La nube di Oort – Capitolo 9 [536]

Diario di Antonio Azzalini del 28 aprile 1940. (facoltativo)

 Fere libenter homines id quod volunt credunt. (Generalmente, gli uomini prestano fede volentieri a ciò che desiderano) Giulio Cesare (100-44 a.C.) De bello gallico, III, 18.

Il viaggio peri-temporale. Materia e antimateria, chiara e oscura. L’Uomo di Neanderthal. Le tre teste di Satana. Una piccola bibliografia.

Venezia, mattina dell’11 luglio 2043.

Paolo Ballarin: “Eccoci al lavoro. Questa volta, se siete d’accordo, leggo io. Aggiungo che negli appunti ho saltato alcuni mesi dove, nell’originale tradotto in italiano, Antonio Azzalini si recava sul Pizzoc, con un freddo intenso, a prelevare il denaro. Una volta o due si era visto con Belial ed era stato informato sulla guerra in corso. Il primo colloquio che ci può interessare è quello di fine aprile 1940, riportato in questi appunti: ho pertanto saltato due dozzine di fogli della traduzione italiana“

Diario di Antonio Azzalini del 28 aprile 1940.

Mi sono rivisto oggi con Belial: il tempo sul Pizzoc è finalmente migliorato. Si comincia ad avvertire il tepore primaverile e Belial è stato gentilissimo. Mi ero preso nota su dei foglietti delle domande che m’interessavano di più.

Gli dissi che un paio di volte aveva usato l’espressione peri-temporale: una volta quando i poliziotti avevano rapito Elia su un carro di fuoco e una volta quando egli venne sulla terra per parlare con Gesù. Avevo chiesto se per favore mi poteva chiarire il significato di quell’espressione.

Belial: “Per fare questo, devo metterti nella mente un altro disegno semplicissimo: chiudi gli occhi“.

Chiusi gli occhi e mi arrivò una mappa: era il disegno di un rocchetto di filo, con due lettere, A e B.

Belial: “Supponiamo che tu debba andare dal punto A al punto B seguendo le spire del filo e fai conto che il filo sia incredibilmente sottile ed avvolto strettamente. 

Rocchetto
Figura 8 – Il viaggio peri-temporale.

 

Per andare dal punto A al punto B, seguendo il filo attorcigliato attorno al rocchetto, ci metteresti un tempo enorme e dovresti fare un sacco di strada, tutto sommato inutilmente. Il tempo scorrerebbe a mano a mano che avanzi.

Se tu riuscissi a staccarti dal filo, a librarti nell’aria, potresti andare dal punto A al punto B direttamente, in un tempo enormemente minore: tu non lo puoi fare perché il tempo fa da calamita e ti tiene appiccicato al filo.

Il tuo tempo è dentro il filo, ne fa parte integrante e tu fai parte integrante di quattro dimensioni, tempo compreso.

Ebbene: con la dovuta tecnologia, si può abbandonare il filo, saltare in un’ulteriore dimensione (la quinta, per l’esattezza) e trasferirsi in un istante dal punto A al punto B.

 Poi si riabbandona la quinta dimensione, si ritorna dentro il filo e il gioco è fatto.

Ovvio che se A e B sono veramente distanti anche in linea retta, un certo tempo lo impieghi comunque.

 Questa è quella che noi chiamiamo la passeggiata peri-temporale.

La tecnologia è stata da noi acquisita un miliardo di anni fa circa. In realtà l’universo è almeno a 26 dimensioni. 

 [Come dice la Teoria delle Stringhe.]

Se poi ce ne siano ancora di più, questo non lo sappiamo ed è proprio là che potrebbero esistere quelli sopra di noi, magari quelli che voi chiamate Dio. L’universo, se si seguono le linee rette dei rocchetti e senza seguire le relative spire, non è poi tanto grande. Almeno quello dentro le 26 dimensioni. Ti avviso che alla prossima domanda non vorrei rispondere…”

Io: “Affascinante… ma allora si può andare anche dal punto B al punto A, cioè indietro nel tempo!“  

Belial: “Ti avevo detto che non avrei voluto rispondere alla prossima domanda… per questa volta cercherò comunque di risponderti… sembra, o almeno sembra a noi, che andare indietro nel tempo non si possa.

Forse lo fanno i Potenti: noi non ne siamo capaci e ogni tentativo fatto ci ha comportato enormi  problemi, sicuramente perché abbiamo ancora molto da imparare…. ti mando una mappa… l’hai ricevuta?“

Ricevetti la mappa nel cervello e risposi che, appunto, l’avevo ricevuta.

Belial: “I quadranti uno e tre, quelli della materia oscura e dell’antimateria oscura sono a titolo di completezza, ma non ancora ben conosciuti da noi. Il quadrante due è quello che anche tu conosci: insomma, una spiegazione ad usum Delphini.

una caratteristica del grafico è che, sull’asse verticale delle y, il tempo e la gravità sono espressi in un’unica unità di misura opportunamente dimensionata.

 t = tempo; g = gravità; c = velocità della luce; tempo e gravità sono espressi con la stessa unità di misura;
non esiste t = c se non all’interno dei buchi neri e tale singolarità segue il principio di indeterminazione di Heisenberg;
ma = massa di materia;
am = massa di antimateria;
e=energia;
La formula generale è :

    ma     *     am    *     sgn(c)   *    c^2

 

tempogravita
Figura 9 – Schema tempo e gravità.

