La nube di Oort – Capitolo 18 [552]

Il primo proselitismo. (facoltativo)

You can never plan your future by the past (Non si può prevedere il futuro partendo dal passato). Edmund Burke (Uomo politico irlandese, detto il Cicerone britannico, 1729 – 1797), Letter to a Member of the National Assembly.

Vacanze di Natale in montagna. Papa Luciani. Gli oracoli. L’HIV. Il plasmodio e la peste. Ermafroditismo.

Vallorch, 1 gennaio 2044, ore 15.

Per le feste di Natale, Toni si era recato a Vallorch, ospite di Diana e dei suoi. Dal loro soggiorno a New York, molte cose erano accadute. Martin aveva fatto diventare HSE i propri genitori e stava ottenendo buoni successi all’Onu nella sua azione di proselitismo.

Il padre di Martin, Pietro, ora anche lui HSE, era diventato un punto di riferimento ad Harvard e a Princeton e stava creando altri HSE in continuazione. Jean, Lucy e Laura stavano andando benissimo.  Come si poteva prevedere, i rapporti tra Lucy e Martin si erano intensificati moltissimo e così pure quelli tra Laura e Jean. Questi ultimi si trovavano in quel momento a Nizza, ospiti dei genitori di Jean. Jean stava diffondendo delicatamente le sue idee a Parigi: oltre che a Nizza, naturalmente.

Carlo era stato convinto da Diana e da sua moglie Lucia: le intuizioni di Lucy sui desideri di Carlo si erano rivelate esatte. Era diventato un HSE ed era stato introdotto da Paolo Ballarin nell’ambiente della Fenice. La sua missione era quella di responsabile del salvataggio della musica in tutto il mondo. Carlo era stato fatto conoscere a tutti i frequentatori della Querini Stampalia, dandogli la motivazione che fossero tutti musicisti o artisti in genere.

La signora Lucia aveva convinto quasi tutto il paese di Vallorch a diventare HSE: in verità, il suo era forse il compito più facile in quanto si trattava di cimbri. Alcuni di questi cimbri, da sempre, erano in contatto con le altre zone cimbre, con l’Altopiano dei Sette Comuni e con Luserna in particolare: il proselitismo tra i cimbri stava diffondendosi a macchia d’olio.

Il rapporto tra Diana e Toni era sfociato in qualcosa di tenero, anche se non ancora ufficialmente. Il lavoro svolto da Toni era certamente grandioso ma non come quello svolto da Diana, la quale, in quindici giorni di soggiorno a Roma, aveva veramente spopolato. La ragazza sarebbe tornata giù subito dopo l’Epifania per completare la sua opera. Toni era venuto a Vallorch alla vigilia di Natale e tutti si stavano concedendo un periodo di pausa.

Per la notte di Capodanno si erano recati a casa di amici di Diana, cimbri pure loro e già divenuti HSE. Avevano poi dormito sino alle 14 e dopo un cappuccino con brioche, fecero una passeggiata. C’era la neve. Si avviarono verso la foresta e Diana fu circondata dai suoi amici cervi. Per la prima volta, anche Toni sentiva la mente dei cervi.

Toni: “Non so bene perché, ma questa nuova facoltà potrà venirci utile: essere in contatto con gli animali può sempre servire”.

Diana: “Sì, ne sono successe di cose dalla prima volta che ci siamo conosciuti qui sull’Altopiano… dobbiamo riposarci sino alla Befana perché poi sarà ancora più dura. Lo sarà sempre di più, a mano a mano che ci avvicineremo alla prima selezione”.

Toni: “Ultimamente sto pensando alla condizione umana e certe volte mi sento rabbrividire. Potremmo esser felici e invece le persone oneste sono sistematicamente accantonate dai politicanti e dalle altre gerarchie, dove quasi tutti sono in malafede. Forse non esiste la generosità. O meglio: esiste, ma non tra quelli che comandano. Si è creata una situazione per cui, se un onesto vuole accedere a una gerarchia, viene immediatamente allontanato. Non mi sembra che questo sia necessariamente connaturato all’uomo: distruggendo tutti quelli che comandano adesso, potrebbero emergere degli individui onesti. Questi ultimi oggi non hanno la benché minima possibilità di emergere: anzi, sono visti come fumo negli occhi, perché potrebbero essere generatori di paragoni scomodi. Inoltre, c’è la questione del sacco, come direbbe mia madre”.

