Dove stiamo andando? [669]

Antropologia(Edizione rivista integralmente  il 15/03/2019). Non a caso, questo articolo è stato rubricato sotto la categoria Antropologia e non sotto Politica oppure Economia o quant’altro. Sembra infatti che gli studiosi di economia e i politici NON vogliano tener conto della profonda struttura umana, che s’inizia due milioni di anni fa (in realtà forse più di tre milioni di anni).

Per cambiare l’uomo, probabilmente (se succederà), ci vorrà altrettanto: per rimanere nel tempo più corto possibile e cioè due milioni di anni, si tratta di un tempo pari a duemila volte dieci secoli, cioè 20 mila secoli. Ammesso che i cambiamenti di cui parliamo siano a partire dalla scoperta dell’America (ma in realtà parliamo degli ultimi 150 anni), si tratterebbe di 500 anni circa. In proporzione, se l’uomo esistesse solo da 100 anni, i cambiamenti di cui stiamo parlando (dalla scoperta dell’America) sarebbero cominciati 21 ore fa.

Cosa può cambiare, nella testa degli uomini, in 21 ore rispetto ad abitudini esistenti da cento anni? Solo la stupidità e la presunzione dei nostri contemporanei può giungere a simili conclusioni. Il fatto è che si tratta di un tempo talmente enorme che non ci si pensa e ci sembra che, siccome ci siamo noi, tutto debba essere molto più importante.

Prima di proseguire, dovremmo veramente renderci conto dell’enormità del tempo trascorso.

Forniamo pertanto alcuni altri motivi di riflessione.

I dinosauri sono scomparsi 650 mila secoli fa. Provate a contare a voce alta da 1 sino a 650 mila: e riflettete sul fatto che, ogni numero che dite, rappresenta un secolo…

Il gorilla, 140 mila secoli fa, si è diviso in gorilla-1° e in gorilla-2°.

Mentre il gorilla-1° ha continuato sino ad oggi, il gorilla-2° è rimasto sempre uguale per 60 mila secoli e poi è diventato lo scimpanzé.

Lo scimpanzé è rimasto sempre uguale per 35 mila secoli e poi, 45 mila secoli fa, si è diviso in scimpanzé-1° e scimpanzé-2°.

Lo scimpanzé-1° ha continuato sino ai giorni nostri; lo scimpanzè-2°, invece, 40 mila secoli fa, è diventato un pitecantropo, una via di mezzo tra una scimmia ed una scimmia più moderna.

Il pitecantropo, 30 mila secoli fa, s’è diviso in pitecantropo-1° e pitecantropo-2°.

Mentre il pitecantropo-1° si è estinto, il pitecantropo-2°, fra i 30 mila e i 20 mila secoli fa (non si sa bene) è diventato l’uomo abile (Homo abilis), che camminava occasionalmente anche sulle mani e che, a sua volta, ha generato l’uomo eretto (Homo erectus), che non camminava più sulle mani e che, a sua volta, 20 mila secoli fa, ha generato la variante antica dell’uomo (Homo sapiens): quest’ultima, circa tre mila secoli fa, ha dato vita all’uomo moderno (Homo sapiens sapiens) e all’uomo di Neanderthal.

Tranne noi, Homo sapiens sapiens, tutti gli altri, al giorno d’oggi, si sono estinti.

Benché ridotta all’osso ed estremamente semplificata, la storia degli esseri umani qui esposta è scientificamente corretta.

I cambiamenti verificatisi dal 1492 ad oggi, nella storia umana, sono quindi assolutamente niente rispetto al tempo trascorso da quando esiste Homo sapiens sapiens. Ad esempio, in questi mesi, stiamo scrivendo in questo stesso sito una serie di articoli sulla Nuova Società; una critica che ci è stata mossa è che le prime idee su questo tipo di Nuova Società risalgono al 1905, volendo  dire che, invece, l’attuale economia è impostata su radici che vengono dal 1492.

