La nube di Oort – Capitolo 23 [562]

Ve_Dario
Ca’ Dario: il palazzo stregato sul Canal Grande..

Il veneziano espone. (facoltativo).

A widely-read man never quotes accurately. Misquotation is the pride and privilege of the learned. (Un uomo che ha letto molto non cita mai con precisione. La citazione sbagliata è l’orgoglio e il privilegio della persona colta.) H. Pearson (biografo inglese, 1887-1964), Common Misquotations.

Altre eliminazioni annuali. I commenti del Veneziano. Le caste cercano di resistere il più possibile.

Venezia, dalla mia residenza di Ca’ Dario, 21 novembre 2046.

La terza eliminazione, quella dell’agosto 2046, non ha fornito niente di diverso rispetto alle due eliminazioni precedenti, tranne che per alcune eccezioni dovute a categorie che hanno avuto una certa diminuzione della mortalità. Anche se gli attuarî dicono che tali diminuzioni non possono necessariamente considerarsi rilevanti, le categorie sono:

  • I medici: condotti, di paese e generici.
  • Gli infermieri e il personale di assistenza sanitaria.
  • I gestori di società finanziarie, fondi d’investimento e analoghi.

Mentre le prime due categorie possono aver avuto una diminuzione della mortalità per questioni intrinseche alle professioni stesse, la terza sembra aver avuto la diminuzione dopo la Dichiarazione FTWA di Davos, del 20 gennaio 2044.  Riporto in queste pagine alcune considerazioni che sono state considerate interessanti dai Cosmici, per comprendere bene la logica ancora insita nel cervello di molti HSS.

Queste considerazioni sono state captate dalle stazioni spaziali dei Cosmici stessi o dei loro incaricati, non troppo distanti dalla Terra: tali stazioni hanno la capacità di ricevere le onde emesse dai singoli cervelli. Da codesti dispositivi nello spazio, i segnali sono stati inviati per l’elaborazione al centro operativo dei Cosmici e noi (o meglio, io…) li abbiamo captati. Benché di queste considerazioni registrate ne esistano tantissime, ne presentiamo solo alcune perché, nella sostanza, sono tutte molto simili.

Un magistrato di un paese occidentale: “Ci sarà pur qualcosa da fare per evitare l’eliminazione e mantenere la situazione com’era prima che arrivassero questi Cosmici. Ho lavorato una vita per arrivare ad essere presidente del Tribunale e ora si vorrebbero vanificare i miei sforzi, il mio impegno, se non addirittura sopprimermi. Non mi sembra giusto cambiare le regole del gioco a partita iniziata. Se lo avessi saputo, non avrei fatto il giudice”.

Se fosse stato un personaggio onesto, il magistrato avrebbe dovuto dire: “Io per primo ho partecipato al cambio delle regole in corsa, durante il gioco, creando situazioni di privilegio a mio favore, mentendo sulla realtà delle cose; ho cercato di sottrarmi a tutti i controlli con la massima perseveranza, con la massima ostinazione e con la massima protervia. Speravo, come succede da secoli, nell’impunità: mi è andata male”.

Ebbene, a me sembra che, nonostante tutto, questo signore abbia ancora la possibilità di salvarsi, dimettendosi dalla carica che sta ricoprendo, il che gli consentirebbe di avere un comportamento onesto ma… la sua irragionevolezza è altissima ed è probabile che egli prosegua nel suo comportamento, sino all’inevitabile eliminazione. Se abbandonerà tutto, vorrà dire che avrà capito e quindi, giustamente, farà parte dei sopravvissuti. Altrimenti bisognerà dire che conosceva i rischi ai quali stava andando incontro.

Le caste non cedono.

Queste persone sono un disgregante per l’umanità e non un collante. Da un punto di vista specifico,

[dal punto di vista della specie umana.]

siamo arrivati a questo dopo millenni di consuetudine all’abuso. L’abuso stesso è sempre stato celato sotto declaratorie di buone intenzioni: in realtà, di manipolazione. Ora non è più possibile ed è questo che a loro sembra impossibile. Le loro menti girano a tutta velocità, ripetendosi le domande di cui abbiamo appena scritto per venti o trenta volte ogni secondo… la morte che sopraggiungerà, sarà una semplice accelerazione di questa ridondanza ripetitiva. Il cervello aumenterà la frequenza sempre di più, creando una congestione sanguigna, sino all’ictus finale.

