La nube di Oort – Capitolo 25 [566]

All’Onu, dopo dodici selezioni. (importante)

You can fool all the people some of the time, and some of the people all the time, but you cannot fool all the people all the time. (Puoi imbrogliare tutta la popolazione alcune volte, o imbrogliare parte della popolazione tutte le volte, ma non si può imbrogliare tutte le volte tutta la popolazione.). Abramo Lincoln (presidente statunitense, 1809 – 1865), discorso a Clinton, 8 settembre 1858.

Il vero punto di svolta per l’umanità: l’Onu diventa ciò che tutti si attendevano. La fine del razzismo, delle dispute religiose, delle prevaricazioni sessuali, del commercio di droga e di armi. Il colpo di stato in tutto il mondo.

New York, 11 novembre 2055.

Il Segretario Generale dell’Onu, il nepalese dottor Jau Baliyo saluta i convenuti e lascia la parola a Martin Ballarin, per comunicazioni attuariali sullo stato del pianeta. Sul trespolo, si trova la colomba della pace: quindi c’è anche Belial…

Martin: “Signori Ambasciatori, prima di procedere, diamo il benvenuto al funzionario osservatore del Vaticano, per la prima volta un laico nella lunga storia dell’Onu. Vi fornisco i dati ufficiali della nostra Segreteria. Su una popolazione del pianeta di otto miliardi circa nel 2043, dopo dodici selezioni, il numero degli abitanti dovrebbe essere ora cinque miliardi e 900 milioni. Solo quest’anno le perdite sono ammontate ad oltre 170 milioni di persone. Come sapete, siamo invece cinque miliardi. Una parte della differenza, per 500 milioni, dipende dai tumulti e dai disordini che si stanno verificando in giro per il mondo, sia per lotte tra bande rivali, sia perché i governi ritengono di dover intervenire per mantenere una parvenza di ordine. Il rimanente numero di morti, cioè per altri 400 milioni, dipende dalle epidemie conseguenti all’impossibilità di cremare in tempo i cadaveri. Le sepolture non esistono più, o quasi: le autorità religiose si sono rese conto dell’impossibilità di provvedere alla sepoltura di un così elevato numero di cadaveri. Gli esperti hanno deciso, ai fini della previsione dell’andamento demografico, di alzare il tasso di mortalità annuale al 4.5 per cento.

I calcoli sono approssimati, perché probabilmente entro qualche anno le morti dovrebbero diminuire per un aumento della sincerità e una diminuzione dei problemi di cremazione. Se però i dati dovessero essere esatti, nel 2187, anno della Nuova Era, il genere umano potrebbe essere ridotto a poco più di undici milioni d’individui. Forse vale la pena di ricordare che fra vent’anni, nel 2075, dovremmo essere meno di due miliardi. Nel 2090 l’umanità sarà, con ogni probabilità, sotto il miliardo. Dobbiamo far notare che ci attendiamo un aumento dei disordini, una diminuzione delle strutture sociali e un imbarbarimento generale delle condizioni di vita. Stime attendibili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci dicono che nel 2090 questi ultimi fattori dovrebbero ridurre drasticamente i sopravvissuti, portandoli a 500 milioni circa. Il mio intervento statistico – attuariale è terminato. Le previsioni sono più ottimistiche che pessimistiche, ma la parola torna al signor Segretario Generale, il dottor Jau Baliyo”.

Un silenzio assoluto seguì l’intervento di Martin.

Baliyo: “Le stime esposte sono ottimistiche e il dottor Martin Ballarin non è entrato nel merito, perché questo compito spetta a me. La ragione è presto detta: gli alti quadri politici, militari e governativi dei vari paesi continuano ad essere afflitti dalla selezione massima, cioè il tre per cento. Non voglio entrare nelle ragioni per cui alcuni paesi o altri paesi si trovano in certi frangenti e questo per non suscitare inutili polemiche. I fatti ci dicono che la mortalità delle classi dirigenti è elevatissima, ovvero massima: ammesso che possa servire qualche ravvedimento verso la sincerità, sembra che questo atteggiamento per ora non sia evidente, anzi, sembra che non sia ancora iniziato.

Le nuove leve che escono dalle scuole e dalle università non sono sufficienti a sostituire i deceduti e tra l’altro sono anch’esse esposte a selezione da parte dei Cosmici. Questo quadro generale fa sì che in parecchi paesi, per non dire in quasi tutti, manchi completamente una parvenza di organizzazione sociale, una classe dirigente. Le popolazioni non hanno alcuna guida e bande di signori della guerra imperversano all’insegna dell’abuso più totale.

Il pensiero corrente dei signori della guerra è che, giacché entro breve moriremo tutti, tanto vale approfittare della situazione il più possibile, per spassarsela negli ultimi anni di vita che restano. Devo dire che, anche se c’era qualche speranza, dopo questi sviluppi sembra che l’umanità sia destinata a finire. Tutti i 200 stati membri dell’Onu, qui da voi rappresentati, hanno avuto falcidie. Tutti. Ci sono paesi che dovranno attendere sei o sette anni per avere un sufficiente ricambio nei quadri direttivi. Questo è ostacolato anche dal problema delle scuole che sono prive di insegnanti, anche loro falcidiati.

Ci siamo accorti che i docenti e i professori sono molto più collegati alla classe politica di quanto non si potesse prevedere. Inoltre, nessuno vuole più fare il magistrato, nessuno desidera più svolgere la professione di avvocato. I tribunali non funzionano per mancanza di giudici: moltissimi hanno abbandonato la toga e quelli rimasti, naturalmente, sono stati sottoposti alla selezione Cosmica annuale. I plotoni d’esecuzione funzionano a pieno regime poiché è inutile attendere le sentenze che non arriveranno mai. Si eliminano i sospettati senza nemmeno attendere un equo processo.

 La pena di morte è stata ripristinata dappertutto, tranne che in due paesi. La gente tende a fare giustizia sommaria. I sacerdoti o religiosi che parlano nei loro luoghi di culto corrono rischi serissimi e si sentono rinfacciare l’elevata mortalità della gerarchia ecclesiastica, mortalità che viene vista come sinonimo di disonestà. La gente si sta rendendo conto che la manipolazione è sempre esistita e i fedeli si sentono presi in giro. Molti religiosi sono linciati sui loro altari. La vita non vale più niente. I medici non possono chiedere il pagamento delle loro prestazioni perché rischiano l’assassinio. L’esasperazione della gente dipende soprattutto dal seguente fatto: ora è chiaro a tutti che, da millenni, il popolo è stato guidato da individui senza scrupoli. Forse lo si supponeva anche prima, ma il benpensante non ne aveva la certezza assoluta: ora invece le tabelle di mortalità mostrano nella loro evidenza come ci siano delle correlazioni indiscutibili.

Uno studio pubblicato nel 2050 da un famoso istituto australiano di sondaggi ha fatto aprire, ancora di più, gli occhi alle popolazioni: lo studio afferma che c’è una diretta correlazione fra le percentuali dei morti e il rango gerarchico occupato nelle caste. Si credeva che la correlazione dovesse essere con i ricchi, ma ormai è chiaro che non è così. I semplici e i poveracci si sono accorti di non essere colpiti dalla mortalità se non in misura notevolmente inferiore ai gerarchi: burocrati, religiosi o politici. Questo ha creato delle tensioni sociali che il nostro ufficio demoscopico ritiene non più ricomponibili.Ora vi devo esporre un’ipotesi che ormai mi assilla da un anno: quella di oggi potrebbe essere l’ultima Assemblea Generale dell’Onu. Sono a disposizione per dare la parola a chi lo desidera”.

