573 Mastro Benedetto 7 [573]

2009panvin
Sera del 5 gennaio 2009 -Pochi istanti dopo l’accensione del falò (panevin) in una località tra Oderzo e Rustignè – In cima al falò c’è un fantoccio maschio e non una vecchia – La neve era caduta il giorno prima – Ernesto Giorgi©

Un personaggio che vuole rimanere anonimo, era stato soprannominato, alla francese, beau geste (bel gesto): egli pronunciava sempre delle massime altisonanti, roboanti.

Massime allo stesso tempo stimolanti: roba quindi che faceva molta impressione allo sprovveduto ma che in realtà, come egli stesso notava in seguito, lasciava il tempo che trovava. Una delle situazioni, nella quale spesso si trovava, era quella di dire qualcosa a persone disilluse nelle vicissitudini amorose.

Una frase che aveva detto spesso a queste persone era: “Non temere, ascolta me, chi vive nell’improvvisa solitudine sentimentale, troverà mille modi per consolarsi”. Egli, per primo, non credeva a queste baggianate ma fin da piccolo gli avevano insegnato a dire frasi di questo genere: frasi consolatorie ed assolutamente prive di senso. Insomma, dire dei trattati filosofici che nessuno ascoltava.  Pensava invece che la solitudine sentimentale fosse un disastro.

Gli successe un ultimo episodio del genere ma questa volta, prima di rispondere, chiese alla persona afflitta di lasciarlo riflettere per un giorno o due e poi si sarebbero sentiti, sempre che avesse trovato nel frattempo qualcosa di interessante da dire.

Si recò immediatamente dal famoso filosofo Benedetto, detto Benéto, perché voleva, una volta per tutte, saper cosa dire seriamente a chi si fosse trovato in ambascie amorose. Era stanco di ripetere frasi altisonanti che non sortivano risultato alcuno.

Beau geste: “Benéto, son qua.”

Benéto: “Sei qua.”

Beau geste espose il suo problema e chiese lumi al grande filosofo.

Benéto, dopo lunga riflessione: “Vuoi una verità dolcificata, all’acqua di rose o vuoi piuttosto la Verità con la ‘V’ maiuscola, quella vera? La Verità vera ti costerà il doppio della verità commerciale, dolcificata, comunemente accettabile e all’acqua di rose.”

Beau geste: “Per l’amor di Dio, Benéto, pagherò quel che si deve pagare ma voglio risolvere una volta per tutte questo assillo. Vorrei la Verità vera. Grazie”.

Benéto: “Allora, in questo caso, il pagamento è anticipato.”

Beau geste pagò senza battere ciglio e disse: “Pendo dalle tue labbra.”

Benéto: “Non serve dire niente. Tanto, la persona malata d’amore non ti ascolterebbe e ti spiego il perché. Quando non era sola e quindi era in compagnia dell’amore perduto, non le sarebbe passato neanche per l’anticamera del cervello di venire a parlarti: ricordati sempre che i nobili e gli innamorati non vogliono compagnia perché vivono fuori dal mondo, in una realtà meravigliosa che nessuno può capire, a meno che non viva la stessa situazione. Per contro, la persona che vive la delusione amorosa, mentre a livello inconscio ha capito benissimo tutto, ha bisogno di capire cosa sia successo anche a livello conscio. Non vuole prendere atto di ciò che sta dicendo la parte più profonda di sé e non vorrebbe che fosse vero ciò che ormai è vero. L’opinione che questa persona aveva di sé stessa è miseramente crollata e si aggira disperatamente tra i conoscenti per parlare con sé stessa. Potrebbe farlo semplicemente parlando davanti allo specchio ma  l’opinione di sé stessa peggiorerebbe ulteriormente.

Qualunque cosa venga a dirti, ti dirà in realtà solo ed esclusivamente quanto sta scritto in questo foglio. Qualunque altra parola profferirete entrambi, sarà solo per mantenere una certa parvenza di dialogo. Nel foglio, c’è la lettera P per designare la P)ersona rimasta sola e la lettera T che espone quello che dovrai dire T)u. Leggi.”

Ciò detto, Benéto porse un foglio a Beau geste, che lesse:

Foglio della Verità vera in caso di delusione amorosa.

P: “Siccome mi sembra di essere una persona idiota, sto cercando qualcuno a cui parlare perché mi vergogno a parlare davanti allo specchio. Siccome tu sei una persona cortese, io ti porrò una serie di domande ma la tua risposta non mi interessa assolutamente niente perché sono affari miei e nessuno meglio di me e del mio inconscio sa trovare una soluzione che mi possa andar bene. Sei disposto ad ascoltarmi?”

T: “Sì”

P: ”Ricorderò con piacere la tua cortesia ma ignorerò le tue parole. Cosa vuoi mai sapere tu dei veri obiettivi di una persona come me? Non ti sembra che sarebbe banale, sciocco e forse addirittura controproducente se io ascoltassi anche una sola tua parola?”

T: “Sì”

P: “Bene. Comunque, per la gente che vede, farò finta di ascoltarti. Inoltre, se la tiri in lungo e anche se non la tiri in lungo, ti interromperò, perché, mentre parlerai e non ti ascolterò, penserò improvvisamente di non aver detto ancora tutto e che tu pertanto non potresti giudicare correttamente. Lo so che questa è un’altra contraddizione, perché il fatto di preoccuparsi del  giudizio di qualcuno e contemporaneamente non tenerlo in minimo conto è ridicolo ma è una questione di dialogo astratto, come se io stessi parlando con un confessore il cui giudizio incombe: non posso fare a meno di esprimermi. Mi lasci fare? Ti lascerai interrompere?”

T: “Sì”

P: “Allora devi sapere che prima la persona da me amata ha fatto X e allora io ho fatto Y e allora questa persona ha fatto Y come avevo fatto io ma fatto da questa persona non mi va bene. Allora ha avuto la sfrontatezza di dire che era colpa mia ed io ho non ho preso paura ed ho detto che era colpa sua perché io ho un certo carattere ma se questa persona mi amava doveva rinunciare al suo carattere ma io piuttosto mi uccido e non si è mai sentito che una persona che io ritenevo seria mi risponda che piuttosto si uccide anche lei. Il mio carattere è questo e non ci posso fare niente. Hai capito? o meglio, la spiegazione è sufficiente?”

T: “Sì”

P: “Adesso vado perché la vita continua: bene o male, continua. Comunque ne riparleremo un’altra volta perché mi sembra che tu mi abbia capito.”

T: “Sì”

Fine del foglio.

Benéto: “Cosa ti sembra?

Beau geste: “A pensarci bene, ho risposto soltanto con alcuni sì. Pensa che io ero talmente idiota da dire frasi come ‘non temere’, ‘ascolta me’, ‘consolati’…”

Benéto: “E chi ascolterà mai cose del genere? tu invece, mio caro, hai detto sempre e solamente ‘sì’ ed è proprio quello che si aspettava da te! Dirà in giro che sei un esperto di questioni amorose, che come te nessuno capisce l’amore, che sei un grande filosofo ed un provetto consigliere”.

Beau geste: “Insomma basta ascoltare e dire ‘sì’ per essere degli esperti?”

Benéto: “Sicut erat in principio et nunc et semper.” [Latino: cosi era al principio dei tempi, così è ora e così sarà per sempre].

Beau geste: “Amen.” [Ebraico: verità, verità…]

Benéto: “Ci salutiamo?”

Beau geste: “Se sapevo che basta dire sì, avrei tirato sul prezzo…”

Benéto: “Ma lo sapevo io… cosa fatta, capo ha… ciao!”

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