La Piave Enigmistica 2 [557]

padolaX
2009 – Ernesto Giorgi©

1/2

Come diceva Polifemo, dopo aver ricevuto un pugno da Cassius Clay: “Anche l’occhio X Y W Z”.

 

2/2

Un bambino mancino veniva sempre preso in giro dagli sciocchi compagni di scuola e pregava sempre per non essere più mancino.

Una mattina si svegliò con la convinzione di non essere più mancino. Si guardò bene le mani e disse: “Sogno X Y W?”

3/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

La bóca no la è conténta

fin che no la màgna połénta.

4/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

Chi che ha da dàr

l’ha da savér.

 

5/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

Dàghe al càn,

che tùti ghe dà l’òss.

6/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

Dénti ciàri,

moróse de Bàri.

 

7/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

Spéta ancóra un fià,

cussì móre el mùss

e ànca el Podestà.

 

8/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

Co i gàmberi i è finìdi,

vièn bóne ‘ncà łe θàte.

 

9/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

 

Venessiàni zogadóri,

padovàni remadóri,

vicentìni magna bistèche,

veronési tùti moéche.

 

10/2

Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:

 

Par la compagnìa, se ha sposà ànca Bertòldo.

 

 

 

11/1

La fotografia in alto mostra Padola, a pochi chilometri dalle sorgenti de X.

SOLUZIONI:

1/2

Come diceva Polifemo, dopo aver ricevuto un pugno da Cassius Clay: “Anche l’occhio vuole la sua parte”.

2/2

Un bambino mancino veniva sempre preso in giro dagli sciocchi compagni di scuola e pregava sempre per non essere più mancino.

Una mattina si svegliò con la convinzione di non essere più mancino. Si guardò bene le mani e disse: “Sogno o son destro?”

3/2

La bóca no la è stràca

fin che no ła sa da vàca.

[La bocca non è stanca sin che non sa da vacca: il pranzo deve finire col formaggio]

4/2

Chi che ha da dàr

l’ha d’avér.

[Chi dovrebbe dare, pretenderebbe di avere: chi doveva scusarsi per una mancanza, pretenderebbe invece di ricevere scuse]

5/2

Dàghe al càn,

che tùti ghe dà dòss.

[Picchia il cane, ché tutti gli danno addosso: vigliaccamente, attacca un debole attaccato da tutti, ché nessuno ti dirà niente]

6/2

Dénti ciàri,

moróse fìsse.

[Denti radi (incisivi superiori con diastema), certamente ma in compenso tante morose]

 

7/2

Spéta ancóra un fià,

cussì móre el mùss

e ànca quél che lo ména.

[Aspetta ancora un poco, così nel frattempo non solo morirà l’asino ma anche il suo conducente]

 

8/2

Co i gàmberi i è finìdi,

vièn bóne ‘ncà łe zàte.

[Quando i gamberi sono finiti, le zampe dei gamberi stessi, che prima erano state scartate, diventano improvvisamente buone]

 

9/2

Venessiàni gran signóri,

padovàni gran dotóri,

vicentìni magna gàti,

veronési tùti màti.

[Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini mangia-gatti, veronesi tutti matti]

 

10/2

Par la compagnìa, se ha sposà ànca el fràte (o el prète).

[Pur di fare un piacere alla combriccola, anche il prete si è sposato: non sottrarti alla convivialità]

 

11/1

La fotografia in alto mostra Padola, a pochi chilometri dalle sorgenti de La Piave.

 

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