Quando il tempo aumenta rispetto alla gravità e anche la velocità della luce aumenta, allora la massa della materia tende a crescere, come ha recentemente dimostrato Albert Einstein.

Nel quarto quadrante succede la stessa cosa per l’antimateria, dove gli elettroni sono positivi e i protoni sono negativi, il che avviene quando il tempo è in valore assoluto inferiore alla gravità. In realtà nell’asse y esiste una formula molto complessa che lega il tempo alla gravità.

Questa formula non dà come risultato assoluto un valore lineare. Abbiamo t=f(g), ma in realtà la funzione ha valori molto complicati con notevoli singolarità. Ha molte somiglianze con la Funzione z di Riemann.

Quando t=g e c=0, ci troviamo quasi sicuramente in un buco nero. Almeno così pensiamo: lo vedi ytacciato al centro del disegno.

 In tutta la retta y, i valori di t e di g hanno sempre e comunque valori positivi. Inoltre, quando in assoluto t=0 oppure g=0, siamo nel piccolissimo e in presenza di fenomeni quantistici.

Aggiungo che in un buco nero (se c=0 e t=g, come detto prima) abbiamo le premesse per radicali trasformazioni del buco nero stesso, a causa dell’estrema instabilità della situazione.

I problemi, come dicevo, sorgono nel quadrante uno e tre, i quali dovrebbero essere il dominio della materia e dell’antimateria oscure.

Qui la velocità della luce sembra dover assumere valori negativi (ma non capiamo come, se non per qualche istante a livello quantistico): in questi due quadranti si dovrebbe tornare indietro nel tempo.

Quando abbiamo sperimentato qualcosa su questi argomenti, abbiamo fatto solamente danni. Non sappiamo se si può andare nel passato: questa è la conclusione.  Forse i Potenti ne sono capaci, anche se non ci credo.  Su alcune cose mi son tenuto sulle generali, ma penso di aver fornito un quadro ragionevolmente completo“. 

A questo punto, dissi: “Mi sono fatto un’idea molto buona. Volevo chiederti una cosa differente: sugli esorcismi, cosa mi dici?”

Belial: “Sugli esorcismi, farò degli esempi. Supponiamo che qualche poliziotto dei Potenti, non troppo preparato, faccia qualche esperimento sull’aggressività umana, per vedere se ciò possa dipendere dalla bisessualità o dal vero problema sostanziale degli uomini, cioè i gruppi, sottogruppi, orde e così via.

Nei casi in cui l’esperimento non vada bene, il soggetto manipolato dal poliziotto si trova messo molto male, con squilibri indotti e, se il poliziotto non riesce a risolvere il problema di risistemarlo com’era originariamente, il poliziotto stesso si rivolge ai Connessi della Chiesa (esorcisti) per procedere alla sistemazione, di solito dell’amigdala,

[Parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo la paura. I suoi allarmi scattano prima che la neocorteccia riceva i suoi segnali e quindi tali allarmi non sono controllabili dalla volontà.]

 ma non sempre. I Potenti hanno un sistema normalizzatore del cervello umano ma questo sistema è molto riservato e non è dato nemmeno a tutti i poliziotti. Quando un prete diventa un esorcista, non sempre è Connesso con dei poliziotti qualificatissimi e particolari.

 L’esorcista fa da tramite, essendo pre-sintonizzato, tra i poliziotti per così dire non qualificati e il poveraccio manipolato. In questo caso, l’esorcista ha delle conoscenze superiori ai poliziotti, le quali riguardano il suo comportamento: l’esorcista sa come fare ma non sa il perché di quello che fa.

Il perché lo sanno i super-poliziotti, specializzati nel rimediare i guasti causati dai poliziotti normali: come se si trattasse di una squadra di super-esperti che praticano un intervento solo in casi di emergenza. Con delle frasi opportune e con una messa in scena particolare, il soggetto è sottoposto alla ricezione del protocollo normalizzatore, un capolavoro di influenza psichica e sinaptica: solitamente viene guarito.

Dico ‘solitamente’, perché, quando la normalizzazione non riesce, il poveraccio sarà tolto di torno senza indugi. Per evitare che rimanga la testimonianza di un fallimento, si definisce come irrimediabilmente indemoniato e pertanto è bruciato sul rogo o altre facezie di questo genere… niente di meglio, in questi casi, che scaricare tutte le colpe su Satana.

Le combinazioni e le variazioni sul tema sono innumerevoli. Come esempio diverso, posso citarti il caso di fra’ Girolamo Savonarola: disturbava troppo l’ordine costituito e comunque non era uno stinco di santo. E così ingiustizia è stata fatta sul rogo. Il popolo, anche se timoroso, di solito apprezza o quanto meno abbozza: cosa fatta, capo ha”.

Io dissi: “Dai miei studi di lingue, mi risulta che l’indoeuropeo non distingueva tra maschile e femminile: qualcosa del genere si trova anche in certi aggettivi nella lingua basca”.