Ciò, nella scala dei tempi suesposta, è assolutamente irrilevante, perché in una scala di cento anni, l’impostazione attuale dell’economia, nell’ipotesi migliore, si può far risalire a 21 ore fa, mentre i concetti della Nuova Società si possono far risalire a 7 ore fa.

Ma su una storia di cento anni, che differenza fa tra un’idea vecchia di ventuno ore e una vecchia di sette ore? si potrebbe obiettare che l’idea di ventuno ore è stata in realtà applicata, mentre quella di sette ore, invece, no: ebbene, questo non è vero; negli anni attorno al 1920, in un länder tedesco-austriaco, le idee della Nuova Società sono state applicate tra l’ilarità generale di chi diceva: “Lasciate… lasciate pure che provino, ci sarà da ridere…” Quando, poi, costoro si accorsero che invece le nuove idee funzionavano benissimo, corsero ai ripari in tutta fretta, cancellando e seppellendo nel dimenticatoio le idee della Nuova Società: perché? per i soliti motivi che, ancora una volta, elencheremo:

  1. L’idea della Nuova Società era considerata troppo nuova e non era accettata negli ambienti universitari. C’era quindi il pericolo fondatissimo che qualcuno la sapesse più lunga dei docenti. Absit iniuria verbis.., non lo si dica nemmeno per ipotesi!
  2. Le componenti non egoistiche, filantropiche, del sistema Nuova Società richiedevano una ristrutturazione delle gerarchie e, i potenti, che sapevano di prevaricare, temevano per il loro proprio singolo personale potere. Inaccettabile: bisogna difendersi da tali attentati, esiste il reato di lesa maestà.
  3. Veniva a mancare una cosa fondamentale e cioè l’eccesso di rango da parte di alcuni: tutti avrebbero avuto pari dignità (non uguaglianza marxista, propinata in ugual misura a tutti comunque ma a pari merito deve corrispondere pari dignità) e il nepotismo sarebbe stato bandito nella maniera più assoluta.
  4. La corruzione e il malaffare sarebbero divenuti strutturalmente impossibili. Ma allora il piccolo orticello da coltivare, dove andrebbe a finire?
  5. Niente politici, niente sindacati, niente mangia-pane a tradimento.  Inaccettabile: un minimo di clientelismo è quanto meno come il sale sulla minestra..
  6. Nessuna rendita finanziaria sarebbe più stata possibile: il denaro accantonato, se non reinvestito, avrebbe perso di valore annualmente, con un sistema di bollatura obbligatorio. 
  7. Pensioni uguali per tutti da parte dello Stato, fatta salva la possibilità per ognuno di accantonare i risparmi propri.

IL punto 3 è stato il più contestato: c’è sempre stata e probabilmente sempre ci sarà, tra gli esseri umani, della gente che vuole essere di rango più elevato, ma non per meriti acquisiti, come sarebbe giusto che fosse ma per un inspiegabile diritto divino: gli altri non sanno il perché sia giustificato in tali persone un rango più elevato ma loro, i privilegiati,  lo sanno. Le leggi censuarie, cioè la proibizione di ostentare le proprie ricchezze in faccia ai poveracci, sono sempre state viste da costoro come il fumo negli occhi. Non basta cioè a questi individui il fatto di essersi arricchiti, vogliono anche spremere la cipolla negli occhi dei poveracci.

Dicevano, infatti, le matrone romane, di fronte alle leggi censuarie: vogliamo ostentare la nostra ricchezza; altrimenti, i nostri mariti, per quale motivo avrebbero lavorato?

Anche nella Firenze rinascimentale, le nobili e grandi signore avevano dei vestiti con lo strascico, immerso nelle strade fangose, strade frequentate dai maiali che vi grufolavano e questo, semplicemente, perché le stoffe dei vestiti costavano, al metro, delle enormità spaventose e ciò sarebbe dunque servito a dimostrare il rango elevato. La giacca fu creata nella guisa conosciuta, perché la stoffa per un intero cappotto sarebbe costata troppo. Sempre la solita cipolla schiacciata nei soliti occhi.