Diana: “Sarebbe?”

Toni: “Ammettiamo che un onesto sia accettato da una casta e tollerato provvisoriamente perché considerato innocuo: dopo alcuni giorni, la casta lo obbligherà a tenere il sacco. Dato che potrebbe parlare e far arrestare i disonesti, lo obbligheranno quanto meno a compromettersi perché, in questo modo, sarà ricattabile a sua volta e quindi non avrà convenienza a parlare. Insomma, si è creato un gioco perverso, dove i disonesti e i ladri imperanti accettano di circondarsi solo di loro simili.  Questa situazione non potrà mai cambiare se non estirpando tutta questa gentaglia. Bisogna poi che vadano al potere dei galantuomini: questi si dovrebbero circondare solo di altri galantuomini come loro e il gioco potrebbe essere fatto. Non so perché, forse per un motivo qualsiasi, ad un certo punto, nella storia dell’umanità, i delinquenti hanno vinto. Poteva succedere anche il contrario? Poteva succedere che vincessero gli onesti? O forse non poteva succedere? Non lo so”.

Diana: “Il rimedio dei Potenti sarà radicale. L’estinzione dei disonesti farà sì che il problema da te posto non possa essere più tale. Ammesso che la specie HSS sopravviva, le gerarchie saranno composte solo ed esclusivamente da galantuomini, per il semplice motivo che gli altri non ci saranno più”.

Toni: “Mio padre mi ha raccontato più volte l’avventura di Papa Luciani, salito al trono di Pietro col nome di Giovanni Paolo I, il 26 agosto 1978. Era nato qui vicino, a Canale d’Agordo: 

[Lat. 46.357184° N, long. 11.914234° E.]

al secolo, il suo nome era Albino Luciani. Il suo papato è durato 33 giorni. Forse saranno male lingue, ma si racconta che nel Conclave ci fossero delle rivalità non indifferenti e non c’era ancora accordo per l’elezione del Pontefice. Come si suol dire, i giochi non erano ancora stati fatti.  Bisognava, nell’attesa, fare delle fumate nere e votare per qualcuno che mai e poi mai sarebbe diventato papa: fare insomma delle votazioni al vento, inutili, in attesa di eventuali accordi tra gli esponenti più importanti. Come per il caffè con l’orzo, quasi tutti, inconsciamente e come diversivo provvisorio, pensarono di votare per un uomo onesto, buono, tuti convinti che quello mai e poi mai sarebbe potuto diventare Pontefice. Insomma: in attesa dei giochi duri, ognuno pensò bene di votare per un candidato non candidabile, cioè impossibile. Le buone lingue dicono che proprio questo dimostra come in realtà il Conclave sia stato guidato dallo Spirito Santo…

Luciani divenne Papa… le male lingue dissero invece che, accortisi dell’errore, i sommi personaggi della Chiesa decisero di avvelenare  con la stricnina nel caffè l’ex Patriarca di Venezia. Dopo 33 giorni di veleno nel caffè a piccole dosi, Albino Luciani morì e nessuna autopsia fu mai, né sarà mai, autorizzata. Secondo me, see tutto ciò è vero, lo Spirito Santo avrebbe fatto meglio a non creare le premesse per l’eliminazione di un galantuomo, lasciandolo nel suo precedente Patriarcato. A Venezia questa storia è molto sentita perché Luciani ha lasciato una memoria di bravissima persona, come un prete dovrebbe sempre essere. Con ogni probabilità, questa storia sarà anche stata inventata: la gente tuttavia la ritiene verosimile ed io personalmente ho sentito decine di ragionamenti fatti da popolani che ritenevano questa storia credibilissima e possibile, anche se probabilmente non vera. Ti ho parlato della gerarchia ecclesiastica che dovrebbe essere la migliore in assoluto e dell’opinione diffusa tra la gente: figuriamoci le opinioni esistenti sulle altre gerarchie”.

Belial a Capodanno.

La solita voce intervenne nelle loro teste: “Sono Belial, buon Capodanno a voi. Ho seguito i vostri ragionamenti e ormai potrei andare in pensione: sapete tutto. Mancano pochi mesi alla prima eliminazione e noi, ormai, siamo in parecchi: ho calcolato più di 50 mila HSE. Dovremmo arrivare ad oltre 100 mila per agosto e poi, dopo la prima selezione, vista la realtà, i candidati dovrebbero aumentare”.

