Nulla di nuovo sotto il sole [595]

Lamezia
4 miliardi e mezzo di anni rappresentati da un percorso di mille chilometri da Lamezia Terme a Treviso.

Ognuno di noi pensa ogni tanto ai suoi simili e a quali siano i loro problemi.

Per un attimo, ci eleviamo a giudici del genere umano. Chi scrive, tuttavia, anche in previsione delle elezioni, pensa che noi non ci si renda bene conto di chi noi si sia, di quale sia la nostra importanza su questa Terra  e così via. Insomma, chi scrive ha la sensazione che non si veda bene la realtà.

Cercheremo di spiegare il nostro pensiero con un viaggio in automobile.

Partiremo da Lamezia Terme, in Calabria, per giungere a Treviso, perché sono circa mille chilometri.

Questi mille chilometri rappresentano anche la storia della Terra, dalla sua formazione sino ad oggi. I commenti dovrebbero essere relegati alla fine della lettura. La storia della Terra dura da 4 miliardi e mezzo di anni. Rappresenteremo pertanto la storia della Terra in mille chilometri e quindi ogni millimetro del percorso che noi faremo, da Lamezia a Treviso, corrisponderà a quattro anni e sei mesi. Una vita umana (di 80 anni) non sono nemmeno 18 millimetri: per la precisione, 17.77778 .

Ebbene, partiamo da Lamezia Terme di buon mattino, incuranti delle temperature di migliaia di gradi (siamo dei Superman) ma con la maschera antigas, perché di ossigeno non se ne parla proprio. Mentre partiamo, la Luna si sta formando, non si sa se la Terra sia stata colpita da qualcosa o se la Luna si sia staccata spontaneamente. Lo spettacolo è strabiliante. Corriamo a cento all’ora e per due ore, sino a Battipaglia, non succede assolutamente niente: almeno, così ci sembra. A Battipaglia, la radio annuncia che stanno comparendo le prime reazioni di fotosintesi. Ah, non comprendiamo bene ma arrivati a Napoli, dopo quasi quattro ore di viaggio, la radio fornisce un altro annuncio: stanno succedendo le prime reazioni chimiche all’interno di strani cosi che sarebbero i primi quasi-vegetali. Arrivati a Roma, dopo cinque ore e quindi a metà percorso, la radio ci dice che quei cosi stanno formando il primo ossigeno, usando il sole per modificare il metano presente nell’atmosfera: ci dicono che, tra un poco, potremo forse togliere la maschera anti gas.

Quando siamo a Firenze, dopo 765 chilometri, cominciamo a vedere in un filmato ingrandito, trasmesso da una televisione magica che abbiamo sempre con noi, cominciamo a vedere, dicevamo, dei minuscoli esserini che non sono ancorati al terreno come i cosi che hanno creato la fotosintesi: si muovono! Sono i primi batteri.

Arriviamo a Bologna dopo otto ore e mezzo di viaggio, dopo 850 chilometri sui mille previsti. Ancora niente di nuovo, ma dopo Bologna,ad Altedo, sull’autostrada che porta a Padova, vediamo i primi esseri viventi senza spina dorsale, dei vermiciattoli e vediamo i primi vegetali assomiglianti lontanissimamente a quelli che conosciamo oggi.

Da Lamezia Terme a Ferrara sono successe un mucchio di cose ma per l’uomo della strada non è ancora successo praticamente niente  fra un poco saremo in quel di Padova. E quindi, siamo quasi a Treviso…

Arrivati nela zona di Mestre… ecco i dinosauri! Ci sono inoltre delle specie di topastri impauriti che corrono qua e là: sono i primi mammiferi che devono stare nascosti e muoversi di notte per evitare di far da cibo ai dinosauri. Ma… quando siamo circa a Mogliano, un enorme meteorite cade nel Golfo del Messico e per molto tempo il raffreddamento della Terra distrugge i dinosauri: o meglio, se il clima è caldo, dalle uova di dinosauro nascono sia maschi che femmine ma se il clima è freddo nascono solo maschi e non femmine (per certe specie di rettili vale invece il contrario) e quindi quella specie si estingue: sta di fatto che da Mogliano in poi i dinosauri non ci sono più e i mammiferi possono passeggiare anche di giorno, mangiando a sazietà ed aumentando di dimensioni. Per inciso, anche i rettili di oggi nascono maschio o femmina a seconda della temperatura ambientale.