Dopo queste premesse, veniamo al dunque.

A questo punto abbiamo documentato come l’uomo esista da un tempo lunghissimo e come le attuali idee non esistano invece che da un attimo.

Ognuno di noi ha una vaga sensazione di come dovrebbe essere l’economia e di come dovrebbe essere il convivere sociale. Ognuno ha dei punti di vista leggermente (o molto) differenti ma da milioni di anni, i concetti sono, più o meno, gli stessi.

Il lavaggio del cervello attuale consiste in questo:

I consumi devono aumentare  ad ogni costo. Amen.

Ti devi ficcare in testa che, se non hai l’ultimo cellulare, non sei nessuno e così via.

Da cosa dipende questo atteggiamento?

Mentre, negli Usa, il grande balzo fu dopo la Prima Guerra Mondiale, da noi non fu possibile, perché Italia e Germania avevano a quel tempo delle impostazioni autarchiche. Da noi, il grande balzo fu dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando, finite le dittature, non avevamo niente.

Per inciso (e non dimentichiamolo) ci siamo sollevati perchè, più o meno volontariamente, gli Americani hanno dato vita al Piano Marshall, E.R.P., seguendo inconsciamente una delle idee fondamentali della Nuova Società: se avessero seguito i principi sostenuti attualmente, l’Europa e il Giappone sarebbero tornati al livello del Burchina Faso. Ma le Istituzioni Occidentali hanno posto nel dimenticatoio questi fatti, li hanno cancellati e perseverano in una corsa all’aumento delle popolazioni che compromette gli equilibri, l’ecologia, il clima, per voler guadagnare. Guadagnare è giusto ma il Piano Marshall sta a dimostrare che, seguendo gli attuali princìpî, non andremmo da nessuna parte.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, aiutati dal Piano Marshall o E.R.P. che dir si voglia, le donne, obiettivamente, volevano una lavatrice che le sollevasse dalle fatiche quotidiane. Le fabbriche producevano le lavatrici e non avevano bisogno di fare pubblicità, non si parlava di consumismo perchè non c’era sottoconsumo: tutto ciò che veniva prodotto veniva consumato immediatamente e le lavatrici, i frigoriferi, i ferri da stiro venivano acquistati perché effettivamente risolvevano dei problemi ed erano necessarî. Per fare meglio questo, le industrie introdussero delle migliorie su vasta scala e gli industriali, che avevano guadagnato a piacimento, si illusero, con queste migliorie, di continuare a guadagnare per sempre. Avevano già dimenticato l’economia del Dono della Nuova Società, che aveva generato (inconsciamente, involontariamente) il Piano Marshall. Quando tutti ebbero il frigorifero, l’automobile eccetera, la domanda di beni nuovi necessarî cadde inevitabilmente e rimase solo la domanda di sostituzione, cioè quella che nasce quando un frigorifero si rompe. Questo, ovviamente, non può tenere in piedi la baracca e bisogna pertanto trovare delle furbate.

A questo punto, gli industriali cercarono, com’è logico, di continuare a guadagnare, abbellendo i frigoriferi, dando premi a chi comperava, con una pubblicità assillante e sfrenata. Non si voleva, insomma, che la pacchia finisse. Ma senza l’involontario uso del nuovo modello del Dono (Piano Marshall), la pacchia non sarebbe nemmeno cominciata. Basti dire che il modello di Nuova Società tiene conto del fatto che siamo molto più dei due miliardi previsti come massimo e risolve il problema.