L’Ambasciatore dell’Iran: “Signor Segretario Generale, signori ambasciatori: nel settembre 2044, il mio predecessore, in questa Assemblea, fece un discorso molto diplomatico ed atto a difendere e salvaguardare l’immagine del popolo iraniano. Questo popolo è il popolo persiano. Il mio predecessore e i due che gli sono succeduti non ci sono più. Nonostante non sia ancora chiara la dinamica conservatrice all’interno di ciascun paese, compreso il mio, bisogna prendere atto che ormai non c’è più niente da perdere, o quasi. Dichiaro pertanto che io intendo denunciare, in quest’assemblea, lo stato di intimidazione esercitato nei miei confronti dal governo di Teheran. Questo mio discorso segnerà la mia scomparsa, sicuramente politica se non anche fisica, al momento del mio ritorno in patria, se per caso volessi ritornare. Tuttavia, non ritornerò. Mia moglie e i miei tre figli, questa volta, sono riusciti a seguirmi a New York, grazie alla diminuzione dei controlli, dovuta alla mortalità degli addetti ai lavori.

Sicuramente, dopo questo mio discorso, non sarò più ambasciatore all’Onu del mio paese. Noi persiani (e non uso volutamente il termine iraniano) siamo degli indoeuropei che per millenni hanno avuto l’orgoglio della loro libertà e la dignità di una popolazione schietta e sincera. Ora basta. Dopo due secoli di umiliazioni, giuro su quanto ho di più caro che mi comporterò in modo… vi dirò in che modo e mi capirete: in modo che mio figlio di dieci anni non si debba mai vergognare di suo padre, perché voglio raccontargli tutto, senza riserve mentali, perché nell’innocenza dei nostri figli sta la nostra salvezza.

I Cosmici ci hanno detto di abbandonare il tornaconto disonesto e di esser sinceri. Non so chi siano, se Dio o più probabilmente degli impostori, ma so che sono stanco di non poter dire a mio figlio quello che penso. Devo continuare forse ad insegnare a mio figlio dei principi morali ed applicarne invece degli altri? Sarebbe sempre e comunque una punizione, una vergogna, anche senza l’intervento dei Cosmici. Questo è il vero problema. Voglio vivere in modo che i miei figli sappiano come vivo: sono un padre ed è giusto che faccia anch’io ciò che vorrei insegnare loro. Che io dia l’esempio per primo! Qual è stata la grande delusione che ho provato io, quando sono arrivato alla maggiore età? Mi sono accorto che mio padre mi aveva insegnato delle cose e che ne aveva fatte delle altre, non so e non saprò mai se per sua scelta o perché obbligato. Ora è il momento di cambiare per sempre, costi quello che costi. Grazie per avermi dato la parola”.

Seguì un silenzio assoluto ed interminabile, poi tutti si alzarono in piedi ed esplose un applauso altrettanto interminabile.

Il rappresentante vietnamita: “Grazie. Le parole dell’Ambasciatore persiano ci hanno dato una speranza, ci hanno riempito il cuore di gioia e di voglia di vivere. Grazie. Io condivido. Tutto. Tutto ciò che ha detto. Grazie infinite”.

Il rappresentante francese: “Sono d’accordo. Dico all’Ambasciatore vietnamita, per la prima volta dal 1954, cioè da Dien Bien Phu, che mi sento orgoglioso di considerarmi suo fratello: dipende solo da noi e da niente altro”.

[Nel 1954 si concluse con la battaglia la lotta tra francesi e vietnamiti per il controllo dell’Indocina.]

I due si abbracciarono commossi tra gli applausi di tutta l’Assemblea.

Il rappresentante indonesiano: “Signori, avete assistito ad un abbraccio storico. Potrebbe essere il simbolo della ripresa dell’umanità. Se tutti noi siamo d’accordo su questa linea, qualcuno di noi subirà sicuramente delle sanzioni al rientro. Tuttavia, fra un mese potremmo partecipare ad un’altra Assemblea, che possiamo indire fin da ora, contando i martiri che certamente non mancheranno. Propongo al Segretario Generale di indire una votazione per alzata di mano con prova contraria, redigere un verbale e preparare poi una dichiarazione congiunta. Ripeto: prima la votazione e poi la dichiarazione congiunta”.

Un applauso enorme sottolineò l’intervento dell’indonesiano. Poi, Baliyo riprese il discorso: “Per alzata di mano: chi condivide nel modo più completo e nello spirito l’intervento dell’Ambasciatore iraniano, pardon, persiano, e degli Ambasciatori vietnamita e francese, alzi la mano”.

Ci fu un’alzata di tutte le mani. Segretario Generale: “Ora la controprova: alzi la mano chi non è d’accordo… nessuno ha alzato la mano: dichiaro ufficialmente la situazione di unanimità”.

Urla e applausi a non finire. Da anni non si dichiarava un’unanimità. Baliyo piangeva come un bambino e gli Ambasciatori si abbracciavano. L’Ambasciatore spagnolo si aggirava dicendo: “Cosa conta morire? Qui stiamo salvando l’umanità: basta ipocrisie, basta…” e piangeva anche lui, commosso.

Il Segretario Generale Baliyo disse: “Momenti di grandissima commozione, intendo che anche questo sia messo a verbale per i posteri. Un momento storico. Ora dobbiamo redigere il documento unanime. Speriamo che l’unanimità persista anche dopo il documento…”

Dichiarazione di Cambiamento dell’Onu.

New York, 11 novembre 2055, palazzo Onu, Assemblea Generale.

Dichiarazione di Cambiamento, sottoscritta all’unanimità e senza riserva alcuna da tutti gli Ambasciatori dei 199 paesi, membri dell’Assemblea e dall’Osservatore del Vaticano. Esaminata la situazione delle popolazioni mondiali e la gravissima crisi delle organizzazioni politiche, governative, economiche, sanitarie, religiose e culturali dei paesi tutti, a causa della mortalità;

ritenuto che una decisione non sia più procrastinabile per salvaguardare l’umanità stessa;

proclamiamo l’assoluto stato di concordanza degli Ambasciatori tutti, senza eccezione, non solo per adempiere al Messaggio Cosmico, ma soprattutto per il motivo che questo documento sarà la speranza per la conservazione della specie umana.

Viene affidata agli Ambasciatori presenti, per conto dell’Onu, la riorganizzazione dei loro paesi. Gli Ambasciatori non potranno essere ostacolati in alcun modo: da questo momento saranno considerati Plenipotenziari a tutti gli effetti.

In deroga a quanto stabilito alla Conferenza di Ginevra, si dichiara lo Stato di Emergenza e per conseguenza saranno condannati a morte per fucilazione immediata tutti coloro che perseguiteranno in qualsiasi modo, anche il meno rilevante, i firmatari della presente Dichiarazione e i loro aiutanti tutti: questi ultimi saranno nominati solo ed esclusivamente dagli Ambasciatori Plenipotenziari.

Qualunque mancanza nei confronti dell’articolo precedente, nel dubbio, sarà interpretata a favore dei firmatari e contro i perseguitanti.

L’Assemblea dell’Onu assume i pieni poteri per tutte le questioni inerenti, anche in modo non evidente, al Messaggio Cosmico.

Ogni tentativo, da parte di qualunque organizzazione o paese, di ostacolare la presente Dichiarazione sarà considerato un atto di aggressione militare.

Subito dopo il riconoscimento ufficiale di aggressione militare, il paese colpevole sarà immediatamente perseguitato da forze Onu sino alla sua capitolazione. Il Consiglio di Sicurezza approva in particolare il presente comma. Le forze armate dei cinque paesi del Consiglio di Sicurezza sono sin da ora incaricate di applicare le misure necessarie per eseguire le capitolazioni.

Sarà loro facoltà conferire incarichi ai paesi che vorranno collaborare con loro. L’uso delle bombe a neutroni è contemplato sin da questo momento senza bisogno di approvazioni speciali.

Disposizioni transitorie sino a revoca.

