L’uomo dei palloni [533]

Voigtlander Vito Bl Ob.Color Scopar f/2.8 50mm[Questa foto dell’ottobre 1961 mostra, a Venezia, in campo Ss. Filippo e Giacomo, l’uomo che vendeva i palloni ai bambini. La macchina fotografica è una Voigtländer tedesca Vito BL, 50 mm di focale con obiettivo Color Skopar ad apertura f:2.8; l’otturatore arrivava ad un trecentesimo di secondo: per quei tempi, un gioiello. La foto è stata sviluppata e stampata dall’autore, su carta Ferrania opaca. La carta opaca rendeva la foto più morbida, più naïf, più satin, anche se meno ‘glamour’. I neri sono buoni e la carta Ferrania ha dimostrato di saper resistere alle ingiurie del tempo.]

Il venditore di palloni non si vede più anche se i bambini continuano ad apprezzare questo tipo di giocattolo.

Negli anni ’70 e ’80 ci dicevamo che, certo, i tempi erano cambiati. C’è stato un periodo di benessere in cui, sicuramente, non si sarebbero venduti palloncini, perché il benessere stesso implicava giocattoli più costosi e sofisticati: tuttavia, crediamo che i bambini continuino ad apprezzare i giocattoli semplici, sia nei periodi di prosperità che nei periodi di ristrettezze.

I tempi, ora, sono cambiati di nuovo e probabilmente potremmo rivedere il figlio o il nipote dell’uomo dei palloni emulare il padre o il nonno. Non tanto per il business, riflettiamoci bene, forse solo per la disperazione di non stare a casa senza fare alcunché.

Dovremmo riflettere sul progresso che non c’è stato e che i politici presupponevano inevitabile, dovremmo riflettere anche se la crisi fosse evitabile e se fosse evitabile il declino che stiamo vivendo, se per il futuro potremo sperare di tornare a vivere meglio di adesso. Sicuramente, in ogni caso, ci vorrà un cambiamento radicale.

Non siamo stati capaci di cambiare mantenendo i nostri valori. Abbiamo pensato che cambiare volesse dire gettare tutto alle ortiche, anche le cose buone: forse, queste cose, le dobbiamo recuperare.

Nessuno ci ha insegnato che cos’era da tenere e che cos’era da gettare. La scelta si riduceva a tenere tutto o a gettare tutto: i politici ci stanno spiegando che era (ed è…) meglio buttare via tutto: continuano infatti a distruggere i valori cari alle genti venete. Ora dobbiamo riflettere e recuperare qualcosa. Semplicemente, sarebbero pagati almeno per non sbagliare sempre. Tuttavia, difficilmente si trova qualcosa di buono e coerente nelle decisioni politiche degli ultimi tempi.

In molti di noi c’è la convinzione assoluta di non essere stati guidati bene e che si sarebbe potuto (e dovuto) fare molto ma molto meglio, nonostante la crisi.

Rubare negli anni di vacche grasse potrebbe forse anche essere accettabile ma rubare negli anni di vacche magre, come vediamo alla televisione ed ignorare i veri problemi (che non sono, secondo chi scrive, quelli connessi allo jus soli ma ben altri!) lascia un astio nella popolazione che penso nessuno potrà mai dimenticare, se non dopo, forse, aver ricevuto giustizia.

Che Dio salvi le genti venete da questi avventurieri: le genti venete se lo meriterebbero.

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