Lettori appassionati [613]

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Fotografia numero 0

Questo articolo è la risposta completa che si sentiamo di dare ad una persona, che ci ha posto gentilmente la seguente domanda:
“Come potrei avere degli stimoli, per leggere di più?”

Intanto, bisogna leggere comodamente, applicando alcuni piccoli segreti: ne discende che, se la lettura è comoda, gli ostacoli, magari inconsci, alla voglia di leggere, possono diminuire.

Oltre a due o tre libri da leggere, procuriamoci anche ciò che vediamo nella Fotografia numero 0, e cioè:

• Una matita bicolore, rossa e blu, che verrà usata quasi mai ma che è meglio che ci sia, per segni particolari.
• Una matita di grafite nera, non di quelle comuni, che sono HB (come un coltello…) ma di quelle grasse, cioè 4B, come nella foto (è quella che usiamo noi) oppure un pochino più magra, diciamo una 3B. Non usate la 2B: è troppo magra e striscia con un rumore fastidioso sulle pagine. Nemmeno usate una 5B o addirittura una 6B: sono troppo grasse e sporcano le pagine, lasciando un velo di unto. (Dite che è una  pignoleria? No! Deve essere un piacere…)
• La freccia bianca, sulla Fotografia numero 0, indica una specie di cappuccio, per la matita: tale cappuccio, oltre a salvare, ovviamente, la punta della matita, è una gomma per cancellare! Si trova nelle cartolerie migliori: non in tutte; è lo strumento più difficile da procurarsi. Naturalmente, si potrebbe usare una comune gomma, tuttavia, soprattutto a letto, è scomodissima. Quando si usa la matita, si mette il cappuccio gommoso sul fondo della stessa e così si ha sempre a disposizione una gomma per cancellare. Tale matita, con gomma, è perfetta anche per le parole crociate. Ricordatevi che una matita è uno strumento che scrive sempre, anche a letto, dove magari una penna biro non scrive più, perché l’inchiostro defluisce, allontanandosi dalla punta della penna biro.
• Inutile dire come sia utile anche un buon tempera matite.
• Dovete fare molta attenzione a non buttare per terra (o lasciarvi sfuggire) la matita: a meno che non abbiate comperato una matita con la grafite infrangibile, che costa un occhio della testa, la matita grassa, cadendo, tende a rompere in pezzetti la grafite interna. Poi, quando temperate la matita, è probabile che sia difficile rifare la punta.

Sistemata l’attrezzatura, spieghiamo il perché dei due o tre libri. Ci si stanca a parlare sempre, per quindici giorni magari, con la stessa persona. Lo stesso succede leggendo un libro. Si possono leggere più libri contemporaneamente, a patto che affrontino argomenti diversi. Se sono romanzi, si possono leggere anche contemporaneamente, perché ognuno ha una sua realtà diversa. Non vogliamo dire che sia obbligatorio leggere più libri ma il sistema che esamineremo lo consente, perché il nostro sistema non usa segnalibri! Non c’è pertanto pericolo di perderli o di perdere il segno che essi indicavano, una volta che ci siano caduti.

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Fotografia numero 1

Mano a mano che si procede nella lettura del libro, nella pagina di sinistra, con la matita grassa, si apporrà un segno, facendo scorrere la punta della matita sulle ultime dieci, venti pagine già lette, più o meno alla metà dell’altezza della pagina. Il risultato ottenuto si vede col libro aperto nella Fotografia numero 1, sulla sinistra e si vede anche col libro chiuso, sulla Fotografia numero 2. Si segneranno inoltre, con appositi circoletti, parentesi quadre o sottolineature, i passi che si ritengono interessanti. Ad esempio, una sottolineatura può avere un significato (ad esempio: da ricordare per il mio futuro) oppure una parentesi quadra (che può voler dire: da approfondire su altri libri, su Internet e così via.)

 

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Fotografia numero 2

Nella Fotografia numero 2, il libro chiuso indica la pagina dove siamo arrivati con la prima lettura: grazie al segno, è evidente dove noi si sia arrivati.

 

 

 

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Fotografia numero 3

Alla fine di ogni libro, si trovano sempre, o quasi sempre, della pagine vuote, in prossimità degli indici e così via.  Nella Fotografia numero 3, si vedono dei numeri: 456 – 458… sono le pagine su cui abbiamo fatto dei segni. Ovvero, quando una pagina riceve una sottolineatura, una parentesi o qualche altro segno da voi inventato, lo stesso numero di pagina lo dovete riportare nella pagina (o pagine)  finale. Nella Foto 3, come vedete, c’era una pagina vuota prima dell’Indice Generale. Se le pagine segnate sono molto importanti, il loro numero può essere sottolineato (come, nella foto, la pagina 484) oppure il numero può essere posto tra parentesi e così può assumere un ulteriore significato, e così via. A questo punto, siamo quasi arrivati a sapere tutto.

 

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Fotografia numero 4

Ma, quando riapriamo il libro, nelle due pagine che ci compaiono davanti, dove eravamo arrivati? Eravamo arrivati dove prima avevamo messo una stella a cinque punte! Come nella foto numero 4. Una idea buona è, quando si sospende la lettura di un libro, ponendo la stella a cinque punte, di mettere anche la data in cui si ripone il libro. Nella seconda di copertina, si può mettere la data di quando si dette inizio alla lettura e nell’ultima pagina, la data di fine lettura, o la data di interruzione della lettura, magari perché il libro era troppo pesante. In tal ultimo caso, può essere conveniente aggiungere due righe di commento sul perché si è interrotta la lettura.

 

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Fotografia numero 5

A distanza di tempo (magari di anni), si può aver voglia di rileggere il libro. Conviene allora segnare la progressione delle pagine ad un livello un poco più alto o un poco più basso del livello di prima lettura. Noi usiamo per le interruzioni della seconda lettura non più la stella a cinque punte, ma il cerchio con una croce che vedete nella Foto numero 5. Per la seconda lettura, si possono apporre i segni con la matita rossa e blu: ma ormai, il concetto, lo avete afferrato.

Conclusioni: libri del genere, non possono essere prestati. I libri, comunque,  non si prestano mai. Mai, vuol dire mai. Non fosse altro perché, se sono stati trattati come abbiamo esposto, diventano parte della persona proprietaria del libro. Il libro, riposto sullo scaffale e così scarabocchiato (diceva mio padre) è un’estensione della vostra memoria, della vostra personalità e speriamo che, con questi suggerimenti, vi aumenti la voglia di leggere. E così, abbiamo cercato di rispondere a:

“Come potrei avere degli stimoli, per leggere di più?”

2 pensieri riguardo “Lettori appassionati [613]”

  1. Mio padre insegnava materie umanistiche nei licei classici d’altri tempi. La sua biblioteca serviva a lui, a mia madre, insegnante anch’essa, e a noi figli, cioè a me e ai miei due fratelli. Se uno di noi avesse ridotto un libro nelle condizioni descritte nei suoi “consigli” la sua vita si sarebbe certamente trasformata in un’orribile tragedia. Una breve nota è una cosa, il massacro di un libro nelle modalità da lei descritte è una barbarie. E per magnanimità evito di esprimermi sulla sua idea di segnalibro. Dire che libri ridotti nelle condizioni frutto delle sue raccomandazioni non debbano essere prestati le fa onore perché fa capire che un barlume di coscienza, nonostante tutto, in lei ancora sopravvive. Avrebbe dovuto anche aggiungere, però, che a voler seguire i suoi consigli si dovrebbe essere, rigorosamente, senza famiglia.

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