Diana: “Stavo pensando alla lotta ormai annosa tra evoluzionismo e creazionismo.

[Evoluzionismo: teoria secondo la quale l’evoluzione delle specie è pseudo-casuale (Darwinismo) e comunque non determinata da interventi divini. – Creazionismo: Teoria che vede Dio come artefice della creazione e dell’evoluzione sulla Terra.]

Che cosa dovrò dire quando me lo chiederanno? Chi era, secondo te, più nel giusto?”

Belial: “Creazionismo nel senso stretto, non mi sembra corretto di certo.  Tuttavia i creazionisti non hanno tutti i torti quando parlano di non credere all’evoluzionismo vero e proprio. Ci sono delle cose successe, o meglio, fatte succedere da noi di Eddah, che sono a cavallo tra le due teorie. Tenete tuttavia presente che i Potenti non hanno mai favorito, nel limite del possibile, l’evoluzione degli esseri umani. Vi dirò di alcuni interventi da noi fatti in tempi lontanissimi, ancora prima dei proto-mammiferi. L’occhio, per esempio: i creazionisti dicono che col calcolo delle probabilità e del tempo a disposizione si possa dimostrare come l’occhio umano non possa essere una casualità e non hanno torto. Siamo stati noi gli artefici delle migliorie, non i Potenti. I Potenti non s’interessano dei problemi dei bisessuati. Varie volte noi siamo intervenuti per migliorare l’occhio: ma non solo quello umano, eravamo intervenuti molto prima. Dalla notte dei tempi, siamo intervenuti su molte cose.

In un certo senso, abbiamo accelerato l’evoluzione delle forme di vita sulla terra per trovarci il prima possibile di fronte a forme evolute. 530 milioni di anni fa, poiché le cose andavano per le lunghe, siamo intervenuti massicciamente sui phyla

[Phyla, plurale di Phylum: gruppo tassonomico gerarchicamente sotto il regno e sopra la classe. In zoologia si usa anche il termine tipo e in botanica si usa anche il termine divisione. Phylum viene dal greco: nazione, tribù, gente.]

di animali, rimescolando completamente una tendenza che si stava appiattendo. Il nome attribuito è Periodo Cambriano. Ciò che è successo nel Cambriano è ancora inspiegabile per i paleontologi, dove noi abbiamo lavorato moltissimo: fu il grande passaggio, da noi pilotato, dagli esseri monocellulari agli esseri pluricellulari: per ottenere questo, abbiamo dovuto creare le condizioni per l’aumento dell’ossigeno e per il riscaldamento del pianeta che era un po’ troppo freddo.

Un grande lavoro, con molte soddisfazioni. Abbiamo fatto anche piccole modifiche a livello embrionale… bei tempi… questo pianeta era un po’ il nostro futuro, il nostro giardino: ci credevamo moltissimo. Non eravamo interessati alle beghe dei vari palazzi interstellari. Per tutto ringraziamento, siamo stati sterilizzati… più ci penso e più mi convinco che è stata una questione di invidia”.

Toni: “Sembri proprio innamorato della Terra”.

Belial: “Quasi uguale al nostro pianeta! Sembra Eddah… e dopo i nostri interventi, assomiglia ad Eddah ancora di più”.

Diana: “Entro breve, qualcuno comincerà a consultare i Connessi o gli oracoli che dir si voglia: ce lo chiederanno nelle riunioni per il proselitismo. Noi, cosa diremo?”

Belial: “Non farci troppo affidamento. Dietro all’oracolo, di solito, c’è qualche poliziotto non troppo preparato. Nel dubbio, per non dire castronerie, il poliziotto indurrà il medium, pardon, l’oracolo, a dire frasi sibilline. Il nome stesso te lo dice: la Sibilla Cumana.

[Famoso oracolo dei tempi antichi. Prende il nome da Cuma, presso Pozzuoli: una sacerdotessa di Apollo profetava in trance. Famosa la frase ibis redibis non morieris in bello, che acquista due significati contraddittori a seconda che si metta una virgola prima o dopo la parola non: con la virgola prima, si profetizza che si andrà in guerra e si ritornerà; con la virgola dopo, si profetizza che si andrà in guerra e non si ritornerà.  La profezia era pertanto della massima ambiguità.]

