Il capro espiatorio 1 [707]

FabbroSarto
Il fabbro (in alto) e il sarto della nostra storia.

Siamo in… (mettete il paese che volete, ad esempio Ungheria) nell’ anno del Signore… (mettete l’anno che volete, ad esempio, 1678) e precisamente nella cittadina di… (mettete la cittadina che volete, ad esempio Tóalmás, 3370 abitanti).

Ebbene, a Tóalmás c’era un borgomastro (la terminologia italiana è: sindaco) che assolveva alle funzioni consuete.

Un fabbro di Tóalmás cercò, provocato, di violentare una audace e prosperosa ragazza che aveva visitato la sua officina per farsi fare un paio di alari per il suo caminetto. Al momento di pagare, la ragazza, facendo la smorfiosa ed usando la sua avvenenza, faceva capire di voler concedersi per evitare il pagamento. Il fabbro ci pensò su un paio di minuti e poi, vista l’insistenza della ragazza, accettò ma, subito dopo, con un cambiamento repentino, la ragazza dimostrò di non voler concedere troppo… a questo punto, il fabbro cercò di usare le maniere forti ma la ragazza non volle cedere… e la scena, non si sa bene perché, finì molto male: ad un certo punto, il fabbro la colpì con un coltello, uccidendola.

Il fabbro, arrestato dai due aiutanti del borgomastro, confessò immediatamente l’omicidio al di là di ogni ragionevole dubbio: era colpevole. La pena per un reo confesso di omicidio a sfondo sessuale era l’impiccagione. Il borgomastro propose di trattenere in prigione il colpevole e di rinviare all’ indomani la comunicazione alle autorità giudicanti. Impose quindi il silenzio ai suoi due aiutanti (al pari di lui al corrente della confessione) ed avrebbe così avuto una notte di tempo per riflettere.

Dirà il lettore: “Riflettere su cosa?”

 Riflettere sul fatto che a Tóalmás c’era un solo fabbro, che faceva i badili, gli aratri, le zappe, gli alari, riparava i recipienti metallici, i paioli, costruiva le serrature per le porte delle abitazioni… come avrebbe fatto la comunità senza il fabbro? d’altronde, il borgomastro doveva pur assicurare il buon funzionamento della vita a Tóalmás…

Improvvisamente, un lampo attraversò la mente del borgomastro: c’erano due sarti! Uno di questi gli era particolarmente antipatico… oltre che orribile a vedersi; anzi, era famoso per palpeggiare le belle donne che andavano a confezionarsi i vestiti nella sua bottega: gli episodî erano stati più di uno… inoltre, dicevano le male lingue, che notte tempo si dedicasse a qualche furtarello… in chiesa non lo vedeva mai nessuno… eppoi, di sarto ce n’era un altro… l’importante era che la sostituzione di persona fosse credibile e… e inoltre, come se non bastasse,  la ragazza era anche cliente del sarto orribile e si era appena fatta fare un vestito nuovo da costui… il sarto poteva aver usato, per l’omicidio, un paio di forbici… come un coltello… era anche scapolo e forse si trattava di un maniaco sessuale che ancora non aveva commesso aggressioni… era comunque stortignaccolo e, a differenza del fabbro, non era certamente un bell’ uomo… bando agli indugi: il colpevole sarà il sarto. Anche perché il fabbro era regolarmente sposato, con figli, era considerato anche un buon marito e, soprattutto, non aveva mai dato adito a chiacchiere. Tutto sommato, cambiava poco per tutti (tranne che per il sarto…) e il fabbro avrebbe continuato a fare il suo lavoro, peraltro indispensabile alla comunità. Bisognava anche dire che il fabbro era stato provocato dalla ragazza… la decisione fu presa. Bisognava però dare qualcosa ai due aiutanti.

Alla mattina presto, il borgomastro chiese al fabbro se sarebbe stato disposto a dare mille fiorini a ciascuno dei due aiutanti (una discreta sommetta) per aiutarli: per aiutarli a dimenticare la confessione…

 Il fabbro si dichiarò d’accordo su tutto e così pure, messi al corrente delle nuove decisioni, si dichiararono i due aiutanti. All’ alba di dieci giorni dopo, il sarto, processato per direttissima, pendeva dalla forca: la giustizia aveva trionfato nuovamente e il paese, col suo fabbro, poteva riprendere la sua vita regolare.

Il popolo aveva certamente visto anche, nel demoniaco sarto, il colpevole di tutti gli altri  furti, commessi nel paese e rimasti impuniti…

A chi diceva loro che il sarto era morto gridando la propria innocenza, il borgomastro e i due aiutanti rispondevano: “Pretenderesti forse che uno confessasse un delitto così vergognoso? chi mai lo farebbe? e non hai visto il suo aspetto malvagio? e secondo te, com’è che, da qualche giorno, furti non ce ne sono più? non c’è dubbio alcuno sulla sua colpevolezza. Anche il giudice, uomo prudentissimo,  non ha avuto esitazioni.”

(l’argomento proseguirà in un altro articolo…)

P.S. L’a questione è comunque trattata ampiamente negli articoli 627-629-631-633-637 de Il Piave. Dovreste cercarli premendo sul riquadro verde in alto a destra, quello con la lente di ingrandimento, digitando ad esempio, [627.  A tale articolo potete accedere anche premendo qui.

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