Si indìce, a trenta giorni da oggi, una  nuova Assemblea Generale. I paesi che avranno compiuto azioni atte ad ostacolare la partecipazione alla prossima Assemblea degli attuali Ambasciatori Plenipotenziari o loro collaboratori, saranno ritenuti inadempienti ai sensi degli articoli precedenti e quindi responsabili di aggressione militare.

La scomparsa degli attuali Ambasciatori sarà parimenti considerata immediatamente come una aggressione militare.

 Le persecuzioni di qualunque tipo saranno considerate a tutti gli effetti atti di guerra e rientreranno tra le aggressioni militari citate.

Si rende noto che l’Onu difenderà in tutti i modi possibili e con la massima determinazione i firmatari della presente Dichiarazione. Nel dubbio, il paese ritenuto responsabile verrà immediatamente attaccato.

Non sono ammesse prove contrarie se non per evidenti errori materiali che comunque non fermeranno le azioni militari.

Per gli errori materiali, il riconoscimento di errore è affidato al Consiglio di Sicurezza, il quale dovrà decidere all’unanimità per il riconoscimento dell’errore stesso.

Da questo momento, ogni e qualsiasi domanda di ritiro dall’Onu, anche di fatto, sarà considerata come non avvenuta.

I paesi con limitato riconoscimento saranno da questo momento sotto la supervisione del Consiglio di Sicurezza.

Tutte le aggressioni armate che non saranno considerate dall’Assemblea Generale, a maggioranza semplice, come legittima difesa, porranno il paese aggressore nelle condizioni di essere attaccato dalle forze dell’Onu e del Consiglio di Sicurezza.

Il paese attaccato da tali forze sarà considerato dipendenza Onu per un periodo non inferiore a 25 anni che diventeranno 99 nel caso siano applicabili le Disposizioni per la Civiltà sottoesposte.

In tal caso, le leggi saranno sostituite con quelle della Repubblica di Andorra. Tali leggi saranno comunque riviste nei dettagli dal Consiglio di Sicurezza, su referendum approvato da almeno due terzi della popolazione del paese colpevole. I referendum non possono riguardare problemi di sesso, razza o religione.

Disposizioni per la Civiltà.

Al primo gennaio 2056, in base agli ultimi dati disponibili, entreranno in amministrazione controllata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, oppure da loro incaricati, i paesi che risulteranno occupanti l’ultimo quarto delle seguenti tre classifiche Onu: Mortalità, Istruzione e Povertà.

Le leggi applicate saranno ancora quelle della Repubblica di Andorra. L’amministrazione controllata durerà non meno di 99 anni.

I cinque membri del Consiglio di Sicurezza si firmano tre volte, per sottolineare la loro triplice veste:

  • Come membri dell’Onu.
  • Come membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
  • Per approvazione senza condizioni del comma per la capitolazione degli aggressori militari di cui alla Dichiarazione di Cambiamento dell’Onu.

L’Onu conferisce mandato a chiunque, e in particolare agli Ambasciatori Plenipotenziari, ai loro incaricati ed al Consiglio di Sicurezza, di applicare e di far rispettare la presente Dichiarazione di Cambiamento dell’Onu e le Disposizioni per la Civiltà.

 

Nuovamente nella Sala Anecoica.

Possiamo dire che gli Ambasciatori Plenipotenziari erano in realtà i nuovi Capi di Stato. Ma tra questi, una sessantina ormai erano HSE, convinti al passaggio precedentemente, dai loro incaricati.

Il Segretario Baliyo, una volta che gli entusiasmi si furono calmati, prese la parola: “Signori Ambasciatori, vorrei farvi notare che in realtà voi siete i Plenipotenziari, i nuovi Capi di Stato e che sicuramente, dico sicuramente, sarete sottoposti a degli attacchi che metteranno in pericolo la vostra incolumità: non potrebbe essere diversamente.Mentre il personale controllerà che in questa sala non ci siano problemi, per impiegare proficuamente il tempo relativo, vi inviterei a trasferirvi tutti nella Sala Anecoica per proseguire i lavori”.

Tutti si alzarono e si trasferirono nella Sala Anecoica: anche Martin con il trespolo sul quale si trovava la colomba. Sistemati gli Ambasciatori nella Sala Anecoica, prese la parola Martin: “Signori Ambasciatori Plenipotenziari, quello che ci aveva detto il Segretario Generale Baliyo era non del tutto vero o meglio, egli sorvolava sul fatto che nella sala dell’Assemblea Generale ci potessero essere delle microspie od altre diavolerie del genere”. 

Alla parola «diavolerie», la colomba starnazzò un paio di volte.

Martin: “Se siete d’accordo, potremmo proseguire questa conversazione in modo ufficioso, senza apparecchi che voi comunque non dovreste avere”.

Un paio di ambasciatori alzarono la mano e portarono due apparecchietti piccolissimi che furono messi fuori dalla stanza.

Baliyo: “Prego vivamente chi possiede apparecchi del genere di alzare la mano”.

Nessuno alzò la mano. In ogni caso, Martin fece a Baliyo un cenno di assenso: un ingegnere nella sala collegata aveva controllato che nella Sala Anecoica non ci fossero apparecchi di spionaggio.

Baliyo: “Il motivo del trasferimento in questa sala dipende dal fatto che da questo momento le nostre vite saranno in pericolo e questo per lungo tempo. Ora che tutti noi abbiamo sottoscritto la Dichiarazione di Cambiamento, è giusto che vi siano esposti i lati positivi che prima non vi sono stati comunicati perché sarebbero potuti essere giudicati come manipolatorî nei vostri confronti. Si tratta di evitare di essere selezionati per errore dai Cosmici, di non poter dire cose poco veritiere anche involontariamente, se non per legittima difesa, e…“ in quel momento Belial gli disse: “Ripeta, per favore, quanto le suggerirò…”

Baliyo proseguì: “…e di avere inoltre una capacità di trasmettere un messaggio immediato ad una guardia del corpo particolare per tutelare la vostra incolumità”.

Belial spiegò mentalmente a tutti gli HSE presenti: “Abbiamo pensato di mandare duecento Eddah, uno per ogni ambasciatore, per neutralizzare i malintenzionati, al loro rientro”.

Baliyo, ripetendo ciò che gli suggeriva Belial: “Purtroppo, la difesa della vostra incolumità avrà serie conseguenze per il vostro aggressore. Lascio la parola a Martin Ballarin”.

Prese la parola Martin, il quale aggiunse i discorsi fatti nella Sala Anecoica con gli incaricati, undici anni prima. Come prima, i sessanta che erano già HSE alzarono la mano. Tutti furono d’accordo e dopo tre ore erano tutti HSE, anche se esausti.

Jau Baliyo: “Ora dovrete riposare. Da questo istante, ognuno di Voi avrà una guardia del corpo invisibile, silenziosa ed efficiente. Vi chiedo solo di poter aggiungere, alla fine della dichiarazione ufficiale, dopo la frase «…il paese colpevole sarà immediatamente perseguitato militarmente sino alla sua capitolazione», di aggiungere, dicevo, la seguente frase: «l’Onu sconsiglia vivamente di compiere qualunque azione aggressiva volta ad offendere gli Ambasciatori Plenipotenziari. Verrà seduta stante e senza preavviso esercitato sino in fondo il diritto di legittima difesa, con qualsiasi mezzo.»

Signori Ambasciatori HSE, grazie per l’aggiunta, necessaria da un punto di vista formale”.

Tutti approvarono, la frase fu aggiunta e l’assemblea terminò, con gli Ambasciatori HSE che si recavano nei loro alberghi o nelle loro ambasciate.

 

Un colpo di stato contemporaneo in tutto il mondo.

