Archivi tag: Venezia

Mastro Benedetto 2 [510]

1960piazza2017
La Piazza San Marco nel 1960 a Venezia con un colombo, colorato artificialmente, su una macchina fotografica atta a riprendere i turisti. Notare l’acqua alta. Ernesto Giorgi ©

I discepoli continuano a circondare Benéto, ovvero Benedetto, il famoso filosofo veneziano che spesso teneva le sue lezioni sui tavolini del Caffè Floriàn, in Piazza San Marco.

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Città di Venezia 13 [506]

Bronsa
Venezia, una vecchia brónsa tra la Calle Crosèra e la Calle del Pestrìn, vicino al panificio Visinoni, nella parrocchia della Bragora e quindi nel sestiere di Castello – Coordinate decimali Lat. 45.434318°, Lon. 12.347393° – Questo era il locale che si chiamava proprio Alla brónsa e che oggi è stato (ovviamente?…) trasformato in trattoria per turisti. Nonostante il tutto sia stato completamente cambiato, sussistono ancora le due lavagne di cui si parla nell’articolo, solo che sono state messe all’esterno, come si usava fare d’estate (leggere l’articolo).

[Seguito di Città di Venezia 12]  – Il polpo alla veneziana viene fatto lesso con l’acqua di mare in una grande pentola dove si mettono anche le patate da pelare. Una volta cotto (le discussioni su tempi e modi di cottura del fólpo sono infinite).

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Città di Venezia 12 [505]

Excelsior1964
Venezia, Lido, estate 1964 – Il lussuosissimo Relax dell’Hotel Excelsior, antistante alla spiaggia dell’albergo stesso: i clienti possono chiedere delle consumazioni. Oltre che nei tavolini, le consumazioni possono essere portate nella spiaggia da camerieri impeccabilmente vestiti. Nel Relax, un’orchestrina sulla destra (non visibile) intrattiene il pubblico con canzoni alla moda e con classiche sonate per pianoforte – Ernesto Giorgi ©

[Seguito di Città di Venezia 11] – Ricordo che, negli anni ’50, i ragazzini veneziani facevano il bagno pomeridiano e la merenda in fretta e in furia perché alle Quattro Fontane, sulla spiaggia, c’erano le marionette di Maria Perego, che successivamente, nel 1959, creò anche Topo Gigio.

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Città di Venezia 11 [504]

Venezia1952
Venezia, primavera 1952, Riva degli Schiavoni, il Ponte del Vin, l’albergo Danieli e, sullo sfondo, il Palazzo Ducale. Notare il cappello dell’uomo col cappotto colorato di blu: si usavano quei cappelli. I colori sono ovviamente artificiali. In primo piano, un ragazzino vestito da marinaio, come si usava. – Ernesto Giorgi ©

Potete vedervi il precedente Città di Venezia 10 per collegare i ragionamenti.

Venezia, anni ’50: i veneziani, col Lido di Venezia, hanno un rapporto di necessità. Pochi sono i fortunati che vivono sulla Riva degli Schiavoni o alle Zattere, le due zone più assolate. Per gli altri, non è che ci sia tanto sole nelle calli dove vivono e perciò appena possono, nei mesi freddi, vanno a sedersi sui tavolini dei bar e delle gelaterie delle due zone più assolate mentre, nei mesi caldi, il sogno di tutti è il Lido. In terraferma non è la stessa cosa perché, bene o male, un poco di sole si può sempre prendere.

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Appuntato 3 [496]

fornaio
Padola (Belluno), nel Comelico Superiore, vicino alle sorgenti del Piave. Esiste un sentiero nel bosco, che parte dalla Piazza San Luca e che va a Dosoledo, paesino confinante, dove i migliori artigiani falegnami hanno fatto delle bellissime statue lignee raffiguranti ‘Arti e Mestieri’, le quali statue sono state poste lungo il sentiero: eccone una che raffigura un fornaio.

All’inizio del 1918 un  tenente dell’esercito italiano fu ferito gravemente in un attacco della battaglia del Piave. Ricoverato nell’ospedale da campo, era circondato da altri ufficiali perché si temeva che potesse morire da un momento all’altro. Con un sorriso smarrito, il tenente ferito disse: “No sté preocupàrve, tóxi, no pòsso mìga morìr… mancarìa àltro… se pròprio me tocàsse morìr, prìma go da védar el cùło dei crùchi…” [Non preoccupatevi, ragazzi, non posso mica morire… ci mancherebbe altro… se proprio mi toccasse in sorte di morire, prima devo vedere il culo dei crucchi…]

Il significato di ‘vedere il culo dei crucchi’ è:  vedere il sedere degli austro-ungarici che scappano…]

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Tempo fuggente 3 [476]

ferrovia
Venezia – Gente in attesa del vaporetto sul pontile della Ferrovia di Santa Lucia. Notare le due bitte per l’attracco del vaporetto.

