Un sogno importante [555]

FORTUNA
La Fortuna.

Ad una persona che si riteneva sfortunata, comparve una notte d’estate, in sogno, la signora Fortuna. La Fortuna disse: “Ciao. Anche se ti ho cancellato dalla lista dei miei protetti, dato che non hai mai creduto in me, sono obbligata, per disposizioni superiori, almeno una volta nella vita, ad avere un colloquio anche con le persone scettiche, come sei tu, in modo che nessuno possa lamentare di non aver avuto occasione di conoscermi.

Molte volte, io lo so bene, il credersi sfortunati non dipende dalla persona interessata ma dalla sua educazione, ricevuta da chi ha provveduto a farla crescere e cioè, di solito, dai genitori.

Forse tu non sai nemmeno questo ma i tuoi genitori o chi ti ha cresciuto hanno preparato scritto per te una specie di vademecum, che in gergo noi immortali chiamiamo Copione e sul quale sta scritto tutto quello che dovresti fare per trovarti bene nella vita. Questo, naturalmente, secondo loro. Tuttavia, chi ha ricevuto il Copione (e lo ricevono tutti) non è obbligato a seguire quanto sta scritto.

Il Copione suggerisce, ad esempio, anche quanto sarà scritto sull’epigrafe della tua pietra tombale. Tu non sai di averlo, questo Copione ma è stato riposto nel tuo inconscio, così com’è nell’inconscio di qualsiasi persona al mondo.

Tu, senza saperlo, hai letto molte volte quanto vi sta scritto e di solito le persone cercano di rispettare quanto vi è previsto. Se ad esempio è evidenziato nel Copione che sull’epigrafe sarà scritto: ‘Qui giace un alcoolista’, la persona sentirà un impulso enorme a bere alcoolici, anche se nessuno la obbligherà. Molti sono i motivi per cui sono scritte, oltre alle cose positive, anche le cose negative. Ad esempio, se un padre trovava nell’alcool un sollievo (molto stupido, lasciami dire) contro gli insuccessi, lo scriverà sul Copione dei figli, come dire: <Se non avrete successo, fate come me: cercate di berci sopra che forse passerà e questo è il miglior insegnamento che io vi possa dare, perché, onestamente, l’ho provato su di me>.

 Se il padre (o la madre) riescono a far sì che i loro figli siano esattamente uguali a loro, è un poco come se non morissero. Quindi, non sempre gli insegnamenti sono in maggioranza buoni, tant’è vero che certi figli, invece di adattarsi al Copione, lo gettano via. Purtroppo, così facendo, gettano via anche quanto di buono vi stava scritto. Poi, siccome non si può vivere senza il Copione, costoro sono obbligati a scriversene uno nuovo, sperando che alla fine non sia peggiore di quello scritto da chi li ha allevati.

Sul tuo Copione, tra le altre cose di cui come Fortuna non sono autorizzata a parlare, ho letto anche il contenuto della tua epigrafe. Tale contenuto recita:

‘QUI GIACE UNA BRAVA PERSONA, CHE HA IMPARATO A SOPPORTARE L’AVVERSA FORTUNA E A PROSEGUIRE CON CORAGGIO’

A parte il fatto che io non sono avversa a nessuno ma aiuto solo coloro che credono in me, devo dire che nel tuo caso, ho notato che qualunque cosa ti succeda o sia in procinto di succederti, tu concludi: ‘Questa cosa non fa per me, non ho mai avuto fortuna, come i miei genitori e in futuro l’avrò meno che mai.’

Quindi, non cerchi nemmeno di sfruttare le situazioni che ti si presentano, perché hai un atteggiamento completamente rinunciatario. Io sono disposta a rimetterti sulla lista dei miei protetti a patto che tu non parta già col piede sbagliato, a patto cioè che tu pensi di poter avere le possibilità che hanno tutti gli altri. Per te infatti è ormai diventato un luogo comune: pensi che il tuo destino sia sempre il fallimento e non ti rendi conto che sin’ora è successo solo ciò che tu pensavi dovesse succedere. Cosa mi dici?”

La persona addormentata: “Dico… dico… che questo è un bel sogno, magari fosse vero… non vorrei illudermi e passare anche da idiota… se bastasse credere alle cose… e poi, quando mi risveglierò, non avrò nessun segno del tuo passaggio…”

La Fortuna allora disse: “Come vedi, sei tu che non vuoi essere aggiunto alla mia lista… pazienza… peggio per te… io, il mio dovere l’ho fatto. Comunque quanto ti sveglierai, troverai il segno che desideri. Ciao.”

Quando si svegliò, trovò ai piedi del letto un gattino nero piccolissimo che  faceva un sacco di feste.

La persona sfortunata disse: “E tu… da dove sei entrato? Forse dalla finestra aperta della cucina, dato che siamo in estate… attraverso le inferriate: un ladro non può passarci ma tu, sei talmente piccolo… ora ti rimetto fuori perché io, di gatti neri, non ne voglio. Mio padre diceva che il gatto nero porta male”.

Mentre portava in istrada, fuori dal suo cortile, il gattino nero, per liberarsene, pensò: “Ridicolmente, sembrerebbe il segno di cui parlava la Fortuna… ah! adesso mi spiego tutto: il gattino è entrato dalle inferriate, è venuto in camera mia, si è messo a miagolare, e io, in un lampo (perché dicono che i sogni si creano in un istante) ho creato il sogno con tutta la storia della Fortuna, che mi lasciava il segno del gattino. Quindi il sogno è stato creato sullo stimolo del miagolìo. E pensare che, forse per un attimo, ero sul punto di crederci… ma sarebbe una fortuna troppo grande… per una persona sfortunata come me…”

La Fortuna tornò, molto avvilita per l’insuccesso, presso gli altri immortali suoi simili, che vedendola così depressa, la consolarono: “Non deprimerti più di tanto, Fortuna: dobbiamo riconoscere che si è trattato di  un caso veramente disperato…”

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...