Belial: “Certamente. Retaggio ermafroditico. Anche là è stata una bella lotta. Lo hanno fatto per vedere come reagissero gli esseri umani a una minor distinzione sessuale. Questo è stato fatto anche cercando di influenzare, nel senso omosessuale, i costumi dei greci. Anche nel caso degli aggettivi maschili e femminili indoeuropei ci siamo salvati grazie ai consessi interstellari, che hanno rinfacciato l’ingerenza ai Potenti”.

Allora chiesi: “Come fate a sapere se uno è un Connesso?“

Belial: “Non lo sappiamo. Cerchiamo di intuire e di capire. Se è Connesso, solitamente non riusciamo ad entrare in contatto con lui. Avremmo potuto fare molto di più per voi se non ci fossero stati questi problemi. Nota comunque che tutto quello che facciamo per voi non è solo una questione di generosità: è che speriamo, chissà quando, di poterci ristabilire su questo pianeta con un corpo analogo al vostro“.

 Qui finisce il dialogo di oggi con Belial. Incredibile quante cose ci siano da sapere… Ho dato i quattrini a mio padre.

 Paolo Ballarin: “ Di nuovo, per un paio d’anni, nel diario non c’è quasi niente, se non incontri rapidi per il denaro, tutti meticolosamente annotati. Leggo ora il punto successivo, che ritengo molto interessante“.

Diario di Antonio Azzalini del 26 agosto 1942.

 Mi sono incontrato oggi pomeriggio con Belial: giornata fresca perché ieri pioveva. Sempre molto cordiale.

Gli ho detto: “L’uomo, HSS come dici tu, è rimasta l’unica specie intelligente…”

Belial: “Esattamente. Per rafforzare la specie e quindi diminuire l’aggressività, novecentomila anni fa abbiamo preso dei futuri HSS e abbiamo fatto delle modifiche per rendere la specie umana ancora più simile agli Eddah: abbiamo creato così una variante che è stata chiamata successivamente dagli scienziati Homo Sapiens Neanderthalensis.

Lo scopo era di migliorare HSS nella sua potenza, perché, come abbiamo detto, vale il principio che a più potenza corrisponde minore aggressività. Lo abbiamo anche reso capace di una maggiore intelligenza e soprattutto incapace di mentire.

Quest’ultima modifica è stata il nostro errore clamoroso ed è stata anche la causa principale della sua scomparsa, anche se durante la presenza dei Neanderthal è esistita una certa ibridazione con HSS. Se escludiamo gli africani, gli HSS europei e gli HSS asiatici possono avere nel loro DNA del materiale genetico neanderthaliano, solitamente tra 1% e 4%, con punte record dell’8%.

I capelli rossi, le lentiggini, la pelle chiara e gli occhi verdi, per ottenere una pigmentazione adatta alla scarsa irradiazione solare in Europa settentrionale, sono tra i caratteri neanderthaliani che gli HSS euroasiatici possono avere ancora.

In particolare, molti cimbri hanno queste caratteristiche. Diciamo subito che un Neanderthal, vestito come si deve, a spasso per Vallorch, non sarebbe per niente distinguibile da un HSS, se non per una protuberanza ossea un po’ sopra la nuca, non molto evidente.

Per ottenere il nostro scopo, le modificazioni eseguite sugli HSS possono essere riassunte come segue:

Statura di un maschio, 1.60 metri circa, eretto come HSS, tuttavia muscolarmente molto più robusto anche se più basso di statura. Per aumentare il cervello, aumento della sezione pelvica femminile, con cranio molto allungato antero-posteriormente, con platicefalia (teschio basso e piatto) per non avere problemi alla nascita.

 Sino a 1750 centimetri cubici di cervello: il dieci per cento in media più di voi HSS. Estremità delle dita larghe e arrotondate: le falangi distale e prossimale del pollice hanno quasi le stesse dimensioni, con presa di forma della mano enormemente più forte, come una tenaglia, rispetto ad HSS e con inserzione di robustissimi muscoli, per rafforzare il tutto. Gabbia toracica cilindrica per aumentare la capacità polmonare.

Arcata sopraccigliare prominente, per un miglior visus durante la caccia, anche col sole in fronte. Pupille con capacità di allargamento superiore, per vedere meglio nel buio, con occhi frequentemente chiari, perché in Europa settentrionale c’è meno luce. Creste prominenti sulle ossa del cranio, per creare un ancoraggio per i muscoli di una dentatura più robusta, allo scopo di mangiare facilmente anche carni coriacee e nessuna scanalatura sui denti canini per irrobustirli.

Il circolo ematico del forame mandibolare è stato migliorato per rinforzare la dentatura e la pressione della mandibola. Proiezioni ossee ai lati dell’apertura nasale, per agevolare la respirazione e rendere più elastici i muscoli connessi, in modo da poter anche stringere le aperture delle narici in caso di freddo pungente o per polvere e fumo. Naso non schiacciato. Il prognatismo facciale era un adattamento al freddo, per allontanare dalle coane nasali le arterie che vanno al cervello, evitando il raffreddamento del sangue e le sinusiti in particolare.

Nuova forma del labirinto nell’orecchio interno, per evitare otiti da freddo. Abbassamento del foro auditivo per lasciare più spazio ai muscoli mascellari. Rotule delle ginocchia molto grandi e robuste. Ossa del collo lunghe per aumentarne la forza e l’elasticità.

