Il canto di Natale [593]

natale2017Di solito, la gente che parla molto non dà importanza alle proprie parole e, di conseguenza, non dà importanza nemmeno alle parole degli altri.

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Ci sono delle persone che sono come lo sciacquone di un bagno. Se l’interlocutore crea una situazione che a loro non va, invece di spiegare gentilmente la propria opinione, si tengono dentro tutto e pensano che l’altro dovrebbe capire. Ma sta di fatto che l’altro non capisce, per il semplice motivo che ha una testa differente e quindi ragiona differentemente.

Nel frattempo, la vasca dello sciacquone comincia a riempirsi. Al secondo episodio, si riempie un poco di più e così via. Quando lo sciacquone è pieno, questa persona deve per forza tirare la catena e sbotta improvvisamente in modo poco gentile, dicendo: “Ma è mai possibile che tu non capisca… bla… bla…”.

Ebbene: sì, la vittima non aveva capito e si sente aggredita dallo sciacquone improvviso. La persona dello sciacquone non riesce a capire come gli altri possano ragionare differentemente. L’argomento viene visto anche dall’Analisi Transazionale, col criterio dell’album delle figurine nere. Il nostro eroe non è autorizzato dal suo copione (un foglio dove sta scritto come comportarsi) a fare delle osservazioni agli altri. Ogni volta che qualcuno fa qualcosa che egli non condivide, egli tace ma aggiunge al suo album una figurina nera. L’album ha il titolo ‘ Prossima perdita di controllo ’ e quando l’album stesso sia completato, lo sciacquonista si sente autorizzato a perdere il controllo e a fare una scenata.

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Quando parlate con una persona, comportatevi come se aveste bisogno di qualcosa. Altrimenti, il vostro comportamento sarà il seguente:

  • Da questa persona, avrò mai bisogno di qualcosa?
  • No: mi posso pertanto comportare secondo la mia indole villana e posso quindi trattarlo male.
  • Sì, potrei, in futuro, aver bisogno di qualcosa: debbo comportarmi gentilmente.

Si tratta, tra l’altro, di una strategia intelligente perché non potete essere sicuri di non aver bisogno di questa persona in futuro. Non si sa mai. Questa è una strategia vincente e prudenziale al tempo stesso.

Se avrete invece due comportamenti, a seconda che pensiate di aver bisogno o meno, sarete, all’occhio dell’osservatore, molto ridicoli, perché noterà un comportamento talvolta altezzoso che lascia il posto ad un comportamento servile.

Si suggerisce, quindi, di comportarsi sempre gentilmente, che abbiate bisogno di qualcosa o no: sarete allora sempre gentili, passerete per una persona comunque cortese e comunque affabile.

A questo punto, potreste diventare anche un capo perché queste sono, per l’appunto, le caratteristiche di un capo.

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Diceva uno:

Senza parlare di me, che sono una persona notoriamente intelligente e  dotatissima,  le altre persone al mondo sono quasi tutte dei tubi digerenti con poca testa e quel poco che si trova nella loro testa è quasi uguale a quello  che si trova nelle altre teste.  Tra questi tubi digerenti, quelli che non si limitano ad essere solo tali, sono anche mafiosi, drogati, delinquenti, assassini, ladri e disonesti in genere.

Per concludere, questi individui credono di essere tutti indispensabili e, come dice il poeta, di  tubi digerenti come loro  sono pieni i cimiteri.

La colpa più grave che hanno è che non si sono resi conto di chi sono io.

Anche se non ne ho mai parlato con nessuno, sono quasi convinto che, prima della mia nascita, il sole in realtà non ci fosse.

E dopo la mia morte?  Non è ancora chiaro, perché non si sa bene se io morirò.

Anche perché sino ad ora sono morti tutti, tutti, proprio tutti. Potrebbe anche essere che uno, dico uno, fosse destinato, per puro caso, a non morire e, chissà, quello potrei essere io. Quindi, non è mai detta l’ultima parola.

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Si potevano organizzare le cose in modo che in ognuno dei 365 giorni dell’anno ci fosse sempre la stessa meravigliosa atmosfera natalizia.  Sarebbe stato bello come un sogno?

Ma allora, il 25 dicembre, che Natale sarebbe, che giorno particolare sarebbe?

Pertanto, siamo condannati ad avere un Natale solo: meno male che c’è anche la Pasqua.

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Non posso soffrire quelli che non mi possono soffrire.

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Certe notti non accadono mai.

 (Anonimo)

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Canone natalizio. Si parte e si ritorna allo stesso punto. Pensieri di un carcerato. L’Escher della scrittura. Il canone di Bach.

Dunque, è arrivato Natale:

Natale… il canto di Natale

Il cantuccio di Natale.

Magari con un bicchiere di buon vino.

Cantucci con le mandorle.

Cantucci del mondo, dove stare tranquilli.

Anche qui in carcere sono tranquillo.

Ma vuoi mettere essere tranquilli altrove?

Magari in un’isola. L’Isola di Natale?

Meglio l’Isola di Pasqua.

Chissà quanti pulcini ci saranno.

Tutti gialli, con l’itterizia.

Anch’io ho giocato al pallone nei pulcini della squadra della mia città.

Non avevamo l’itterizia. Forse gli asiatici hanno tutti l’itterizia.

Non sarà certamente vero, sono solo fantasie.

Cosa c’è di vero? Il carcere, quello sì.

Sono qua da tanti anni… passano le stagioni.

Ogni stagione ha i suoi frutti. Il suo tempo.

Come diceva Qohèlet, meglio noto come l’Ecclesiaste:

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,

un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,

un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere,

un tempo per gemere e un tempo per ballare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,

un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere,

un tempo per serbare e un tempo per buttar via.

Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,

un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Un tempo per amare e un tempo per odiare,

un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa.

Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.

 Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita;

 ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio.

Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui.

Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.

Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’empietà.

Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione.

Poi riguardo ai figli dell’uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie.

Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.

Tutti sono diretti verso la medesima dimora:

tutto è venuto dalla polvere

e tutto ritorna nella polvere.

Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?

Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

Mah!

Tempo di parole sagge e tempo di divertimenti, di felicità. Non sempre è l’estate: arriva l’autunno e arriva l’inverno.

E arriva il Natale.

Anzi, è arrivato Natale:

Natale… il canto di Natale

Il cantuccio di Natale.

Magari con un bicchiere di buon vino.

Cantucci con le mandorle.

Cantucci del mondo, dove stare tranquilli.

Anche qui in carcere sono tranquillo.

Non uscirò. Questo canone, lo posso ripetere quante volte voglio.

 

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