Fai conto di sentire una risposta senza sale: risposte ambigue che, con ogni probabilità, prevedranno tutto e il contrario di tutto. Francamente io, al posto dei Potenti, avrei omesso nel Messaggio ogni riferimento agli oracoli ed ai Connessi.”

Toni: “Il grande quadro della storia della Terra vede gli Eddah che cercano di accelerare, migliorare e sviluppare l’evoluzione, in particolare quella dei contadini; per contro, vediamo i Potenti ostacolare tutto, perché on accettano il regno dei bisessuati”.

Belial: “Bravissimo. Questo quadro rappresenta ciò che è successo sulla Terra. Vi ricordate della peste del 1348? Episodi del genere, indotti dai Potenti, sono numerosi. Ad un certo punto, come sapete, ricominciò il boicottaggio dei contadini. In quel periodo la gente era parecchia ed aveva fame. Per risolvere il problema, piuttosto che favorire l’agricoltura, pensarono di spargere delle malattie eliminando le bocche da nutrire. I Potenti sbagliarono i loro conti, perché dalla diminuzione dei contadini, invece di una crisi secolare, s’iniziò il Rinascimento. Consideriamo il plasmodio 

[Plasmodium falciparum oppure anche Plasmodium vivax]

della malaria. Fu una grandissima disonestà e ancora oggi è la prima causa di morte sulla faccia della Terra. Disseminato dalle zanzare, il plasmodio entrava nei globuli rossi e sterminava chiunque. Noi, con varie mutazioni, non abbiamo trovato di meglio che rimpicciolire i globuli rossi nelle popolazioni delle zone malariche, in modo che il plasmodio non potesse riprodursi. Si tratta dell’anemia falciforme, che, pur essendo una malattia, salva in molti casi dal plasmodio, anche se peggiora notevolmente la qualità di vita dell’anemico.

Abbiamo dovuto modificare il gene preposto alla sintesi dell’emoglobina. Un rimedio parziale che tuttavia è servito a livello psicologico nei confronti dei Potenti, i quali hanno capito che non eravamo disposti a tollerare supinamente dei soprusi. Per inciso, appena le conoscenze farmaceutiche son diventate decenti, abbiamo insegnato l’uso della corteccia di china. Nel 1700, al medico italiano Giovanni Maria Lancisi spiegai qualcosa sul plasmodio. Egli si prodigò ma il Sant’Uffizio, su istigazione dei Potenti, lo accusò di blasfemìa e lo imprigionò. L’artefice Connesso fu un certo Angelo della Noce, arcivescovo, ex abate di Monte Cassino. Io non sapevo come fare per liberare Giovanni Maria. Una notte, mentre l’abate passeggiava a Monte Cassino, ebbi la folgorazione geniale:  gli spiegai la situazione e gli dissi dei Potenti, dell’ anima, eccetera.

Terrorizzato, Angelo della Noce andò da Giovanni Maria e si scusò di tutto, esprimendo, dopo il mio discorso, in presenza di testimoni, seri dubbi sull’immortalità dell’anima, sull’inferno e sul purgatorio.  Allora convinsi Giovanni Maria a fare il ricatto. Giovanni Maria Lancisi disse al Sant’Uffizio che se non lo rilasciavano avrebbe detto a tutti quello che gli aveva confidato Angelo della Noce in presenza di testimoni.

 Il Sant’Uffizio chiese conferma ad Angelo della Noce, il quale disse che da quella notte non poteva più credere a certe cose. Il Sant’Uffizio allora mise tutto a tacere, lasciò andare Giovanni Maria Lancisi che poté proseguire nei suoi studi. Il ricatto quindi funzionò. D’altronde Giovanni Maria non aveva mai fatto male ad una mosca, forse a qualche zanzara.

Due secoli dopo convinsi Camillo Golgi a riprendere gli studi di Giovanni Maria Lancisi e a lavorare sul plasmodio. Questo lavoro, nel 1906, gli fruttò il premio Nobel: sono soddisfazioni. I Potenti erano furibondi e lo sono ancora perché il plasmodio era una loro invenzione e, oltre ad essere tuttora la prima causa di morte, eliminava soprattutto i contadini. Altre cose, secondo me, sono state ancora peggio. Mentre il plasmodio e la peste almeno avevano uno scopo, vile come scopo, ma pur sempre scopo, ci sono stati degli esperimenti che erano addirittura senza alcuna finalità ed affidati a poliziotti che non ne sapevano molto di più di quanto ne sappiate voi. Stile nazista, per capirci: v’invio un testo…

hiv
Figura 20 – Testo sull’HIV del professor Chiarelli.

