

Martin di rincalzo: “Non avrai mica scritto anche un foglio…“

Lucy lo guardo esterrefatta e disse: “L’ho appena scritto adesso, non riuscivo a resistere… ecco il foglio… ma tu, come fai a saperlo?” Martin prese il foglio e lo lesse: era in inglese, ma era la copia esatta del testo in italiano scritto da lui e del testo in dialetto etiope scritto da Feibela…

Restituì il foglio a Lucy, la pregò di tenerlo sott’occhio mentre lui leggeva il proprio ad alta voce, traducendo contemporaneamente dall’italiano all’inglese. I testi erano in sostanza identici e Lucy ebbe la forza di balbettare soltanto: “Ma… ma… com’è possibile?”. Lucy si sedette di colpo sulla sedia, con occhio smarrito ed espressione impaurita.

 Martin disse: “Qui è successo qualcosa di molto serio che non comprendiamo bene; francamente, non mi sembra il caso di scherzarci sopra”. Raccontò il fatto del dottor Feibela e Lucy impallidì ancora di più. Inutile dire che, dopo aver girato per gli uffici vicini, i due ebbero la conferma che tutti avevano vissuto lo stesso episodio: solo le lingue potevano essere di volta in volta differenti e regolarmente si trattava della lingua più sentita da ogni persona. Martin decise di telefonare a suo padre: seppe così che era successo anche a lui. Pregò suo padre di chiamare a Venezia suo fratello Paolo, zio di Martin, dirigente della Biblioteca Querini Stampàlia. Si venne a sapere che era successo anche allo zio, ma alle dieci di sera: in entrambi i casi si trattava della stessa ora di Greenwich.

In Italia, il fenomeno era successo il 6 luglio 2043 alle dieci di sera. Il messaggio era lo stesso. Pertanto, tenuto conto dell’ora legale, si poteva attribuire al fenomeno un tempo unico: era successo alle venti del 6 luglio 2043, ora di Greenwich, ora della Terra. Martin, improvvisamente, pensò che potesse trattarsi di qualche nuova, pericolosa arma e pertanto si precipitò da uno dei suoi superiori, il dottor Mitchell, coordinatore dell’Anti-terrorismo al Palazzo di Vetro.

La Legge – Capitolo 5 (importante)

Legem brevem esse oportet, quo facilius ab imperitis teneatur. (Occorre che la legge sia breve, in modo che l’inesperto possa comprenderla facilmente). Seneca (filosofo latino, 4 a.C. – 65 d.C.), Lettere a Lucilio, 94, 38.

Non siamo soli nell’universo, e gli altri non è detto a priori che siano amici: una legge che potrebbe migliorare l’umanità oppure farla scomparire.

 New York, 7 luglio 2043.

Entrato negli uffici dell’Anti-terrorismo, Martin chiese subito del dottor Mitchell: mentre parlava, si rese conto che l’atmosfera non era delle migliori. Tutti andavano e venivano velocissimi, con documenti in mano e con un fare concitato, quasi febbrile. Disse al primo incontrato di voler parlare con Mitchell: ricevette una risposta sgarbata e non troppo chiara, dal tono della quale si capiva che non era quello il momento per chiedere del capo. Subito dopo, a Martin fu evidente che la notizia delle quattro di notte era già conosciuta da tutti e che la stessa aveva destato scalpore e preoccupazione. Comunque, la situazione in quel momento era che all’Onu il messaggio non era stato ben capito o meglio non interessava molto, perché era considerato un ballon d’essai,

[Francese: letteralmente pallone di assaggio, Tentativo di sondare le opinioni dell’interlocutore.]

 un tentativo qualunque, senza senso: si riteneva che il vero scopo fosse di testare una nuova arma terribile e il vero pericolo era quindi il significante e non il significato.  L’arma sembrava aver raggiunto tutti gli esseri umani nello stesso preciso istante.  Si riteneva che entro ventiquattro ore tutti gli altissimi esponenti mondiali avrebbero cominciato ad approfondire l’argomento.

