La nube di Oort – Capitolo 6 [530]

Sembra uno scherzo… (importante)

Salus populi suprema lex esto (La salvezza delle genti sia una legge suprema). Cicerone(scrittore politico romano, 106 – 43 a.C.), De legibus, 3, 8.

Dove si ci si rende conto che la legge data dagli Alieni era stata preannunciata anni prima, nel manoscritto messo in cassaforte in quel di Venezia.

 New York, 7 luglio 2043.

 “Incredibile…“, borbottarono quasi all’unisono Jean, Lucy e Martin.

Poi prese la parola Jean: “Se si tratta di uno scherzo, resta da esaminare come siano riusciti a farlo, ma su questo stanno lavorando i collaboratori di Mitchell; se invece si tratta di una cosa vera, potrebbe essere vera in tutto o in parte.

 In ogni caso, il primo riscontro, con decessi relativi, dovremmo averlo nell’agosto 2044; sino a quel momento ci conviene pensare che sia tutto vero o quanto meno verosimile e preparare una strategia opportuna”.

Lucy: “Si tratterebbe quindi di extra-terrestri, chiamiamoli Cosmici per semplicità, i quali ci controllano da oltre cinque milioni di anni; sembra inoltre che di razze intelligenti, nell’universo, ce ne siano molte”.

Martin: “Se parliamo di preparare una strategia nei confronti dei cosiddetti Cosmici, penso che ci sia poco da fare; mi sembra di capire che la specie umana non abbia grossi margini di manovra…“

Jean: “Il tre per cento di mortalità applicato ai possessori dei cosiddetti neuroni in stato di falso non è poco.

 Supponiamo che tutti gli esseri umani abbiano ogni anno il Codice di Sincerità impostato a falso: dopo 144 anni l’umanità sarebbe ridotta all’1.24% della popolazione del 2044. 

Vi ricordo che dal 2040, se le previsioni demoscopiche sono corrette, la popolazione mondiale non aumenterà più comunque;  nel 2100 dovrebbe tornare a cinque miliardi anche senza questa novità dei Cosmici“.

 Lucy: “Se oggi siamo nove miliardi circa, ci ridurremo a centododici milioni… questo se non ci fosse la diminuzione che s’iniziò nel 2040.

Potremmo rimanere anche a zero; questo sempre che l’eliminazione sia pari ogni anno al tre per cento, ma non sappiamo nemmeno questo e quindi una stima in questo momento è molto difficile“.

Jean: “Questo dovrebbe cambiare completamente l’organizzazione sociale della nostra specie… ovvero, dovremo trovare per forza delle soluzioni che potranno scombussolare completamente l’economia, la politica e le organizzazioni sociali attuali.

Sembra che l’intervento dei Cosmici sia dettato da un’emergenza… sembra inoltre che nelle altre galassie i sistemi intelligenti si siano evoluti in modo diverso dal nostro…“

 Martin: “Mah…  era da molto tempo che ci seguivano… una prima cosa da fare è sentire qualche luminare per vedere se, nei millenni trascorsi, avremmo potuto evolverci in modo diverso…

Forse ci stanno dicendo che, a differenza di altri, ad un certo punto abbiamo imboccato una strada sbagliata, strada che ci ha portato ad essere quelli che siamo…“

 Lucy: “Sembra che sia Dio che parla… se Dio si chiamasse Suprema Autorità Cosmica… ci legge nel cervello, ci fa morire se non obbediamo, per il nostro bene… ci tiene sotto controllo dalla notte dei tempi… ci sono delle persone che possono parlare con Dio, cioè con loro. Una specie di profeti, come l’Oracolo di Delfo e altre cose del genere… Martin, tu, che ne dici?“

Martin: “Perché no? Potremmo chiamarli anche Dio: o forse Dio è ancora sopra di loro… Suprema Autorità Cosmica… chissà come reagiranno i vari capi e capetti in giro per il mondo… ho la sensazione che fino all’agosto del 2044 si sentiranno solo chiacchiere, dichiarazioni bellicose da una parte e dichiarazioni di sottomissione dall’altra.

Una gatta da pelare, in effetti… comunque, qui all’Onu, abbiamo un buon osservatorio.

Ora dobbiamo decidere se valga la pena di approfondire chi siamo e mi chiedo: da un punto di vista antropologico, perché l’uomo mente? poteva svilupparsi una realtà diversa? io proporrei di sentire qualche luminare: Lucy, hai qualche idea?”

Lucy: “Sono d’accordo con te ma non ho idee“.

