Pensieri 3 [653]

Stirner
L’immagine ricorda Max Stirner, pseudonimo di Johann Caspar Schmidt (1806-11856), autore de ‘L’Unico e la sua proprietà’, pensatore rivoluzionario della nostra civiltà, ispiratore di Nietzsche.

Per problemi di lingua, non più corrente, ci troviamo nella condizione di modificare alcuni testi, se non nello spirito, nelle lettere. Ove possibile, i testi si lasciano invariati.

Francesco Algarotti (Venezia, 1712 – Pisa, 1764)

Molti credono che si faccia per la loro persona ciò che si fa solitamente per il luogo che occupano. Così, dovevano credere altre volte, gli abitanti di Megalopoli, in Grecia, che venisse tanta gente a Megalopoli ad ammirare la loro città e non pensavano invece che la città era posta sulla crociera di quasi tutte le strade del Peloponneso.

Se non fosse altro, l’ignoranza dell’uno servirà a misurare la scienza dell’altro.

Un uomo ricco e superbo è sicuramente uno sciocco. Un uomo povero e superbo, solitamente dev’essere un uomo di spirito.

Le donne settentrionali sono come le loro aurore boreali: risplendono e non riscaldano.

La critica è sì venefica ed anche benefica.

Sotto alle più belle azioni c’è la vanità, come sotto ai più bei ricami c’è lo spago.

Nella opinione degli uomini, niente rende più preziosa qualunque cosa quanto la sua rarità: in una città, vicina alle cave di marmo, dicono che ci sia un palazzo con la facciata tutta di marmo: ebbene, è stata dipinta a mattoni di cotto.

La donna non pone tanto studio nel vestirsi se non perché l’uomo così desidera maggiormente di vederla spogliata.

Molti vanno a Parigi anche se pochi si sono stati.

A tavola conviene essere francese. A tavolino, inglese.

I mentitori sono considerati, in tutte le religioni del mondo, i più grandi peccatori

 

 

Ettore Mazzucchelli (1711 – 1777)

L’invidia e la viltà sono sorelle.

Molti che lodano il lodevole non lo lodano per lodare. Lodano perché, non lodando, sanno che apparirebbero troppo irragionevoli w troppo ingiusti.

Il saggio sa torcere in bene se gli capita qualcosa di infelice. Lo sciocco riesce a torcere in male anche se gli capita qualcosa di felice.

Elencando i nostri difetti, si udiranno molti dire, per modestia e per umiltà: io sono pieno di difetti; mi lascio trasportare dalla collera; mi lascio vincere dalla gola; non riesco ad evitare la curiosità; mi lascio sopraffare dalla pigrizia. Tuttavia, non si udirà mai nessuno che confessi: sono un avaro, sono un invidioso…

Detti nel modo opportuno, certi encomi non sono altro che biasimi ed alcune censure sono in realtà delle approvazioni.

Il pane da mangiare fa diminuire gli affanni della vita.

Chi è veramente grande, è sinceramente cortese. I veri eroi sono cortesissimi. La cortesia costa poco e vale moltissimo.

Moltissime tentazioni si possono vincere soltanto col disprezzo.

Troppo miele diventa fiele.
Sii civile ma non affettato; cortese ma non troppo cerimonioso; penetrante ma non sottile; diligente ma non pignolo; complice ma non sciocco.

La luna non si cura dell’abbaiar dei cani.

 

 

Gianbattista Giovio (Como, 1748 – 1814)

Noi non siamo mai contenti, fu detto da tanti, noi vogliamo sempre sederci più in alto, fu detto da altri, ma solo da Montaigne fu detto, che chi siede, o su di un trono, o su di uno sgabello ‘on n’est jamai assis que sur son cul’ [non si è altro che seduti sul proprio posteriore].

L’amicizia che non abbia un po’ l’aria dell’amore è troppo vicina all’indifferenza, o al complimento.