(Segue da Tempo fuggente 2 [475]) Se la cravatta grida vendetta a Dio, si tratta sicuramente di uno statunitense, oppure, se siamo in estate, l’americano avrà anche una camicia hawaiana, cosa che un inglese non indosserà mai, per nessun motivo.    Continua a leggere Tempo fuggente 3 [476]

Tempo fuggente 2 [475]

Arsenale1
Venezia – 1960 – Riva degli Schiavoni con il pontile dell’Arsenale all’estrema sinistra – Ernesto Giorgi ©

(Segue da Tempo fuggente 1 [474]) Per evitare che la gente scivoli quando le passerelle sono inclinate, sulle passerelle di legno sono poste delle traversine in acciaio, alte due centimetri circa, in modo che i piedi dei passeggeri possano avere un appoggio sicuro su tali traversine.     Continua a leggere Tempo fuggente 2 [475]

Tempo fuggente 1 [474]

pontile
Venezia – Gente in attesa di passare dalla terra ferma al pontile, al quale attraccherà il vaporetto. Notare la passerella in discesa perché la marea è relativamente bassa.

Torno a Venezia, dopo anni che non prendo il vaporetto accelerato Linea 1 e riprovo l’emozione del veneziano.      Continua a leggere Tempo fuggente 1 [474]

Storiografia dei veneti 8 [461]

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La cattedrale di Zara: sembra Venezia. – 1976 – Ernesto Giorgi ©

(Vedi anche i precedenti: l’ultimo è Storiografia dei Veneti 7). Riassumiamo qui alcune delle probabili origini della città di Venezia.     Continua a leggere Storiografia dei veneti 8 [461]

Tabacco americano [454]

solarium
Cortina 1979 – Solarium in Cima Tofana – 3244 metri – Vi si recavano sempre Jenny2 e Franco2 – Ernesto Giorgi ©

I veneziani facilmente sposano delle straniere che vengono in vacanza a visitare la città. I ragazzi veneziani facevano (e forse lo fanno ancora) una classifica stagionale delle conquiste fatte, attribuendo un punteggio alla conquista femminile. Il punteggio cambia a seconda della nazionalità. Le conquiste italiane non sono comprese nel conteggio: i maggiori punti si prendono con una conquista americana e i minori con una conquista tedesca.     Continua a leggere Tabacco americano [454]

Città di Venezia 10 [448]

Voigtlander Vito Bl Ob.Color Scopar f/2.8 50mm
Venezia -1961 – Piazzetta dei Leoncini, antistante al Patriarcato e fiancheggiante la Basilica di San Marco – 1961- Ernesto Giorgi ©

“Quadrupedante putrem sonitu quatit ungula campum” (Virgilio, Eneide, VIII, 596): questo mi ripeteva sempre il sacerdote addetto alla Portineria del Patriarcato. E sottolineava la sapiente disposizione degli accenti: “quadrupedànte putrèm sonitùquătĭt ùngula càmpum”, la quale, stante il significato in italiano “Lo zoccolo batte il molle terreno (e) risuona la corsa impetuosa”, fornisce effettivamente l’impressione voluta, cioè (come si evince dagli altri versi precedenti) che un centurione arrivi col cavallo galoppante nell’accampamento romano, recando un urgente messaggio.     Continua a leggere Città di Venezia 10 [448]

Città di Venezia 9 [447]

paolucio
Venezia – Il primo doge dal 697 al 717

El xé nassùo a Oderzo ma no savémo l’àno…” [E’ nato ad Oderzo ma non sappiamo l’anno]. “Par dìrla tùta, no savémo gnànca s’el sìa esistìo…”. [Per dirla tutta, non sappiamo nemmeno se sia esistito]. Potremmo proseguire, riportando tutto e il contrario di tutto, perché gran parte del personaggio è avvolta dal più fitto mistero. Tanto per cominciare, il nome. Si chiamava probabilmente Paolo Lucio, per cui la contrazione non dovrebbe fare Paoluccio, con due ‘c’ ma PaoLucio. D’altronde, ad ulteriore rinforzo di questa tesi, due ‘c’ dolci non rientrerebbero nell’idioma veneto. Altri dicono Paulo Lucio, col Paulo più latineggiante.     Continua a leggere Città di Venezia 9 [447]

Città di Venezia 8 [446]

carmagnola
Venezia – Secolo XV° – Un boia con la mannaia sul ceppo per la decapitazione – Il Conte di Carmagnola – Alessandro Manzoni.

