La Voce Afona [569]

VoxAfona
Emilio Longoni – L’oratore dello sciopero -1890-1892 – olio su tela – cm 193 x 134 – Banca di Credito Cooperativo Barlassina (Milano)

Colfrancui, 32 novembre 4017.

Dopo tante interviste concesseci da personaggi molto importanti, facciamo il punto sulla situazione del nostro quotidiano, intervistando il nostro redattore capo, il grande giornalista Candido Celante. Per la prima volta, Candido Celante sarà intervistato invece che intervistatore.

VoceAfonabisLa Voce Afona – Lei è famoso per nascondere ai nostri lettori tutte le brutte notizie (cognomen omen): Celante, può dirci qualcosa di più sui criterî da lei seguiti?

Celante – Le brutte notizie guastano il sangue del lettore. I nostri lettori, specialmente coi tempi che corrono e con la politica attuale, hanno decretato il successo del nostro quotidiano proprio perché noi non pubblichiamo notizie avvilenti. Ci sono, per questo, una miriade di altri media, dalle televisioni ai quotidiani concorrenti.

LVA– Benissimo e il successo del quotidiano le dà ragione. Non pensa comunque che in questo modo al giornale manchi un pizzico di fascino, quel qualcosa che induce il lettore ad appassionarsi? Forse, con qualcosa di appassionante si potrebbe aumentare la tiratura…

Celante – Vorrei dire candidamente (nomen omen) la verità. Ci sono, in effetti, delle categorie di notizie che talvolta ho pensato di pubblicare: come lei certamente sa e i lettori probabilmente non sanno, tali notizie, per rispettare una certa veste professionale ci inducono, come ad esempio proprio ieri, a cestinare la bozza del giornale ed a rifarlo interamente da capo. Tutti sono stati d’accordo, tranne che il proto, il quale ha una bella fidanzata e che si è visto costretto a rimanere nottetempo in tipografia. Più di mille parole, valga il frontespizio della bozza cestinata:

voceafonater

LVA – Verissimo, posso dire che è successo proprio ieri. Dobbiamo dare atto della serietà della sua linea editoriale. Le possibilità di pubblicazione, quindi, saranno piuttosto limitate…

Celante – Non direi proprio. Ad esempio, notizie che interessano il pubblico, potrebbero essere come dai seguenti esempi. Ovviamente, negli esempi, non faremo i nomi:

>I coniugi XY, come testimoniato dalla loro domestica che per puro caso (ripetiamo: per purissimo caso) si è trovata ad origliare mentre spolverava la porta della loro camera, hanno 5 rapporti completi ogni notte da lungo tempo. Questo si può credere perché la signora disse al marito, non pensando di essere ascoltata da chicchessia: “Questa musica delle cinque ripetizioni dura ormai da quasi due mesi: non hai qualche morosa di straforo?”

Oppure:

>La signora ZD, alla mattina, non apre mai gli scuri di casa sino a mezzogiorno suonato. Le vicine si chiedono ansiosamente il perché.”

LVA – Sarebbe una linea editoriale nuova, originale… e mi sembra di capire che lei sarebbe propenso a fare nomi e cognomi…

Celante – Se dovessi decidere di seguir questa linea, a dispetto del mio cognome, Celante (cognomen non omen), ebbene, sì: penso che si dovrebbero fare candidamente (nomen omen) tutti i nomi e tutti i cognomi. Comunque, per riservatezza, le signore sarebbero citate solo col cognome da maritate. Una certa dose di prudenza con un opportuno grano di sale inducono a preservare il cognome da sposare delle signore per consentire loro eventuali idillî futuri. Noi, con la stessa chiarezza d’idee che si ha sempre contraddistinto, pensiamo che le donne vadano protette e che gli uomini debbano lavorare, se e quando lavoro ci sarà. Ecco perché, in attesa dell’occupazione urbi et orbi (da non confondere con la benedizione urbi et orbi), è meglio se lavorano gli sposati mentre i giovani possono ballare, cantare, sfilare in piazza, scioperare contro la mancanza di lavoro, anche se non mi è ben chiaro come possa un disoccupato scioperare contro la mancanza di lavoro. Ma forse questa è una domanda retorica anche  politically scorrect.

LVA – Un grazie al nostro Candido Celante per l’interessantissima intervista. Vorrei tuttavia farle un’ultima domanda: chi guida secondo lei i giovani disoccupati quando sfilano facendo sciopero?

Celante – Le dirò, sono stato sempre influenzato da una massima che Bertold Brecht rese pubblica nel 1930:

‘Al momento di marciare, molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico’.

LVA – Grazie di nuovo.

 

 

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