Il cristianesimo dell’America non è la più bella epoca dello stesso. Fu per gran parte un cristianesimo a cannonate.

Il vantare la propria generosità è un sintomo di avarizia.

Le donne belle: quasi impossibile che non parlino della loro bellezza spesso.

Dopo un gelato, l’acqua fresca pare calda. Dopo un piacere vivo, la tranquillità sembra noia.

Non si può essere orgogliosi della propria umiltà: questa è superbia.

Un galantuomo è diversissimo da un uomo galante.

Non è difficile trovare donne pudìche. Tuttavia, è quasi impossibile trovare donne che desiderino che gli uomini siano pudìchi.

Marco Alberici (nato? – morto?) vedasi il volume Massime Morali stampato a Reggio Emilia nel 1803.

Vi è un contratto (tacito od espresso) tra chi comanda e chi ubbidisce, dal quale non è lecito discostarsi. Se vi si discosta chi comanda, si parlerà di tirannia; se vi si discosta chi ubbidisce, si parlerà di ribellione.

Un uomo che non sia sensibile alla lode non sarà nemmen sensibile al biasimo.

Nulla vi ha di buono che non abbia anche un eccesso vizioso. Persino l’amor della gloria può cambiarsi in delirio.

Quel militare eroismo, che tanto si celebra, se va oltre alla difesa della propria patria, degenera in fanatismo: il più fatale che possa esistere per il genere umano.

Siccome l’ignoranza è la comune sorgente dei nostri sbagli, la stessa ignoranza è il più formidabile nemico della nostra felicità.

Quando nell’infanzia si forma un’opinione, che rimane in noi per indolenza, essa ci diventa così familiare che nelle nostre decisioni avrà sempre la preferenza.

Il segreto della felicità consiste nel non soddisfare pienamente i nostri desiderî ma di lasciar sempre qualche cosa a desiderare.

Chi piace troppo a sé stesso piacerà poco agli altri.

Non è tanto nostro amico colui che compiange le nostre disgrazie, quanto chi non invidia le nostre fortune.

Chi sa sempre occuparsi ha una difesa sicura contro la noia.

L’uomo ozioso è un infelice sul quale grava anche il peso della sua stessa esistenza.

 

 

Carlo Giuseppe Londonio (Milano, 1780 – 1845)

L’uomo è così vanitoso che quando non può vantarsi delle sue virtù, si vanta dei suoi vizî.

Chi riesce a nascondere la propria passione è vicino al punto di superarla.

La gelosia nasce sempre assieme all’amore ma non è detto che muoia assieme all’amore.

L’ostinazione nasce spesso dalla vergogna di aver torto, piuttosto che dalla certezza di aver ragione.

Anche le donne più oneste gradiscono di essere tentate.
Sembra che lo scopo di certi devoti sia quello di convertire gli altri piuttosto che di correggere sé stessi.

L’ambizioso si preoccupa più di mostrarsi felice che di esserlo.

L’amore nelle donne spesso passa in seconda linea, perché in realtà l’amore può essere dimostrato solo per ambizione o per soddisfare la vanità o il vero scopo può essere l’avarizia.

Coloro che lodano senza misura poi biasimano senza discrezione.

Il rammarico che nasce dalla compassione dei mali altrui è sempre misto ad un sentimento di orgoglio per il fatto di essere sano.

Uno sciocco non si mostra mai così bene come quando pretende di mostrarsi come uomo di spirito.

L’avversione che provano gli uomini nel ricevere consigli, dovrebbe insegnar loro di limitarsi nel darli.

Noi non odiamo il vizio: molte volte odiamo i viziosi, che hanno più coraggio di noi.

L’adulazione prende ogni sorta di aspetto. C’è chi riesce ad adulare anche durante un biasimo.

Tutti sono generosi verso chi non ha bisogno di nulla. Tutti sono duri ed avari verso i miserabili.

Può accadere ad un marito di recuperare improvvisamente la moglie quando oramai era contento di perderla.

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