Francesco Bussone, Conte di Carmagnola, capo delle milizie veneziane, capitano di ventura, divenuto troppo pericoloso, fu decapitato in Piazzetta San Marco, tra le colonne di Marco e Todaro, nel 1432.    Continua a leggere Città di Venezia 8 [446]

Città di Venezia 7 [445]

MarinFaliero
Venezia – Palazzo Ducale – Marin Faliero decapitato ai piedi della Scala dei Giganti.

Esiste un altro mistero spiegato male che, pertanto, rimane un mistero: la decapitazione di Marin Faliero (in veneziano Marìn Falièr). Nato nel 1285 e morto il 17 aprile sera del 1355. Era doge dal 1354, poco più di un anno. Mentre tutti subivano il patibolo tra le colonne di Marco e Todaro, in pieno giorno, Marin Faliero fu ufficialmente decapitato di sera, sulla Scala dei Giganti, dove il popolo non poteva assistere.     Continua a leggere Città di Venezia 7 [445]

Città di Venezia 5 [443]

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Venezia – Piazza San Marco – 1981 – Cittadini veneziani celebrano il Carnevale – Ernesto Giorgi ©

Un altro motivo per cui i veneziani sono così diversi dal resto dei veneti lo si trova nel loro Carnevale.     Continua a leggere Città di Venezia 5 [443]

Città di Venezia 4 [442]

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Venezia – Piazza San Marco – 1961 – Cittadini veneziani ascoltano la Banda Municipale che esegue alcuni pezzi dal divertente Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini – Ernesto Giorgi ©

Un altro motivo per cui i veneziani sono così distaccati ed ironici è la civiltà millenaria, che si ritrova ovviamente anche in alcune altre popolazioni italiane. Voglio qui esprimere il mio pensiero, dopo aver girato molto in Europa.    Continua a leggere Città di Venezia 4 [442]

Città di Venezia 3 [441]

Sarpi
Venezia – Campo Santa Fosca – fra’ Paolo Sarpi, al secolo Pietro Sarpi: statua eretta nei pressi del tentato omicidio.

Abbiamo detto che i veneziani non erano ligi alla Chiesa Cattolica, perché mentalmente sono sempre stati refrattari a dogmi di ogni genere, in modo particolare refrattari al papa che, con la scusa della religione, voleva sottomettere anche Venezia. La potenza della Chiesa era enorme, spaventosa e il Vaticano, quando si trattava di riaffermare il proprio potere temporale, non andava troppo per il sottile.    Continua a leggere Città di Venezia 3 [441]

Città di Venezia 2 [440]

Schiavoni
Venezia – Riva degli Schiavoni, dal Campanile di San Marco – mese agosto 1961 – Ernesto Giorgi ©

“Co morìmo, sémo tùti compàgni, che no ti crédi, sa… ànsi, ànca nuialtri poaréti gavarémo un tochetìn de tèra… a San Micèl…”       Continua a leggere Città di Venezia 2 [440]

Città di Venezia 1 [439]

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Venezia – San Giorgio Maggiore, dalla Riva degli Schiavoni, con l’aliscafo proveniente da Trieste – 1961 – Ernesto Giorgi ©

I veneziani sono famosi per aver subito dal 1297 la Serrata del Maggior Consiglio e per aver fatto buon viso a cattivo gioco per 500 anni, sino al 1797.    Continua a leggere Città di Venezia 1 [439]

La fine [422]

mori
Venezia – Piazza San Marco con i Mori, la Torre dell’Orologio e una parte della Basilica – Foto ripresa dal Campanile – 1961 – Ernesto Giorgi ©

Come potete notare, la categoria di questo articolo non è Storia, bensì Politica, in quanto condurremo un parallelo tra la fine della Serenissima e la possibile (lungi da noi dire ‘probabile’…) fine della Repubblica Italiana.    Continua a leggere La fine [422]