Fu un documento eccezionale. In realtà, si trattava di un colpo di stato contemporaneo in tutto il pianeta Terra. La decisione era unica nella storia dei consessi civili umani ed anche il pericolo incombente era unico per l’umanità. Il documento fu comunicato immediatamente agli organi di stampa. Dopo dieci minuti, i networks avevano già dato inizio alla diffusione della notizia: solo in seguito fu inviato ai ministeri degli esteri dei vari paesi…

L’ultima frase aggiunta al penultimo articolo fu quella che fece più scalpore, soprattutto tra i giornalisti: si parlava della possibile esistenza di un’arma segreta o qualcosa del genere. Le reazioni dei vari governi furono feroci: erano duecento colpi di stato contemporanei. I Paesi del Consiglio di Sicurezza erano ovviamente d’accordo sin dal momento della firma della Dichiarazione, quindi diciamo 195 colpi di stato.

L’ambasciatore colombiano si trovava all’albergo Ritz di New York. Un agente dei servizi segreti di quel paese fu trovato morto con un angioma frontale, poco sfumato e con stella a cinque punte, girata tuttavia di 180 gradi rispetto a quella dei Cosmici.  Lo stesso successe all’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo all’Hotel Millennium Hilton: in questo caso i sicari furono addirittura tre: due africani e un arabo, tutti e tre morti stecchiti e con l’angioma rovescio.

angiomarovescio
Figura 24 – Angioma   rovescio   a 5 punte  degli   Eddah.

Ci furono attentati ad altri ambasciatori che rientrarono nelle loro ambasciate, tre per la precisione: Brunei, Laos e Mauritania.

Gli addetti alle ambasciate parlarono di rapinatori: quando intervenne il Coroner, le fronti degli attentatori di Brunei e Laos erano abrase mentre la testa dell’attentatore della Mauritania era semplicemente fracassata e in un lago di sangue. La fronte era stata asportata assieme a mezza testa e quindi il cadavere era irriconoscibile.

Mancavano anche tutte le dita, probabilmente per evitare il controllo delle impronte digitali. Da notare che nelle tre ambasciate si trovarono, tra il personale, degli altri cadaveri con l’angioma rovescio: una ventina circa in tutto. Il giorno dopo, gli ambasciatori rientrarono tutti in patria, compreso l’ambasciatore iraniano. L’ultimo comma del penultimo articolo della Dichiarazione di Cambiamento, unito alla fine fatta da una trentina di personaggi, avevano spaventato i vari organi di governo, ma non a sufficienza.

Bisogna far notare che un grave episodio occorse nella Costa d’Avorio, episodio testimoniato anche da osservatori francesi: 235 militari furono trovati eliminati, con l’angioma rovescio, come pure il presidente della repubblica, il ministro dell’interno, il capo della polizia e un’altra decina di alti funzionari. L’Ambasciatore Plenipotenziario era ancora illeso.

Un altro fatto gravissimo successe al rientro dell’Ambasciatore mauritano a Nouackchott. Egli, come descritto in precedenza, era già stato oggetto di un attentato nell’ambasciata di New York. Al suo arrivo nella capitale, furono sterminati con l’angioma rovescio oltre 700 militari, tutti in assetto di guerra. Come riportava sempre Le Figaro, tutte le autorità del paese furono praticamente eliminate tra ministri, funzionari, capo di stato e capo del governo: altre 400 persone circa. La carneficina proseguì il giorno successivo con circa 2500 persone eliminate, in prevalenza militari, con la stella rovescia in fronte. L’ambasciatore assunse il controllo della situazione.  Attentati si susseguirono nel paese per altre due settimane: tutti gli attentatori furono eliminati. Quattro kamikaze che in seguito, a varie riprese, avevano cercato di eliminare l’Ambasciatore Plenipotenziario, esplosero con le loro cariche. Sulla loro fronte si potevano intravvedere i resti degli angiomi.

La lezione impartita alla Mauritania non fu ancora sufficiente. Siccome qualcuno fece notare che si trattava sempre di paesi ex-francesi, si pensò, senza motivo alcuno, che i francesi avessero un’arma segreta. In un paese maghrebino, ritenendo che i francesi non avessero tale arma, si decise di tentare la sorte: mal gliene incolse. I morti furono nel primo giorno 622,  oltre a tutto il governo, con notabili e altri. Il bilancio complessivo, comprendendo i giorni successivi, fu di quasi 1800 morti. Il fatto del paese maghrebino, notoriamente moderato, fece grande scalpore sulla stampa internazionale. Altri paesi ancora cercarono di agire, sempre nei confronti degli ambasciatori ritornati da New York.

La Serbia ebbe una strage spaventosa: 3200 persone circa. Dopo tale carneficina, il paese non aveva più un governo, né capi di polizia né altre autorità di alcun genere a livelli sufficientemente elevati. Una milizia personale si mise a fianco dell’Ambasciatore che assunse effettivamente i pieni poteri. Fu proclamato lo stato d’assedio. Cinque infiltrati nella milizia personale che cercarono di attentare alla vita dell’Ambasciatore morirono anch’essi con l’angioma rovescio. L’ambasciatore russo, come rappresentante di un paese del Consiglio di Sicurezza, disse laconicamente: “Noi, avevamo fatto del nostro meglio per far ragionare i nostri amici serbi”.

A New York, il Segretario Generale concluse che le guardie del corpo di Belial stavano facendo un buon lavoro. In una conferenza stampa, Jau Baliyo disse: “Veramente, avevamo sconsigliato di non rispettare la dichiarazione. Sul criterio effettivo di legittima difesa, preferisco evitare ogni commento, per ovvi motivi che tutti voi comprenderete: abbiamo anche cercato di spiegare che un’autorità come la nostra non lo può essere solo sulla carta”.

Non ci furono altri episodi, o per lo meno non ce ne furono altri di noti, se non il problema del Vaticano: al ritorno dell’incaricato laico, l’Ambasciatore Plenipotenziario, avvocato, catalano dell’Opus Dei, ci fu una morìa di una cinquantina di prelati, inservienti e funzionari. La versione ufficiale fu che si trattava di un’epidemia di Escherichia Coli molto contagiosa. Purtroppo venne a mancare anche il Papa. Con la consueta ritualità, fu indetto il Conclave: al di fuori della prassi, su suggerimento dell’Ambasciatore Plenipotenziario, fu tenuto a Castel Gandolfo una specie di mini-concilio propedeutico al Conclave stesso, una specie di pre – Conclave. In tale consesso, ci fu una relazione e ci furono chiarimenti da parte dell’Ambasciatore stesso.

L’Ambasciatore suggeriva di stabilire a priori la rosa dei papabili e sosteneva l’opportunità di un colloquio preliminare che egli avrebbe tenuto con ognuno di essi. Disse di essere a tutti gli effetti il Rappresentante Plenipotenziario della Chiesa presso l’Onu e che i prelati erano invitati, e se non avessero accettato l’invito, obbligati, a fare quello che lui suggeriva.

Vescovi e cardinali inorridirono: si menzionarono Sciarra Colonna, Anagni e Bonifacio VIII e si disse che dal 1303 non si erano mai sentite bestemmie del genere. Il novello papa laico in pectore ribadì che era stata dichiarata una situazione di emergenza a livello mondiale. Vescovi e cardinali dissero che avrebbero dovuto riflettere, perché loro rappresentavano il Regno di Dio e tale regno, non essendo di questa Terra, non poteva essere soggetto alle regole stabilite dall’Onu, che riguardavano invece solo l’orbe terracqueo.

 Il sedicente futuro papa laico disse una frase che passerà alla storia: “Questa vostra versione non interessa a nessuno. Se mi considererò ostacolato, ci saranno delle conseguenze: le disposizioni previste dalla dichiarazione di Cambiamento sono erga omnes

[Latino: nei confronti di tutti. Termine usato nelle Bolle Pontificie per sottolineare il fatto che non ci sono eccezioni di alcun genere al provvedimento collegato.]

e le dovrete accettare: Ubi major, minor cessat,

[Latino: Dove il maggiore si pronuncia, il minore decade. Se il Papa emette una Bolla, eventuali disposizioni contrarie di un Vescovo non hanno più motivo di esistere. In questo caso L’Onu è maggiore del Vaticano.]