Ancora, un politico di un paese africano: “Il popolo non ha mai capito niente e noi abbiamo fatto di tutto per lasciarlo vivere nel modo migliore possibile. Sarà pur giusto che noi politici si abbia qualche privilegio: ovviamente, non si può dire sempre tutta la verità. Fino a due secoli fa eravamo una colonia e pertanto i progressi sono stati notevoli. Ora abbiamo la soddisfazione di poter avere una bandiera, uno stato, un orgoglio nazionale… se io ho dovuto occuparmi di varie cose e ho assunto molte cariche, è perché mi sono sacrificato per loro, e adesso questo sarebbe il mio compenso: la morte… ancora non ci credo, anche se le eliminazioni si sono già succedute per tre anni di seguito… se togliamo qualche piccolo favoritismo, magari non troppo corretto ma pur sempre umanissimo… io mi sono sempre sacrificato per la gente comune. Vero che abbiamo venduto qualche nave di aiuti umanitari o di medicinali per comperare armi, ma dovevamo pur difendere il paese… ho dovuto compiere delle scelte: senza le armi sarebbero stati massacrati tutti, con le armi invece, li ho protetti almeno in parte: purtroppo, qualcuno è rimasto senza cibo o senza medicinali… fa parte del gioco… dovevamo forse difenderci con le chiacchiere? ci vuole realismo, perbacco! ammesso (e non concesso) che avessimo accettato di farci da parte, chi mai ci avrebbe sostituito al potere? potevano essere, con ogni probabilità, dei delinquenti, nemici del popolo… possibile che non si possa intavolare una trattativa con questi cosiddetti Cosmici?”

Purtroppo, questa è la realtà sulla Terra: i Cosmici dicono che questi personaggi non cambieranno mai ed è per il bene di tutti che vanno eliminati.

Ancora, un alto prelato di un’organizzazione religiosa trascendentale: “Questi Cosmici non li avevamo proprio previsti, né tanto meno ora comprendiamo bene quali siano i loro veri obiettivi. Abbiamo sempre fatto in modo che la gente rimanesse tranquilla e abbiamo sempre usato il premio del Paradiso come compenso per le sofferenze di questa terra: cosa c’è di male? dovevo andare a dire che io, per primo, non ci credevo? sono loro, è il popolo che vuole sentirsi raccontare delle storie.

Sono felici così. Sarà pur giusto che, in cambio, noi prelati si abbia qualche piccolo vantaggio, un po’ di tranquillità… anche noi dobbiamo mangiare, procurarci qualche piccolo passatempo, non possiamo essere spirito e trascendenza al cento per cento. Indubbiamente, nel complesso, abbiamo svolto una politica meritevole e degna di encomio: una pacificazione dell’aggressività innata della gente.

Come si fa ad eliminare la gerarchia religiosa? chi potrà più fare il buon pastore? chi accetterà più, senza una guida spirituale, di non prevaricare sul proprio fratello? la massima «Fai quel che ti dico e non guardare quello che faccio» è tanto criticata ma, secondo me, è giustissima: in privato, potrò pur avere anche degli affari miei personali, un’intimità…

Si vive una volta sola, non posso dare tutto me stesso sempre e in continuazione, senza tregua. Non tutti coloro che appartengono al clero sono dei santi. Ci vuole realismo! se il mondo va come va, ci sarà pure un perché. Senza di noi, la gente creerebbe tante piccole chiese e i Cosmici otterrebbero l’effetto esattamente opposto: divisioni, prevaricazioni, qui comando io, là non comandi tu… la rivalità tra i gruppi umani avrebbe un andamento degenere, ci sarebbe un ritorno alla barbarie, quando invece noi da millenni stiamo cercando di creare l’ecumenismo più completo, la pace e la serenità sociale. I progressi ci sono: lenti, forse impercettibili, ma ci sono… come non vederli? mi sembra impossibile che se la possano prendere con noi… certo, se qualcuno abusa, una punizione non sarebbe neanche sbagliata, ma distruggere tutto, fare di ogni erba un fascio… eppure, qualche rimedio o qualche soluzione dovrebbero pur esserci per fermare questa situazione imprevista…”

Nemmeno questo signore cambierà idea: sembra chiarissimo.   

                                    il veneziano

 

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