Jean: “Mi sembra che ci siano delle regole indiscutibilmente giuste, ad esempio le decisioni a maggioranza assoluta all’Onu e il non riconoscimento del Consiglio di Sicurezza.

 Molti paesi che favoriscono il sesso maschile o che prevaricano per motivi religiosi avranno parecchi problemi”.

Martin: “Bene, da dove cominciamo? Ci restano 144 anni: sono cinque o sei generazioni. L’uomo è disonesto coi suoi simili: questo è il problema sollevato dai Cosmici e questa sembra la causa di tutti i mali.

 Questo comportamento, da un punto di vista storico, se non paleo-antropologico, fa parte di noi? se fa parte di noi, c’è poco da fare: tanto valeva che ci dicessero: «Vi eliminiamo e basta». E chi potrebbe darci una risposta concreta a questo?“

Jean: “Io comincerei con un antropologo culturale oppure con uno scienziato evoluzionista, una specie di discepolo di Darwin… tuttavia, qui a New York, io non conosco molta gente. Dobbiamo concentrarci sul perché non siamo sinceri.

 Forse la persona più adatta potrebbe essere un paleo-antropologo. Dobbiamo puntare su qualcuno che conosciamo, altrimenti per le vie ufficiali ci vedremmo chissà quando e ci costerebbe chissà quanto…“

Lucy, sobbalzando sulla sedia: “Laura Freeman! non ci avevo pensato! si tratta di una mia amica, insegna paleo-antropologia ed evoluzione antropica qui a New York. Mi sembra adatta, almeno per farci un’idea: ora, se siete d’accordo, le telefono“.

 Tutti si dissero d’accordo e Lucy chiamò Laura Freeman che si trovava a casa propria, in Central Park. Anche lei aveva sofferto per un mal di testa terribile. Non sapeva niente oltre al fatto che aveva provato l’impulso di scrivere e così via. Dettero inizio immediatamente a una video-conferenza.

 Messa al corrente dagli altri di quanto sapevano, per un poco rimase allibita e poi, dopo i soliti intercalari come «impossibile, incredibile, inaudito» eccetera, dette il via al suo discorso.

 Laura: “In effetti, cinque milioni di anni fa, quando il nostro antenato era per un quarto ominide e per tre quarti scimmia, egli, per la sua caccia, avrebbe voluto stare solo e non mettersi in gruppo con gli altri.

Come fanno i lupi ed altri mammiferi, la caccia in branco era certamente più conveniente. L’uomo non ha, come non aveva allora, grandi fauci, armi naturali o statura possente: immaginate una lotta con un toro o con un orso, da soli…

 All’interno del gruppo dei cacciatori c’era sempre il più forte che prevaleva e che mangiava i bocconi migliori ma nonostante questo anche agli altri conveniva il gruppo, altrimenti mangiare e sopravvivere sarebbe stato più difficile: gli avanzi del più forte erano sempre meglio che saltare il pasto.

Il capo-branco era inizialmente incontrastato e non dissimulava il suo comando: lo mostrava esplicitamente e non ci si poteva opporre.

Gli altri avrebbero voluto non aver bisogno del raggruppamento e della sottomissione conseguente; inoltre la sottomissione nuoceva anche nel rapporto con le femmine, le quali tendevano ad unirsi al più forte per la protezione dei loro piccoli.

Questo creava negli ominidi aggregati e sottomessi un astio profondo e un desiderio di cacciare da soli, inoltre c’era l’ovvio desiderio di essere al posto del capo: bisognava invece adattarsi al compromesso.

 Era un senso di malessere interiore che cozzava contro l’istinto libero e primigenio del singolo.

Il capo era parimenti a disagio, perché doveva guardarsi dagli altri e stare sempre all’erta per rintuzzare improvvisi attacchi da parte di qualche partecipante al gruppo.

 Tutti, il capo e i sottoposti, per un motivo o per l’altro, sognavano un mondo senza gruppi, dove sarebbero stati tutti felici e quindi la realtà cozzava contro le aspirazioni intime e segrete del primitivo.

Sia il capo, sia i sottoposti, dovevano fingere di star bene nel gruppo e non poteva essere diversamente.

 La finzione comincia quindi cinque milioni di anni or sono e anche di più.

Non capisco come i Cosmici possano dire che i gruppi, nelle altre galassie, non hanno avuto l’impulso di fingere…

 Ci sarebbe una spiegazione sola: altrove, le razze intelligenti sono forti, diciamo delle tigri, per cui non hanno mai avuto bisogno di aggregarsi per cacciare meglio… forse sarà così… ma qualche unione di deboli ci sarà pur stata anche altrove: forse anche questi altri sono stati eliminati dai Cosmici.