Col modello economico occidentale sbagliato, per guadagnare comunque, anche se la domanda era diminuita, si pensò allora di tagliare i salari degli operai (in Italia, avvenne nel 1992 con l’abolizione della Scala Mobile, coi sindacati che tradirono non un ideale ma coloro che pagavano le tessere): l’effetto fu una diminuzione delle paghe e quindi una  ulteriore diminuzione dei consumi, che è la piaga attuale. Ci si trovò, cioè, peggio di prima. Come se non bastasse, per vendere di più, si pensò di vendere a rate, impadronendosi dei risparmi futuri della gente. La gente si trovava in dubbio tra: risparmiare, per una certa sicurezza, oppure comprare la roba a rate, anche se in realtà tale roba non serviva, perché ti insegnano che se non hai l’ultima automobile non sei nessuno: quest’ultimo insegnamento è stato inculcato nei cervelli.

Chi ha una certa età, sa che il 31 ottobre, Festa del Risparmio, era una occasione per sottolineare la realtà italiana. Ora,  è una festa ridicola ed andrebbe sostituita con la Festa del Consumo o meglio, con la Festa della Civiltà dei Sottoconsumi.

Il primo punto che abbiamo stabilito è, pertanto:

Una tendenza al sottoconsumo.

Ovvero le industrie, sulla scia degli anni ’70, stanno producendo più del necessario. E, quel che è peggio,  non vogliono smettere. Cambiare modello significa maggior benessere per tutti ma, piuttosto che aumentare le paghe (il che farebbe aumentare i consumi) preferiscono morire. Altrove abbiamo ricordato che l’unica volta in cui i benestanti hanno accettato di favorire le classi meno abbienti è stato dopo la Peste Nera del 1348: ci fu, come se fose l’economia del Dono della Nuova Società, un’esplosione del benessere che portò al Rinascimento. Ma il rango, dove lo metti? Bisogna pertanto lasciare i poveri nella povertà.

Mentre Ford vendeva un’automobile di qualunque colore purché fosse nera, siamo arrivati all’automobile su misura. Questo è stato possibile grazie allo sviluppo dell’informatica, che permette di superare la rigidità della produzione, acquisendo una clientela che vuole cambiare qualche particolare. Per fortuna, lo sviluppo dell’informatica ha rallentato per qualche decennio il crollo del sistema. Si suggerisce di leggere Geminello Alvi ed Oswald Spengler, che trovate nella bibliografia di questo sito.

Invece di rendersi conto del dramma che arriverà, gli industriali hanno pensato, oltre a diminuire le paghe degli operai (che così, anche se vogliono, sono obbligati a comperare e consumare ancora di meno), di comperare le aziende concorrenti e di aumentare ulteriormente le quantità prodotte per ottenere un’economia di scala: risultato, centinaia di migliaia di auto invendute più di prima e così via. A pensarci bene, ci si accorge che sembra di avere a che fare con una manica di idioti accecati ed incapaci di pensare.

Naturalmente, sulla scia del periodo aureo del 1960-1970 (conseguenza del Piano Marshall), si premiano ancora oggi gli aumenti di produttività, ottenendo un invenduto ancora più grande, semplicemente perché si faceva così e quindi bisogna perseverare.

Certamente: la ricerca di prodotti nuovi può aiutare ma, in molti paesi, tranne Corea e pochi altri, non lo si è ancora capito bene che dipende dal tipo di invenzioni nuove (lo vedremo tra un poco). La diminuzione dei prezzi, attualmente in corso, non risolve il problema, anzi, illude l’industriale di aver trovato una soluzione: aumenteremo ulteriormente la produzione, facendo economia di scala e abbasseremo ulteriormente i prezzi. I politici e i banchieri erano saliti sul carro degli industriali-capitalisti, come pure i docenti universitari, i quali hanno fatto con le mani e coi piedi per trovare delle giustificazioni a questa situazione. Costoro non hanno idee proprie; pagati dai capitalisti occidentali miopi (Bilderberg e così via), cercano di tenere in piedi una parvenza di logicità. Questo spiega anche perché oggi costoro siano ferocemente contrari a qualunque discorso che riguardi la diminuzione della popolazione mondiale. Dice l’industriale-capitalista: “Già siamo in crisi: non mi vorrai parlare anche di diminuzione della popolazione, così venderemmo ancora meno…”

In realtà, con questi modi di vedere, per arrivare al tracollo è solo una questione di tempo. Ma si troverà (vedrete, vedrete…) il modo di spiegare il fallimento dando la colpa a qualche altro.

