Archivi tag: Piave

Appuntato 3 [496]

fornaio
Padola (Belluno), nel Comelico Superiore, vicino alle sorgenti del Piave. Esiste un sentiero nel bosco, che parte dalla Piazza San Luca e che va a Dosoledo, paesino confinante, dove i migliori artigiani falegnami hanno fatto delle bellissime statue lignee raffiguranti ‘Arti e Mestieri’, le quali statue sono state poste lungo il sentiero: eccone una che raffigura un fornaio.

All’inizio del 1918 un  tenente dell’esercito italiano fu ferito gravemente in un attacco della battaglia del Piave. Ricoverato nell’ospedale da campo, era circondato da altri ufficiali perché si temeva che potesse morire da un momento all’altro. Con un sorriso smarrito, il tenente ferito disse: “No sté preocupàrve, tóxi, no pòsso mìga morìr… mancarìa àltro… se pròprio me tocàsse morìr, prìma go da védar el cùło dei crùchi…” [Non preoccupatevi, ragazzi, non posso mica morire… ci mancherebbe altro… se proprio mi toccasse in sorte di morire, prima devo vedere il culo dei crucchi…]

Il significato di ‘vedere il culo dei crucchi’ è:  vedere il sedere degli austro-ungarici che scappano…]

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Barattoli [312]

BormioliSulle Grave di Papadopoli, lungo il Piave, si può trovare ogni tanto uno strano pescatore, un certo Pietro Buratin, ingegnere idraulico laureato a Padova, il quale mette nelle acque del fiume, legata ad una lenza, una piccola retina contenente uno specchietto e… aspetta. Accanto a sé, d’in su la riva, per dirla col poeta, ci sono una cinquantina di barattoli in vetro, alcuni aperti ed altri ermeticamente chiusi. Continua a leggere Barattoli [312]

Il vecchio degli occhiali [200]

occhialiEsisteva ed esiste ancora, a Santa Maria del Piave, nel comune di Mareno di Piave, lungo il fiume Piave, una casupola abitata da un vecchio vecchione, di nome Celestino Trevisàn, che ogni mattina, estate o inverno che fosse, entrava a piedi nudi nell’acqua del fiume e ogni mattina, non appena entrato nell’acqua, diceva come prima parola: “Aaaahh!” Continua a leggere Il vecchio degli occhiali [200]

Vendere pesce [180]

pesce1Un altro personaggio, un po’ come quello della Sabbia del Piave, era T.G., sempre di Stabiuzzo, frazione di Ormelle, sulle rive del Piave. Doveva pur vivere e, qualche anno dopo la guerra, un lavoro non si trovava e bisognava inventarselo. Continua a leggere Vendere pesce [180]

Colpo di grazia [169]

crocerossaSiamo sul Piave, durante la Grande Guerra. Una battaglia nella zona di Fagarè è appena finita. Una delle tante, purtroppo, tantissime. Dopo la disfatta di Caporetto del 1917, gli italiani hanno arginato l’avanzata degli Imperi Centrali sulle rive del Piave. Continua a leggere Colpo di grazia [169]

Filò 2 [161]

Filo2
Mucca di razza rendena con profilo di militare austriaco nella Grande Guerra.

(Racconti della nonna Epo nei filò)

La mucca rubata.

Premessa: gli austriaci (i todeschi) hanno perso la guerra perché non avevano più niente da mangiare, né munizioni, né generi di alcun tipo: questa è la condanna di coloro che troppo baldanzosamente si allontanano da casa loro o che per qualunque motivo non riescano a concludere rapidamente le ostilità. Continua a leggere Filò 2 [161]

Tema piccante [125]

PeperoncinoAnche se è un tema piccante, va bene per i bambini: cominciamo col tema e alla fine esamineremo la parte piccante. Il tema è quello dato da una maestra, in quinta elementare, in un comune di Zenson di Piave, in provincia di Treviso. Il tema è il seguente: Descrivi una tua gita sull’argine del fiume Piave, usando almeno una volta le forme del verbo ‘avere’ col gerundio presente e col participio passato: ‘avendo avuto’.” Continua a leggere Tema piccante [125]

L’arciprete e la grandine [3]

preteTorniamo alla Chiesa e alla partita zoppa (solo Avere) per narrare un gustoso episodio dal quale emerge che il povero cappellano non era il solo ad essere vittima dell’avarizia dell’arciprete. L’avarizia è uno dei sette peccati capitali e, quando comprende la cupidigia nei confronti della proprietà di un’altra persona, viene definita invidia: a questo punto si va anche contro al decimo comandamento, non desiderare la roba d’altri. Il decimo comandamento, anche se ultimo, non è per questo il peggiore. Continua a leggere L’arciprete e la grandine [3]

Il porcello di Sant’Antonio [2]

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L’arciprete possedeva non poche terre in paese. Non mi è mai stato chiaro se le terre fossero sue o della parrocchia. Le terre erano date, seguendo i contratti agricoli, o a mezzadria o in affitto, oppure ancora vi erano dei lavoranti a giornata, come rinforzo ai mezzadri o come opera diretta sulle terre non altrimenti lavorate. Continua a leggere Il porcello di Sant’Antonio [2]

Cecco Beppe [1]

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Dal 1866, questa terra fa parte, volente o nolente, della Repubblica Italiana. Nella mia infanzia avevo sempre sentito parlare di quanto si stesse bene sotto Cecco Beppe (l’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, 1830 – 1916, Francesc Josif I in friulano) ma credevo che fossero le solite chiacchiere: a Venezia, sin dalla prima elementare (1949) mi avevano inculcato il Tricolore e così via. Continua a leggere Cecco Beppe [1]