Tenete conto che anche i leoni cacciano in gruppo pur non essendo deboli ma per aggirare le prede: questo dimostra che quanto ho appena esposto ha dei margini di incertezza.

 Tornando a noi, dicevo che il debole deve fingere di star bene nel gruppo: non può comportarsi diversamente.

Da questo punto di vista l’uomo è cambiato pochissimo; gran parte del nostro cervello è immutata.

 Una fase di maturazione psicologica importante è tuttavia quella che ha portato i capi-branco a raccontare ai sottoposti delle bugie più diplomatiche, più retoriche:

«Vedete… guardatemi… io, povero capo-branco, come mi sacrifico per voi! vi devo guidare, rimango in prima linea, devo attaccare le prede e prendere tutte le decisioni.

Non sono obbligato a comportarmi così.  Lo faccio perché sono buono e voi magari pensate di perseguitarmi, attaccarmi, maltrattarmi… non vi vergognate? se prendo delle decisioni che al singolo possono dispiacere, lo faccio per il bene della comunità, dovreste amarmi! amatemi!»

In realtà, egli era contentissimo di essere il capo e, nel profondo, il fatto di mentire e di manipolare gli altri creava in lui un certo senso di colpa: temeva inoltre che i suoi lo potessero intuire e che forse lo avrebbero destituito dal ruolo privilegiato che occupava.

Anche oggi, come allora, nei membri del gruppo, si crea un senso di colpa e pertanto pensano:

«Il capo, effettivamente, si sacrifica, noi lo dovremmo amare, invece nel profondo di noi stessi vorremmo sopprimerlo.

Forse noi siamo più felici di lui… è lui che decide, e deve farlo in modo giusto, altrimenti lo potremmo punire o destituirlo. Noi invece possiamo essere più spensierati… quindi anche il comando ha i suoi lati negativi…»

 Il gruppo è pertanto visto, sia dai capi gerarchici, sia dai sottoposti, come una cosa spiacevole e tuttavia necessaria; per non parlare poi degli altri gruppi concorrenti…

Era inevitabile contendersi il territorio di caccia con i concorrenti e, conseguentemente, l’appartenenza al proprio gruppo diventava ancor più irrinunciabile.

  Si trattava quindi di una vera e propria maledizione che ostacolava la felicità, la quale diveniva così un sogno: sognare un mondo senza gruppi… se poi gli appartenenti ad altri gruppi avessero avuto anche il colore della pelle differente, questo sarebbe stato un motivo in più per serrare le proprie fila.

Noi eravamo poco più che scimmioni e già le nostre orde si organizzavano.

Le grida del gruppo riunito stimolavano il raddrizzamento del pelo degli scimmioni in modo da farli apparire più grossi ed aggressivi, allo scopo di incutere terrore alle altre orde.

Il senso di appartenenza all’orda creava l’orripilazione dei peli della schiena. I gatti, per incutere timore al nemico, lo fanno ancora, come pure altri animali.

Quando, durante l’alza-bandiera o durante l’esecuzione dell’inno nazionale, sentiamo un brivido lungo la schiena, questo è l’atavico stimolo del gruppo, dell’orda che si prepara minacciosamente all’attacco: è detto brivido sacro…

Questo fenomeno accade ancora oggi negli stadi, quando i tifosi della stessa squadra sentono si appartenere allo stesso gruppo…

Sono fenomeni antichissimi, creatisi milioni di anni fa, addirittura quando non eravamo ancora Homo Sapiens Sapiens.

[D’ora innanzi sarà usata la sigla antropologica HSS.]

Certo che quello del gruppo è un retaggio antico, forse non più necessario… tuttavia persiste.

In tutto questo tempo, ci siamo abituati a convivere con la menzogna e con la recitazione.

 Non per niente sino a due secoli fa la Chiesa Cattolica pretendeva che gli attori defunti non fossero sepolti in terra consacrata: recitavano e quindi la recita era considerata menzogna.

Non è forse anche ciò che dicono i Cosmici? notate tuttavia che, almeno provvisoriamente, questi signori ci consentono di prevaricare sugli altri, eliminando solo il tre per cento dei colpevoli, bontà loro, forse per non scombussolarci troppo, forse per graduare le cose…

Il ricordo improvviso.

 Martin: “Laura, complimenti…“

Laura: “Come volevasi dimostrare: so che i complimenti me li fai sinceramente ma, inconsciamente, me li fai per metterti sopra di me nel gruppo della video-conferenza che stiamo facendo… chi gratifica vuole dimostrare che ha la licenza di gratificare, che ha un grado di conoscenza superiore e in definitiva vuole dimostrare di essere un capo, perché solo un capo può gratificare.

