La simbiosi 1 [541]

Simbiosi
Una simbiosi naturalissima, non certo patologica, tra madre e figlio.

In un tram, un signore, rivolgendosi ad un bambino accompagnato dalla mamma dice: ma che bel bambino! Quanti anni hai? Al che la mamma subito pronta: cinque. Questo è un esempio di simbiosi.

Nel caso della mamma col bambino, si comprende benissimo che la mamma non distingua bene il proprio io da quello del bambino e, soprattutto nei primi anni di vita del piccolo, ci sarebbe da stupirsi se la mamma non si sentisse come una sola persona col suo bambino: in effetti, per nove mesi sono stati una sola persona…

Comprendiamo tuttavia che ad un certo punto lo stato simbiotico tra madre e figlio deve allentarsi di molto, sino a quando dovrà quasi scomparire e questo per la tranquillità psicologica della madre e del figlio.

Come al solito esaminiamo cosa significa simbiosi: simbiosi è una parola greca, symbiōse, συμβίωση,  che significa convivenza.

In natura esistono vari tipi di simbiosi tra gli animali.

Il pesce pagliaccio con l’anemone di mare si avvantaggiano entrambi dal fatto che il pesce vive e si nasconde tra i tentacoli urticanti dell’anemone, che per il pagliaccio non sono urticanti. Il pagliaccio aggredisce eventuali altri pesci che vorrebbero nutrirsi di anemoni e in cambio si nasconde tra i tentacoli quando avvista pesci che lo vorrebbero aggredire (pesci questi ultimi sensibili all’urticatura).

Il piviere egiziano (un uccello) fa pulizia nei denti del coccodrillo del Nilo. Il piviere si nutre e si protegge, perché nessuno osa avvicinarsi al rettile gigantesco ed il coccodrillo evita di andare dal dentista.

Tra le piante ci sono delle simbiosi importantissime, così come tra l’uomo ed altri animali. Ma vogliamo qui parlare della simbiosi tra esseri umani.

Un essere umano, secondo l’Analisi Transazionale di cui abbiamo già parlato (d’ora innanzi scriveremo AT) ha la sua mente divisa in tre sezioni: l’Adulto, il Genitore e il Bambino (diamo per scontato che abbiate letto Il sogno [535] , dove si trovano le spiegazioni necessarie). Nel caso non patologico ma normale della mamma col bambino, il bambino utilizza il Genitore della mamma, l’Adulto della mamma e il Bambino proprio. La madre invece ha, in qualche modo, due Bambini, il proprio e quello del figlio, o meglio, ha un Bambino composto da due stati mentali: quello del figlio e quello proprio. Verso i due o tre anni di età s’inizia il processo di scissione dell’Adulto, ovvero il figlio comincia ad avere in formazione il suo proprio Adulto e sempre meno usa l’Adulto della madre. Dopo qualche anno userà esclusivamente il proprio Adulto e lo sganciamento del Genitore deve avvenire al più tardi nella prima adolescenza. Durate più lunghe sono patologiche.

Dobbiamo aggiungere che la simbiosi non solo è normale ma indispensabile nei primi tre anni di vita tra figlio e madre. Uno dei problemi della nostra società è la donna che lavora, dato che il bambino che ha la madre che lavora viene irrimediabilmente danneggiato per sempre: in seguito potrà anche migliorare ma non lo farà del tutto. In particolare, verso gli otto-nove mesi di vita, quando il bimbo è consapevole della propria dipendenza e si consola solo simbioticamente, allora la separazione dalla madre è una cosa atroce. Il bambino conclude che lui non è importante, che equivale a non contare, a non esistere. Infatti è solo verso i due-tre anni che il bimbo comincia a vedere sé stesso non al centro dell’universo. Per visualizzare alcuni tipi di simbiosi nell’AT, utilizziamo ancora una volta degli esempi:

  • Marito e moglie. Viene chiesto alla signora come vanno gli affari in famiglia e risponde il marito dichiarando che gli affari stanno andando abbastanza bene.
  • Dipendente e titolare. Una persona esterna all’azienda si rivolge al dipendente chiedendo come va la produzione e la risposta viene data dal titolare.

Non dobbiamo confondere una dipendenza psicologica con la simbiosi: la simbiosi esiste quando entrambi gli esseri interessati non ne possono farne a meno, altrimenti introduciamo il concetto di dipendenza. Possiamo piuttosto dire che è un senso quasi patologico di interdipendenza. Allora, se per simbiosi intendo che il dipendente dipende dal principale, questa non è simbiosi perché si tratta di dipendenza. Se il titolare proprio non riesce a fare a meno di rispondere al posto del dipendente, allora parliamo di simbiosi.

Nella simbiosi c’è la somma degli stati dei due esseri in simbiosi per cui c’è una identificazione, fra i due, degli stati dell’Io. Sempre riprendendo l’esempio della madre, la stessa non riusciva a distinguere se stessa dal figlio, tant’è vero che ha risposto proprio al posto del figlio. Un Bambino della madre più un Bambino del Figlio costituiscono un Bambino solo.

