Calendario di dicembre 2019 [708]

ballerino
Buon Anno 2020.

dicembre 2019

  • domenica, 01/12 –  La maggior parte delle persone pensa che diventare ricchi sia impossibile. Si limita, perciò, a mostrare di esserlo. La psiche, tuttavia, in questa prassi poco sincera, ne risente.
  • lunedì, 02/12 – Il fratello, che ha studiato, a suo fratello, che non lo ha fatto: “Per Natale, ho pensato di regalarti un libro…”  Risposta: “Non serve, grazie, ce l’ho già.”

  • martedì, 03/12 – I francesi non ci possono soffrire perché, quando erano dei galli selvaggi, noi eravamo civilizzatissimi e un abisso ci divideva. Al giorno d’oggi, loro continuano ad essere dei galli e noi che non ci rendiamo nemmeno conto di cose come queste, siamo diventati delle galline.
  • mercoledì, 04/12 – I tedeschi non ci possono soffrire perché, quando erano dei poveri selvaggi, noi eravamo civilizzatissimi e un abisso ci divideva.  Ora loro sono dei ricchi selvaggi e noi siamo dei poveri.
  • giovedì, 05/12 – Gli inglesi non ci possono soffrire perché, quando erano dei poveri selvaggi, noi eravamo civilizzatissimi e un abisso ci divideva.  Ora ci considerano degli half cast (in sostanza, mezzi uomini, letteralmente: dei mezzo sangue) e loro sarebbero i civili ma… chi non usa il bidè, civile non è.
  • venerdì, 06/12 – Gli americani hanno un misto di astio e di ammirazione per gli italiani ed hanno un leggero senso di inferiorità. Una volta, nel ristorante da Mamma Leone a New York, un americano, da un altro tavolo, ascoltava le nostre conversazioni che vertevano sul fatto che in Italia si mangia bene. Sono molti gli americani che, sapendo lo spagnolo, capiscono qualcosa di italiano. Ad un certo punto si alza, pone le nocche dei pugni sul nostro tavolo e dice in americano-quasi-inglese: “Noi, in Alaska, abbiamo il monte McKinley (detto anche monte Denali) che è alto 6190 metri e voi avete solo il Monte Bianco, alto 4808 metri. Soddisfatto, torna al suo piatto. Incredibile dictu.
  • sabato, 07/12 – Anche i tedeschi… siamo in otto di noi a Cervinia, alla pensione Maquignaz, la famiglia proprietaria del monte Cervino, affittato allo stato obbligatoriamente, per poco o nulla. (Mille lire all’anno nel 1976). Quattro tedeschi del tavolo accanto, coi quali non ci si scambiava neanche il buongiorno-buonasera, dopo averci osservati per bene, mandano la signora Maquignaz al nostro tavolo con un’ambasciata: “Loro, i tedeschi, bevono meno di voi, gli italiani, perché loro sono in quattro e voi siete in otto.” Incredibile dictu.
  • domenica, 08/12 – Burgos, in Ispagna. Siamo in un ristorante, mia moglie ed io. Parliamo dapprima in dialetto veneto eppoi ci mettiamo a conversare in italiano. Abbiamo, come attente ascoltatrici, due signorine della città stessa (ce l’ hanno detto dopo) le quali mostrano una certa insofferenza da quando parliamo italiano. Si consultano e poi, una delle due, prende il coraggio  a due mani, si alza, viene al nostro tavolo e dice, sorridendo a trentadue denti, in castigliano: “Scusate, potreste conversare nella lingua che usavate prima? Per me, è una lingua meravigliosa: possiamo sapere che lingua sia?” 
  • lunedì, 09/12 – Eravamo adolescenti e chiedemmo al nostro parroco (veramente un sant’uomo e, se non ci fosse il Paradiso, bisognerebbe crearlo apposta per non deluderlo), chiedemmo, dicevo, come comportarci col nostro problema numero uno: le ragazze. Il sant’uomo riflette un poco e poi, con aria sicura e trionfante, proclama: “Assolutamente, non vi dovete preoccupare: lasciate fare tutto a loro…”
  • martedì, 10/12 – Dobbiamo vivere (e volerlo senz’altro fare) nella finzione, nella fantasia, nelle chiacchiere apparentemente finalizzate ma in realtà sognanti. Questo, perché la verità, invece, uccide.
  • mercoledì, 11/12 – Il giovane macellaio ha fatto un corso di marketing, nel fine settimana,  per vendere di più. Apre, il lunedì mattina presto, il suo negozio, deciso a mostrare ciò che ha appena appreso. Entra una anzianissima popolana. Egli, sorridendo, la arringa, parlando di proteine, di vitamine, di nutrimento moderno, che d’ora innanzi saranno a disposizione della clientela tutta. La signora, malcapitata, lo guarda rispettosamente e dice, con aria smarrita: “Va bene, giovanotto, me ne dia due etti, ché proverò a farli in brodo…”
  • giovedì, 12/12 – Il famoso personaggio ne aveva combinate di tutti i colori: talmente tante, che i suoi ricordi lo affliggevano perennemente e gli suscitavano una pletora di rimorsi. Sperava, fervidamente, di perdere la memoria. Si sarebbe potuto sparare ma… non aveva il porto d’armi.
