La nube di Oort – Capitolo 7 [532]

Diario di Antonio Azzalini del 2 giugno 1939. (facoltativo)

Il carattere dell’uomo è il suo demone. Eraclito (filosofo greco, 550 a.C.? – 480 a.C.?) Frammenti, 119

 SchiavoniFigura 4 – Riva degli Schiavoni, Venezia.

Il primo approccio di Antonio Azzalini con Belial sul monte Pizzoc.

Nozioni sul tempo dell’universo ed alcune regole di deontologia cosmica, valide ovunque. La storia iniziale del pianeta Eddah. Le prime descrizioni dei Potenti: costoro sono forse Dio?

Diario di Antonio Azzalini del 2 giugno 1939. 

Oggi mi sono recato sul monte Pizzoc, 

[Monte Pizzoc: 46.042856° N, 12.338917° E]

 con le mie pecore e con le mie capre.

 Mentre le bestie pascolavano, mi sono seduto sul bordo dello strapiombo. Sono 1565 metri di altezza e sotto l’osservatore, in verticale, la parete scende sino a circa 300 metri sul livello del mare, creando uno strapiombo di circa 1200 metri.

 Giornata tersa. Ieri c’era stata una bella pioggia: si vedeva sino a Venezia e anche molto più in là. I più anziani dicono come in certe giornate limpidissime si possa vedere addirittura la Dalmazia, anche se io non l’ho vista mai.

 Mentre ammiravo il panorama e tenevo comunque il gregge sotto controllo, ho avvertito una voce che mi diceva: “Antonio, sono io, quello che ti fa trovare i soldi… fra un poco arrivo, hai 29 anni ed è ora che tu mi conosca, non prendere paura: sono qui per aiutarti e per spiegarti alcune cose.  Dimmi a voce alta che hai capito. Ti ho sempre aiutato e prima di te ho aiutato i tuoi antenati : non prendere paura ”.

Non sapevo cosa dire… La voce m’incalzò: “Se hai paura, me ne vado.”  Presi il coraggio a due mani e dissi: “Sì… ho capito… non ho tanta paura… “

 Fu allora che il caprone più mingherlino di tutti si staccò dal gregge e venne ad accovacciarsi vicino a me, apparentemente dicendo: “Ciao, sono io…”, ma non muoveva la bocca se non per ruminare e mi fissava. “Io… io chi?” e mentre dicevo questo, cominciai ad avere veramente paura.

 “Quello che ti fa trovare i soldi all’ingresso del Bus de la Lum.

 [Termine friulano: Buco della Luce. Inghiottitoio carsico di 180 metri di profondità, situato Lat. 46.057835° N, Long. 12.410921° E. nell’Altopiano del Cansiglio. L’inghiottitoio è così chiamato per i fuochi fatui dovuti alla consuetudine di gettarvi dentro le carcasse del bestiame morto per malattia. Ospiterà, alla fine della seconda guerra mondiale, circa 500 morti gettati dai contendenti. Molti morti non sono ancora stati recuperati (al momento della stesura di queste note, 2011). Si tratta di circa 200 soldati tedeschi, di 100 militari della Repubblica Italiana di Salò e di 200 civili, spinti all’interno con i polsi legati da fil di ferro, anche a due a due.]

 Anche i tuoi genitori e i tuoi nonni l’hanno fatto per due secoli qui nel Cansiglio e ancora prima, quando erano sull’Altopiano dei Sette Comuni.

 [Lat. 45.9° N, Long. 11.5° E.   Detto anche Altopiano di Asiago.]

 Dovrebbero avertene parlato, in cimbro si dice Hoaga Ebene vun Siiben Kameûn“.

 “Allora sei tu che ci fai avere i soldi? Ma i miei genitori lo sapevano che i soldi arrivano da… senza offesa, da un becco?”

 “Lo sapevano sì e no: cioè non mi hanno mai visto; ho sempre parlato con loro attraverso il cervello, così come ho fatto prima con te… semplicemente li mandavo a prendersi i quattrini”.

“Va bene, quindi se mi sono laureato è merito tuo… ma chi sei, veramente?”