Ma entriamo nelle malattie simbiotiche vere e proprie. Fondamentale è la relazione Genitore da una parte e Bambino Adattato dall’altra. Senza dubbio si tratta della principale relazione simbiotica che esista. Altre simbiosi tipiche sono: Genitore da una parte e Bambino dall’altra (non limitato cioè come sopra al solo Bambino Adattato) e Adulto da una parte e Bambino dall’altra parte. Utilizziamo a questo punto degli esempi. Nel caso di marito e moglie in stato simbiotico, tutti i problemi di carattere socio-culturale vanno risolti dal marito (non esiste il Genitore della moglie) mentre quelli di carattere affettivo vanno risolti dalla moglie (non esiste il Bambino del marito). Nel caso Adulto-Bambino invece, la moglie è ammessa a discutere i problemi d’ordine socio-culturale restando comunque unica depositaria della parte affettiva (piangere è compito solo suo). Queste che abbiamo descritto sono le relazioni caratteristiche della simbiosi, essendo escluse tutte le altre possibilità.

Piero, còssa fé vuiàltri a Nadàl…” [Piero, cosa fate voi a Natale?]

Mi no me intrìgo de ‘ste ròbe: fèste, matrimòni, fiói, parénti… xe tùte ròbe che riguàrda me mugèr…” [Io non m’intrometto in queste cose: feste, matrimoni, figli, parenti… sono tutte cose che riguardano mia moglie].

Come dire: il Bambino della moglie ha assorbito completamente il Bambino del marito.

Sióra Zànze… ma xe véro queło che dixe Pièro…[Signora Angela… ma è vero quello che dice Piero]

Xe véro, ma mi in càmbio no me intrìgo de càrte, tàsse, lavóri e połìtica.” [Vero, ma io non mi intrometto sulle carte, tasse, lavori e politica.]

Come dire: il Genitore del marito ha assorbito completamente il Genitore della moglie.

Una caratteristica sempre presente nella simbiosi è la contaminazione dell’ Adulto, con Pregiudizi e Illusioni (vedere sempre Il sogno [535]).

Ribadiamo quanto esposto con maggiori dettagli: si presuppone che uno non possa fare a meno dell’altro e così via. Esempio classico: il rapporto marito-moglie dove, quando si tratta della vita intima dei due, vale anche il Bambino del marito (ovviamente) mentre quando si tratta della vita sentimentale al di fuori dei due (esempio cerimonie) vale il Bambino della moglie. Per così dire, è una forma di specializzazione della simbiosi, che comporta l’atrofia dall’altra parte. Per l’altro esempio, il Genitore del marito parte con l’idea di essere l’unico a poter disporre (perché la moglie non è in grado di capire) del libretto di assegni della banca e il fatto viene accettato dalla consorte che riconosce apertamente al marito di essere l’unico che possa firmare assegni. La moglie però si arroga il diritto ad essere la sola a poter fare i convenevoli al telefono, oppure a decidere il cerimoniale per le feste di Natale, oppure ancora la sola a poter decidere dove andare in ferie eccetera. Questo fatto è talmente radicato nella coppia stabile che il marito, interrogato su cosa farà a Natale, risponderà di chiederlo alla moglie perché è lei che decide. Questa è una classica situazione dove il Genitore della moglie si atrofizza completamente per quanto riguarda le istituzioni finanziarie mentre il Bambino del marito si atrofizza completamente per quanto riguarda convenevoli, ferie e Natale. Speriamo che il tutto sia chiaro. Chissà quante volte avrete osservato cose del genere.

 Molto divertente sarebbe (se non fosse un poco drammatica) la cosiddetta catena simbiotica.

 La catena simbiotica si instaura in una organizzazione dove il Genitore dell’ultimo componente non esiste e (logicamente) il Bambino del primo componente (il capo) non esiste. Infatti, secondo la nostra cultura occidentale, guai al capo che si azzarda a tirare fuori il suo Bambino e guai all’ultimo componente di una qualsiasi organizzazione che si azzarda a comandare qualcosa. Ma nello stesso tempo teniamo presente quanto diceva un industriale famoso: “Quando arrivo in azienda ho paura di come mi guarda il portinaio”. Questo perché il suo Bambino (dell’industriale) non poteva trovare altro sfogo che entrare in catena simbiotica con il Genitore dell’ultimo della classe (del portinaio), chiudendo così in un anello tutto il processo. Aggiungeva questo industriale: “Da come mi guarda il portiere quando entro in azienda capisco come vanno le cose”. Infatti il portinaio (ultimo di tutta la gerarchia) è l’unico che ha un Genitore disoccupato e istintivamente lo utilizza per giudicare l’unico Bambino disponibile, che è appunto quello del grande capo. Facciamo una piccola riflessione su quanto detto e troveremo che questa catena simbiotica ha dei risvolti veramente interessanti. Si comprende così che in tutta la gerarchia aziendale il Bambino di ciascuno viene plagiato dal Genitore del suo immediato superiore, tranne che per il grande capo, che non ha Genitore altrui sopra di sé e per il portinaio, che non ha alcun Bambino sotto di sé. Questi due stati abbandonati chiudono la catena in modo circolare. 

Eventualmente, approfondiremo in un altro articolo: abbiamo appena sfiorato l’argomento.

 

1 commento su “La simbiosi 1 [541]”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...