Costoro sono le vittime di una illusione: l’illusione era che lo sviluppo industriale proseguisse per sempre, sempre più su, sempre più su. Altri modelli di sviluppo non possono essere nemmeno presi in considerazione.

Eppoi, anche all’interno di questo quadro, c’è a chi va più bene e a chi va meno bene, semplicemente perché le varie popolazioni sono differenti. Tanto per non parlare dei tedeschi, loro sono più adatti di noi italiani ai grandi supermercati e a comperare, tutti assieme, il medesimo lardo. Li vediamo, tutti assieme (alles suzammen è molto più diffuso in Germania di quanto non lo sia tutti assieme in Italia), sottobraccio, seduti all’Oktoberfest di Monaco di Baviera. Gli italiani, invece, se non avessero i debiti che hanno, comprerebbero più volentieri il lardo di Colonnata piuttosto che il lardaccio anonimo industriale. Ma l’Unione Europea, che è dell’opinione degli industriali, non può accettare che qualcuno voglia un lardo di lusso perché la produzione industriale deve proseguire, uguale per tutti e quindi ci si può inventare che il lardo di Colonnata non sia igienico: ma il lardo di Colonnata non lo sa. D’altronde, il lusso e l’alta qualità  sarebbero una delle poche vie di uscita. Prodotti più cari, creati per esigenze speciali ma bisogna che la gente guadagni di più, non che qualche incompetente gli faccia arrivare gli extra-comunitari,  per far sì che la gente stessa si accontenti di guadagnare ancora di meno. Negli anni attorno al 1960, così non succedeva e la classe operaia andava in Paradiso. Ed anche gli industriali guadagnavano. Ma poi si misero in testa di guadagnare di più e per sempre, col risultato che ora guadagnano di meno perchè il modello che stanno seguendo è sbagliato. Come se non bastasse, si parla di accordi con i cinesi, che gettano prodotti sul mercato sfruttando situazioni interne alla Cina, che noi ci sogniamo. Quel poco di consumo che c’è andrebbe quindi saturato dai cinesi. Idea strana. E Prodi li voleva favorire ancora di più. Si parla della Nuova Via Della Seta.

Tutta una serie di imbecillità egoistiche, che durano da più di un secolo.

Volete degli esempi concreti dell’imbecillità? Volete degli esempi concreti che la classe dirigente attuale NON vuole il benessere delle popolazioni, perchè si illude di prendere tutto per sé?

L’ingegner Tesla, croato, non era un cretino: Thomas Alva Edison, dal Niagara, aveva fatto assurdamente una linea a corrente continua che non avrebbe mai avuto sviluppo, quando Tesla, per evitare il surriscaldamento dei fili, inventò l’alternatore. Questo, per dire chi era Tesla: un genio. Sembra poi che egli avesse trovato il modo di imprigionare l’energia dei fulmini che avrebbe garantito corrente elettrica gratuita per tutto il mondo. Fu boicottato? non si sa ufficialmente ma solo ufficiosamente: di certo, morì in miseria in un alberghetto di New York; se lo avessero ascoltato, le società elettriche non avrebbero guadagnato più un centesimo e così,  Tesla fu eliminato. Non importava se l’umanità sarebbe stata peggio. Non hanno capito che il vero benessere arriverà quando tutti staranno meglio. Credono di essere furbi e invece sono dei cretini ignoranti.