 Struttura della scapola completamente diversa, con cavità dorsale e non ventrale come in HSS: questo faceva sì che i lanci di pietre, giavellotti e altri oggetti fossero potentissimi, circa  tre volte la capacità di HSS. Il dente che blocca l’articolazione della spalla, e quindi il lancio, era posto dietro (muscolo piccolo rotondo in posizione dorsale) e non davanti l’articolazione (in HSS, muscolo piccolo rotondo in posizione ventrale o anteriore), in modo rivoluzionario.

Femori delle gambe incurvati per una maggior potenza muscolare. Così per tibia e fibula, corte e robuste; così pure per radio e ulna. Espansione delle superfici articolari dell’astragalo, osso importantissimo, posto sopra il calcagno e sotto la tibia e il perone. Questo consentiva delle robustissime inserzioni muscolari sull’arcata plantare del piede. Aggiungendo a tutto questo la maggior capacità polmonare, un Neanderthal poteva coprire i 100 metri in sei secondi: una velocità enorme, per inseguire gli animali e per attaccare i nemici, anche se il Neanderthal era meno resistente nella corsa protratta rispetto agli HSS, dove questi ultimi erano più dotati, con le loro gambe più lunghe e con il loro bacino più stretto.

Insomma, un capolavoro d’ingegneria genetica, una vera macchina da caccia e da guerra: un miglioramento enorme e allo stesso tempo non apparente perché, ripeto, a passeggio per il centro del paese non lo avresti riconosciuto come neanderthaliano.

Poi… abbiamo voluto aggiungere, forse con una certa superficialità, il grande capolavoro finale che fu anche il grande errore. I Neanderthal parlavano malissimo e non avevano bisogno di parlare meglio. Preferibilmente, comunicavano da cervello a cervello: era stata introdotta una modifica telepatica.  L’organo cerebrale che sovrintendeva a questa funzione era alloggiato in una protuberanza nella parte posteriore del cranio, dove i Neanderthal avevano un caratteristico chignon osseo.

[Come un nodo di capelli raccolti sulla nuca nelle acconciature femminili:  protuberanza posteriore. Il cranio è inconfondibile.]

Questo serviva nella caccia, per sentirsi a grandi distanze con i compagni e per tanti altri scopi. Per questo la base del cranio appare poco flessa. Seguimi bene perché si tratta di un punto importantissimo: i messaggi telepatici non erano inviati dal soggetto che voleva comunicare a chi li doveva ricevere (e qui sta in parte il nostro errore): ognuno di loro sentiva la presenza di un suo simile nelle vicinanze e poteva leggere apertamente in quella mente. Il Neanderthal non poteva quindi mentire, perché gli altri avrebbero visto le bugie e le avrebbero ignorate per considerare solo la parte veritiera… finisco alcune cose che stavo dicendo e poi riprendo questo concetto.

 Per sviluppare comunque le capacità auditive e fare in modo che fossero coltivate, i Neanderthal erano stati dotati di uno spiccatissimo senso della musica e per il momento usavano una scala diatonica naturale quadrivalente, come quella greca, e si facevano dei flauti perforati  usando i femori degli orsi di allora.

[ursus spelaeus, orso delle caverne, mediamente 500 kg.]

Neanderthal era, senza falsa modestia, una razza destinata a superare gli HSS su tutti i fronti… tuttavia questo non successe per problemi sociali innescati dal nostro errore di cui ti dicevo. Uno scrittore italiano (pugliese) del XVI secolo, Torquato Accetto,

[Torquato Accetto: Trani? 1590/98?  – Napoli? 1640 . Della dissimulazione onesta, Napoli postumo, 1641]

scrisse un libro dal titolo Della Dissimulazione Onesta: in questo libretto egli invoca il fatto che, molte volte, per pudore o per non ferire i sentimenti altrui, si può (e si dovrebbe) tacere e non dire la verità, senza commettere peccato alcuno.  Insomma, non puoi dire gobbo ad un gobbo e questo non deve essere un peccato, anzi. Sembra una sciocchezza, ma è la base della convivenza in un tipo qualunque di società. I Neanderthal non solo non potevano mentire ma nemmeno potevano simulare o dissimulare. Per questo persero la battaglia con gli HSS e le ragioni possono essere riassunte come segue:

Mentre gli HSS, con la simulazione, con le bugie e con la dissimulazione, si specializzavano in caste suddividendosi i compiti, i Neanderthal questo non lo potevano fare perché, leggendosi l’un l’altro nel cervello, tutti sapevano se qualcuno era sincero o meno nelle sue affermazioni e se aveva intenzione di prendere il sopravvento sugli altri.

In base al punto precedente, gli HSS erano in grado di costituire delle gerarchie che, come abbiamo visto prima, non erano la quintessenza della sincerità. Le gerarchie creavano esseri specializzati sia nell’organizzazione sociale, sia nei commerci e quant’altro: erano più efficienti ed avevano quindi più tempo libero per costruire utensili eccetera. La cultura degli HSS diventò sempre  più complessa e più versatile rispetto ai Neanderthal.

