Una storia di donne ed uomini [559]

austalopithecus
Australopithecus

Lo scopo di questo scritto non è quello di dare insegnamenti di genetica o paleoantropologia a chicchessia: è invece quello di invogliare chi legge ad approfondire tali argomenti ed a conoscere il proprio gruppo sanguigno.

Molti di noi non lo conoscono, ma potrebbe arrivare il momento in cui tale conoscenza potrebbe dimostrarsi importante. In più, è dimostrato scientificamente ormai che ognuno, nella propria alimentazione, dovrebbe tener conto del gruppo sanguigno al quale appartiene. In bibliografia troverete elementi per approfondire queste conoscenze, segnatamente il libro del professor Luca Cavalli-Sforza. Benché questo scritto sia puramente divulgativo, il suo contenuto è strettamente scientifico. Le omissioni sono state fatte per semplicità e per il semplice fatto che lasciamo ad ognuno la voglia (o meno) di approfondire gli argomenti.

Cominciamo dall’essere che è stato l’anello di trasmissione tra gli ominidi (non uomini) e il genere homo: stiamo parlando dell’ L’australopithecus, di cui riportiamo un’immagine ricostruita all’inizio di questo scritto.

L’australopithecus ( = scimmia del sud) è una scimmia ominide, non ancora uomo, che fa da anello di congiunzione tra le scimmie e l’uomo. Comparve 4.2 milioni di anni fa (pensateci… sono 4200 volte mille anni!) e si estinse 2 milioni di anni fa. Non usava, o quasi, strumenti: tranne forse impugnare qualche pietra. Era ancora tra l’arboricolo e il terrestre. Durata della sua esistenza 2.2 milioni di anni: un’enormità.

Da lui, come mutazione, ebbe origine il primo essere che scientificamente viene fatto rientrare nel genere homo (un essere umano): parliamo di homo habilis.

homohabilis
Homo habilis

Questo primissimo essere umano comparve 2.7 milioni di anni fa e visse sino a 1.5 milioni di anni fa. A differenza del suo predecessore, comincia ad avere delle caratteristiche umane e, sempre a differenza del suo predecessore, questa scimmia diventata uomo comincia ad usare attrezzi, come si vede nella riproduzione, dove viene raffigurato un homo habilis che usa due bastoncini per estrarre delle termiti dal termitaio e mangiarsele. Durata della sua esistenza quindi 1 milione e 200 mila anni circa.

Da lui, come mutazione, ebbe origine un altro uomo: Homo erectus.

homoerectus
Homo erectus

 Homo erectus comparve 1.6 milioni di anni fa e si estinse quasi dappertutto 400 mila anni fa. Ma a Giava riuscì a sopravvivere addirittura sino a circa 50 mila anni fa. Fu lo scopritore del fuoco. Usava bastoni con la punte indurite col fuoco per cacciare gli animali. Mentre homo habilis era ancora curvo in avanti e talvolta si aiutava con le mani a terra per mantenere l’equilibrio, la spina dorsale di homo erectus era quella di un bipede, da cui il nome. Durata della sua esistenza un milione e mezzo di anni circa.

Da lui, si originò il primo homo sapiens, il tipo arcaico, che può essere quasi considerato come un uomo moderno ma non lo è.

arcaico
Homo sapiens arcaico

Homo sapiens arcaico comparve circa 500 mila anni fa e proseguì la sua esistenza da cacciatore sino a 50 mila anni fa, ma qualche studioso pensa che gli aborigeni australiani possano essere classificati come tipo arcaico. Una caratteristica (tra le altre) che distingue l’arcaico dal moderno è la parte inferiore della testa, la mascella, molto più grande nell’arcaico. La durata della sua esistenza risulta quindi 450 mila anni

Da homo sapiens arcaico si sono generati tre tipi diversi di uomini: Cro-magnon, Neanderthal e Sapiens sapiens.

cromagnon
Cro-magnon

Cro-magnon comparve circa 100 mila anni fa e si estinse circa 20 mila anni fa. Viveva principalmente nell’attuale Francia. La statura raggiungeva anche il metro e novanta. Anche i cro-magnon erano cacciatori. Durata dell’esistenza 80 mila anni circa. I reperti genetici attestano incroci con il sapiens arcaico, con il sapiens moderno e con il neanderthal.

 

 

neanderthaldonna
donna neanderthal

Neanderthal. Come cro-magnon, comparve circa 100 mila anni fa e si estinse circa 20 mila anni fa. Era presente dall’Asia all’Europa e qualcuno si spinse sino all’Africa settentrionale. Ovviamente, anche i neanderthal erno cacciatori. Degli incroci abbiamo detto sopra.

 

 

 

RAb2
Homo sapiens sapiens

Homo sapiens sapiens, ovvero uomo anatomicamente moderno (u.a.m.)

Ripetiamo che ci sono stati parecchi incroci con i cro-magnon e con i neanderthal. Ancora oggi abbiamo dal 2% all’8% dei geni di neanderthal. Il rutilismo (capelli rossi, lentiggini, pelle bianchissima, adatti al nord con poco sole) era una caratteristica dei neanderthal.

