Libertà 1 [599]

Libertà
Il berretto frigio, simbolo della Rivoluzione Francese.

Cerchiamo di chiarire cosa sia, nei fatti, la libertà.

Rimanendo in tema di berretto frigio, simbolo di libertà, uguaglianza e fraternità, supponiamo che in Italia si sia tenuto un referendum, che chiedeva:

VOLETE VOI CHE TUTTI GLI ITALIANI, QUANDO ESCONO DI CASA, SIANO OBBLIGATI A PORTARE IL BERRETTO FRIGIO?

Ora ipotizziamo che al referendum abbia votato il 100% degli aventi diritto. Supponiamo inoltre che il 100% di costoro, cioè tutti, abbiano votato per il sì. Chiaramente, si tratta di una situazione paradossale ma serve al nostro scopo.

Ebbene, dopo il referendum, tutti gli italiani, quando escono di casa, dovranno portare il berretto frigio. Non si discute. Era una decisione libera e la libertà è garantita dalle leggi. Gli italiani sono liberi e hanno esercitato un loro diritto.

In questo trionfo di libertà, il signor Cogito Tentenna, proprio perché è convinto di essere libero, si prende lo sfizio di cambiare idea. Non gli importa niente di come la pensino gli altri: essendo libero, è, per l’appunto, libero di cambiare idea.

Da quel momento, il signor Tentenna esce di casa senza il berretto frigio in testa.

Apriti cielo! Ma se tutti portano il berretto frigio, perché lui no? Forse è il figlio dell’oca bianca? No… semplicemente, pensa di essere libero.

 I commenti nei suoi confronti, stranamente, non riguardano il suo esercizio della libertà ma il fatto che pretenda di essere diverso dagli altri. Viene boicottato da tutti e in tutte le maniere.

Passano gli anni. Da un sondaggio risulta che, un poco alla volta, molti hanno seguito il signor Cogito Tentenna nella sua decisione: anzi, risulta che la maggioranza è ora contro l’obbligo di portare il berretto frigio.

Lo Stato, che al momento del referendum si era adoperato per armonizzare tutte le leggi, si trova spiazzato e il presidente di qualcosa, in parlamento, dice:

Questi allocchi non vogliono più il berretto frigio! Questo turba l’ordine costituito, non si può saltare improvvisamente di palo in frasca!

E noi rispondiamo: ma, scusi, presidente, siamo liberi o no?

Presidente: “Si, siamo liberi ma…”

Il ‘ma’ ci dice chiaramente che in realtà, la libertà forse non è proprio quella che pensiamo.

Conclusione: la libertà, la democrazia e concetti analoghi, sono solo dei desideri, delle utopie che è bello dire, che è bello argomentare. Sono, insomma, come dicono i francesi, dei bei gesti.

In realtà, sei libero se non disturbi l’ordine costituito, il quale, anche se si autodefinisce democratico, non è detto che in realtà lo sia.

Quanto meno, lo Stato aveva preso degli accordi con altri Paesi, con organizzazioni internazionali, assicurando che gli italiani volevano tutti il berretto frigio. Lo Stato non aveva tenuto conto che aveva a che fare con una popolazione che aveva creduto alla libertà, la quale può andare anche contro agli accordi appena sottoscritti dallo Stato. E questa è l’ipotesi migliore.

Il politico dice: La libertà va bene ma non si può fare ciò che si vuole…

E allora, dalle nostre fauci, esce un appello: Spiegateci, per favore, che cosa si debba intendere, veramente, per libertà, in modo che il cittadino possa incolpare il politico nel caso che la libertà stessa non sia da lui rispettata, in modo che anche il politico possa essere criticato quando commetta delle mancanze.

Ma il politico pensa che sia meglio non entrare nei dettagli: ciò gli consente maggior spazio di manovra e maggiori manipolazione dei cittadini.

Poveri cittadini, liberi e no.

 

 

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