Retorica [617]

Retorica
Pianta del vostro alloggio con 14 punti rilevanti.

Supponiamo che il vostro appartamento sia composto da:
1.Scale
2.Entrata
3.Cucina
4.Soggiorno
5.Angolo pranzo
6.Solarium
7.Studio
8.Entrata notte
9.Stanza Ospiti
10.Doccia
11.Terrazzo ospiti
12.Camera matrimoniale
13.Veranda matrimoniale
14.Bagno

Supponiamo, inoltre, che voi diciate, in un party: “Voglio dimostrarvi, a titolo di passatempo, le mie virtù magiche. Qualcuno ha voglia di dirmi 14 oggetti, numerati da 1 a 14? Dovrete prendervi nota su di un foglietto dei 14 oggetti. Io, dopo alcuni minuti, nei quali li memorizzerò, risponderò, ad esempio, alle seguenti domande:
Tutti gli oggetti dispari.
Gli oggetti pari, partendo dall’ultimo.
Gli oggetti il cui numero è divisibile, ad esempio, per 3: cioè il 3, il 6, il 9, il 12. Inventatevi quello che volete.”
Gli amici rimarranno scioccati e vi metteranno alla prova. Voi farete bella figura e conquisterete il cuore, o quanto meno le grazie e l’apprezzamento, della più bella della compagnia.

Supponiamo che i 14 oggetti siano:
1. Una trottola
2. Un orologio
3. Un tagliacarte
4. Un bidone della spazzatura
5. Uno spazzolino da denti
6. Un ago
7. Un barattolo di marmellata
8. Una cravatta
9. Una bicicletta
10. Un cavatappi
11. Un pelapatate
12. Un accendino
13. Una cintura
14. Una barca

Sembra un’impresa disumana, eppure… conoscendo la tecnica retorica, sarà come bere un bicchier d’acqua. Anzi, diremo di più: sarà come bere un bicchier d’acqua.

Eccovi la tecnica retorica.
Prima di tutto, dovete imparare bene a memoria i numeri abbinati al vostro appartamento. Dovete essere pronti a rispondere, rapidissimamente, alle seguenti domande:
Qual è il numero 7? lo studio. Qual è il numero 5? l’angolo pranzo. Potete fare 14 bigliettini numerati, da 1 a 14, metterli in un cappello ed estrarli a caso, rispondendo e mettendo il bigliettino nuovamente nel cappello. Poi, ad esempio: dimmi (rivolto a voi stessi) dal numero 10 al numero 4 in senso inverso, saltando i dispari. Risponderete a voi stessi coi numeri 9,7,5 e cioè stanza degli ospiti, studio, angolo pranzo.
Dovreste esercitarvi bene, per alcuni giorni, sino a quando le 14 parti del vostro soggiorno vi saranno chiarissime, per sempre. Anche se doveste cambiare casa, potreste sempre utilizzare ancora tale schema. Inutile proseguire se questi passaggi non sono fatti bene.
Una volta che siate sicuri e che abbiate provato e riprovato, vediamo come fare il trucco.
Si tratta di inventarsi rapidamente 14 scenette buffe e divertenti, o comunque paradossali, o comunque inconsuete, coi 14 oggetti. Ovviamente, farete delle prove a casa, cambiando più volte la lista dei quattordici oggetti.
Vediamo di procedere, a titolo di esempio, coi 14 oggetti indicati più sopra. Supponiamo che vi siate inventati i seguenti abbinamenti:
1. Sulle scale, c’è Matteo Renzi che gioca con una trottola che gli è stata regalata da Maria Elena Boschi. La difficoltà consiste nel fatto che le scale sono molto ripide e non c’è spazio per la trottola.
2. Subito accanto, nella stanza d’entrata, Maria Elena Boschi, che voleva misurare il tempo impiegato da Renzi nel gioco con la trottola, è infastidita, perché l’orologio non ha le lancette.
3. In cucina, c’è il cuoco Canavacciuolo, che cerca di sezionare l’arrosto con un tagliacarte.
4. In soggiorno, sulle poltrone, gli ospiti, in attesa, sono stanchi di aspettare il pranzo che doveva essere preparato da Canavacciuolo e rovistano nel bidone della spazzatura, per mettere qualcosa sotto i denti.
5. I primi che avevano cominciato a rovistare, dopo aver mangiato qualche scorza di banana, si sono ora seduti nell’angolo pranzo e stanno facendo la pulizia del cavo orale, con uno spazzolino da denti.
6. Nel Solarium, c’è Nina Morich che prende il sole: si è addormentata e la Belem Rodriguez la vuole svegliare, pungendola con un ago.
7. Renato Brunetta, studioso di economia, non può trovarsi che nello studio di casa: studiando economia, sapeva che Canavacciuolo non avrebbe fatto da mangiare e, di nascosto, si sta sbafando un barattolo di marmellata.
8. Nell’entrata del reparto notte, che ammicca ed invita verso il letto, c’è Sofia Loren, napoletana, vestita solamente con una cravatta di Marinella, napoletano.
9. Nella stanza degli ospiti c’è Gino Bartali che dice “l’è tutto da rifare” ed ha preparato una bicicletta per andarsene al più presto. Nel frattempo, sta pulendo la catena della bicicletta con la tenda della stanza.
10. Nella stanza della doccia, l’idraulico sta cercando di stappare lo scarico bloccato, con un cavatappi.
11. Abebe Bikila, che corre sempre scalzo, ha di conseguenza sempre dei calli puzzolenti. Si trova nel terrazzino degli ospiti e sta cercando di togliersi un callo con un pelapatate, arraffato in cucina, all’insaputa di Canavacciuolo. Si trova fuori, nel terrazzo, per evitare agli altri gli odori molesti delle sue estremità.
12. Alberto Sordi, scapolo impenitente, odia le camere matrimoniali e sta cercando, prima che qualcuno accetti l’invito della Loren, di dar fuoco alle lenzuola, con un accendino.
13. Nella veranda matrimoniale, Lucrezia Borgia non sa se buttarsi fuori dal balcone o piuttosto togliersi disperatamente la cintura di castità, impostale dal padre, il papa Alessandro VI°, al secolo Rodrigo Lanzol y de Borja.
14. Nel bagno, non si può entrare, perché una donna grassa come una barca sta cantando, assieme a Claudio Villa, la famosa canzone di Mario Ruccione: “E la barca, tornò sola…”