Un ingegnere italiano aveva inventato, molti anni fa, una lampadina con rideposito del tungsteno sui filamenti, tramite un gas catalizzatore: la lampadina non si sarebbe bruciata mai. Eterna, a meno che non fosse caduta a terra, fracassandosi. Una famosa fabbrica olandese comprò il brevetto e lo mise in cassaforte: non fu mai prodotta, perché il guadagno sta nel consumo delle lampadine che si bruciano. Non importava se l’umanità sarebbe stata peggio. Non hanno capito che il vero benessere arriverà quando tutti staranno meglio. Credono di essere furbi e invece sono dei cretini ignoranti.

Alla Parigi Dakar del 1898 partecipò un’auto elettrica con una batteria  primordiale di 450 chili, dimostrando che un’auto elettrica, col tempo, sarebbe stata possibile.  Qualcosa si sarebbe potuto pur fare in un secolo  ma le sette sorelle del petrolio bloccarono ferocemente tali iniziative: volevano vendere benzina. Non importava se l’umanità sarebbe stata peggio. Non hanno capito che il vero benessere arriverà quando tutti staranno meglio. Credono di essere furbi e invece sono dei cretini ignoranti.

Comunque,  ad onor del vero, non sono difetti recenti. Ai tempi dell’Imperatore Tiberio, i mulini, sia a vento che ad acqua, erano conosciuti e diffusi in Persia e in Turchia. Tiberio non li volle, perché altrimenti la gente non avrebbe avuto niente da fare. Non importava se l’umanità sarebbe stata peggio. Anche allora, non avevano capito che il vero benessere sarebbe arrivato quando tutti fossero stati meglio. Credevano di essere furbi e invece si sono dimostrati dei cretini ignoranti.

Ma ormai siamo arrivati ai chip elettronici molesti e distruttivi.

Chi scrive è particolarmente ferrato in elettronica e quando un ingegnere, della famosa casa di computers X, volle cercar di sostituire (con indifferenza) un chip da un enorme elaboratore sotto contratto di assistenza, fu obbligato, non sapendo più cosa dire, ad ammettere che si trattava di un chip inserito per inventare artificiosamente dei guasti. Udite! si era guastato il chip che doveva guastare il calcolatore! Nella mappa su carta del computer, infatti, nello zoccolo dove si trovava quel chip, non era segnato niente: era stato messo nel calcolatore di nascosto e si aveva avuto il coraggio (oppure si aveva avuta la disonestà) di non metterlo sullo schema cartaceo.

Tali chips stanno aumentando sempre di più. Siamo arrivati al punto che la lavatrice Y, dopo Z ore, si blocca artificiosamente, per effetto del chip delinquente. Non hanno capito che il vero benessere arriverà quando tutti staranno meglio. Credono di essere furbi e invece sono dei cretini ignoranti.

L’ignoranza della classe dirigente comporta un pericolo enorme per la gente. I politici e i burocrati, per non perdere delle posizioni non meritate, sono disposti a fare qualsiasi nefandezza, perché non hanno idee, non hanno le competenze e non hanno le capacità per svolgere l’alto lavoro al quale sarebbero stati chiamati. Dicono delle grandi stupidaggini di cui non si rendono ben conto e poi… poi… stanno a vedere l’effetto che fa. Se la gente non dice niente, concludono: “Io non so niente, ma questi gonzi non obiettano alcunché e quindi sanno meno ancora di quanto non sappia io. Li posso turlupinare ancora almeno per qualche tempo. Poi, me ne andrò a godermi i frutti della mia disonestà.”

E veniamo alla ricerca, che si distingue in due tipi:

  1. La ricerca di variazioni di utilità e/o estetiche, per prodotti già sul mercato.
  2. La ricerca di prodotti nuovi, per esigenze non soddisfatte.