 “Il mio vero nome, non vorrei che ti spaventassi, il mio nome, o meglio il concetto del mio nome qui sulla Terra è Colui che non esiste. Pensalo un poco in sanscrito: un NON ESSERE, un non esistente, hai una laurea in lingue…”

 “Boh… ‘essere’ in sanscrito è SAT e ‘non essere’ è negato… la negazione, in sanscrito, è AN come suffisso… come dire essere no… SAT AN… SATAN… Satana! Il caprone è proprio…“,  diventai bianco ed iniziai a tremare.

“Non aver paura! Non esisto nel senso che non ho un corpo, ma ti ho sempre aiutato e molte sono le cose inventate, dette su di me, per diffamarmi.

 Il caprone ho dovuto metterlo perché, non avendo un corpo, se parlo con i miei interlocutori, come nel tuo caso, loro pensano di avere le allucinazioni e stanno male. Il caprone serve solo per focalizzare la loro attenzione.

Di solito uso un caprone o una capra oppure ancora una pecora, perché un gregge si trova in uno spazio aperto ed io, in questo momento, sono lontanissimo dalla Terra. Un posto elevato mi fa quindi come da ponte radio, come da antenna.

 Nei posti elevati e con dislivello elevato, come il Monte Pizzoc, vado bene a comunicare, perché le onde cerebrali che io ti sto inviando, sono cortissime e presuppongono un’assenza di ostacoli intermedi. In realtà, il caprone, povera bestia, è lì tranquillo e non sa assolutamente niente: con opportuni metodi cerebrali lo tengo fermo vicino a te, mentre rumina.

Ti ripeto che io sto comunicando direttamente con te e il caprone non c’entra. Potevo usare qualunque animale o anche qualunque vegetale per focalizzare la tua attenzione in qualcosa di concreto. Queste tecniche sono usate anche sulla Terra da chi pratica l’ipnosi: per esempio, guardare un ciondolo e cose del genere. Ripeto, altrimenti tu avresti pensato di aver mangiato rucola

[Eruca sativa. Erba di campo saporitissima e acidula, da mettere nell’insalata in modica quantità.  Il popolo dice che sia allucinogena: quest’affermazione non ha alcun riscontro scientifico.]

  e di avere gli incubi.

Io sono quindi spesso chiamato Satan:  tuttavia, altre forze, di cui parleremo, hanno sfruttato l’assonanza di Satan con un semitico Shaytan, che significa invece avversario, nemico, ma sono maldicenze.

Tutti noi che veniamo da un certo pianeta remotissimo siamo chiamati Satana, Colui che non esiste. Il mio nome individuale, che mi distingue da tutti gli altri Satana, è Beh-lih-hal, conosciuto dagli uomini come Belial.

Mi hanno chiamato in tutti i modi possibili. Io sono quindi Be’lial, Belhor, Baalial, Beliar, Belias, Beliall, Beliel, Bilael, Bhelu.

Senza contare che mi chiamavano anche Matanbuchus, Mechembuchus, Meterbuchus.

Nella mia lingua, Beh-lih-hal significa La prudenza lo ricopre: un nome che implica un concetto, come fanno anche gli indiani d’America, quelli con la pelle rossa.

Qui sulla Terra, invece, han cercato di attribuire al mio nome tutti i peggiori significati, il più comune dei quali è Senza Valore, dall’ebraico Beli yo’ il.

Tutte invenzioni idiote e senza costrutto alcuno, basate sull’assonanza pura e semplice. Se non avessero trovato qualcosa in ebraico, pur di denigrarmi, avrebbero cercato un’assonanza in aramaico o in qualsiasi altra lingua”.

Io: “Va bene, prosegui: dimmi come devo chiamarti…”

 Belial: “Ma col mio nome, ovviamente! Belial! Ti dipingo ora un quadro storico generale: devo partire da molto lontano, da quindici miliardi di anni fa.

Non serve che tu prenda appunti, ora: tuttavia sin da stasera t’invito a scrivere tutto su un diario.

 Le mie tecniche preservano nel tuo cervello i miei discorsi per due o tre giorni, ma poi potresti anche dimenticare qualche particolare. Inoltre è molto probabile che di questi incontri ne avremo ancora molti.