Vaticano compreso”.

Il pre – Conclave si concluse con Vescovi e Cardinali furibondi.

L’incaricato fu alloggiato in un appartamento particolare a Castel Gandolfo: nella notte, dodici inservienti morirono in circostanze misteriose. Nessuno dei deceduti fu mostrato al pubblico.

Questo fu il campanello d’allarme per le varie teocrazie: fu da questi paesi che vennero i problemi più grossi, dove anche la gente non voleva accettare l’abolizione delle leggi religiose e, se per caso la gente lo voleva, non lo desideravano le varie Autorità. Chi non voleva, dovette accettare per forza. I morti si contarono a decine di migliaia, sia per le reazioni dei militari fedeli ai nuovi Ambasciatori sia per gli angiomi rovesci causati dagli Eddah. Alla fine il Papa fu uno spagnolo, grande amico dell’Ambasciatore Plenipotenziario: da quel momento, un’aria nuova di respirò nei Palazzi Vaticani. Si parlava di un accordo segreto tra il Papa e l’uomo dell’Opus Dei, l’Ambasciatore Plenipotenziario: d’altronde, a partire da Giovanni Paolo I, tutti i papi erano stati simpatizzanti dei conservatori dell’Opus Dei. Si disse che tale accordo forse  formalizzava quanto precedentemente accordato per i fatti di Marcinkus e dello IOR, vecchi di quasi un secolo, fatti che avevano portato Papa Giovanni Paolo II a dare all’Opus Dei, con la prelatura personale (oltre alla beatificazione di Josemaria Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei), un’indipendenza paragonabile solo a quella concessa ai Templari da Innocenzo II, il 29 marzo 1139, con la bolla Omne Datum Optimum.

 

I nuovi Plenipotenziari.

New York, 15 dicembre 2055, palazzo ONU, Assemblea Generale.

Il Segretario Generale dell’Onu, il nepalese dottor Jau Baliyo prende la parola, saluta i convenuti mentre sul trespolo si trova ancora la colomba della pace: quindi c’era anche Belial…

Baliyo: “Ci siete tutti. Penso che sia stata una bella lotta, meglio se ci trasferiamo immediatamente nella Sala Anecoica”.

Tutto fu spostato nella Sala Anecoica.

Durante il passaggio da una sala all’altra, tre camerieri con vari vassoi stramazzarono al suolo con l’angioma rovescio sulla fronte.

Intervennero le guardie che sgomberarono immediatamente i cadaveri, due imbottiti di Semtex

[Esplosivo di tipo plastico cecoslovacco.]

inesploso, mentre il terzo aveva preparato un ago acuminato lungo 40 centimetri, nascosto in un vassoio.

Una volta che furono nella Sala Anecoica, con Belial nei panni della solita colomba sul trespolo, Baliyo disse: “Se siamo tutti vivi lo dobbiamo agli amici del pianeta Eddah, che ci stanno aiutando oltre misura. Inutile che vi dia dettagli, perché tutti voi avrete parlato con Belial, il quale, come saprete, sta usando la colomba della pace come punto di riferimento. Sono spiacente di dovervi annunciare che da un calcolo approssimativo, la vostra difesa, al rientro dalla storica assemblea precedente, è costata per ora attorno ai centodieci mila morti. Non intendiamo arrenderci o comunque demordere, indipendentemente dal numero delle vittime. Possiamo ora mettere all’ordine del giorno ciò che più vi aggrada”.

L’argomento principale che quasi tutti volevano approfondire era il comportamento da tenere con le masse scatenate, che non volevano l’abolizione delle leggi sulle differenze religiose, di sesso e di razza. Vennero chiamate in videoconferenza Laura Freeman, antropologa e Diana Azzalini, esperta di Storia delle Religioni, la quale si trovava a Venezia, alla biblioteca Querini Stampalia.

Diana Azzalini: “Per quanto riguarda le religioni del Libro, pochissimi sono gli incitamenti all’odio che si trovano nei Libri stessi. Molte volte e in molti casi si è trattato di strumentalizzazioni portate avanti da politicanti che hanno voluto fomentare l’odio per fini personali e che ora dovrebbero aver abbandonato la scena pubblica.

Faccio notare che nel passato si sono avuti lunghi periodi di convivenza pacifica e come alcuni di questi episodi proseguano ancora.

Bisognerebbe chiedersi secondo quali elementi tale convivenza sia stata e sia tuttora possibile e girare le risposte ottenute a chi rifiuta oggi ogni forma di pacificazione.

Direi che la malafede stia giocando un ruolo non trascurabile e che i veri, inconfessabili obiettivi di queste manovre siano affatto diversi. Secondo la mia opinione, bisogna far capire alla gente che:

  • Nei Libri, gli incitamenti all’odio sono quasi inesistenti e quei pochi dipendono dall’interpretazione. Certo che se tutti quelli che interpretano i Libri in modo moderato saranno messi alla gogna o addirittura perseguitati, ne ricaveremo ben poco.
  • Che purtroppo l’odio è stato fomentato dai politici e dalle alte gerarchie, per i loro interessi.
  • Che in ogni caso, queste nuove regole vengono dai Cosmici e non dall’Onu e per conseguenza non possiamo farci niente.
  • Che qualunque cosa succeda, come detto sopra, esistono moltissimi esempi di convivenza tra membri di religioni diverse ed esempi analoghi sono esistiti nel passato: vedere gli arabi in Ispagna e così via.
  • Che in ogni caso, i primi ad essere eliminati saranno senza alcun dubbio i fomentatori di odio, interessati ad altri obiettivi.

Quella che mi sembra più difficile da modificare è la differenza tra i sessi. Vi faccio presente che in base al Corano, le donne sono uguali di fronte a Dio, mentre la Bibbia cristiana parla, nel Genesi, di sudditanza esplicita. Anche tra gli studiosi islamici ci sono le interpretazioni più diverse. I conservatori che sinora hanno interpretato in modo aggressivo la realtà sono destinati o a morire o a perdere d’importanza: il tempo risolverà parecchie cose. In vari paesi musulmani sono esistiti ed esistono tuttora dei capi di stato di sesso femminile: sembra quindi che i problemi sessuali dipendano più che altro dall’istruzione. Più difficile è invece la posizione all’interno della Chiesa Cattolica.

Nell’Islam le limitazioni attuali sono di natura culturale, con ovvie differenze da zona a zona, e questo perché l’Islam stesso non ha una vera gerarchia religiosa. Nella Chiesa Cattolica invece, le limitazioni, anche se apparentemente meno numerose, sono più profonde perché insite nella gerarchia ecclesiastica, dove la donna è effettivamente collocata in una posizione subalterna. Ne discende che, a parità di ogni altra considerazione, dovrebbero essere eliminati più esponenti cattolici e cristiani piuttosto che musulmani. In buona sostanza, fatti pari a cento i problemi oggi esistenti nell’Islam, voglio dipingere con l’ottanta per cento il quantitativo di problemi di sesso che scompariranno dopo una prima fase di istruzione e di revisione della cultura. Resteranno venti problemi su cento.

Per contro, i problemi nel mondo cristiano sono oggi  forse minori come numero, ma faranno un’enorme fatica a diminuire e alla fine saranno più del venti per cento. Le percentuali sono ovviamente da me inventate per dare un’idea della mia opinione. Per parlare della situazione femminile in generale, devo dire che molte volte le donne sono convinte sin dall’infanzia di valere meno degli uomini. Si sentono espressioni come «a una donna basta la grazia e la serietà, l’istruzione non è necessaria» oppure «si sa che la donna non è fatta per la matematica» oppure ancora, se si tratta di qualcosa di intellettuale, si sente dire, sbrigativamente, «non sono cose da donne» .