 Come vedi, Martin, noi umani siamo proprio imbevuti di manipolazioni e bugie e le bugie sono un tentativo per porsi al vertice di una gerarchia: lo possiamo notare ad ogni piè sospinto.

Quest’osservazione ve l’ho fatta perché vi rendiate conto che i concetti di gerarchia e manipolazione sono, secondo me, strettamente legati tra loro e fanno ormai parte della natura umana.

 Quando riceverete un complimento, dovreste diffidare.

Tornando al nostro argomento, quasi tutti quelli che sono inseriti in una casta, oppure nei suoi sinonimi, come gerarchia eccetera, sono passibili di morte Cosmica, perché quasi tutti mentono per fare i loro interessi, incuranti di nuocere agli altri.

 Questi concetti di strutture a gruppo con mezze verità e intere falsità fanno ormai parte in modo profondo della specie HSS… sarà dura accontentare i Cosmici…“

Jean: “Chiarissimo… come ne usciremo? quali soluzioni troveremo? la nostra civiltà dovrà cambiare… mi correggo: la specie umana dovrà cambiare… e come si evolverà questa situazione in futuro, non c’è dato sapere.

 Sembra che non lo sappiano neanche i Cosmici. Non sanno nemmeno se riusciremo a cambiare o se dovranno eliminarci.

Parlo sempre, ovviamente, come se il Messaggio dei Cosmici fosse vero… insomma, ci conviene comunque pensare che sia vero, altrimenti perderemmo tempo per niente.

 Come detto prima, non avremo comunque riscontri prima dell’agosto prossimo“.

Martin: “Già, già… in realtà… stavo pensando che se la menzogna o l’ipocrisia sono sinonimo di gruppo, come dice Laura, il fatto di sopprimere i gruppi significa ripartire da zero su tutto o quasi… a sentire i Cosmici, sembra che questo aspetto possa risolvere tutti i problemi che abbiamo.

 

Cerchiamo di focalizzare alcuni elementi del problema e concentriamoci sui gruppi che sono alla fonte dell’ipocrisia: chi comincia?”

Lucy: “Come diceva Laura, siamo partiti dalla caccia, dal gruppo necessario per cacciare e sopravvivere; in seguito, i gruppi non sono più stati abbandonati.

 Sembra che nessuno in realtà voglia appartenere a qualche gruppo, magari inconsciamente; o meglio, tutti ci rendiamo conto che ci sono dei lati negativi; tuttavia, se i gruppi esistono ancora, significa che gli aspetti positivi per conservare la specie umana prevalgono sugli aspetti negativi.

Sembra inoltre che sia così anche per chi comanda, anche se con aspetti differenti. Questo sarebbe l’inizio dell’ipocrisia“.

 Martin: “Direi che l’irregolarità o distorsione sociale più importante (e quindi più perseguibile) sia quando uno abbia un incarico di responsabilità in più di un gruppo.

Almeno inizialmente, se tu appartieni a un gruppo come soldato semplice, non hai necessità di mentire e anche se menti su qualcosa per motivi personali, di riservatezza, pudore o quant’altro, probabilmente non saresti punito dai Cosmici…“

 Laura: “ Forse ci sono: se fai parte di più di un gruppo e dici di comandare in uno soltanto mentre la verità non è tale, in qualche modo puoi danneggiare consciamente gli altri: questo lo fai per assicurarti maggior potere, maggior influenza, maggiori privilegi. I Cosmici ti affibbiano allora il neurone falso e paghi col tre per cento… mi sembra di capire che i Cosmici lo sanno già che tu comandi in più di un gruppo ma vogliono che tu lo dica apertamente e sinceramente a te stesso, perché sei l’unico che sa tutto di te stesso e vogliono che tu smetta di arrecare danni.

Deve essere qualcosa del genere… tu stesso ti autogiudichi colpevole: è il sistema di Stalin.

[Il lavaggio del cervello proseguiva sino a quando il sospettato si dichiarava colpevole.]

.Lo spostamento verso il nostro’interno del senso di colpa implica un giudizio morale su noi stessi”.

 Martin: “Laura, vorrei confermare che sei in gamba ma temo di ricevere un’altra rispostaccia…”

Jean: “Un bel problema… tuttavia ci sarà pure una soluzione per neutralizzare questi satanassi, anche se…”

 Martin lanciò un urlaccio: “Aaaah! hai detto satanassi! lo dovevi dire prima! prima! Satana! siamo nel 2043! i cimbri! «Cimbri 2043»! come mai non ci ho pensato prima… sono un emerito idiota… la riunione è sospesa! devo chiamare subito in Italia!” e si precipitò verso il telefono.

