Santa Lucia [705]

asinoDicono: “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”.

E ci viene da ridere ma facciamo male. Perché?

Prima di tutto, facciamo notare che i giorni sono lunghi tutti esattamente 24 ore, tranne il 31 dicembre, il quale, da quando esistono gli orologi atomici, può essere modificato in più o in meno di qualche frazione di secondo, per rientrare nella precisione assoluta che non poteva essere calcolata il 5 ottobre del 1582, quando è stato introdotto il calendario gregoriano.

Quindi il senso del ‘giorno più corto’ enunciato dalla tradizione popolare è un altro e significa, in realtà, ‘il giorno nel quale il sole tramonta prima’. Propriamente, non è, il giorno di Santa Lucia, il più corto di luce: il più corto di luce continua ad essere il solstizio d’inverno. Ed esattamente, quest’anno, passiamo dall’ autunno all’ inverno, alle ore 04:19 della notte tra il 21 e il 22 dicembre. In altri anni, il solstizio d’inverno può cadere il 21 dicembre.

Stranamente, si dirà, il giorno nel quale il sole tramonta prima, non è, non coincide, con il giorno che ha meno minuti di luce. Vediamo infatti come andrà, quest’anno,  per la provincia di Treviso. Ovviamente, per altre zone più ad est o più ad ovest, i minuti possono cambiare ma il discorso resta lo stesso.

2019, provincia di Treviso.

Giorno

Nascita del sole Tramonto del sole Minuti di luce

13/12/2019

Santa Lucia

07:42

16:26

524

22/12/2019

Solstizio d’inverno

07:48

16:29

521

La tabella ci mostra come il sole tramonti, il giorno di Santa Lucia, tre minuti prima di quanto non faccia nel giorno del solstizio. Viceversa, la durata della luce inferiore è, sempre di tre minuti, nel giorno del solstizio.

Questo è dovuto al fatto che si tratta di due fenomeni astronomici diversi: quasi simili ma non del tutto.

Cenni storici

Il calendario attuale si chiama Gregoriano perché venne introdotto, su suggerimento di alcuni scienziati, nel 1582, da papa Gregorio XIII.

Il calendario gregoriano attuale, esattissimo, tranne qualche eventuale  frazione di secondo (in un periodo annuale), che viene sommato o sottratto il 31 dicembre, è così concepito:

  • 1) Ogni quattro anni, viene aggiunto il 29 febbraio. Gli anni solo quelli che, divisi per quattro, danno come resto uno zero. Quindi 2016, 2020, 2024 e così via. Questo lo faceva anche il calendario Giuliano, che venne introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C.
  • 2) Questo però sposterebbe di un poco verso il futuro il calendario: per rimediare, si decise che gli anni secolari, benché divisibili per quattro, NON dovessero essere bisestili. Sono bisestili tutti gli anni divisibili per quattro, quindi, tranne il 1700, il 1800, il 1900 e così via…
  • 3) Ma ancora non va bene, perché questo sposta un po’ troppo verso il passato il calendario: per rimediare, si è deciso che gli anni secolari, che in base alla regola precedente non dovrebbero essere bisestili, lo siano se divisibili per 400: Quindi  in base a questa terza regola SONO bisestili il 1600, il 2000, il 2400 eccetera.
  • 4) In questo modo, ogni 400 anni ci sono 97 anni bisestili. Abbiamo ora ‘solo’ 20 secondi all’anno di differenza col vero anno solare. Questo vale 1 giorno ogni 3323 anni. Pertanto: 3323+1582 (anno di introduzione del calendario gregoriano) = 4905. Nell’ anno 4905, non essendo tale anno bisestile, il mese di febbraio sarà composto di 27 giorni e saremo a posto per altri 3323 anni.

Questi 20 secondi all’anno non c’entrano niente con quelle frazioni di secondo, di cui parlavamo più sopra, che vengono aggiunte o tolte dagli astronomi al 31 dicembre di ogni anno. Queste frazioni dipendono essenzialmente dall’ eccentricità della Terra, dalle influenze gravitazionali di altri pianeti, dalle maree o da grossi meteoriti o da grossi terremoti che possono influenzare la rotazione della Terra stessa.

Il calendario giuliano si limitava a prescrivere il punto 1) di cui sopra e in tal modo, dal 46 a.C. al 1582 d.C. eravamo già fuori di 10 giorni verso il futuro, nel senso che Natale arrivava, nel 1582, un paio di giorni prima dell’Epifania. Forse è più chiaro esemplificare che il solstizio d’inverno arrivava tra il primo e il secondo  giorno di gennaio. Un poco alla volta, mentre il solstizio d’inverno era sempre al 22 dicembre, avremmo celebrato il Natale a Pasqua, cioè con la prima luna primaverile.  Si far per dire, ovviamente ma in qualche migliaio di anni sarebbe stato così. Era necessario sistemare il tutto ed eliminare 10 giorni, ovvero saltare verso il futuro di dieci giorni. 

Per sistemare il calendario, al giovedì 4 ottobre 1582 (calendario giuliano), seguì il venerdì 15 ottobre 1582 (calendario gregoriano): i giorni intercalari, dal 5 al 14 ottobre compresi, nel gregoriano non sono mai esistiti.

Sia per atteggiamenti anti-papali che per motivi vari, non tutti i paesi si adeguarono immediatamente:

  • Nei paesi cattolici ci vollero 5 anni per l’adeguamento.
  • Gli stati luterani (tedeschi ecc.) lo fecero nel 1700 e quelli anglicani (Inghilterra ecc.) lo fecero nel 1752.
  • Il Giappone si adeguò nel 1873, l’Egitto nel 1785 e la Cina nel 1912.
  • Le chiese ortodosse, di Serbia, di Russia e di Gerusalemme NON lo hanno ancora adottato e con le festività religiose siamo quindi fuori ormai di ben 13 giorni. Il Natale viene infatti celebrato al (25+13 = 38) -31 = 7 gennaio.
  • La Svezia, dopo varie resistenze e tentativi di fare qualcosa di indipendente, si arrese nel 1753.
  • L’Unione Sovietica introdusse un calendario pseudo-gregoriano nel 1918 ma anche questo tentativo rientrò nel 1940.

Proprio perché il giorno 13 dicembre è il giorno che si rabbuia prima e rimane senza luce, Santa Lucia è la santa protettrice della vista. 

Dato che stiamo parlando di Santa Lucia, ricordiamo, per inciso (e non c’entra niente con la luce) che nel paese di Santa Lucia, vicino a Conegliano, si festeggia la santa il 13 dicembre, con la presenza di un mercato-fiera tra i più vecchi d’Europa.

Tale mercato fu istituito dai Collalto, invasori longobardi (al seguito di Berengario, nel 959). Berengario designò  quelli che poi divennero i Collalto come feudatari oblati, che si insediarono nell’ attuale comune di Susegana nel 1110 d.C. La prima documentazione del mercato, certa, risale al 1312 ma, per essere ricordato nei documenti in tale anno, è chiaro  che il mercato di Santa Lucia dovesse esistere già da lungo tempo. Comunque, ovviamente, non prima dell’insediamento dei Collalto stessi.

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