Tutte queste frasi non sono scientifiche e nascondono semplicemente l’ignoranza degli educatori, genitori o insegnanti che siano e inoltre delle donne stesse, che credono per prime a delle frasi idiote. Riassumendo, la ragazza si convince di essere una minorata, un’appartenente ad un  sesso debole, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, e da lì a considerarsi come un oggetto esposto al sesso forte, il passo è molto breve. Nella mentalità prevalente maschilista, se i due sessi sono diversi, uno dei due sarà migliore dell’altro e pertanto il migliore non potrà essere che il sesso maschile: se le differenze non sono evidenti, ci si darà da fare per trovarle. Termino dicendo: istruzione, istruzione ed ancora istruzione. Per i problemi di razza e di sviluppo etnico lascerei la parola all’antropologa Laura Freeman”.

Jau Baliyo: “Dalle parole della dottoressa Diana Azzalini, che ringraziamo, mi sembra di poter dire che si dovrà sviluppare una notevole azione di ripasso culturale e in questo senso saranno coinvolti gli esponenti religiosi, i quali dovranno collaborare: ho detto dovranno. Tutti noi, non appena avrà parlato Laura Freeman, se non ci saranno altri interventi, metteremo nero su bianco un piano di riappacificazione religiosa e di uguaglianza sessuale e razziale. Dal piano di riappacificazione dovrà emergere l’obbligatorietà del piano stesso. Dal discorso della dottoressa Azzalini, sembra che il fondamento del Corano non sia aprioristicamente  d’ostacolo a quanto abbiamo in animo di fare. Sembra che la Chiesa Cristiana in genere e la Cattolica Apostolica Romana in particolare debbano avere in futuro un numero maggiore di problemi. Vedremo. La parola alla dottoressa Freeman“.

Laura Freeman: “Signori Ambasciatori, il più grande errore sarebbe ora quello di andare in pubblico e dire che siamo tutti uguali. Prima di tutto, ciò non è vero e non è mai stato vero. Anche questa sarebbe una bugia che noi HSE non possiamo sostenere: le differenze ci sono. Il DNA asiatico è diverso dall’africano e così via. Sostenere la verità significa dire alla gente che siamo diversi e come questo non sia  tuttavia motivo sufficiente per odiarsi l’un l’altro. Le diversità nascono da fattori climatici innanzi tutto, da problemi alimentari, da problemi topologici e da problemi anche casuali.

Fattori climatici: tali fattori creano delle differenze negli usi e consuetudini delle varie popolazioni. Vi faccio notare che gli eschimesi hanno decine di termini per le varie sfumature del colore bianco.

Nelle foreste equatoriali africane ci sono decine di termini per le varie sfumature del verde.

Alcuni proverbi eschimesi legati alle sfumature del bianco non sono traducibili nelle lingue di chi non vive al Polo Nord.

I fattori climatici determinano strutture fisiche diverse nel tessuto adiposo, nelle coane nasali, nella statura e nella pigmentazione della pelle, nel tipo di abitazione. Per non parlare dell’abbigliamento e di altre ovvie differenze. Fattori alimentari: l’alimentazione di un polinesiano non può essere la stessa di un tagiko. In Polinesia esiste in sostanza solo il  mare e quindi il pesce è l’alimento più comune; in Tagikistan non esiste il mare.

Fattori topologici: è noto che gli etiopi, i keniani, i nepalesi, i messicani e gli andini che vivono a grandi altezze hanno un metabolismo diverso da coloro che vivono nelle pianure a livello del mare: lo si vede nelle manifestazioni sportive.

Persone che per secoli sono vissute in zone malariche hanno sviluppato forme di anemia che, se da un lato diminuiscono la vitalità, dall’altro evitano la scomparsa di tutta la popolazione: in ogni caso, ciò è fonte di alcune diversità. Problemi casuali: sono il motivo per cui l’umanità si evolve.

Appunto casualmente, compare una nuova caratteristica la quale può essere un aiuto per la conservazione e per la diminuzione della mortalità. In tal caso, è probabile che il soggetto abbia più  figli della media e che il nuovo carattere genetico, generatosi originariamente per caso, si sviluppi sistematicamente. Le cose che ho appena detto sono conosciute da tutti gli abitanti di tutti i nostri paesi? E se non lo sono, possono essere capite sino in fondo? O per fare questo serve maggiore istruzione? Se solo alcuni non capiscono quello che abbiamo appena detto, i problemi razziali rimarranno a covare sotto la cenere.

Dal nostro punto di vista, penso che, come diceva Diana Azzalini, il nostro unico vero nemico sia l’ignoranza. O meglio: nessun altro problema sarà risolto se non rimuoveremo gli attuali livelli d’ignoranza nel mondo. L’istruzione è fondamentale in questi approcci. Usciamo, con la Dichiarazione di Cambiamento, dal periodo in cui i vari satrapi in giro per il mondo avevano interesse a mantenere la popolazione nello stato d’incapacità mentale, in base alla ben nota equazione:

Più ignoranza = più sudditanza = più facile manipolazione, ovviamente con meno fatica.

Studi nemmeno tanto profondi ci fanno comprendere che gli analfabeti hanno più problemi di razza che non i laureati. La stessa cosa avviene per il sesso: se c’è più istruzione, ci sono meno problemi. Non dobbiamo confondere questo col tipo di cultura: secondo le mie affermazioni, sembrerebbe che tutti dovessero convertirsi alla cultura occidentale o capitalistica. Penso che la Dichiarazione di Cambiamento colpirà, nel profondo, soprattutto gli occidentali. Penso che il passo successivo dovrebbe essere quello di porre dei limiti alla libertà degli occidentali medesimi. Una cultura comunemente accettata non potrà essere la cultura del capitalismo, così come lo conosciamo ora: non dimentichiamo che dal 2008 stiamo pagando le conseguenze disastrose degli errori commessi dalla finanza capitalista, essenzialmente di matrice occidentale.

Sinora la cultura occidentale è stata imposta con la forza e, come se non bastasse, copiata anche da ipocriti governanti di paesi emergenti. Il Messaggio dei Cosmici è là, pronto a colpire: anche gli aspetti manipolatori della cultura occidentale andranno modificati, pena la morte. Da un punto di vista etnico, questa può essere stata una delle cause dell’involuzione dell’Islam: ad un certo punto della storia islamica, l’Occidente ha preso il sopravvento e l’Islam si è trovato in una situazione di ripiegamento su se stesso. Per vari motivi, per Ferdinando ed Isabella e per la scoperta dell’America, io pongo il 1492 come l’inizio del tramonto della civiltà araba e come la fine del loro relativo predominio. In seguito, quasi tutti quelli che hanno assunto il potere nei paesi arabi, segnatamente l’Impero Ottomano, hanno sempre additato l’Occidente come causa di tutti i mali esistenti, sottosviluppo compreso. Anche se in parte può essere stato vero, non lo è stato come unica causa di tutti i mali. Si tratta della vecchia regola del complotto straniero, usata ancora oggi per distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi.

Per accennare ad un altro aspetto, il problema della donna dimostra la necessità di profondi cambiamenti sia in Oriente che in Occidente. Gli islamici tengono le loro donne molto appartate e rifiutano la civiltà occidentale perché la stragrande maggioranza degli islamici non può soffrire gli indecorosi spettacoli e la mercificazione del corpo femminile. Questo, ed è solo un esempio, fa sì che gli islamici si chiudano ancora di più in loro stessi: meglio odiare l’Occidente che trovarsi in quella vergogna e non si vedono vie di mezzo.

