Coriandoli 11 [597]

Pasqua
Buona Pasqua 2018 (Attenti agli scherzi, perché sarà il primo aprile)

Ribadiamo, ove fosse necessario, che tutte le notizie di questo articolo sono scientificamente provate e ricavate da libri che si trovano in bibliografia.

In base alle differenze tra i DNA di due specie diverse, gli studiosi sono in grado di valutare approssimativamente ma con sufficiente precisione da quanto tempo le due specie si siano divise.

Un criterio fondamentale è il seguente: se alcuni individui di una specie non sono più in grado di avere figli fecondi accoppiandosi con altri individui della stessa specie, allora le specie sono diventate due. Ad esempio, il cavallo e l’asino attualmente sono di due specie diverse: infatti se si accoppiano una cavalla ed un asino nasce un mulo sterile e se si accoppiano un cavallo ed un’asina, nasce il bardotto, che è pure sterile.

Così siamo in grado di calcolare che il ramo evolutivo degli uomini si è diviso dagli scimpanzé cinque milioni di anni fa, quando visse l’ultimo antenato comune. Bisogna andare indietro di nove milioni di anni per trovare l’ultimo antenato comune tra l’uomo e il gorilla. Benché l’orango (orang-utang) assomigli moltissimo all’uomo ancora oggi, bisogna risalire di ben quattordici milioni di anni per trovare l’ultimo antenato comune.

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La forma del cranio dipende molto dal rapporto di grandezza tra la faccia e la calotta cranica. Nei climi freddi, in migliaia e migliaia di anni, per evitare un’eccessiva aerazione fredda ai seni nasali, la faccia tende a ridursi molto in proporzione alla calotta cranica. Questo cambiamento di grandezze relative influenza, a sua volta, moltissimo la conformazione generale della testa.        

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Un ipotetico marziano che inviasse al suo pianeta le principali notizie che si succedono sulla Terra, avrebbe inviato una notizia importante circa 65000 anni fa. Avrebbe scritto: gli esseri umani, improvvisamente (si fa per dire) hanno dato inizio ad un’espansione rapida in tutto il pianeta e l’uomo si sta adattando a vivere negli ambienti più diversi perché improvvisamente è passato dalle vecchie ed antiche tecniche di lavorazione su pietra e legno (risalenti a centinaia di migliaia di anni prima, dalla scoperta del fuoco) a nuove tecniche, molto più intelligenti. Ha inoltre dato inizio ad una certa crescita demografica. Fino a quel momento, in tutta la Terra esistevano pochissime centinaia di migliaia di individui. Forse cento o duecentomila ma non sappiamo bene.

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Prima dell’agricoltura (che s’inizia circa 14000 anni fa) gli esseri umani erano di gruppo sanguigno zero e si cibavano di carne cruda e cotta, di pesce, e di frutti selvatici, noci, datteri e così via. Si riproducevano lentamente perché, nel loro eterno vagare, non potevano portarsi appresso parecchi figli e un figlio nasceva ad una donna circa ogni quattro anni, il che comportava una crescita demografica pari a zero. L’agricoltura ha permesso di aumentare da cento minimo a mille volte massimo (a seconda della fertilità dei terreni) la densità delle popolazioni. Presso i pigmei dell’africa centro-orientale, che sono ancora cacciatori, la regola di un figlio ogni quattro anni esiste ancora ed include un periodo di astinenza sessuale di tre anni dopo ogni nascita. Con l’agricoltura, sono comparsi i primi uomini di sangue gruppo A, più propensi a farinacei ed ortaggi.

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La trasmissione della conoscenza (cultura) tra le varie generazioni è importante anche tra gli animali. Tra gli uccelli, ad esempio, esiste il cosiddetto imprinting: il piccolo impara a conoscere la madre in base all’individuo che vede nelle prime ventiquattro ore dopo l’apertura dell’uovo. Per gli addetti ai lavori, sono famosi gli esperimenti dell’etologo Konrad Lorenz che aveva ‘adottato’ per motivi sperimentali delle piccole oche, che lo credevano la loro mamma.

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In Tibet ed in alcune parti dell’India settentrionale, accanto alla tradizionale poligamia poliginica (un marito può avere più mogli) esiste anche la poligamia poliandrica (una moglie può avere più mariti) che altrove è molto più rara. Le due poligamie possono coesistere addirittura nello stesso villaggio. Notiamo tuttavia che spesso, quando un uomo ha più mogli, si tratta di sorelle ed analogamente, molto spesso, quando una donna ha più mariti, di solito si tratta di fratelli. Sembra che uno dei motivi sia quello di evitare il frazionamento eccessivo delle proprietà terriere a causa delle divisioni ereditarie. Per lo stesso motivo, esiste in Alto-Adige (e in Cadore, anche se non identico) il cosiddetto ‘Maso chiuso’, dove l’unico erede è il primogenito.

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In Francia esistono fondamentalmente tre tipi di famiglie.

1) La famiglia patriarcale autoritaria nel Nord Ovest (Normandia ecc.): il patriarca è il padrone assoluto e tutti debbono obbedire. Si tratta probabilmente di tradizione Celtica.

2) Una famiglia, formalmente patriarcale, dove la regola è un aiuto reciproco: i figli, una volta sposati, possono restare o meno nel nucleo familiare. Gli anziani sono sostenuti dagli altri familiari. Questa famiglia si trova nel Sud Ovest e corrisponde grosso modo alla tradizione Basca (Guascogna ecc.)

3) La famiglia nucleare stretta nel Nord Est, dove i giovani possono sposarsi solo se abbiano i mezzi per farlo e possano esser finanziariamente indipendenti. Si tratta della tradizione dei Franchi. La stessa struttura si trova anche in Germania ed Inghilterra e sembra che abbia dato origine allo sviluppo industriale, perché incoraggia i giovani a trasferirsi dove ci sono le maggiori possibilità di impiego.

Dai tre punti precedenti si ricavano delle interessanti implicazioni politiche: nel Nord Ovest francese la monarchia e i sistemi autoritari sono molto votati. Nel Sud Ovest francese si propende per il voto socialista (ma non comunista, che prevale in un’area intermedia [Vosgi ecc.]). Per finire, nel Nord Est si è più propensi al voto liberale.

 

 

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