Un esempio di ricerca del primo tipo è il nuovo sistema di cellulare telefonico che si apre in due e diventa un tablet: obiettivamente, per quanto l’idea sia interessante e la ricerca sia stata costosa, NON è un prodotto nuovo, non è quindi un brevetto di invenzione ma un brevetto di utilità e se una persona compera questo cellulare non compera più il tipo vecchio. Non usciamo, pertanto, in questo caso, dal quadro generale del sottoconsumo.

Un esempio di ricerca del secondo tipo, brevetto di invenzione (protetto dalla legge per molti più anni che non il brevetto di utilità), può essere un vestito che col freddo si scalda e che col caldo si raffredda: tale vestito avrebbe, nelle nostre fantasie, delle celle al litio che accumulano energia solare e tale energia verrebbe utilizzata, successivamente, per il raffreddamento o per il riscaldamento. Questo prodotto andrebbe a ruba, senza pubblicità: ma non è, tuttavia, semplice: solo questi tipi di brevetti potrebbero sostenere il modello consumistico attuale ma si capisce che non è facile.

Conclusione: attendiamoci, entro qualche anno, un crollo della civiltà industriale attuale. Doveva crollare qualche decennio fa ma poi, come dicevamo, non è crollata per la flessibilità introdotta con gli elaboratori.

Un esempio delle spiegazioni tautologiche, che questi signori ci propinano,  spiegazioni che si mangiano la coda e che ci obbligheranno alle manifestazioni di piazza, è il seguente:

  • Due giovani si sposano: siccome devono pagare tasse ben oltre il 15 o il 20 per cento (come sarebbe giusto), devono lavorare entrambi. Il figlio senza la madre che lo segua nei primi tre anni di età sarà probabilmente un bimbo infelice e disadattato per sempre. I politici e i burocrati dovrebbero aumentare le retribuzioni e diminuire il costro degli asili nido. Siccome non si può buttare un bambino sulla strada e i costi per farlo crescere sono elevatissimi, in questa situazione, nonstante avere figli sia lo scopo della vita, bisogna rinunciare ai figli stessi. In questro quadro disgraziato, ci sarebbe quanto meno la prospettiva positiva di scendere in Italia dai 60 milioni attuali ai 35 milioni, che, secondo i sociologi, dovrebbero esserci, come cifra massima.
  • Cosa dice il politico? Alla malversazione del punto precedente, aggiunge la beffa. Siccome non gli passa neanche per l’anticamera del cervello che il suo sistema sia sbagliato, che possano esistere altri modelli di sviluppo, che la donna dovrebbe accudire il bimbo piccolo, che chi lavora dovrebbe guadagnare almeno quanto si guadagnava attorno al 1960, che bisogna abbassare le tasse e rinunciare pertanto a qualche tipo di corruzione, conclude: Non vogliono fare figli! Facciamo arrivare gli extra-comunitari! Anche la beffa! Non dice che è lui, con le sue stupidaggini, che ha messo i giovani in condizione di non poter avere figli!
  • Andrà a finire come con l’asino di Canceniga: l’asino di Canceniga costava troppo, mangiava troppo e quindi qualche bello spirito cercò di insegnargli a non mangiare. Tuttavia, siccome era un asino, somaro e dispettoso, sul più bello che stava per apprendere a star senza mangiare, morì… così succederà agli italiani: sul più bello che sembrano addomesticati, qualcosa accadrà.

Concludendo… con teste di questo genere, siamo messi molto male: quanti, di coloro che comandano oggi, passeranno alla Storia? Se passeranno alla Storia, lo faranno solamente come esempio di incapacità.

Altre cose, su chi tiene le fila della situazione attuale, si potrebbero aggiungere ma per ora basta: cose da dire, comunque, ce ne sarebbero ancora tante.

Le persone oggi al potere (ci riferiamo alla sfera finanziaria anglo-sassone, oggi sulla cresta dell’onda), che pensano di aver cambiato l’uomo o che, comunque, pensano che l’uomo sia cambiato, non tenendo conto dei venti mila secoli di cui abbiamo parlato sopra, difficilmente cambieranno idea.