Gli stessi motivi fecero sì che tra i sessi dei Neanderthal ci fossero meno specializzazione e meno suddivisione dei compiti. Insomma, gli HSS manipolavano i rapporti con le femmine e le stesse rimanevano stanziali, convinte dalle frottole dei maschi: la loro prole aveva in questo modo più probabilità di prosperare. I Neanderthal non potevano avere di queste sottigliezze psicologiche con le loro femmine perché nulla poteva essere nascosto.

Gli HSS maschi facevano vedere alle loro femmine di essere coraggiosi e importanti e le femmine avevano un atteggiamento di fiducia nei loro confronti. Quando i Neanderthal avevano paura di un orso che stava per attaccare, non potevano nasconderlo e farsi vedere coraggiosi perché anche le femmine leggevano la paura nella loro mente: sentivano i loro piccoli meno difesi. Insomma, la dissimulazione onesta, come diceva Torquato Accetto… sarebbe stata la benvenuta.

I Neanderthal erano stati modificati in modo da essere molto più carnivori e predatori. Erano meno adatti all’alimentazione vegetale. Anche questo fu un nostro errore, anche se di minore importanza: non sarebbero mai stati dei buoni contadini. L’ultimo Neanderthal scomparve circa ventimila anni fa: il loro territorio si era ridotto sempre di più, di fronte all’incalzare delle tecnologie HSS e inoltre molte femmine Neanderthal preferivano accoppiarsi agli HSS, che recitavano una parte dove fingevano di non aver mai paura e che apparivano più evoluti.

Il motivo per cui abbiamo commesso questo errore nella modificazione genetica dei Neanderthal, copiando il più possibile dal nostro patrimonio genetico, è che da noi non esisteva una specie come gli HSS, incline alla manipolazione e alle bugie: questo è il motivo per cui siamo rimasti completamente spiazzati e ci siamo trovati di fronte ad una realtà non prevista. Un’altra causa della sparizione è stata l’Encefalopatia Spungiforme: costretti in territori sempre più piccoli dagli HSS, dettero il via a pratiche di cannibalismo con conseguente malattia da prione modificato. 

[Una di queste è la malattia di Kreutzefedt-Jacob o della Mucca Pazza.]

 Solo talvolta lo facevano anche per scopi rituali, come certi indigeni della Nuova Zelanda, ma non è stato questo il motivo, perché tale ritualità era estremamente saltuaria: la malattia si è diffusa quando non potevano mangiare altro. Mangiare vegetali non era nel loro modo di essere e loro nemmeno ci pensavano. Oltre a questo, come dicevo prima, i nuovi nati diminuivano sempre di più, a causa delle difficoltà socio-culturali nelle quali si trovavano i genitori.  Alcuni dei loro tratti genetici esistono ancora in HSS, proprio perché ci sono stati parecchi incroci, soprattutto nell’ultimo periodo“.

Al che io dissi: “Sembra, senza offesa, che anche voi non abbiate proprio rispettato fino in fondo la regola inter-galattica numero uno…“

Belial: “Ingrato! ingratissimo! lo avevamo fatto a fin di bene. Bastava non mettere la telepatia, anche se voi cimbri questa dote, in parte, l’avete ancora e questo è uno dei motivi per cui siete un popolo che noi seguiamo da vicino”.

Gli risposi con una domanda: “Io? un telepatico?“

Belial: “Non completamente, certo, ma in questo momento stai pur parlando mentalmente con uno che sta a distanze siderali, anche se hai il caprone di fronte. In ogni caso, quello di parlarsi a distanza, per cacciatori, pastori e contadini è sempre stato un problema, tant’è vero che nelle isole Canarie abbiamo fatto in modo che una popolazione locale, i guanci, parlasse un linguaggio fischiato, il silbo,

[Silbo: significa fischio in lingua spagnola. Silbar = fischiare.]

che si sentiva a chilometri di distanza. Ora i guanci non ci sono più”.

Io: “Sei un pozzo di conoscenza e d’esperienza… in effetti, abbiamo parecchi cimbri con i capelli rossi: anche in Istria ce ne sono moltissimi di questo fenotipo; hanno tutti qualcosa di Neanderthal?”

Belial: “Sì. E sono tutti potenzialmente dei telepatici, dei guaritori e altre cose del genere. Hanno tuttavia grossi problemi con gli anestetici. Guaritori, perché a costoro basta leggere nel cervello dei loro simili per capire come stanno: non sempre, tuttavia piuttosto di frequente. Le stesse doti possono averle anche i genitori o i figli di uno con i capelli rossi, senza comunque avere i capelli rossi.

Mi spiego meglio: non bisogna avere per forza i capelli rossi o le lentiggini o gli occhi verdi per appartenere agli eredi dei Neanderthal; possono esserci dei caratteri genetici cosiddetti recessivi, che possono esistere senza essere evidenti dall’esterno… magari ricompaiono successivamente, nei figli dei figli. Tu, per esempio, non sei rosso, eppure stai parlando mentalmente con me; tuttavia i tuoi figli potrebbero essere rossi oppure potrebbero esserlo i tuoi nipoti.

I poliziotti, poiché sapevano che dietro c’eravamo noi, hanno insegnato agli uomini, attraverso i Connessi, a non fidarsi di chi ha i capelli rossi: ti ricordo che recentissimamente, nel 1878, comparve una novella di Giovanni Verga: Rosso Malpelo.