Sarebbe opportuno che il diario avesse una buona capienza.

Stavo dicendo che quindici miliardi di anni fa è cominciato l’universo che tu conosci.

Io vengo da un sistema solare che non esiste più da molto tempo: il nostro pianeta si chiamava Eddah”.

 Io risposi: “Eddah… Edda, l’inferno dei sassoni, l’Ade dei greci e dei romani. Quindi qualcuno vi chiedeva da dove venivate e voi rispondevate Eddah, e chi ascoltava capiva Edda o Ade, oppure associava il concetto…  perché Inferno?”

Belial: “Perché se Dio è buono, sta in alto e Satana, per ridicolo contrappasso, che dicono sia cattivo, sta in basso, agli Inferi… ma diremo ogni cosa a suo tempo, altrimenti facciamo una confusione terribile, nel senso che non si possono portare avanti mille discorsi tutti assieme.

Proseguo… non ho più un corpo ed io, con i miei simili, vorremmo trovare, o forse volevamo trovare, un pianeta adatto ad ospitarci.

 Noi eravamo molto simili a voi, tuttavia non siamo i padroni assoluti e… ma forse è meglio che proceda con ancor più ordine. Io so già che quello che ti ho detto ti è chiaro, ma per mantenere una parvenza di dialogo te lo chiedo comunque: ti è tutto chiaro finora?”

Gli dissi: “Se lo sai già… comunque mi è chiaro, vai avanti”.

 Belial: “Dicevo che, per quanto ne sappiamo, l’universo s’inizia 15 miliardi di anni or sono, con il famoso Big Bang. Esistono alcune forme di intelligenza più avanti di noi. Diciamo una dozzina almeno.

Quella che ha la più grande conoscenza e che vuole comandarci, è un’intelligenza che noi chiamiamo Quelli che possono di più, o semplicemente chiamiamoli i Potenti, per capirci.  Noi non sappiamo se questa forma d’intelligenza sia quella che voi chiamate Dio.

I casi sono due: o c’è il vero Dio sopra i Potenti, oppure Dio sono loro. Questo è il dubbio che ci attanaglia e il motivo per cui a tempo debito abbiamo litigato.

Se i Potenti sono Dio è un conto, ma se non lo sono, noi abbiamo diritto di non soggiacere alle loro leggi, anche se possono obbligarci all’obbedienza con la forza, perché hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra.

Non hanno mai voluto risponderci ma proseguiamo nel nostro discorso, un passo alla volta.

C’è un’osservazione molto importante da fare: i Potenti mostrano di seguire con la massima attenzione delle regole, poche in verità, tuttavia tali regole sembra che siano seguite con attenzione solo nei casi che a loro convengono.

I casi, poi, sono di nuovo due: o le regole sono state promulgate da un Dio sopra di loro, oppure, se Dio sono loro, si sono auto-obbligati a rispettare queste regole. In quest’ultimo caso, noi ci chiediamo perché si siano date proprio quelle regole (e non altre) e quando lo abbiano fatto: anche su questo punto non ci hanno mai risposto.

Un’altra cosa: non ne siamo sicuri, ma sembra che i Potenti siano in realtà un consorzio, una lega di tre civiltà e che le regole siano state stabilite di comune accordo.

Quest’accordo è stato fatto da pochissimo tempo: solo da qualche migliaio di anni.

Abbiamo pertanto un altro dubbio: tre civiltà dominanti oppure una soltanto? Anche su questo ritorneremo.

Tutti costoro, uno o tre che siano, non hanno più i loro sistemi solari e tutti costoro esistono, come noi, solo come energia psichica: sappi fin d’ora che questo è il destino di tutte le civiltà.

Anche la definizione di civiltà ti sarà data fra poco e per questo devo ora darti una mappa cronologica dell’universo. Chiudi gli occhi che te la trasmetto“.

Io chiusi gli occhi e avvertii un senso rapidissimo di nausea: subito dopo ebbi chiara in mente una specie di tabella con delle annotazioni in calce.

