Pensieri 2 [650]

musil
L’immagine ricorda Robert Musil (1880-1942), pensatore fondamentale della nostra civiltà. Autore de ‘L’uomo senza qualità’.

Per problemi di lingua, non più corrente, ci troviamo nella condizione di modificare (non nello spirito) alcuni testi. Ove possibile, si lasciano invariati.

Francesco Guicciardini (1483-1540)

Le grandezze e gli onori sono comunemente desiderati, perché tutto quello che vi è di bello e di buono appare all’esterno ed è come se fosse scolpito ma le fatiche, i fastidî ed i pericoli corsi sono nascosti e non si vedono; e se anche questi apparissero come ciò che appare di buono, non ci sarebbe più alcuna ragione di desiderarli, tranne una considerazione: che quanto più gli uomini sono onorati, riveriti ed adorati, tanto più pare che diventino quasi simili a Dio. E a Dio, chi non vorrebbe assomigliare?

Non si possono fare congiure senza compagnia di altri, tuttavia sono pericolosissime; perché essendo la più parte degli uomini o imprudenti o cattivi, si corre troppo pericolo ad accompagnarsi con persone di tal fatta.

Quando pure lo sdegno vi induca a dire ingiuria ad altri, cercate almeno di dire cose che offendano solo lui e non i suoi parenti, la sua patria e i suoi concittadini. Ingiuriandone molti, molti saranno i nemici che vi creerete.

 

Tommaso Campanella (1568-1639)

Il dominio d’un buono si dice regno oppure monarchia.
D’un malvagio si dice tirannia.
Di alcuni buoni si dice aristocrazia.
Di alcuni malvagi si dice oligarchia.
Di tutti i buoni si dice politìa.
Di tutti i malvagi si dice democrazia.

Nota dell’autore sul termine  Politìa:

Altra forma con cui viene adattato in italiano la parola greca πολιτεία (leggasi politeia), soprattutto per rendere un particolare uso del termine greco, proprio di Aristotele nel trattato della Politica, dove indica la forma di costituzione nella quale il governo è in mano al popolo, che lo esercita in vista del bene comune; nel lessico aristotelico, la politìa è contrapposta alla democrazia che, pur essendo anch’essa governo di popolo, mira tuttavia, trascurando il bene comune, a favorire indebitamente le classi più povere.
Dice quindi Campanella che se tutti i buoni favoriscono le classi povere si può parlare di politìa.

Nondimeno, il principato di un buono è sempre meglior che di molti o tutti buoni. Ma di un malvagio è peggiore che di molti o tutti malvagi; ma dura meno. E però si deve più desiderare la malvagità d’uno che di tutti o di molti. Perché è più facile scacciare un solo tiranno, piuttosto che molti, o che muoia di morte naturale.

Dove sono più di numero le leggi punitive che istruttive son segno di mal governo.

Chi acquista un regno nuovo, deve rimuovere i capi, mutare le leggi, abbattere le fortezze, eliminare la stirpe regia esiliandola: questo tutto in un giorno solo, quello della vittoria e farlo per mano dei capitani e dei loro soldati. I benefici per ingraziarsi i vinti deve farli uno ad uno, non insieme, ma lentamente di passo in passo dopo la vittoria e deve fare i benefici di sua mano e nel proprio nome.

 

Salvator Rosa (1615-1673)

L’aquila non prende mosche. (Motto tradotto dal latino, aquila non captat muscas, citato anche da Raimondo Montecuccoli)

Il valore senza la fortuna diventa sovente un corpo senza vita.

Meglio obbedire a pochi grandi che a molti inferiori.

Nessuna cosa incita di più a nuovi delitti che la speranza di evitare il castigo.

Il pazzo che tace è stimato savio.

Molte cose ci paiono maggiori per immaginazione piuttosto che per effettiva realtà.

L’uguaglianza è la madre dell’amore e della pace. La ineguaglianza è la madre dell’odio e delle risse.

Il principe che farà fiorire il suo principato sarà colui che:
• Farà esprimere i giudizî ai più dotti.
• Affiderà le armi ai più forti.
• Darà la sua borsa ai più fedeli.
• Farà esercitare la censura ai più giusti.
• Affiderà il governo ai più prudenti.
• Affiderà le fatiche ai più robusti.

Molto vero è che la concordia è madre del matrimonio, ma il matrimonio è il padre della discordia.

Due soli giorni felici toccano a colui che prende moglie: quel delle nozze e quel del funerale.

Il proibirci qualche cosa è un farcene voglia. Darcela a disposizione totalmente vuol dire generarne il disprezzo.

Quando nacque l’ingiustizia, allora nacque la giurisprudenza.

Chi ruba per amore è più amante che ladro.

Nessun grande e memorabile fatto può farsi senza correre grandi pericoli.

La calunnia è sempre preceduta dall’invidia.

Dove il padrone è ladro, ecco il servo ladro.

La malizia, nei villani, è la loro filosofia naturale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...