Luca Cavalli Sforza 2 [625]

Migranti
Migranti: i grandi sbarchi di albanesi in Italia, negli anni ’90.

Luca Cavalli Sforza, sempre nel libro ‘La scienza della felicità’ (vedi bibliografia) parla, come genetista, esperto di demografia, della popolazione mondiale e del fenomeno dei migranti, che in realtà sono strettamente connessi.

Questi due problemi, per il futuro dell’umanità, sono molto importanti. Queste sono le due bombe veramente pericolose, più della bomba atomica. La rapida crescita della popolazione mondiale è al di là delle risorse di cui oggi disponiamo. Il Nord del mondo, cioè i paesi economicamente sviluppati, lo hanno imparato ed ora si riproducono di meno. I politici del Nord, che vogliono far aumentare le loro popolazioni introducendo gli immigrati, non lo fanno per il bene delle popolazioni del Nord, come vanno dichiarando ma per ben altri motivi, come vedremo più sotto.

I paesi del Sud hanno ricevuto da quelli del Nord alcune briciole di sviluppo igienico-sanitario: briciole, tuttavia, sufficienti a determinare un’enorme velocità dello sviluppo demografico. Le male lingue dicono che ciò è stato fatto non per generosità ma perché le industrie, farmaceutiche, elettroniche, manifatturiere, volevano allargare i loro mercati. Può anche darsi che ciò sia successo semplicemente perché non si è dato peso al problema. In ogni caso, è successo. Quali che siano le ragioni, la mortalità in tali paesi è scesa quattro o cinque volte sotto i livelli che erano normali fino a cinquant’anni fa, mentre la natalità non è scesa, per nulla, dai livelli elevati in cui si trovava, natalità che cinquant’anni fa bastava appena a mantenere costante il livello di tali popolazioni.

Luca Cavalli Sforza afferma che, come genetista, ha studiato il fenomeno ed il risultato è che l’aumento demografico è vicino ai massimi possibili per la specie umana. Questo, secondo l’Autore, è in assoluto, di gran lunga, il più grande errore commesso dai politici del Nord e dalle autorità religiose. Agevolare l’espansione di tale fenomeno, favorendo le immigrazioni, rasenta addirittura l’incoscienza e il crimine. Aggiunge che, se il fenomeno non sarà al più presto controllato, la vita diventerà un incubo sul nostro pianeta, perché stiamo ostacolando la Natura, che inevitabilmente risponde (ed ha sempre risposto) a tali situazioni con le sue armi contro la sovrappopolazione: epidemie, carestie, guerre. La pressione umana sull’ambiente sta raggiungendo forme di degrado, già ora, in certe zone, irreparabili, ovvero riparabili solo con eventi tragici. La cronaca quotidiana ci conferma che questi timori sono diventati una realtà in atto.

Dice Luca Cavalli Sforza che non si può sperare, comunque, che gli attuali livelli di informazione e comunicazione bastino a risolvere i problemi delle nascite, né quello delle guerre. Tali mezzi di comunicazione non fanno cambiare opinione né ai politici del Nord, né tanto meno ai politici del Sud. Anche se convincessimo i politici del Nord, ormai sarebbe troppo difficile, per i politici del Sud, adottare, in tempo, nuovi modelli per risolvere il problema. Le guerre sono una costante, da millenni. Ci vuole quindi un’azione che faccia capire sia ai politici del Nord che a quelli del Sud quale sia il dramma in atto. Solo se tutti si adopreranno al più presto potremo evitare guerre spaventose o epidemie altrettanto spaventose. I costumi riproduttivi umani sono determinati da profondissime pulsioni biologiche e da abitudini inculcate attraverso i secoli. Le popolazioni che abitano il Nord del mondo hanno impiegato, per fortuna, tra i cento e i duecento anni a diminuire i loro tassi riproduttivi e questo, dopo un’espansione, durata diecimila anni. Colmo dei colmi, invece di apprezzare tale istintiva lungimiranza delle loro popolazioni, i politici del Nord dicono che “non si fanno più figli e che pertanto servono i figli dei migranti”. Trasformano, cioè, in un difetto quello che invece, geneticamente, è un pregio dettato dall’istinto, che comunque le popolazioni del Nord hanno acquisito impiegando ben duecento anni e più. Sarebbe da sperare che, fra duecento anni, anche le popolazioni del Sud si orientassero verso il cambiamento? Sarebbe, comunque, troppo tardi. Ma quali sarebbero i motivi di tale stupidità, assoluta, dei politici del Nord? Eccone alcuni:

I numeri fanno la forza, consentono di conquistare il mondo o almeno il paese vicino, e comunque consentono di diffondere la propria religione e la propria ideologia. Il potere, anche in un paese democratico, si può conquistare, purtroppo, anche attraverso un incremento demografico. Se poi il potere viene conquistato da gruppi intolleranti, religiosi e fanatici, allora il disastro è destinato ad aumentare. Sviluppo industriale, allargamento dei commerci, ideologia basata sul consumismo che non può permettersi di tollerare una stasi della popolazione: la popolazione deve crescere, sempre, perché il modello della globalizzazione non si vuole cambiare, a nessun costo. Si tratta di un’economia che vive sull’acquisizione di nuovi consumatori: non è sufficiente il rimpiazzo dei vecchi prodotti, nei quali, ultimamente, sono stati inseriti, dove possibile, dei chip elettronici per favorire la dissipazione di quegli stessi beni di consumo troppo durevoli. Il mancato incremento delle popolazioni non può coesistere con la globalizzazione. Sarebbe (ed è) il grande nemico dell’economia del Nord. In ogni caso, cambiare tale modello di sviluppo sarebbe troppo faticoso, problematico, incerto. Meglio non rischiare. Le popolazioni devono crescere e consumare. Se non crescono, saranno chiamati i migranti. A giustificazione di questo, qualche scusa sarà trovata.

La necessità di modificare le consuetudini riproduttive, limitando le nascite, trova inoltre ostacoli proibitivi nelle religioni tradizionali. Tali idee, degli scienziati, sono state diffuse solo in tempi recentissimi.

Una modifica rapida è avvenuta solo in Cina, grazie ad un controllo e ad una volontà politica ferrei. Quasi ovunque, il metodo cinese è stato ed è tutt’ora considerato del tutto inaccettabile, cioè una violazione dei più elementari diritti umani. Bisogna ricordare che le soluzioni urgono: meglio se accettabili, ovviamente ma delle soluzioni vanno comunque trovate immediatamente. Con la massima incoscienza, sentiamo dire dai media, come se fosse un successo, un traguardo da raggiungere per il bene dell’umanità: “Nel 2050, saremo nove miliardi e mezzo…”

Se dovessimo attendere così tanto, l’umanità sarebbe inevitabilmente avviata verso lo sfacelo totale.

Si fornisce l’esempio di una gabbia (che rappresenta la Terra) che contiene 50 ratti. Nella gabbia, rapidamente, i ratti diventano cento, duecento, mille… tutti sanno come finirà: i ratti si dovranno, obbligatoriamente, sbranare tra di loro.

Osservazioni, non di Luca Cavalli Sforza.

Per anni, a partire dall’immediato dopo guerra, i contributi venivano versati da chi lavorava e buona parte di tali contributi veniva utilizzata dai politici per interessi di bottega, compreso pagare le pensioni ad amici che non hanno mai versato niente (eufemisticamente, si creò un nome: i cosiddetti contributi figurativi).

Ai cretini, che obiettavano come ciò non fosse quanto meno etico, oltre che pericoloso, si rispondeva:

“Tanto, la popolazione crescerà e i versamenti dei giovani saranno sempre sufficienti a compensare i quattrini, che stiamo distribuendo per motivi politici. Inoltre, per adesso, sta andando tutto bene. Si tratta di una fonte di approvvigionamento politico alla quale non possiamo rinunciare. Per quella volta, passerà tanta acqua sotto i ponti… in ogni caso, qualche santo oppure lo stellone d’Italia provvederanno… abbi fede…”

Tale ragionamento ha addirittura un nome: si chiama ragionamento per tangente, dove l’estrapolazione, il futuro, è sempre e soltanto lineare, in linea retta sempre crescente, perché la mente di chi così si esprime è troppo limitata per inserirvi degli andamenti sinusoidali, cioè ciclici. Tale fenomeno è la fonte delle più grandi perdite da parte dei piccoli risparmiatori, in borsa: il titolo X da tre mesi va su e quindi continuerà sempre ad andar su; vuoi che vada giù proprio ora, che investo io?

Ebbene:

La popolazione non è cresciuta. Allora, sostituiamola coi migranti…

Il modello che ti eri fatto si è dimostrato completamente sbagliato: la crescita a due zeri è scomparsa. Chi lo avrebbe mai detto? Anche i professori delle università erano della nostra opinione…

Questi individui, professori di università, esperti, anche se non in mala fede, non pagheranno mai per aver distrutto un paese? Per questi errori?

Hanno sbagliato tutto, nello sviluppo della popolazione, nello sviluppo del modello economico. Hanno sbagliato nel ritenere che il modello italiano sarebbe proseguito sempre in una fase di sviluppo a due zeri. Riteniamo che, nel fare arrivare i migranti, sbaglieranno ancora. Sempre parlando, per carità di patria,  solo di coloro che hanno sbagliato in buona fede e che quindi non erano esperti.

Per quelli in mala fede…

Paga sempre chi ha risparmiato: ricordati, figlio mio, il risparmio significa rischio, significa differire nel tempo una certa capacità di acquisto, capacità ora certa e domani incerta.

Nonostante tutto, quel poco che è rimasto, nell’Italia attuale, è dovuto ai Fessi che hanno risparmiato. I politici appartengono alla categoria dei Furbi. Con le doverose eccezioni. (vedi articolo sui Fessi e Furbi, numero 611).

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