Belial proseguì: “Come vedi, l’inizio della civiltà dei Potenti, sempre che non siano Dio, si può far risalire a circa dieci miliardi di anni fa. Non ne siamo sicuri perché nessuno l’ha mai confermato.

Noi, invece, siamo in ritardo su di loro di ben quattro miliardi di anni. Un tempo enorme. Quando ci siamo civilizzati ed avevamo ancora un corpo come voi, loro ormai erano avanzatissimi ed hanno continuato a migliorare la loro tecnologia e la loro conoscenza.

Come puoi vedere dall’illustrazione che ti ho messo nella mente, la civiltà si considera come tale da quando una specie esegue il primo viaggio interplanetario: è un criterio come un altro. Ti dico fin da ora che noi riteniamo probabile il vostro sbarco sulla Luna tra il 1965 e il 1975, quindi fra una trentina d’anni.

 I Potenti e anche le altre due civiltà a loro associate (se ci sono, ma sembra di sì) non hanno avuto sesso sin dall’inizio.

Sono degli ermafroditi. Anzi, ti dirò che la stragrande maggioranza delle oltre centomila civiltà esistenti (che hanno già fatto il primo viaggio interplanetario, altrimenti le specie intelligenti sono milioni e milioni) sono ermafroditi.

 Sulla Terra, ad esempio, la chiocciola comune è un caso di ermafroditismo.

        TempoUniverso

Figura 5- Il tempo dell’Universo. 

Da un punto di vista specifico, cioè della specie alla quale appartiene l’animale, se le condizioni ambientali sono difficili, esistono notevoli vantaggi ad essere ermafroditi, in quanto è sempre possibile l’autofecondazione, mentre nel caso nostro e di voi esseri umani questo ovviamente non è possibile se non in presenza di un essere dell’altro sesso. Questo è un argomento che sta alla base della guerra tra noi e i Potenti. 

Noi di Eddah, come voi della Terra, eravamo inizialmente bisessuati. Siamo anche noi delle eccezioni alla regola prevalente e, come voi, apprezzavamo i piaceri della sessualità, sconosciuti agli ermafroditi.

 Nella logica dei Potenti sono proprio quelli come noi, cioè i bisessuati, che hanno dato origine a tutti i problemi: questa è la loro opinione. Siamo insomma colpevoli di essere quelli che siamo e questo per noi, come anche per voi, non è facile da digerire.

 Dopo 12 miliardi di anni di universo, quando la nostra civiltà su Eddah aveva circa quattro miliardi di anni e il nostro sistema aveva ancora due miliardi di anni di esistenza possibile, abbiamo cominciato a pensare al nostro trasferimento in massa e al luogo più adatto.

 Mentre per gli ermafroditi non fa alcuna differenza (o quasi) passare dal corpo fisico a quello spirituale, per noi non era affatto la stessa cosa.

Per un bisessuato, il passaggio allo spirituale è quasi una condanna, e forse senza il quasi. I valori della civiltà cambiano completamente.

Quando noi parliamo con qualche specie ermafrodita, loro capiscono perfettamente, a livello raziocinante, cosa significa perdere la sessualità, tuttavia non riescono a sentirlo a livello di sentimenti.

Per loro, semplicemente, non ha senso. Tanto meno capiscono la gelosia, il completamento tra i due sessi e così via.

Loro ragionano diversamente: dicono che, mentre loro procreano da soli, noi lo facciamo in due e questo è visto come una complicazione inutile. Tu puoi capire cosa voglio dire: per noi, la vita senza l’altro sesso non è neanche concepibile.

E non è solo una questione di tempeste ormonali: sono rapporti che si creano e durano sino alla morte; diventa uno scopo di vita, di affetti e sensazioni, d’integrazione reciproca, di dialogo.

 Esistono dei miti sulla Terra, molti dei quali derivano da nostri colloqui con alcuni di voi, dove si dice che qualcuno ha rinunciato all’immortalità per rimanere accanto al partner. Certamente l’immortalità non è ottimale per i bisessuati.