Il testo riportato è del professor Brunetto Chiarelli del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Firenze.

[Brunetto Chiarelli et alii: I Neandertaliani, Edizioni Altavista, ISBN 978-88-95458-06-9 del 30 giugno 2008.]

“In anni recenti abbiamo avuto esperienza di una nuova emergenza epidemica: un’infezione causata da un virus che normalmente convive in altre specie di Primati e che superata la barriera specifica del loro ospite originario, è diventata una grave e debilitante malattia per l’umanità attuale e causa di forti tensioni socio-sanitarie. L’HIV, il virus per l’Immuno – Deficienza che infetta per contagio gli esseri umani è certamente derivato da uno o più ceppi SIDV (Simian Immuno-Deficiency Virus) che infetta senza procurare danni letali alcune specie di scimmie africane. Il trasferimento all’uomo è probabilmente avvenuto negli anni ’50, per errore ed incuria, nei processi di preparazione dei vaccini antipolio. L’AIDS è una malattia nuova e, come altre nuove malattie emergenti, non è certo benigna perché questi agenti patogeni sono nuovi per l’ospite e, non trovando le necessarie difese immunitarie, sono estremamente virulenti. Grandi investimenti si stanno facendo per possibili vaccini.”

Vi ho mandato le sue affermazioni, che si trovano a pagina 86 del suo libro ‘I Neandertaliani’. Ebbene, sembra che i vaccini antipolio, mal preparati, abbiano propagato l’HIV tra gli esseri umani. Jenner aveva fatto di tutto per far acquisire la fiducia nei vaccini e questa operazione dell’HIV invece sembrava fatta apposta per diffondere una malattia usando un sistema, il vaccino, di cui la gente cominciava a fidarsi. Non sappiamo cosa pensare, tuttavia ci stiamo riflettendo e queste cose dovranno assolutamente essere vietate in futuro. In casi come questi, le gerarchie si proteggono, tutto è occultato e le popolazioni pagano le conseguenze.

Stupidità delle aziende farmaceutiche o superficialità delle stesse? O forse pilotato dai poliziotti per conto dei Potenti? Come il plasmodio e la peste? Abbiamo deciso di porre il problema in modo serio al prossimo congresso intergalattico: troppe sono le cose inspiegabili che succedono su questo pianeta.

Il mio amico C.T., di cui non faccio ancora il nome, mi ha dato particolari che sicuramente dimostrano come la manipolazione finanziaria sia una delle principali fonti di guadagno illecito a scapito della gente, assieme alla vendita di droghe e di armi.  Prima, Toni faceva il parallelo tra onesti esclusi dal potere e delinquenti al potere: siamo su un altro piano, ma tra noi e i Potenti sembrano esserci le stesse differenze. Spero proprio che Dio non siano loro, altrimenti sarebbe veramente drammatico. Il colmo è che ciò che succederà nell’agosto di quest’anno, sarà nell’ambito del più puro stile manipolatorio, per dimostrare che loro sono i buoni, i giusti.

Questo però andrebbe contro miliardi di anni di esperienza nostra, dove abbiamo visto che questi Potenti oscillano tra l’apatia, il menefreghismo e il desiderio non troppo inconfessato di eliminare tutti i bisessuati. Rifletteteci un po’: se dovessimo ascoltare loro, l’amore fisico sarebbe un male, un peccato. Come può essere, se noi siamo fatti così? un peccato di che genere? lascio aperto il problema e non mi diffondo sui peccati originali, sulle streghe, sulle anime, sui roghi e quant’altro. La tecnica che viene usata è la seguente: se vuoi dominare una popolazione, getta in ogni membro il seme del dubbio su se stesso. Fa in modo che si senta colpevole quando sente le pulsioni più profonde. Temendo se stesso, si sentirà indegno, terrorizzato di vivere e non si occuperà d’altro: in questo senso, il peccato originale è un capolavoro. Sei colpevole perché sei nato. Pazzesco: era forse meglio se non nascevo?”.