  • venerdì, 13/12 – Il buonismo distrugge un popolo: la corruzione deriva dal fatto che il corrotto e il corruttore sanno che la gente è buonista e che le punizioni saranno blande, all’acqua si rose. Se non ci fosse buonismo, i corruttori e i corrotti, prima di corrompere o di farsi corrompere (che è la stessa cosa) ci penserebbero su cento volte.
  • sabato, 14/12 – Siamo nel XII secolo: il giudice, non rispettava la legge, la violava. La giustizia non funzionava. Come tutti coloro che usano la violenza, aveva paura delle reazioni dei giudicati:  per questo infieriva sui deboli, per  dimostrare che faceva pur qualcosa e per nascondere  la vergogna di non saper punire i forti.
  • domenica, 15/12 – Anche il genere musicale ‘rap’ ha avuto dei precursori: il gracidare delle rane negli stagni.
  • lunedì, 16/12 – Mi è successo, in un ambiente popolato da sprovveduti, di vergognarmi della mia  ben misera preparazione. Tutto è relativo.
  • martedì, 17/12 – Benché io sia un tifoso di calcio, devo dire che, molto spesso, le interviste a calciatori ed allenatori sono una disperante monotonia.
  • mercoledì, 18/12 – Viviamo in un mondo vertiginoso, moderno, raffinato. E sono tutte cose eccezionali, soprattutto i discorsi di molti politici. Quando ci penso, mi viene da sbadigliare.
  • giovedì, 19/12 –  Spettacoli televisivi. Oratori religiosi, che dovrebbero commuovere, certe volte, per voler essere moderni ad ogni costo, fanno ridere.
  • venerdì, 20/12 – Spettacoli televisivi. Comici rinomati e affermati, che dovrebbero far ridere, fanno piangere: non riescono ad evitare le volgarità.
  • sabato, 21/12 – Lo sport, al giorno d’oggi, è forse l’unica manifestazione accettabile.
  • domenica, 22/12 – L’amore è meraviglioso ma… preparatevi ad ogni tipo di meraviglia… 
  • lunedì, 23/12 – La volgarità più sfacciata aumenta con l’abbassamento del livello sociale. Ma, tutto sommato, è innocua. Con l’aumentare del livello sociale aumenta invece la supponenza sciocca. Questa è molto dannosa.
  • martedì, 24/12 –  Si dice, a ragione, guadagnarsi il pane e non lo spinello.
  • mercoledì, 25/12 – L’uomo politico che non sia uomo di stato: figura comune alla guida della sua barca di carta, che affonderà al primo maroso. O al secondo.
  • giovedì, 26/12 – Se potessi muovermi nel tempo, vorrei conoscere personalmente Giovanni Boccaccio. Non so il perché. Oppure Napoleone. E saprei il perché.
  • venerdì, 27/12 -Altro episodio a New York, questa volta in un ristorante cinese. Un avventore americano, parla in lingua spagnola al cameriere (cinese) e dice: “Mucho trabajo, poco dinero. Mucho dinero, poco trabajo.” [Molto lavoro, poco denaro. Molto denaro, poco lavoro]. Il cameriere cinese ride come un pazzo. Non è dato sapere il perché… che abbia capito? o ride solo per compiacere il cliente?
  • sabato, 28/12 – A mio avviso, nessuno può battere Napoleone come protagonista della Storia.
  • domenica, 29/12 – Purtroppo, nessuno può insegnarti cosa sia il buon gusto: lo devi imparare a tue spese, andando per tentativi.
  • lunedì, 30/12 – Quando una persona muore, lasciando qualcosa d’incompiuto, muore male. Quando una persona muore, senza lasciare alcunché d’incompiuto, muore peggio.
  • martedì, 31/12 – Come fare un film nuovo? si prende un film vecchio, si sostituiscono le scene dove ci sono degli apparecchi radio e vi si mettono scene dove si siano apparecchi televisivi, scene con telefoni sostituite da scene con cellulari, romanzi d’amore tra uomo e donna con scene tra omosessuali maschili o femminili e… voilà! ecco il nuovo film…

Poniamo la parola fine a 365 riflessioni del 2019. Nel 2020 non ripeteremo l’impresa: sarebbe un’ impresa lunghissima. Il 2020 è bisestile.

Non tutti sanno perché si dica bisestile. Esisteva, nel calendario latino, il primo di marzo che era chiamato Calendas. Il sesto giorno prima delle Calende di Marzo era il ‘dies sextus ante calendas martii’. Il sesto giorno prima delle Calende di Marzo.  I romani mettevano, ogni quattro anni, il ventinovesimo giorno di febbraio, non dove lo mettiamo noi ma dopo il sesto giorno prima delle Calende. Ciò corrispondeva al nostro 23 febbraio. Il giorno in più veniva sistemato, pertanto, tra il 23 e il 24 febbraio. Da qui il nome bis sextus (ovvero un secondo giorno sesto, noi diremmo un secondo 23 febbraio). Strana usanza ma tant’è.

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