[Il protagonista, rosso, è trattato malissimo dai compaesani.]

Anche i cimbri quindi, magari indirettamente, sono nell’occhio del ciclone e i poliziotti non hanno messo in giro le chiacchiere casualmente. Hanno pensato che, se i cimbri sono in contatto con Satana, meglio creare l’allarme. I rossi sono stati considerati sempre cattivi e molte volte puniti senza veri motivi. Come gli ebrei del Reno, gli ashkenaziti.

 Esaù era rosso ed anche re Davide. Ulisse in greco viene dal verbo *odýssomai che significa ‘essere adirato’: era rosso e pertanto considerato sempre adirato e perciò cattivo. In realtà, le cattiverie sono perpetrate dai poliziotti contro di noi. In Baviera, luogo vicino a quello di vostra provenienza,  il rutilismo (i capelli rossi) si presenta attualmente in oltre il tre per cento della popolazione. In Irlanda e Scozia ancora di più. I capelli rossi sono anche chiamati, nell’Italia meridionale, il ‘gene normanno’. Volevo farti notare che i rossi non soffrono il sole, anzi: a loro di sole ne basta molto poco. La mutazione genetica è stata fatta proprio per incamerare la quantità maggiore possibile di raggi di sole, anche vivendo nei paesi del nord: il sole aumenta la vitamina D antirachitica e questo rafforzava la struttura ossea dei Neanderthal. Ovviamente, per i rossi,  in Africa, i raggi del sole sono troppi”. 

Φ

 Paolo Ballarin : “Di nuovo, ho lasciato perdere molte pagine dove il diario è stato tenuto da Antonio Azzalini per obbligo morale ma senza notizie di rilievo. Saltiamo al 1947“.

 Φ

Diario di Antonio Azzalini del 24 maggio 1947.

Oggi mi sono trovato sul Pizzoc e ho parlato ancora con Belial. La seconda guerra mondiale è finita e nel Bus de la Lum ci sono centinaia di morti. Inoltre, durante la guerra, tutti i civili che si avvicinarono inavvertitamente furono gettati nell’inghiottitoio dai militari o dai miliziani presenti per mantenere il silenzio. Oltre cinquecento morti. Una strage.  Senza contare che buona parte dell’ecatombe è avvenuta dopo il 25 aprile 1945, giorno ufficiale della fine della guerra.

Aggiungo e riporto quello che è avvenuto a Santa Maria del Piave, a venti chilometri da qui, dove dei ragazzi tredicenni sono stati strangolati col filo di ferro dai partigiani perché figli di famiglie benestanti della parte politica avversa. Di questi assassini si conoscono anche i nomi. Nel Bus de la Lum ci sono anche centinaia di militari tedeschi: si può capire se si fosse trattato solo di SS, particolarmente feroci, ma ci sono anche i cadaveri di normali soldati della Wehrmacht.

[Esercito regolare tedesco, con componenti non necessariamente nazisti.]

Inoltre vi si trovano centinaia di corpi di soldati repubblichini. 

[Della Repubblica di Salò.]

Le crudeltà, da tutte le parti, sono state incredibili. Forse, quando una crudeltà ci è vicina, ci sembra maggiormente efferata… oppure in questo periodo c’è veramente stata una cattiveria eccezionale? per prima cosa, ho ringraziato Belial per avermi avvisato circa il fatto di stare lontano dal Bus de la Lum. Poi, le prime due domande che posi a Belial furono: che mi dicesse qualcosa di più sulla seconda guerra mondiale e se c’era stata, secondo lui, una crudeltà superiore alle altre guerre.

Belial: “Indubbiamente, c’è stata una crudeltà particolare perché lo scontro è stato titanico, e non solo a livello di uomini. Si è trattato di un evento che resterà nella storia dell’uomo, per le sue implicazioni, in modo molto più incisivo che non la prima grande guerra mondiale. Gli esseri umani, e tu tra gli altri, naturalmente vedete la seconda guerra come un periodo di atrocità, d’ingiustizie e di reciproche prevaricazioni.

Ricordati che il villaggio di Vallorch è stato bruciato quasi completamente dai tedeschi sia durante la prima guerra mondiale che durante la seconda. La vostra casa si è salvata per miracolo, o forse perché io sono intervenuto in qualche modo… e quindi non è facile dire se una guerra sia più crudele di un’altra.  Per darti una spiegazione completa devo fare un discorso piuttosto ampio…“  Gli chiesi di proseguire.

Belial: “Nei lavaggi cerebrali perpetrati ai Connessi per cercare di distruggere la nostra immagine, certe volte io (noi di Eddah) ero dipinto con tre teste:

  • La prima testa, colorata di nero, per simboleggiare la mia ignoranza contrapposta alla sapienza divina: è vero, noi ne sappiamo meno dei Potenti.

  • La seconda testa, colorata di giallo, per simboleggiare la mia collera e il mio odio. Questa non è del tutto infondata: noi come tutti i bi-sessuati, siamo certamente più aggressivi di un ermafrodita medio. Poi l’hanno girata dicendo che il mio odio era stato semplicemente evidenziato, allo scopo di confrontarlo con l’amore che permea Dio.