Toni: “Prima del tuo arrivo, parlavamo degli stadi iniziali nella costituzione delle caste: oggi le caste sono irrimediabilmente ipocrite. Sarebbe potuto succedere il contrario? Se fin dall’inizio avesse vinto la sincerità, potremmo oggi avere un mondo diverso?”

Belial: “Noi avevamo tentato proprio questo: avevamo puntato sui Neanderthal e sulla loro sincerità per costruire un mondo come su Eddah. L’errore è stato quello di non aver previsto, come sapete, una possibilità di chiusura volontaria della mente dei Neanderthal. Su Eddah non c’erano gli HSS e quindi non abbiamo pensato al problema. Non potendo ovviamente eliminare gli HSS, bisognava fare in modo che non ci fosse la rivalità ma non siamo stati capaci di trovare la soluzione. Benché fossero i migliori, i Neanderthal non furono in grado di vincere l’ipocrisia di casta specifica degli HSS. La risposta è pertanto: no. Gli HSS non potevano svilupparsi diversamente”.

Diana: “Ma allora, con ogni probabilità, allo scadere dei 144 anni, HSS sarà eliminato”.

Belial: “Molto probabilmente, sì. Forse gli HSC assumeranno il comando e gli HSS sopravvissuti dovranno rassegnarsi ad esser sinceri coi loro simili. Tuttavia ho visto come il genere umano sia capace di cose incredibili, se messo in situazioni di emergenza: da questo punto di vista, ce la potrebbe fare”.

Toni: “Prima dicevi: un mondo come su Eddah. Ma voi potevate mentire o no?”

Belial: “La nostra evoluzione non è stata accelerata come la vostra. Nella vostra, siamo intervenuti noi, moltissime volte, perché non potevamo aspettare: come per il discorso dell’occhio cui accennavo prima. Noi non avevamo il problema dei gruppi e delle simulazioni: ripeto che non avevamo gli HSS. Da un punto di vista fisico, eravamo potentissimi e quindi i nostri problemi non erano sentiti. Questi problemi, originariamente già piccoli, si sono dissipati col tempo. Eravamo gli animali più forti del nostro pianeta: come se voi foste delle tigri o degli elefanti. Non vorrei diffondermi sul nostro aspetto fisico: tra l’altro me lo sono quasi dimenticato…  è passato un tempo enorme. Per dare un’idea approssimata, diciamo che eravamo abbastanza somiglianti ai Neanderthal, solo più grandi: anche Eddah, il pianeta, era più grande.

 Se non ci fosse stato l’asteroide di 65 milioni di anni or sono, forse qualche rettile gigante sarebbe oggi al vostro posto: qualche dinosauro carnivoro terribile, che non avrebbe certo avuto bisogno di organizzarsi in orde. Avevano il problema del sangue freddo. Avremmo potuto farli diventare omeotermi ma per noi erano orribili, non ci somigliavano per niente: i diversi, non somiglianti, sono sempre visti come esseri orribili… anche gli ermafroditi per noi sono orribili.

Comunque, i grossi sauri non avevano sentimenti, non provavano emozioni, non avevano una coscienza. Il sesso del nascituro dipendeva dalla temperatura dell’uovo e questo li ha distrutti. Dopo l’asteroide, col primo grande caldo degli incendi nacquero quasi solo femmine e pochissimi maschi.

Successivamente, col freddo che durò a lungo, le poche femmine fecondate dettero alla luce quasi solo maschi e pochissime femmine con pochissimo ricambio genetico. Ancora oggi è così. Prendiamo la testuggine greca:

[Testuggine greca: una tartaruga]

Temperatura d’incubazione     Rapporto tra i sessi
<=30° C maschi 98-100%
30.5° C 50%-50%
=>31° C femmine 98-100%

Il processo in realtà è più complesso e questo serve per dare un’idea: se il rettile è grande, scava grandi buche per le uova e la temperatura nel fondo della buca può essere sensibilmente diversa da quella in superficie. La temperatura può cambiare nel corso della giornata e questo può favorire la nascita di maschi e femmine, ma se il sole è oscurato, il freddo rimane tale. Si conclude che, se i rettili fossero stati a sangue caldo, molto probabilmente la storia della Terra sarebbe stata un’altra. Il vostro caso di HSS sulla Terra è particolare perché siete forse l’unica specie bisessuata, debole fisicamente, che abbia preso il sopravvento in un pianeta. Per fare questo, vi siete dovuti aggregare e per aggregarvi, andando contro agli istinti di procreazione e di conservazione, avete dovuto mentire. Nel prossimo futuro, HSE e HSC prenderanno il sopravvento perché la forza fisica estrema oggi non è più necessaria: non dovrete lottare con gli orsi delle caverne e l’evoluzione tecnologica vi consentirà di supplire alla vostra debolezza fisica. Un Neanderthal, al giorno d’oggi non avrebbe bisogno della sua forza fisica e potrebbe svilupparsi benissimo”.