Sull’attuale modello di sviluppo, diranno: è un modello irreversibile, immarcescibile, una conquista essenziale da parte del genere umano, non torneremo più indietro, l’importante è credere, obbedire e combattere eccetera eccetera eccetera. In realtà sono delle lobbies alle quali non interessa niente di quanto andiamo dicendo. E tra costoro, i peggiori sono quelli che si fingono filantropi.

E a chi farà l’osservazione che, se non ci fosse stata l’economia del Dono (il Piano Marshall) che è antitetica al modello attuale, ora saremmo una manica di diseredati, per cui il modello attuale non ha MAI dato prova di validità, risponderanno, con aria di sufficienza e senza nessuna argomentazione concreta: “Senti…  questo cretino…  cosa dice… il Piano Marshall… ma questo vaneggia… non c’entra niente…” E coloro che saran presenti, vista la sicumera, la tracotanza, l’arroganza, la supponenza di tale risposta, concluderanno che il tapino che si è permesso di accennare al Piano Marshall è, con ogni probabilità, un populista, un fascista, un anarchico, un brutto individuo, non ha la cravatta, e amico di chi non dovrebbe essere, è spettinato,  non è amico di chi dovrebbe essere, è un nordista,  è un sudista, è un centrista, vuole l’autonomia, è un arruffapopoli, è peggio di uno che non vogliamo neanche nominare, avrà studiato poco, sarà un buffone, anzi lo è: inoltre, se le sue ciance fossero veritiere… bla… bla… bla…

Dice qualcuno sommessamente: “Guarda che costui, nel 2007, ha chiuso e venduto la sua azienda che si occupava di finanza, argomentando pubblicamente che per i prossimi venti anni non ci sarebbero rimasti nemmeno gli occhi per piangere, mentre coloro, i cui argomenti tu stai apparentemente condividendo, non possono essere che di due tipi. Scegli tu quale tipo, se l’uno o l’altro:

  1. Sapevano che sarebbe arrivata la crisi ma, a differenza di costui, non ne hanno parlato per varî motivi e soprattutto non vi hanno posto rimedio, o cercato di porvelo, venendo meno al giuramento solenne fatto, come ministri, di fare ciò che è bene per l’Italia.
  2. Non lo sapevano: quindi, probabilmente, non sanno niente nemmeno ora.

Come è uscita la Germania dalla profondissima crisi successiva alla Seconda Guerra Mondiale? In soldoni, senza fare troppe digressioni,  oltre che il Piano Marshall, i tedeschi hanno fatto qualcos’altro? Ebbene, si! L’intelligenza è stata che la Germania ha ricevuto il Piano Marshall ma lo ha in gran parte redistribuito ai tedeschi, con un sistema di ipoteche. Tutti coloro che avevano qualcosa (Terreni, fabbricati, investimenti eccetera) sono stati obbligati per legge ad ipotecare solamente il 50% dei loro averi e, nonostante l’apparente impoverimento, hanno ricevuto in cambio l’equivalente monetario del 100% di quegli averi. Sotto l’apparente ipoteca del 50%, tutti hanno ricevuto un assegno del 100%, META’ DEL QUALE ERA UN DONO FATTO A FONDO PERDUTO. Ma, in realtà, hanno ricevuto tutti il 100% liquido corrispondente a quanto avevano. Solo così la Germania si risollevò. Poi, col tempo, i tedeschi rimborsarono alla Germania il 50% corrispondente a tutta l’ipoteca e l’ipoteca stessa venne estinta.

In Europa, nell’ipotesi migliore, si dovrà fare altrettanto? Chi lo sa? La Germania, ovviamente, queste cose le sa ma fa finta che il sistema attuale sia perfetto, ben sapendo che i Doni ricevuti testimoniano il contrario. Ma forse si usa far paura con la pistola scarica. Se, d’altronde, quelli che ascoltano i tedeschi attuali queste cose non le sanno…

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