Se qualcuno, nel party, vi dice: 11! Allora, come Alberto di Giussano, subito vi sovvien: Abebe Bikila si sta curando i calli nella terrazza degli ospiti, perché è un posto aerato, col pelapatate e direte: “Pelapatate!” Applausi.
Qualcuno può dire non il numero ma il nome: “Bicicletta e ago!”
Risponderete come un sol uomo: “Nove e sei!” Applausi.
Come non ricordare che la bicicletta ce l’ha Bartali, che si trova nella camera degli ospiti e sta pulendo la catena della bici con la tenda e come non ricordare che la Morich sta dormendo nel solarium, al sole, e la Belem la vuole pungere con l’ago?

Noterete che ogni scenetta è vincolata ad una caratteristica unica del vostro appartamento. Ad esempio, Lucrezia Borgia per buttarsi di sotto, si deve trovare per forza in una terrazza. Non è in quella degli ospiti perché c’è l’ospite Bikila e non può essere nel solarium, in altri usi impiegato.

Notizia storica: anche se presentato in tono scherzoso, il presente sistema veniva usato dagli avvocati e retori dell’antica Roma, per preparare i loro sermoni e per ricordare meticolosamente quanto avrebbero dovuto dire, una volta che fossero stati interrotti da altri senatori e così via. D’altronde, prendere appunti su tavolette di cera non sarebbe stato molto pratico, anzi, diremo di più: non sarebbe stato molto pratico.
Dopo un certo allenamento, fatto magari con qualche ragazzino che si presterà all’uopo, vi possiamo garantire che in due, tre, cinque minuti al massimo, sarete in grado di memorizzare a dovere i 14 nuovi oggetti.
Buoni successi e buon divertimento: siete autorizzati a conquistare l’ammirazione della più bella della festa. Se non di più…

All’uscita del party, si sentirà dire:
Chi xe che gavarìa mai dito: el parèva un èbete come tanti…”
“No, no, mi savéva, mi gavéva capìo ch’el gèra tùto ma móna no de sicuro…”

[Chi lo avrebbe mai detto: sembrava uno sciocco come tanti altri… No, no, io sapevo, io avevo capito che costui poteva essere tutto quel che vuoi ma non certamente uno sciocco…]

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