Martin era molto perplesso: il contenuto del messaggio non era stato nemmeno considerato e i responsabili dell’Anti-terrorismo all’Onu avevano dato maggior importanza al fatto che il messaggio fosse stato inoltrato simultaneamente in tutti i cervelli del mondo. Se fosse stato così, pensava Martin, il messaggio sarebbe potuto essere stato anche un semplice “Ciao!” o una cosa qualunque.

 In tal caso, i terroristi avrebbero potuto scoprire l’efficacia del sistema: tutti ne avrebbero parlato per il mal di testa eccetera. Invece, si trattava di un messaggio lungo e complesso, anche se ancora poco chiaro. Non poteva pertanto trattarsi di uno scritto qualsiasi e, ricordando che il Messaggio gli era sembrato una specie di proclama, costituzione o forse ultimatum, decise di approfondire l’analisi dello stesso. Tornò nel suo ufficio ed espose a Lucy l’opinione prevalente negli uffici dell’Anti-terrorismo e la sua personale, completamente diversa.

Lucy disse: “Lasciamo che Mitchell e i suoi seguano la loro strada e speriamo che trovino qualcosa; nel frattempo, mi sembra opportuno seguire la tua idea: analizzare il messaggio in profondità”. Non aveva ancora finito la frase che al telefono si fece vivo Jean Patron, amico di Martin, francese, legale della sua ambasciata all’Onu. Jean esordì andando al sodo: “Ciao Martin, saprai del messaggio, ovviamente”.

Martin: “Sì… sì…“

Jean: “Bene, vorrei esaminarlo assieme a te e, se non hai niente in contrario, verrei a trovarti subito; ho avuto ordine di riferire tutto quello che verrò a sapere ai servizi segreti di Parigi: posso venire?”

Martin: “Sì, vieni pure subitissimo” e pensò come i francesi si stessero dimostrando molto rapidi e meglio indirizzati di quanto lo fossero gli americani al Palazzo di Vetro. Dopo dieci minuti, Jean Patron entrò nell’ufficio di Martin, lanciando, con fare perplesso, un foglio sul tavolo.

Il testo del Messaggio.

A tutti gli esseri umani del pianeta Terra:

Dal 22 luglio 1969, la Terra è annoverata tra i pianeti che possiedono una specie capace di viaggi interplanetari. Questo comporta la qualifica di Pianeta con Civiltà. Si rendono pertanto necessarie alcune modificazioni per adattare gli esseri umani al loro inserimento nelle eventuali Assemblee Intergalattiche future. Come conseguenza di quanto comunicato e contemporaneamente alla ricezione da parte degli esseri umani di questo messaggio, un particolare gruppo di neuroni cerebrali è già stato modificato. Tali neuroni avranno la denominazione convenzionale di Codice di Sincerità.

Il Codice di Sincerità corrisponderà allo stato di vero se l’essere umano sarà in totale buona fede nei confronti dei suoi simili, altrimenti corrisponderà allo stato di falsoLa decisione sarà presa, in modo completamente autonomo, da alcuni circuiti sinaptici collegati con i neuroni suddetti. Il Codice sarà posto nello stato di falso quando un essere umano, in mala fede, si comporterà in modo da nuocere anche ad un solo suo simile. Il processo avverrà per auto-attivazione e senza possibilità di errore.

A titolo di maggiore delucidazione, sarà considerato inoltre come comportamento nocivo per l’Altro:

  • ritenere il proprio sesso o la propria razza come privilegiati rispetto all’Altro;
  • perseguire l’Altro per motivi religiosi.

In casi dubbi, il sistema autonomo ed autoregolato porrà il Codice di Sincerità nello stato di falso.

Il singolo paese, pur se considerato sovrano, non potrà applicare leggi che vadano contro i punti precedenti. Nelle leggi dei vari paesi dovrà essere inoltre fatta esplicita menzione circa le parità di razza, sesso e religione e della tolleranza assoluta correlata.