     

  • La terza testa, colorata di rosso, simbolo della mia impotenza: questa è verissima. Poi, anche in questo caso han cercato di girarla, dicendo che si trattava di un’impotenza nel senso d’incapacità ad operare.

In Germania c’è sempre stata una notevole influenza dei Potenti e dei loro poliziotti: tale situazione ci ha spinto a portare i cimbri lontano dalla Germania.  Quel paese è sempre stato seguito dai Potenti per creare un’alternativa allo smacco subito nei nostri confronti a causa dell’Impero Romano. Tu comprendi che il tempo, per noi e per i Potenti, scorre in modo tale che Giulio Cesare ci sembra morto ieri. Il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, consacrato la notte di Natale dell’800, dipende da questo tentativo di conciliare gli Intellettuali della Chiesa con i Militari di Germania. E qui dovrei aprire una lunghissima parentesi sui cicli storici di cui parla Oswald Spengler, dei Mercanti, dei Guerrieri, degli Intellettuali e dei Lavoratori Manuali: prenditi nota e quando vorrai ne riparleremo.

Dicevo che in Germania, essendo terra di esperimenti sulla classe dominante, qualunque esperimento si facesse, bisognava creare le premesse per incolpare Satana se per caso le cose fossero andate male. Al primo cambiamento in epoca recente, nel 1848, la Confederazione Tedesca fu inconsciamente spinta ad usare i tre colori di Satana: dico inconsciamente perché se vai a vederti un libro di storia, nessuno sa per quale motivo nel 1832 furono scelti questi tre colori: noi, invece, lo sappiamo e ora lo vedremo.

Nel 1871, l’Impero Germanico, dopo aver battuto i francesi a Sedan, sostituì il giallo-collera di origine satanica con un bianco-santità: avendo vinto, meglio non dare il merito a Satana.  Ma persero la guerra mondiale nel 1918…

A quel punto, era meglio ridare la colpa a Satana e la repubblica di Weimar riprese il vessillo nero, giallo e rosso. Quando si dette il via al Terzo Reich, gli imbonitori poliziotti erano sicuri (e questa volta a priori) che sarebbe stato un successo, e ripresero il bianco-rosso-nero di Bismarck. Nel 1935, dopo due anni, Hitler cambiò la bandiera ma non i suoi colori, perché si doveva trionfare. Su campo rosso abbiamo un cerchio bianco con inserita una svastica nera: non c’era il giallo. Nel 1946, gli Alleati hanno messo un bianco, un rosso e un blu chiaro non correlato, una cosa qualsiasi, cambiando anche la forma del vessillo stesso.

Ti faccio una profezia: poiché hanno perso di nuovo, vedrai che, appena se ne andranno gli Alleati, tornerà il giallo-rosso-nero,

[E’ successo nel 1949. Anche la DDR adotterà  successivamente gli stessi colori nel 1959.]

per dire che la seconda guerra mondiale è stata persa dalla Germania per colpa nostra. Il partito Baath che si trovava in Egitto con Nasser, in Iraq con Saddam Hussein e in Siria con i vari Assad, era di origine nazista e l’antisemitismo era comune. Ebbene: le bandiere di Siria, Egitto, Iraq e Yemen sono bianche rosse e nere, cioè come i colori della Germania vittoriosa, nazista o meno. Sono cose molto importanti. 

Nel 1515 nacque nel Brabante, in Vallonia, nella zona di Belgio che allora era Olanda, un certo Johan Weyer o Wier o Wierus, medico, col quale io ero in contatto. Egli voleva dimostrare, a tutti i costi, la falsità delle accuse nei confronti degli Eddah e delle streghe. Fu perseguitato in tutti i modi e il Brabante, per essere distinto come la terra di Satana, ricevette i colori giallo, rosso e  nero: ricevette nel senso che qualcuno suggestionò qualcun altro e lo convinse ad adottare quei colori.

Il Brabante è stato considerato terra perfida sin dal 1269, quando il filosofo Sigieri di Brabante sostenne che tutti gli uomini avevano un’anima sola in comune. Sigieri era in contatto con me e gli avevo spiegato i tratti salienti della psiche umana, e come sono prese le decisioni collettive degli uomini, con l’esempio delle tessere del domino. Egli, rifacendosi ad Aristotele, indicò quanto gli avevo suggerito col termine di monopsichismo, un’anima sola per tutti. La Chiesa disse che il Brabante partoriva figli indemoniati.

Sigieri sapeva come stava il problema delle anime e sapeva che gli Eddah erano gli unici a fare qualcosa sulla Terra per gli uomini. Naturalmente Sigieri fu scomunicato nel 1277 ed egli si recò ad Orvieto, dove viveva il Papa, per presentare una supplica onde sfuggire all’Inquisizione. Il papa Martino IV non lo ricevette subito ed egli rimase in attesa. Sigieri non sfuggì alla morte: noi, stupidamente, non riuscimmo a proteggerlo. Per ossequiare l’Inquisizione, fu pugnalato a morte dal suo segretario, su ordine dei francescani (oppure dei domenicani), ferocemente avversi a quanto Sigieri diceva su di me. Dante lo riabilita

[Dante, La Commedia, Paradiso, canto X, 133-138.]

