La Piave Enigmistica 2 [557]

padolaX
2009 – Ernesto Giorgi©

Revisione del 8 aprile 2020 – 

1/2
Come diceva Polifemo, dopo aver ricevuto un pugno da Cassius Clay: “Anche l’occhio X Y W Z”.

 

2/2
Un bambino mancino veniva sempre preso in giro dagli sciocchi compagni di scuola e pregava sempre per non essere più mancino.
Una mattina si svegliò con la convinzione di non essere più mancino. Si guardò bene le mani e disse: “Sogno X Y W?”

3/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
La bóca no la è conténta
fin che no la màgna połénta.

4/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Chi che ha da dàr
l’ha da savér.

5/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Dàghe al càn,
che tùti ghe dà l’òss.

6/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Dénti ciàri,
moróse de Bàri.

7/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Spéta ancóra un fià,
cussì móre el mùss
e ànca el Podestà.

8/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Co i gàmberi i è finìdi,
vièn bóne ‘ncà łe θàte.

9/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Venessiàni zogadóri,
padovàni remadóri,
vicentìni magna bistèche,
veronési tùti moéche.

10/2
Sostituire il proverbio dialettale sbagliato con quello giusto:
Par la compagnìa, se ha sposà ànca Bertòldo.

11/1
La fotografia in alto mostra Padola, a pochi chilometri dalle sorgenti de X.

SOLUZIONI:

1/2
Come diceva Polifemo, dopo aver ricevuto un pugno da Cassius Clay: “Anche l’occhio vuole la sua parte”.

2/2
Un bambino mancino veniva sempre preso in giro dagli sciocchi compagni di scuola e pregava sempre per non essere più mancino. Una mattina si svegliò con la convinzione di non essere più mancino. Si guardò bene le mani e disse: “Sogno o son destro?”

3/2
La bóca no la è stràca
fin che no ła sa da vàca.
[La bocca non è stanca sin che non sa da vacca: il pranzo deve finire col formaggio]

4/2
Chi che ha da dàr
l’ha d’avér.
[Chi dovrebbe dare, pretenderebbe di avere: chi doveva scusarsi per una mancanza, pretenderebbe invece di ricevere scuse]

5/2
Dàghe al càn,
che tùti ghe dà dòss.
[Picchia il cane, ché tutti gli danno addosso: vigliaccamente, attacca un debole, attaccato da tutti, ché nessuno ti dirà niente e quindi lo puoi fare senza rischiare]

6/2
Dénti ciàri,
moróse fìsse.
[Denti radi (incisivi superiori, con diastema), certamente ma, in compenso, il nostro eroe avrà  tante morose… almeno si spera…]

 7/2
Spéta ancóra un fià,
cussì móre el mùss
e ànca quél che lo ména.
[Aspetta ancora un poco, così nel frattempo non solo morirà l’asino ma anche il suo conducente (mai aspettare troppo…)]

 8/2
Co i gàmberi i è finìdi,
vièn bóne ‘ncà łe zàte.
[Quando i gamberi sono finiti, le zampe dei gamberi stessi, che prima erano state scartate, diventano improvvisamente buone.]

 9/2
Venessiàni gran signóri,
padovàni gran dotóri,
vicentìni magna gàti,
veronési tùti màti.
[Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini mangia-gatti, veronesi tutti matti.]

10/2
Par la compagnìa, se ha sposà ‘ncà ‘l fràte (o ‘l prète).
[Pur di fare un piacere alla combriccola, anche il frate si è sposato, come tutti gli altri: non sottrarti alla convivialità.]

11/1
La fotografia in alto mostra Padola, a pochi chilometri dalle sorgenti de La Piave.

 

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