Pensieri 6 [659]

dostoevskij
L’immagine è un omaggio a Fëdor Dostoevskij (Mosca, 1821 – San Pietroburgo, 1881), scrittore e filosofo russo. È considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi.

Per problemi di lingua, non più corrente, ci troviamo nella condizione di modificare alcuni testi, se non nello spirito, nelle lettere. Ove possibile, i testi si lasciano invariati.

Giovanni Gaggino (Varazze ligure, 1846 – Giava, 1918)

Da buon genovese, ha svolto la sua vita in navigazione. Inoltre, in estremo oriente.

L’uomo assuefatto al male crede lecito il proprio agire.

Le strade addomesticano i luoghi selvaggi.

Le grandi opere furono sempre ideate da una sola persona, poi eseguite da una moltitudine.

Nelle imprese, ove non vi è rischio, non può esservi gloria.

La conoscenza delle lingue è il legame fra i diversi popoli.

Soltanto l’ignorante può ritenersi felice; per chi ha cuore gentile ed intelletto sveglio, i mali che affliggono l’umanità bastano a renderlo infelice.

Sovente, basta una buona massima per innalzare lo spirito abbattuto.

Ci vuole più tempo a trovare un buon socio che a trovare una buona moglie.

Non si dovrebbe dormir molto, allorquando gli altri veglino.

Non bisognerebbe ascoltare più del necessario.

L’uomo che inventi una minima cosa solamente, s’eleva ben sopra degli altri.

I cinesi ne hanno una di buona e una di cattiva. La buona è che sostengono come il duello sia il giudizio degli stolti e l’offesa della legge. La cattiva e che sorridono falsamente, come farebbe un macaco.

Guardati da chi ti parla male degli altri senza una ragione precisa.

Con l’inganno e la calunnia non t’innalzi. Probabilmente, ti abbassi.

La vanità cresce col successo.

La parola voglio si deve usare solo per comandare a sé stessi.

Perché bisogna saper rischiare? Perché, se si riflettesse attentamente su tutto ciò che può succedere, non si uscirebbe mai di casa.

Ricordati che, se vuoi un vero amico, quello è te stesso.

Un problema facile, accantonato, può diventare un disastro.

Giudicare una moltitudine, prendendo per base sé stesso, è pura follia.

Qualunque cosa tu faccia, anche la migliore del mondo, qualcuno troverà modo di criticarla. Il saggio lo deve prevedere.

Dubitando della Provvidenza, spesso se ne sentono gli effetti.

Una grave disgrazia ha sempre afflitto l’umanità: gli uomini credono che sia vero soltanto quello che pensano.

 

 

Arturo Graf (Atene, 1848 – Torino, 1913)

Figlio di un commerciante tedesco e di madre italiana. Docente di letteratura all’Università di Roma e di Torino.

 

L’esperienza mi ha insegnato che talvolta si deve chiudere un occhio ma giammai tutti e due.

Nella storia del mondo, è già molte volte accaduto che un vecchio errore, conosciuto per tale, sia stato mandato al bando. In capo ad un certo tempo, ripresentato, viene accolto come eccellente e novissima verità.

Pochi uomini desiderano veramente di morire; tuttavia, moltissimi, vorrebbero non esser mai nati.

Su ciò che una generazione imparò a caro prezzo, la susseguente generazione vi scherza sopra e la disimpara.

La politica comune ha un segreto: mandare innanzi, a braccetto, verità e menzogna, per modo che chi le vede non sappia distinguere quale sia la menzogna e quale sia la verità.

Il tempo è danaro! e dunque, il tempo è di così picciol pregio?

Quanto più lo spirito si allarga e tanto meno spazio rimane per l’odio e per l’invidia.

Essere modesto, per chi ha fatto qualcosa, è relativamente facile. Difficilissimo invece esser modesto se non si è fatto niente.

Chi può possedere il mondo spiritualmente, non si cura di possedere materialmente una minima parte di esso.

La bontà vera non è debolezza ma una forza immensa. L’uomo debole è buono solo in apparenza.

I lupi sono tanti perché tantissime sono le pecore.

Nessuno è più noioso di colui che sempre si annoia.

Gli arguti e caustici sono pochissimi. Tra costoro, ancor meno si son serbati anche benevoli.

Chi diffida istintivamente di tutto e di tutti, dimostrala sua debolezza. La forza, per sua natura, non diffida a priori.

Se in qualunque attività del mondo sei stato riconosciuto come grande maestro, allora e solo allora puoi scordarti le regole.

Ci sono uomini che non sanno fare alcunché al momento opportuno. Nemmeno morire.

Ecco le caratteristiche di un essere villano ed abietto: egli si umilia, se trattato con durezza; egli diventa insolente, se trattato con mansuetudine.

Quando fabbricate una definizione, vedete di lasciarle un usciolino, donde si possa decentemente e senza rumore entrare ed uscire.

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