e lo mette nel cielo con san Tommaso. Come vedi, il Brabante era considerata una terra satanica. I colori del Brabante furono ripresi dal Belgio nel 1831. Ecco il motivo dei colori tedeschi del 1832…

Dei pazzi, nel 1982, commisero dei delitti atroci nel Brabante: si fecero chiamare Bambini di Satana e usavano tre colori, non ti dico quali… anche l’Uganda ha i tre colori di Satana. Nel 1962, gli inglesi riconobbero l’indipendenza ugandese ed un pazzo assassino, Idi Amin Dada, anche lui cavia, ricevette inconsciamente l’idea di usare nella bandiera i tre colori. Sotto quei colori si poteva fare qualsiasi esperimento, manipolando Amin: 

Il problema multi-etnico può essere risolto con persecuzioni di massa? e l’Onu cosa dirà? i poliziotti fecero sterminare le popolazioni acholi e lango. Non successe niente sino al 1979, quando si arrivò a una guerra fra Uganda e Tanzania. I massacri sperimentali continuarono per lungo tempo, poi rallentarono.

Nel 2000, si pensò a un suicidio di massa sperimentale.  Dato che, secondo le credenze di un fanatico locale, nel 2000 ci sarebbe stata senz’altro la fine del mondo, si voleva vedere se la gente ragionava o si suicidava in ossequio alla nuova religione. I morti furono da mille a cinquemila, non si è mai saputo. Ovvio che sotto i tre colori di Satana si potevano fare tutti gli esperimenti. 

Anche l’Angola ha i colori di Satana. Qui si volle vedere se, senza niente, senza armi, dei bambini votati alla morte potessero averla vinta sul governo coloniale portoghese, feroce e determinato. Gli orrori furono inconcepibili. Talmente orribili che anche i poliziotti se ne resero conto: l’Angola, al momento dell’indipendenza ottenuta, doveva avere i colori di Satana: giallo, nero, rosso. 

Nel 2003, studiando la nuova costituzione, una commissione preposta decise la nuova bandiera, coi colori che gli Alleati avevano usato in Germania dopo la seconda guerra mondiale: sembra una nemesi, ma nuovamente sostituirono il giallo col bianco e il nero col blu chiaro: anche un sole giallo,  copiato da una pittura rupestre.

In Angola, tuttavia, qualcosa di inconscio proibisce di adottare la nuova bandiera: gli angolani, interrogati in proposito, dicono che deve restare quella del 1975, coi colori di Satana, spiegando che «…molti angolani non si trovano d’accordo all’adozione della nuova bandiera poiché la ritengono priva di un reale significato, contrariamente a quella gialla-nera-rossa che ha delle chiare associazioni storiche». Altre opposizioni all’adozione di tale bandiera provengono dalla somiglianza ad altre bandiere già esistenti in particolar modo quella del Costa Rica… Satana deve rimanere colpevole.

Ora ti manderò una mappa dei libri da leggere che memorizzerai. Fino a quando non avrai letto tali libri sarà inutile risentirci. Per il denaro ci penserà Astaroth, un mio collaboratore. Se sei pronto, t’invio la bibliografia da leggere. Hai qualche domanda, prima dei saluti?”

Gli risposi: “Sì… due: voi prendete le decisioni collettivamente? Mi dici sempre e solo la verità?”

Belial: “Noi prendiamo le decisioni singolarmente: io ho avuto in affidamento dalle nostre assemblee alcuni ministeri, e di questi mi occupo a mio insindacabile giudizio. Sino a quando avrò l’affidamento, ovviamente.  Uno dei motivi per cui ti manderò Astaroth è che mi dovrò occupare, nei prossimi anni, dei problemi connessi alla creazione di un nuovo stato ebraico: gli Ebrei ci sono diventati simpatici perché vogliono fare i contadini in Israele e hanno gli ashkenaziti coi capelli rossi… per la seconda domanda, tutte le cose che ti ho detto sono vere: ci sono dei particolari che non ti ho detto, che ho dissimulato, per dirla con Accetto, come ad esempio lo Schema del Tempo e Gravità, il quale non è completo perché certe cose non me la sento di dirle, comunque non ti ho mai detto nessuna bugia. Ora ti saluto e ricevi la bibliografia: se i libri ti suggeriscono qualche altra lettura, approfondisci”.

Il caprone si allontanò verso il gregge e mi prese il consueto senso di nausea… subito dopo, nella mia mente comparve una specie di foglio di carta con annotati gli estremi di alcuni libri: 

Musil, Robert L’uomo senza qualità. Romanzo.
Spengler, Oswald Il tramonto dell’Occidente. Saggio.
Le Bon, Gustav La psicologia delle folle. Saggio.
Marx, Carl Il capitale. Saggio
de Tocqueville, Alexis La democrazia in America. Saggio
Vico, G. Battista La scienza nuova. Saggio
Frazer, James Il ramo d’oro. Saggio

 ϖ

Paolo Ballarin: “A questo punto il diario riporta i molti contatti con Astaroth. Data l’ora tardissima, proporrei di andare a masticare qualcosa e di riprendere oggi pomeriggio“. Ovviamente, si levò un coro di approvazione.

piazzetta2017
Figura 10 – Piazzetta con colonne di Marco e Todaro. Venezia. 1961 – Ernesto Giorgi ©
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