Ci siamo avvicinati a voi ancora quando non eravate dei mammiferi, cioè oltre trecento milioni di anni fa, quando ancora i rettili giganteschi popolavano la terra e voi dovevate stare sempre nascosti per evitare di farvi sbranare.

 I vostri occhi, ad esempio, sono ancora fatti per il buio.

  Eravate, a quel livello, com’eravamo noi all’origine: dei piccoli esseri ermafroditi di un tipo speciale, com’è ancora oggi la cernia.

[Epinephelus lanceolatus. Le cernie possono arrivare quasi a tre metri. Sono Ermafroditi Proteroginici. Le giovani cernie sono in predominanza femmine e si trasformano in maschi quando crescono.] 

La cernia ha un certo senso del sesso, mentre sembra che i Potenti siano stati ermafroditi da sempre, fin dalla nascita, come lo sono certi anellidi e poche altre specie sulla Terra.

Essendoci già un certo senso di sessualità, anche se modesto, nei vostri remotissimi progenitori, abbiamo dato il via allo studio genetico su questi piccoli proto-mammiferi, ancora mezzi ermafroditi, vostri antenati. Soprattutto studiavamo in laboratorio le probabilità della deriva genetica e così via.

I Potenti non sapevano niente di questo e noi non lo avevamo nascosto volutamente: semplicemente eravamo interessati ad assicurarci un futuro bisessuato e non avevamo neanche pensato cosa ne potessero dedurre i Potenti.

 Gli studi dettero esiti positivi; eravamo molto simili ed avremmo potuto inserirci in voi modificando non di molto il vostro DNA: una volta creata una sessualità completa nei vostri antenati, il resto era relativamente semplice.

Devi sapere che la regola intergalattica numero uno è:

CON ESPRESSA AUTORIZZAZIONE, SI PUO’ INFLUIRE SUL DNA DI UNA SPECIE INTELLIGENTE SE E SOLO SE LA SUA EVOLUZIONE PUÒ COSTITUIRE PERICOLO O PREGIUDIZIO PER L’EVOLUZIONE DELL’UNIVERSO O PER SE STESSA.

Questa regola è molto ambigua, perché la definizione del termine intelligente in certi casi ha valenza retroattiva e i certi casi no. Ma ne parleremo meglio in seguito.

Noi siamo stati accusati, nel vostro caso, di non averla rispettata fino in fondo. La nostra difesa è che non abbiamo manipolato esseri intelligenti. Tutto qua. Ma anche i Potenti hanno mancato spesso a quest’osservanza…

I Potenti pensavano che, essendo quasi tutti i problemi provenienti dalle specie bisessuate, non fosse saggio consentire a qualcuno di creare ancora, tramite manipolazioni genetiche, degli esseri che, come le cernie, non erano propriamente ermafroditi ma quasi.

Questo, dato che la mancanza la avevamo commessa noi, andava contro la regola intergalattica numero uno: ma procediamo per ordine.

La buona notizia per noi arrivò 65 milioni di anni fa, cioè quasi ieri, in termini di universo: un asteroide gigantesco cadde sulla terra e colpì dei giacimenti di petrolio al largo del golfo del Messico.

Incendi mostruosi devastarono la terra e tutti i grossi rettili eterotermi

[Che non sono in grado di regolare internamente la loro temperatura, ma si adeguano a quella esterna. Sistema primitivo.]

 che non morirono dal caldo, morirono poi dal freddo e dalla fame, a causa delle nubi che per anni ed anni oscurarono successivamente il pianeta Terra, raffreddandolo.

Gli animali che noi tenevamo sotto osservazione (cioè voi) erano invece omeotermi

[Animali più evoluti, con un metabolismo che si scalda quando fa freddo e viceversa.]

e, sia per questo motivo, sia per la taglia piccola (non potevano crescere e farsi vedere per non finire in pasto ai dinosauri) sopravvissero egregiamente al cataclisma. Inoltre erano (eravate…) pochi.

Decidemmo allora di fare il trapianto genetico su alcuni di loro-voi, un migliaio abbondante, sterilizzando i soggetti più indirizzati all’ermafroditismo: ed ecco nascere come per incanto i nuovi mammiferi bisessuati al posto degli ermafroditi quasi mammiferi!