Homo sapiens sapiens è comparso circa 100 mila anni fa ed è l’unica forma di homo ancora esistente, fatto salvo il problema non ancora risolto se gli aborigeni australiani siano ancora degli homo sapiens arcaici. Questo in particolare dipende dal fatto che non tutti gli aborigeni australiani sono stati esaminati da un punto di vista scientifico e quindi potremmo avere delle sorprese.

Quanto sopra dovrebbe essere stato utile per dare un’idea molto semplice della storia dell’uomo. Parliamo ora un po’ più diffusamente di homo sapiens sapiens (che si può scrivere anche HSS o u.a.m.), della sua diffusione e dei due principali sistemi sanguigni, il sistema 0AB e il sistema Rhesus, ovvero RH, il quale può esserci (RH+) oppure non esserci (RH-).

Cominciamo, per semplicità, col sistema 0AB

gruppi0AB
La diffusione originaria del sistema 0AB
  • Gruppo 0 in colore rosso dei cacciatori originari.
  • Gruppo A in colore verde dei primi agricoltori
  • Gruppo B in colore giallo dei primi nomadi pastori
  • Gruppo AB in colore celeste, derivante da A e B mescolati.

Attenzione: la cartina mostra le zone originarie e non la diffusione attuale!

Quando, 100000 anni fa, HSS si diffuse nella Terra, gli uomini avevano tutti lo stesso sangue, erano cacciatori, mangiavano da cacciatori e il loro sangue doveva sopportare la digestione della carne animale. Vivendo in piccoli gruppi, non dovevano difendersi da molte infezioni trasmesse da altri uomini. Questo gruppo ha un apparato digerente molto robusto. Chiamiamoli Cacciatori. Non erano abituati a mangiare vegetali e molti dei loro problemi oggi provengono dai vegetali stessi. Il loro sangue è il primo esistente, diciamo che siano partiti da zero, questo per ricordarsi che sono il gruppo 0. In pratica, tutta la cartina era inizialmente in rosso, perché, ripetiamo, esisteva solo il gruppo 0.

Ventimila anni fa circa, la selvaggina cominciò a scarseggiare. Si dovette imparare a cibarsi di frutti selvatici e a coltivare la terra, diventando in parte vegetariani. Molti diventarono sedentari e si organizzarono in comunità più numerose. Il loro sangue si adattò a digerire i vegetali. Il loro sangue cambiò: resistevano bene ai virus che sono piccolissimi ma non ai batteri (se un virus è grande come un pallone da calcio, un batterio è grande come una chiesa: anche i batteri si ammalano per colpa dei virus) e inoltre il loro organismo non è attento alle cellule tumorali. Questi nuovi agricoltori sono tranquilli e non vogliono saperne di stress, nel senso che reagiscono male. Il loro sangue è stato chiamato A (ricordiamoci Agricoltori) e si sono diffusi principalmente nelle coste del Mediterraneo. Le prime coltivazioni vere e proprie risalgono a circa 11 mila anni fa. La distribuzione originale del gruppo A è segnata col colore verde.

Dai 10 a 15 mila anni fa, in alta montagna, nelle zone dell’Himalaya, ebbe origine il terzo gruppo: il B, il sangue dei nomadi, per ricordarci chiamiamoli nomadi Bastori col raffreddore per non dire Pastori. Non potevano procurarsi il cibo esclusivamente con la caccia né esclusivamente con l’agricoltura, dato l’ambiente ostile e freddissimo. Si dedicarono quindi alla pastorizia e i Bastori, nutrendosi essenzialmente di prodotti caseari, erano sempre in movimento per trovare nuovi pascoli per il bestiame. La selezione naturale spinse i migliori a sopravvivere, a resistere alle malattie dal freddo a mangiare carne, vegetali, latte: avevano nel sangue delle caratteristiche per cui potevano fare tutte queste cose. Il loro sistema immunitario è quindi molto efficiente. La distribuzione originale del gruppo B è segnata col colore giallo.

Mille anni fa circa, nelle zone del Caucaso, dalla mescolanza tra i Bastori e gli Agricoltori, si creò il gruppo AB degli ultimi arrivati. Protetto egregiamente da malattie batteriche come la peste, ha la tendenza purtroppo a difendersi anche da se stesso data l’enorme complicazione del suo sistema e quindi va soggetto a malattie auto-immuni. La distribuzione originale del gruppo AB è segnata col colore celeste.

Senza nemmeno accennare al fattore RH (per ora), vediamo chi può dare il sangue a chi.

Il gruppo dei cacciatori originario è il gruppo 0 e tutti erano, una volta gruppo 0.

Quindi gli Agricoltori (A) possono ricevere il sangue dal gruppo 0 perché erano 0 anche loro. (La ragione vera coinvolgerebbe antigeni ed anticorpi ma la spiegazione così è più chiara).

