Marketing [128]

bisteccaRevisione 22 nov 2018 – Mario Barro aveva una meravigliosa macelleria a FD in provincia di Treviso e le cose per un certo tempo erano andate molto bene. Poi, tra i supermercati da una parte e la crisi economica dall’altra, in mezzo erano rimasti i suoi clienti superstiti, pochi in verità.

Eppure, un suo amico, che aveva la macelleria in un paese a una cinquantina di chilometri, stava andando molto bene. Questo amico, gli disse: “Scólta, Mario, ànca mi ière mèss màl ma dòpo sòn ‘ndàt a Trevìso, un sàbo e ‘na doménega e ò fàt un córso de màrketing… ho quàsi radopià el guadàgno…” [Ascolta, Mario, anch’io ero messo male ma sono andato a Treviso, un sabato e una domenica e ho fatto un corso di marketing… ho quasi raddoppiato il guadagno…]

Mario ringrazia infinitamente, si fa dare il numero di telefono di coloro che tengono il corso e chiama seduta stante.

Il sabato e la domenica successivi partecipa al corso, che costa non poco. Ma quando si è in guerra, bisogna pur combattere…

La notte tra la domenica e il lunedì s’impara a memoria i nuovi discorsi e apre la macelleria alle sette e mezza del mattino. Pronto, prontissimo, attende a piè fermo il primo cliente.

Entra una signora molto anziana, sui novant’anni che dice: “Bongiòrno… varàe càro crompàr…” [Buongiorno, gradirei acquistare…]

Mario non la ascolta nemmeno e attacca, in lingua italiana (i nuovi insegnamenti dicono che non si deve usare il dialetto):

“Carissima signora, buon giorno di cuore e veramente benvenuta. Lei è fortunata, perché oggi si inaugura, in questo luogo, un nuovo rapporto tra cliente ed esperto di macelleria. L’esperto di macelleria deve avere una solida preparazione sui componenti biologici dei prodotti offerti alla clientela: a seconda dell’età del cliente consumatore, vanno forniti tagli più o meno proteici, più o meno nutrienti. Nel suo caso, con una rapida occhiata alla recentissima applicazione elettronica, il suggerimento sarebbe forse quello di scegliere qualcosa di non troppo proteico. A lei la parola per esprimere le sue preferenze, prego…”

La signora strabuzza gli occhi, si ricompone e dice:

Va bén, fiòl, el mìn dàe dó èti, che próve a fàrme un bròdo…” [Va bene, figlio mio, me ne dia due etti che provo a farmi un brodo… ]

Nota per il lettore.
Quando ci si accorge che uno non capisce niente, si usa dire, in sua vece: “El mìn dàe dó èti…”, quindi la storia è conosciutissima.

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