Un grande successo di tecnologia genetica, te lo garantisco.  Siccome questi vostri progenitori non avevano nemici a causa della scomparsa dei rettili giganti, si svilupparono molto bene nel loro bisessualismo e dopo altri 60 milioni di anni, cioè circa cinque milioni di anni fa, noi di Eddah, ormai senza il nostro sistema solare (nel frattempo esploso con la solita stella gigante rossa) ma ancora geneticamente vivi su altri pianeti, brindammo al successo.

Noi potevamo diventare completamente voi: si trattava di portare a termine gli ultimi interventi genetici entro altri due o tre milioni di anni onde ottenere l’ultimo abbinamento del nostro DNA col vostro… da quel momento, una nostra delegazione, ancora corporea, fu quasi sempre presente sulla Terra.

Purtroppo, avevamo brindato troppo presto… e mentre il tempo trascorreva, ben altri problemi si affacciavano minacciosi: i Potenti.

I Potenti l’avevano presa molto male: avevano sottovalutato che, per noi, la trasformazione in energia psichica era un fallimento del bisessualismo.

Per loro, essere carne o spirito non faceva molta differenza: né fisica, né culturale.  Insomma, eravamo differenti. Ma il coltello dalla parte del manico l’avevano pur sempre loro: erano molto più evoluti.

Bisogna precisare che i bisessuati sono molto aggressivi e concorrenziali tra di loro, e se di piccole dimensioni o senza armi particolari per aggredire, per cacciare ed essere più forti, creano delle orde, dei sottogruppi, dove tutti vogliono prevalere, ma nel gruppo è solo uno che ci riesce e questo anche per conquistare le femmine ed assicurarsi la riproduzione.

Insomma, mentre i bisessuati hanno alcuni vantaggi sul piano emotivo, come ad esempio uno sviluppo più rapido dell’intelligenza (conseguenza della competizione), i bisessuati stessi sono un problema per un universo ordinato e civile, meno competitivo.

Questo è solo un riassunto e ci sono altri aspetti, importantissimi, di differenziazione tra ermafroditi e bisessuati. I Potenti decisero: gli abitanti di Eddah, ormai trapiantati su altri pianeti, dovevano essere resi impotenti.

Questo, tra l’altro, ci obbligava a trasformarci in spirito, pena l’estinzione della nostra specie. In questo modo, pensavano i Potenti, i Satana provenienti da Eddah non avrebbero fatto altri danni e soprattutto non avrebbero più avuto motivo di ignorare la prima regola intergalattica.

Per dirla in altri termini, sulla Terra (secondo i Potenti) gli Eddah avevano fatto un grave danno. Si trattava di evitare altri episodi del genere. Essendo noi impotenti, non avremmo avuto più alcun interesse a sviluppare specie bisessuate. 

Non abbiamo ancora oggi le conoscenze per capire come abbiano fatto a sterilizzarci. Per riassumere, ci accorgemmo a un certo punto che i nostri gameti, equivalenti ai vostri spermatozoi e ai vostri ovuli, non erano più vitali e non siamo più riusciti a rivitalizzarli.

Voglio precisare che, per fare questo, usarono probabilmente delle tecniche genetiche a distanza: tecniche che noi capiremo, forse, fra un paio di miliardi di anni.

Tuttavia voi avete un proverbio dai tempi di Roma: Spes ultima dea,

[La speranza è l’ultima dea.]

ovvero finché c’è vita, c’è speranza… e vita ce n’è ancora, moltissima… aspettiamo solo il momento opportuno. Per ora, siamo qua a proteggervi: tutto sommato siete un poco anche nostre creature.

I Potenti sanno che stiamo aspettando e che il fuoco cova sotto la cenere: potrebbero annientarci ma non lo fanno, sempre per le famose regole, autoimposte o date da un Dio sopra di loro, non lo so“.