Si intuisce quindi che anche i Bastori (B), (pastori col raffreddore perché in Himalaya faceva tanto freddo) possono ricevere il sangue dal gruppo 0 perché erano 0 anche loro.

Ovviamente anche il gruppo degli ultimi arrivati (AB) può ricevere il sangue dal gruppo 0.

Ma il gruppo 0, da chi può ricevere il sangue? Da nessuno! a meno che anche il donatore non sia dl gruppo 0: E si intuisce, perché A,B ed AB sono delle novità ed il gruppo 0 non vuol saperne di novità, fiero della sua storia remota.

Si intuisce che A, (degli Agricoltori), oltre che ricevere dal gruppo 0 perché all’inizio era zero anche lui, non vuol saperne di B e di AB: li rigetta, si ammala e può morire. Ovviamente riceve anche da un altro A, che è uguale a lui. Da AB accetterebbe la parte A ma non accetta la parte B, a lui sconosciuta e quindi da AB non vuole niente.

Stessa identica musica per il gruppo dei Bastori (B): oltre che ricevere dal gruppo 0 perché all’inizio era zero anche lui, non vuol saperne di A e di AB: li rigetta, si ammala e può morire. Ovviamente riceve anche da un altro B, che è uguale a lui. Da AB accetterebbe la parte B ma non accetta la parte A, a lui sconosciuta e quindi da AB non vuole niente.

Il furbacchione è il nuovo arrivato, AB. Accetta da 0 perché era 0 anche lui, accetta da A perché è A anche lui ed accetta da B perché è B anche lui.

Bisogna dire che tutta la storia è come bere un bicchier d’acqua.

Ad onor del vero, bisogna anche dire che le cose sono molto ma molto più complicate ed i gruppi sanguigni sono molti di più ma in modo diverso, modo ce esula da questo racconto semplificato.

Veniamo al fattore RH.

Questo fattore sanguigno, diciamo che sia come un piccolo accento nel sangue, può esistere in ognuno di noi e può anche non esistere.

Se in Pietro il fattore RH esiste e in Paolo il fattore RH non esiste, diremo PAOLO- e Pietro+, dove il più significa che l’accento c’è.

Se Paolo dà il sangue a Pietro, Pietro non si accorge di niente perché Paolo NON trasmette alcun accento, nessun fattore RH. Il problema sorge, anche se non subito, se Pietro dà il sangue a Paolo: Il sangue di Paolo (non immediatamente) comincia a dire: ma cos’è questo coso? questo accento? e chi lo conosce? potrebbe essere un nemico pericoloso… forse sarà meglio difendersi. Comunque, la reazione all’accento sconosciuto non è immediata.

La complicazione seria può essere nelle gravidanze.

Supponiamo che la mamma non abbia l’accento e che il papà invece lo abbia. Il bambino che sta per nascere può essere come il padre, con l’accento, o essere come la madre, senza accento. Se il bimbo è senza accento, non succede niente ma se il bimbo ha l’accento, vediamo che succede:

La prima volta che la mamma resta incinta, quando il sangue del bambino si mescola con quello della mamma, il corpo della mamma dice: “Ma cos’è questo accento sconosciuto? per questa volta lasciamo stare, ma la prossima volta mi difenderò.”

Il primo parto quindi non crea problemi ma, se si ripete la stessa situazione nella seconda o terza gravidanza, il corpo della madre rifiuterà questo accento sconosciuto del quale aveva preso nota nella prima gravidanza. Le conseguenze in tal caso potrebbero essere disastrose.

Concludiamo:

  • Ognuno di noi dovrebbe mangiare principalmente cose adatte al proprio gruppo sanguigno.
  • Non sono chiacchiere: gli studi di laboratorio dimostrano, ad esempio, che il sangue del gruppo 0 reagisce male al vegetale X, magari anche molto male, a differenza del sangue del gruppo A che magari reagisce bene.
  • Certo che se due persone che si sposano hanno lo stesso gruppo sanguigno è più difficile che sia necessario preparare piatti diversi.
  • Ci sono dimostrazioni scientifiche, basate su statistiche inoppugnabili, che i vari gruppi sono sensibili in modo diverso alle varie malattie genetiche, ai vari virus e ai vari batteri.
  • Ricordatevi che, attraverso un processo chiamato ‘selezione naturale’, nelle Americhe (Nord, Centro e Sud) sono rimasti quasi esclusivamente individui del gruppo 0. Gli altri (A, B, AB) che sicuramente c’erano, non ci sono più: sono stati eliminati dalla sifilide. Il gruppo 0 ha una protezione naturale, anche se non assoluta, contro tale malattia.
  • Come dicevamo, il gruppo A è avvantaggiato in altre malattie e così dicasi per B e così dicasi per AB.

Diamo una statistica della distribuzione del gruppo 0AB in Italia

tabellagruppi0ab

Se questo articolo servisse anche ad un solo lettore, ne saremmo molto felici. Ciao.

 

 

 

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