Diana: “Per la prima volta mi sono chiarita la situazione: potremmo avere una civiltà senza gerarchie menzognere”.

Belial: “Noi di Eddah stiamo puntando su questo. Se non avete altro da chiedermi…”

Toni: “Una cosa ancora: hai detto che i primi HSC probabilmente non saranno ottimali. Se tu volessi dirmi qualcosa in proposito…”

Belial: “Ora ti dico un numero: un milione di miliardi. Rifletti bene: è un numero enorme. Questo è il numero dei collegamenti logici (sinaptici) del cervello umano. I neuroni che danno origine alle varie sinapsi sono a loro volta non meno di 100 miliardi. Se ce ne dovessero essere anche pochi di sbagliati, gli effetti potrebbero rivelarsi imprevedibili…  tu mi chiedi come si può sapere di più sugli HSC: speriamo che non emergano errori colossali. Due HSE adattati artificialmente dovranno generare un HSC, creato naturalmente: già questo non è poco. Potremmo intervenire in seguito, in modo che la seconda generazione di HSC sia migliore: se riusciremo, avremo creato qualcosa di grandioso. Altrimenti… pazienza. La speranza è l’ultima dea…”

 Diana: “Anch’io ho una domanda: avete raddoppiato la vita degli HSE rispetto agli HSS. Come avete fatto? E perché il doppio e non, per esempio, il triplo?”

Belial: “Si tratta di una questione di riproduzione cellulare. Avrete sicuramente sentito parlare di cellule che si trovano nel cordone ombelicale di un bambino: sono le cellule staminali, non specializzate e capaci di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo, come se ogni cellula fosse un jolly in un mazzo di carte francesi. Il discorso delle cellule staminali è molto complesso, comunque un esempio può essere quello delle unghie e dei capelli.

Le unghie e i capelli, in condizioni normali, crescono sempre. Anche i denti anteriori delle lepri e dei castori crescono sempre, per compensare il loro consumo naturale. Le code delle lucertole possono ricrescere se vengono amputate. Potrei proseguire per ore. Sostituire le cellule del corpo invecchiate con delle cellule nuove è anche il segreto del prolungamento della vita. Come se fossero dei micro-trapianti continui delle singole cellule: non è proprio così, è solo un esempio. Ci sono comunque sulla Terra degli animali teoricamente immortali, uno sicuramente: la Turritopsis nutricula, medusa immortale che torna allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa.

Se nessuno se la mangia, è in grado di tornare completamente ad una fase coloniale sessualmente immatura, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario. E così per l’eternità, cambiando tutte le sue cellule. Forse, a pensarci bene, cambiando tutte le cellule, non è più lo stesso animale e quindi non esiste nemmeno l’immortalità. Alla seconda parte della domanda rispondo che il raddoppio della vita è stato fornito come dato prudenziale. Potrebbe essere anche la triplicazione o di più: meglio una bella sorpresa dopo che una delusione prima. Ora vi saluto: ci sentiremo al più presto”. 

Era freddo, a più di mille metri di altezza ed era il pomeriggio del primo gennaio, con la neve e con un fortissimo e gelido vento di bora

[Vento catabatico che porta il freddo dei Balcani e delle pianure dell’est: gli anziani dicono che nasce a Segna (Senj) (lat. 44.990572° N, long. 14.900854° E), in Croazia, si scatena a Trieste e muore a Venezia. Spira poi sull’Italia di nord-est per tre giorni. A Trieste una raffica ha raggiunto nel 1951 la velocità di oltre 180 chilometri orari: poi, l’anemometro si è rotto. Una punta di 250 km/h (9/10 marzo 2010) si è avuta in Slovenia.]

che tirava da nord-est: decisero di rientrare in casa, per bersi magari un tè caldo col limone, con buona pace degli inglesi, i quali invece lo preferiscono col latte.


 

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