Bisogna che l’Occidente regoli la propria serietà sociale. Questo è forse quello che, a partire dalla Rivoluzione Francese, l’Occidente non ha capito: la libertà deve trovare un limite nel rispetto degli altri. Il periodo coloniale ha comportato non solo sconvolgimenti positivi ma anche negativi per le popolazioni conquistate. Gli inglesi dicevano: abbiamo portato l’istruzione. Gli altri rispondevano: avete portato il malcostume. Presunzione, arroganza e razzismo da una parte,  umiliazione, desiderio di vendetta e riscatto del proprio moralismo dall’altra. Come diceva uno scrittore italiano, «la ragione e  il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’uno o dell’altra» “

 [I promessi sposi, cap. I, Alessandro Manzoni (1785 – 1873) ]

Applausi scroscianti.

Laura: “Forse il più gran cambiamento, se sopravviveremo e saremo immuni da ipocrisia, saranno le decisioni di questa Assemblea, prese a maggioranza, assoluta o semplice che sia. Anche gli occidentali dovranno adeguarsi, se l’Assemblea voterà col cuore in mano. Ad esempio, il problema palestinese – israeliano, sin dall’inizio, è sempre stato un problema complesso. A qualunque affermazione fatta da una delle parti, si può rispondere con un’affermazione contraria. Sono convinta che risolveremo anche questo: sinora non è stato risolto perché troppa era la malafede che si aggirava in questo palazzo”.  Applausi.

Laura: “Rifletto spesso, per mio conto, sui problemi dei palestinesi e degli arabi in generale. Gente che da secoli è stata indotta ad utilizzare le proprie energie per odiare gli altri, spinti in questo da governanti senza scrupoli, invece che usare tali energie per evolversi e migliorare le condizioni di vita, per diminuire le malattie ed aumentare la felicità. A molti governanti l’evoluzione delle popolazioni non andava bene: se il governante era un dittatore ignorante, il popolo doveva essere più ignorante di lui, altrimenti  il dittatore non poteva imporsi. Mi sembra di una semplicità elementare. Governanti che a loro volta sono sempre stati ben consci di avere l’impunità da parte occidentale se non avessero detenuto il petrolio: chi non ha petrolio, chi non ha oro, chi non ha uranio o diamanti, può massacrare a piacimento la sua popolazione. Avere il petrolio poteva essere in certi casi una maledizione per il dittatore nuovo, senza agganci, che volesse angariare i suoi sottoposti, perché alla prima mancanza nei confronti della popolazione era esautorato dalla comunità internazionale, in realtà per sottrargli il petrolio e non per i massacri effettuati. Uno sporco miscuglio d’interessi e di apparente onestà, da una parte e dall’altra, dove l’Occidente ha avuto delle enormi responsabilità e in quest’atteggiamento non potrà proseguire.

Forse il momento della riflessione non è ancora giunto definitivamente, ma per la prima volta il Consiglio di Sicurezza ha avuto più a cuore l’interesse delle popolazioni che non quello degli Stati. Si potrà dire che questo si è avverato perché (e solamente perché) abbiamo ricevuto il Messaggio. Anche se fosse solo per questo, e con ogni probabilità può darsi che lo sia, terminerò dicendo che in questo caso non tutto il male sarebbe venuto per nuocere”.

Sinceri applausi da tutta l’assemblea, complimenti di Belial.

Baliyo: “Ho il piacere di annunciarvi che Belial ritiene di essere in grado di creare un decodificatore immediato esterno, gestito dagli Eddah, dei discorsi contro il Piano di Pacificazione: non è detto che in conversazioni private si possa scoprire sempre, ma per quanto possibile, chi contravverrà al piano e saprà di averlo fatto in malafede, genererà un’auto-eliminazione immediata con angioma ellittico. Siamo in ballo e dobbiamo ballare. Per sostenere il nostro sforzo, 50 mila abitanti di Eddah sono stati messi a nostra disposizione: essi cercheranno di decodificare immediatamente chi parlerà a favore di discriminazioni di sesso, razza e religione”.

Applausi a non finire.

Il rappresentante del Burkina Faso: “Nel mio paese il 52% è musulmano, il 18% è cristiano e il 26% è animista. Inoltre i gruppi etnici sono: Mossi 48%, Fulbe 8%, Gourmantchè 7%, Bobo 7%, Bisa-Samo 7%, Gourounsi 6%, Dagari-Lobi 4%, i mancanti, per arrivare al 100%, sono altri sette gruppi minori. Un incubo, un caos. Molti di noi sono emigrati anche perché ci sono odi e rancori. Dio benedica l’Onu e questa legge”.

Era veramente commosso. Fu abbracciato, tra gli applausi, da una ventina di ambasciatori. Altri fecero discorsi dello stesso tenore.

ONU – Piano di Pacificazione Planetaria.

New York, 15 dicembre 2055, Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il presente Piano di Pacificazione Planetaria, sottoscritto unanimemente da tutti gli Ambasciatori Plenipotenziari, stabilisce:

Le presenti disposizioni sono integrative a tutti gli effetti della Dichiarazione di Cambiamento, promulgata il giorno 11 novembre 2055.

Tutte le religioni sono considerate come delle opinioni con pari dignità, giacché il primato di una religione, quale che sia, non è dimostrabile.

Ogni essere umano ha pertanto diritto ad avere o non avere la propria religione e potrà esercitare questo diritto nel rispetto delle religioni altrui. Il tentativo di sostenere il primato di una fede si è dimostrato, negli anni, apportatore di lutti, guerre e prevaricazioni che sono andati, nell’ipotesi più benevola, contro i diritti dell’uomo.

L’umanità si trova di fronte alla necessità di cambiare. Tutti coloro, senza eccezioni, che sosterranno il primato di una religione qualsiasi, o di qualche suo singolo aspetto, saranno perseguibili come individui contrari al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

L’Assemblea Generale enuncia pertanto la Frase di Uguaglianza delle Religioni. La frase è: “Naturalmente, ci possono essere persone che la pensano diversamente da me ed io sono profondamente convinto che il loro pensiero abbia la stessa dignità del mio”.

Chiunque parli di religione, anche in privato, e non profferisca interamente la suddetta Frase di Uguaglianza delle Religioni o la profferisca in tono ironico oppure ancora reticente, sarà perseguibile come individuo contrario al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

Il tono della voce non potrà essere minore di quello con cui si è tenuta l’omelia tutta. Eventuali ambiguità saranno a priori interpretate contro l’oratore.

Il sesso maschile e il sesso femminile sono considerati con pari dignità, necessari entrambi alla prosecuzione del genere umano, giacché un primato di un sesso sull’altro non è scientificamente dimostrabile.

Tutti coloro, senza eccezioni, che sosterranno il primato di uno dei due sessi o di qualche suo singolo aspetto o che metteranno in atto gesti che siano in dispregio dell’integrità fisica, morale e della coscienza dei singoli, saranno perseguibili come individui contrari al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

L’Assemblea Generale enuncia pertanto la Frase di Uguaglianza dei Sessi. La frase è: “Naturalmente, i due sessi hanno la stessa dignità ed io sono profondamente convinto che non ci possano essere leggi, consuetudini od usanze che possano generare discriminazioni tra i sessi o che possano indurre a  compiere atti lesivi dell’integrità fisica,  della morale o della coscienza dei singoli appartenenti all’uno o all’altro sesso”.

Chiunque parli di sesso, anche in privato, e non profferisca interamente la suddetta Frase di Uguaglianza dei Sessi o la profferisca in tono ironico oppure ancora reticente, sarà perseguibile come individuo contrario al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

Il tono della voce non potrà essere minore di quello con cui si è tenuto il discorso tutto. Eventuali ambiguità saranno a priori interpretate contro l’oratore.