Nei casi controversi, in cui i singoli subiscano delle sanzioni per effetto delle leggi che non siano state abolite in base ai punti precedenti, tali leggi andranno sottoposte, pena lo stato di falso nel Codice di Sincerità, all’insindacabile decisione a maggioranza assoluta presa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Problemi religiosi, di razza o di differenze tra i sessi non potranno essere discussi in nessuna sede, poiché già regolati dagli articoli di questo messaggio. La Suprema Autorità Cosmica riconosce a tutti gli effetti l’Organizzazione delle Nazioni Unite ma non il suo Consiglio di Sicurezza, il quale potrà comunque esistere per le consuete decisioni ordinarie non riguardanti il presente dispositivo.

I responsabili d’inosservanza di quanto detto negli articoli precedenti saranno sottoposti alla condizione di falso nel loro Codice di Sincerità, sia per le responsabilità dirette sia per quelle indirette. Nel dubbio, i Codici di Sincerità saranno posti senz’altro nello stato di falso.

 Lo stato di falso non è permanente: alle ore 00:00 GMT 

[Greenwich Meridian Time. Ora di Greenwich, ora ufficiale della Terra.]

del primo giorno del mese di settembre di ogni anno, il Codice di Sincerità sarà ripristinato allo stato di vero.

 Ogni essere umano ha già ricevuto un Codice Cerebrale di Identificazione unico, e così sarà per i nascituri. Lo scopo finale della Suprema Autorità Cosmica, alla fine del primo periodo, denominato Periodo Transitorio Breve, è quello di contribuire all’indirizzamento degli esseri umani verso una socialità superiore a quella attuale ed in particolare senza conflittualità all’interno della specie umana.

 Alla fine del Periodo Transitorio Breve, il quale avrà una durata di 144 anni, potrà eventualmente prendere corso la Nuova Era. Il primo controllo genetico sul Codice di Sincerità sarà eseguito il 31 luglio 2044 e così nuovamente ogni 31 luglio, per 144 anni circa. Durante il controllo genetico sarà impartito un ordine per eliminare alcuni esseri umani.

Tale istruzione sarà inserita in un neurone cerebrale con un’estrazione a sorte pari al tre per cento, arrotondato per difetto, tra tutti coloro che avranno il Codice di Sincerità impostato a falso. La morte sopravverrà a causa di problemi cerebrali opportuni nel mese agosto di ciascun anno interessato. Un angioma sulla fronte del soppresso indicherà che la causa della morte è stata la selezione genetica voluta dalla Suprema Autorità Cosmica.

Data la sessualità presente sulla Terra, il sistema di eliminazione genetica terrà conto in modo opportuno del numero di donne e uomini che saranno eliminati, in modo che la proporzione tra i sessi corrisponda alla popolazione esistente sulla Terra al 31 luglio precedente l’eliminazione genetica. La Suprema Autorità Cosmica sta seguendo l’evoluzione di Homo Sapiens Sapiens e progenitori relativi da oltre cinque milioni di anni solari. Altre volte, nel passato, l’Autorità ha sentito l’esigenza di intervenire, soprattutto per studi e raccolta d’informazioni.

Alla fine del Periodo Transitorio Breve, se la Suprema Autorità Cosmica, a suo insindacabile giudizio, dovesse ritenere impossibile il passaggio con qualche probabilità di successo alla Nuova Era, si procederà all’eliminazione totale di Homo Sapiens Sapiens, semplicemente forzando il Codice di Sincerità allo stato di falso e rendendo uguale a uno il Codice Cerebrale di Identificazione, questo per evitare situazioni incompatibili con un’armonizzazione tra la specie umana del pianeta Terra e le altre forme di vita intelligenti nell’universo.

Non saranno inviati altri messaggi. Eventuali richieste di chiarimenti che la Suprema Autorità Cosmica dovesse ricevere da domande formulate a opportuni esseri umani pre-informati, saranno evase a insindacabile giudizio della Suprema Autorità Cosmica, sempre comunicando con gli stessi esseri umani pre-informati.

Qui termina il messaggio della Suprema Autorità Cosmica. Ore 20 di Greenwich, GMT, del 6 luglio 2043, ora della Civiltà cosiddetta Occidentale.

pianeta: Terra

sistema: Sole

galassia: Via Lattea.

 

[revisione 31 ottobre 2018]

 

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