Rimasi allibito: mi sentivo una pedina qualsiasi in una partita a scacchi. Aggiunsi: “I tuoi discorsi mi spiegano un sacco di leggende, di passi della Bibbia, mi si sta aprendo un mondo, cose che mi avevano sempre affastellato la mente ma che non riuscivo a coordinare… dimmi una cosa: c’è l’anima?“

Belial: “Sicuramente un’anima per un bisessuato non ha molto senso, secondo me. Ma di questo e di tante altre cose, come le leggende sorte attorno a questi fatti, ne parleremo in seguito.

Sappi comunque che molti passi della Bibbia sono racconti creati dopo dialoghi come questo, alcuni tra gli uomini e noi, alcuni altri, invece, tra gli uomini e gli emissari dei Potenti.

Altri ancora da uomini che sono stati, alternativamente, in contatto con noi o con gli emissari dei Potenti.

I Potenti non sono mai direttamente in contatto con gli uomini: usano degli emissari, che fanno una specie di intermediazione.

 Prima di salutarti, devo dirti un’altra cosa: entro un mese circa, le menti umane saranno pronte per un altro enorme scontro. Questo sarà molto più grave di quello della prima guerra mondiale. Voi cimbri, per motivi che ti spiegherò, siete protetti da noi di Eddah in modo particolare.

Tuttavia devo avvisarti che per i prossimi anni dovrai stare lontano dal Bus de la Lum. Col prossimo colloquio ti darò i quattrini direttamente. Dillo ai tuoi parenti, senza entrare troppo nei particolari: d’ora in poi, i quattrini li riceverai solo tu.

 Se non hai qualcosa da dirmi, ti saluterei”.

“Ne avrei un’infinità di cose: comunque, ne parleremo la prossima volta. Ciao”.

 Belial: “Ciao, ricordati che mi chiamo Belial”.

Il caprone si scosse, mi guardò stralunato, come se si fosse appena svegliato e, con un paio di balzi, ritornò nel gregge, con i suoi simili.

Mi sono riletto tutto. Mi sembra di non aver omesso veramente niente. Come Belial aveva detto, devo cercare di non perdere il diario.

Mio padre mi ha chiesto dov’ero stato: gli ho consegnato tutti i quattrini di Belial e gli ho detto che d’ora in poi li avrei trovati io e che lui non li avrebbe più trovati. In ogni caso, sino a nuovo ordine, né lui né gli altri dovevano più avvicinarsi al Bus de la Lum. Mi ha guardato con la bocca aperta, mentre portavo le capre e le pecore negli ovili.

Paolo Ballarin: “Satana o non Satana, Belial o non Belial, ormai è quasi l’una del pomeriggio e con questo caldo non vorrei fare la fine del conte Ugolino. In qualità di presidente anziano, propongo, anzi quasi quasi ordino, di proseguire la riunione nella trattoria in Calle della Bissa, di fronte a un piatto di quel che volete. Io mi mangerò sardine in saor alla chioggiotta

 [Sardine marinate in aceto e cipolla, molto appetitose. Si tratta di un piatto estivo da servire preferibilmente freddo. La versione veneziana è orientaleggiante: contiene pinoli ed uvetta dolce di Corinto.]

 senza pinoli. Magari doppia razione, tanto senza pinoli e senza uvetta di Corinto è un piatto molto leggero. Chi viene?“

Pietro Ballarin: “Forse un panino piccolino…”

Paolo: “Facciamo finta di essere maggiorenni e che ognuno possa mangiare quello che vuole…”

L’esercito era già sulla porta, compatto come un sol uomo, deciso ad occupare un tavolo della trattoria che distava dieci minuti di cammino.  Mentre attendevano le pietanze, anche Satana-Belial, tutto sommato, appariva come un buon diavolo… anzi, fecero un brindisi alla salute del demoniaccio con un bicchiere di ribolla gialla.

 [La ribolla gialla è un vino bianco ad alta gradazione e di colore paglierino intenso, di origine friulana e istriana. Può anche sostituire dei rossi leggeri. Si serve ovviamente freddo, specie nel mese di luglio.]

 I commensali convennero che, per confermare un proverbio, il diavolo non era poi così brutto come solitamente si dipingeva.

coriandoli
Figura 6 – Carnevale di Venezia – Fotomontaggio di maschera bizantina con coriandoli – 1981 – Ernesto Giorgi ©

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