Le razze, etnie, tribù, gruppi e qualunque altra espressione etnica assimilabile ai precedenti concetti, sono considerati con pari dignità, in quanto un primato di una realtà etnica su di un’altra non è scientificamente dimostrabile.

Tutti coloro, senza eccezioni, che sosterranno il primato di una razza o quant’altro, o di qualche suo singolo aspetto, saranno perseguibili come individui contrari al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

L’Assemblea Generale enuncia pertanto la Frase di Uguaglianza delle Razze.

La frase è: “Naturalmente, qualunque razza o raggruppamento etnico sono da considerare con la stessa dignità ed io sono profondamente convinto che nessuna legge, consuetudine od usanza possano esistere, tali da poter creare discriminazioni tra questi gruppi comunque definiti e che nessun tipo di strumento atto alla distruzione o alla semplice afflizione dei miei simili, come armi, droga e quant’altro assimilabile, possano essere comunque diffusi”.

Chiunque parli di razze o concetti etnici, anche in privato, e non profferisca interamente la suddetta Frase di Uguaglianza delle  Razze o la profferisca in tono ironico oppure ancora reticente, sarà perseguibile come individuo contrario al presente Piano di Pacificazione Planetaria.

Il tono della voce non potrà essere minore di quello con cui si è tenuto il discorso tutto.

Eventuali ambiguità saranno a priori interpretate contro l’oratore.

Le sanzioni per gli inadempienti all’osservanza del presente Piano di Pacificazione Planetaria saranno della massima severità, sino alla soppressione fisica dell’inadempiente.

Le sanzioni, possibilmente,  saranno immediate, altrimenti successive.

Per evidenziare la severità dei provvedimenti punitivi e la determinazione assoluta dell’Assemblea Generale Onu, si dichiara che le punizioni si applicheranno anche alle situazioni ritenute ambigue.

Le conseguenze del Piano. 

Venezia , 15 giugno 2056.

Il giorno successivo al Piano di Pacificazione Planetaria, il titolo più semplice tra i quotidiani era:

France Soir

              Voilà la vraie Pacification.

[Francia Sera. Ecco la vera Pacificazione.]

France Soir sosteneva che tra i redattori del giornale stesso (notoriamente scettico su qualunque argomento) per la prima volta stava ritornando la fede in qualcosa. Sosteneva inoltre che valeva la pena di essere al mondo solo per seguire la nuova Onu e le sue rivendicazioni. Si diceva che la protezione assoluta degli Ambasciatori Plenipotenziari era sicuramente un’arma segreta non della Francia, come si andava blaterando, ma del Mossad,

[Servizi Segreti di Israele]

per il semplice motivo che gli altri servizi segreti non ne sapevano niente e il Mossad era l’unico che non parlava mai, in nessuna circostanza. I complimenti a Baliyo si sprecavano e il governo francese voleva concedere al Segretario Generale la Legion d’Onore, il più alto riconoscimento della Repubblica Francese. Si diceva che, con ogni probabilità, gli sarebbe stato attribuito anche il  Premio Nobel per la Pace. La Cina si compiaceva: finalmente c’era qualcosa di sostanzioso all’Onu e se tutto fosse proseguito positivamente, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese non avrebbe più visto ostacoli nel concedere maggiori diritti civili ai suoi cittadini.

La Russia, che dalla crisi del 2008 aveva aumentato la propria influenza mondiale assieme alla Cina, disse che ora la civiltà russa poteva forse sognare un mondo migliore. Gli Stati Uniti, che nel 2008 erano sprofondati nel baratro economico più completo, si auguravano che una maggiore democrazia mondiale potesse aiutare il paese a superare le divergenze insopprimibili tra repubblicani e democratici. L’Inghilterra disse che era presto per trarre conclusioni.

Israele disse che tutto sembrava andare per il meglio, ma non per questo il paese avrebbe abbassato la guardia. I problemi nel primo trimestre del Piano di Pacificazione furono enormi, soprattutto nelle funzioni religiose e nei sermoni tenuti in pubblico, con i partecipanti immersi nel più profondo terrore. 

AngiomaEllittico
Figura 25 – Angioma ellittico degli Eddah.

I vari oratori, in tutto il mondo, avevano preso molto alla leggera il Piano di Pacificazione Planetaria: le solite chiacchiere che lasceranno il tempo che trovano. I religiosi si presentarono nei vari altari e nei vari pulpiti quasi con aria di sfida, tra l’ammirazione dei loro fedeli. Molte volte, il tono prevalente era ironico e possiamo riassumere la generalità dei sermoni in questo modo: parlando di razza, nessuna è come la nostra; parlando di religione, la nostra non si discute assolutamente perché è l’unica vera e per quanto riguarda le donne, se noi riteniamo che sia diversa dall’uomo avremo le nostre buone ragioni e i nostri costumi sono quelli giusti perché fra uomini e donne tutti capiscono che vi sono delle disparità. 

Cinquanta mila aiutanti invisibili Eddah, tuttavia, non erano pochi.

Improvvisamente, i fedeli vedevano comparire sulla fronte dell’oratore, che si pronunciava contro il Piano di Pacificazione Planetaria, un rossore, poi un’inconfondibile ellissi e, nel giro di un minuto o due, l’oratore stramazzava al suolo esanime. Assistiti in taluni casi da medici, nessun oratore ebbe modo di evitare la morte. Il terrore che prendeva i fedeli era grandissimo, ovunque. Qualche adepto cercò di sostituire immediatamente il deceduto, per dare continuità alla cerimonia, dicendo ai fedeli che nessuno lo avrebbe fatto cambiare idea sugli argomenti precedenti… ma non poteva nemmeno terminare la frase corrente, poiché stramazzava al suolo, pure lui, con l’ellissi angiomatica sulla fronte.  Forse cinquanta mila Eddah non furono molti inizialmente, ma in seguito il loro numero sembrò ragionevole e sufficiente.

Entro un mese circa, i decessi per discorsi di polemica apertissima contro il Piano di Pacificazione Planetaria si esaurirono. La gran parte degli oratori dette inizio a una nuova strategia: una fase di critica velata, ironica e recondita sugli argomenti del Piano, astenendosi dal pronunciare in tutto o in parte le varie Frasi di Uguaglianza: non servì a niente, perché continuarono a morire tutti, come le mosche. Dopo due mesi, i professionisti della religione, del razzismo e delle differenze tra i sessi si resero conto che era cambiato veramente qualcosa e che il mondo non sarebbe mai più stato quello di prima. Nei caffè, nei bar, nelle osterie, gente che faceva discorsi velleitari nel più puro stile beau geste,

[Francese: bel gesto. L’espressione si usa per descrivere una presa di posizione velleitaria ed inspiegabile.]

cadeva a terra, fulminata: non sempre, perché gli Eddah erano per l’appunto 50 mila. I giornali, ovviamente, davano il massimo risalto alle notizie. La droga era un atto tendente a sminuire la volontà dei singoli, inserita nel Piano. Furono sterminati in grandissimo numero i commercianti di droga, i dediti agli affari di prostituzione e coloro che in ogni caso costituivano traffici umani di qualunque genere. In base alla Frase di Uguaglianza delle Razze, furono sterminati in grandissimo numero tutti quelli che commerciavano in armi. Non ebbero conseguenze coloro che vendevano armi esclusivamente per legittima difesa.

Si trovarono comunque parecchi armaioli fulminati con l’ellissi in fronte, soprattutto negli Stati Uniti. Bisogna dire che la Dichiarazione di Cambiamento dell’Onu e soprattutto il successivo Piano di Pacificazione Planetaria fecero molto più scalpore del Messaggio Cosmico. I motivi dell’impressione stavano nell’immediatezza del decesso, per cui era evidentissimo un rapporto causa – effetto, e il fatto che non ci fossero percentuali.

Il lettore che non legge i capitoli facoltativi può andare direttamente al capitolo 28.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...