Jean rimase di stucco e Lucy disse a Laura, che si trovava in tele-conferenza, che si sarebbero risentiti al più presto perché Martin doveva essere impazzito improvvisamente: forse lo stress, chissà…“

Martin pensò che, essendo le undici della mattina, in Italia erano per forza le cinque del pomeriggio: chiamò immediatamente il cugino Toni.

Toni viveva a Venezia e lavorava al Museo Correr di Piazza San Marco. Era responsabile della Rappresentazione Storica del museo e consulente esterno della Sezione Storiografica della Biblioteca Marciana di Piazza San Marco. Come a suo tempo aveva sognato, si era laureato in Istoria a Padova e inoltre si era laureato in lingue a Ca’ Foscari.

Martin: “Toni! è il momento atteso! ci siamo!“

Toni: “Ma chi parla?”

Martin: “Come chi parla! sono io, no? sono Martin: è arrivato il momento! «Cimbri 2043»! Satana o… chi per lui! prendo l’aereo e arrivo al più presto.

Secondo me non c’è tempo da perdere: chiama tuo padre e digli di preparare in bella vista la traduzione italiana del manoscritto… appena ho il biglietto dell’aereo, ti richiamo e ti dico quando arrivo“.

 Toni: “Sì… il momento è arrivato… quanti anni, proprio il 2043… ora ci siamo.

Prenota l’aereo e intanto io chiamo mio padre. Intanto, ci salutiamo…”

Martin: “Ciao… quando ti richiamerò, mi dirai se devo portare giù qualcosa…”

Toni: “Un momento! negli appunti «Cimbri 2043» ci sono parecchi riferimenti matematici e tuo padre è un matematico; dovresti portare giù anche lui: se possibile, anche tua madre, così le due mamme potranno intrattenersi…“

Martin: “Va bene, vedo cosa potrò fare”.

Martin arrivò il giorno dopo con i genitori, all’aeroporto Marco Polo di Venezia, alle nove di mattina.

Erano partiti alle quattro del pomeriggio da New York e quindi, con il jet lag,

[Jet lag: problemi fisici dovuti al rapido cambiamento di fuso orario con gli aerei: fa saltare salta il ciclo circadiano in ognuno di noi..]

avevano impiegato un’enormità, anche se il volo era durato in realtà solamente otto ore. C’erano Toni ed i suoi genitori ad attenderli.

 Salirono tutti a bordo di un motoscafo-taxi e si fecero portare a Santa Maria Formosa. La famiglia veneziana aveva una stanza da offrire a Pietro e signora, mentre Martin dovette adattarsi in un divano letto in soffitta.

Parlarono del più e del meno. I nuovi arrivati nella notte risistemarono il ciclo circadiano scombussolato dal jet lag e la mattina dopo, mentre le due signore avevano già programmato un giro di shopping per le Mercerie, gli uomini si recarono nell’ufficio di Paolo, alla Biblioteca Querini Stampalia.

 Paolo aprì subito la cassaforte ed estrasse la versione italiana del Diario degli Azzalini.

Controllò con la coda dell’occhio che l’originale in cimbro fosse sempre al suo posto… non si poteva mai sapere… richiuse la cassaforte e si recò assieme ai suoi parenti in una sala riunioni, dove ognuno aveva la sua copia degli appunti «Cimbri 2043».

 Paolo disse alla segretaria che era in corso la riunione forse più importante nella storia della centenaria biblioteca: si comportasse di conseguenza.

Pietro: “Bene… ci siamo… cominciamo… o no?”

 Si levò subito un coro di assensi: “Cominciamo, cominciamo…”

Nel frattempo, il cameriere aveva portato quattro caffè propiziatori… buoni, soprattutto per i due sradicati e trapiantati che tornavano dall’America.

Salute.Jpg

 Figura 3 – Chiesa della Salute, Venezia.

 Venezia, mattina del 10 luglio 2043.

 Paolo Ballarin: “Come anziano, suggerisco che la lettura s’inizi dai miei appunti del 2010… son passati trentatré anni… se siete d’accordo… chi legge? legge Toni, va bene?

Quando ci sarà qualcosa da chiarire, chi vuole farà domande e cercheremo l’eventuale risposta nella traduzione integrale italiana”.

 Nessuna opposizione: Toni cominciò la lettura.

[Il lettore che voglia saltare i capitoli facoltativi, vada direttamente al capitolo 13.]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...