Proseguiamo il nostro viaggio e, sino a due chilometri da Piazza dei Signori, vediamo vari animali, più o meno riconoscibili, che passeggiano su e giù. Anche i vegetali cominciano ad assomigliare un poco di più a quelli che conosciamo.

A un chilometro e mezzo da Piazza dei Signori, abbiamo fatto ovviamente 998 chilometri e cinquecento metri. Intravvediamo uomini… no! Sono solo delle scimmie: le prime scimmie.

A un chilometro da Piazza dei Signori decidiamo di parcheggiare l’automobile e di farci l’ultimo chilometro a piedi. La radio ci fa notare che manca per l’appunto  un chilometro, è vero ma sono comunque quattro milioni e mezzo di anni che ci separano ancora dall’arrivo… mille volte 4500 anni…

Per cinquecento metri, succedono un sacco di cose ma la più importante succede quando mancano cinquecento metri all’arrivo: compare il primo essere a cavallo tra scimmia e uomo! Non il primo uomo:è ancora troppo presto.

A 300 metri da Piazza dei Signori, ecco gli ominidi che accendono i primi fuochi.

Dobbiamo percorrere ancora 230 metri prima di vedere, settanta metri prima dell’arrivo, il primo uomo antico, il primo Homo Sapiens. In forma arcaica e quindi non come noi.

La radio ci fa notare che sono settanta metri all’arrivo ma che in realtà sono anche 315 mila anni!

Il primo Homo Sapiens Sapiens, come noi, compare a 25 metri da Piazza dei Signori. Sono 112500 anni or sono.

A 5 metri da Piazza dei Signori, un lutto: scompare l’uomo di Neanderthal, siamo rimasti solo noi a rappresentare il genere Homo.

A 2 metri da Piazza dei Signori, qualcuno si inventa l’agricoltura.

A un metro da Piazza dei Signori, qualcuno comincia ad avere il nuovo gruppo sanguigno degli agricoltori, il gruppo A, mentre prima c’era solo il gruppo sanguigno dei cacciatori, il gruppo zero. Gli altri gruppi di questo sistema, B ed AB, compariranno ancora più tardi.

Facciamo un altro mezzo metro e, a mezzo metro da Piazza dei Signori, vediamo Gesù che moltiplica pani e pesci. Da Gesù a noi, la storia umana è tutta nell’ultimo mezzo metro, su mille chilometri di percorso.

A 12 centimetri da Piazza di Signori Cristoforo Colombo scopre l’America.

Quando siamo a cinque centimetri da Piazza dei Signori, per radio ci dicono che è scoppiata la Rivoluzione Francese.

Due centimetri prima dell’arrivo, scoppia la crisi di borsa del 1929.

Ecco: siamo arrivati.

Siamo ora esattamente a metà percorso:  se da Treviso ci giriamo e torniamo a Lamezia Terme, nei pressi di Lamezia il sole esploderà in una palla di fuoco. E sarà tutto finito, praticamente prima di cominciare.

Cicerone ha dimostrato di non capire niente quando diceva nel quarto libro della seconda orazione contro Verre (capitolo 25): “O Tempora, o mores…” cioè : “Mamma mia, che tempi! Mamma mia, che costumi!”. Infatti non è cambiato niente nell’ultimo mezzo metro su mille chilometri, tant’è vero che i proverbi dei Romani sono perfettamente adatti al giorno d’oggi. I tempi e i relativi costumi sono identici.

La sapeva più lunga Qohèlet (Ecclesiaste, Antico Testamento, Bibbia) il quale, un metro circa prima di Piazza dei Signori, profferiva il titolo di questo scritto:

Nulla di nuovo sotto il sole.

E così, a mo’ di canone, concludiamo in modo ricorsivo.

 

 

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