Mastro Benedetto 4 [518]

bellezza
La famosa statuetta di Venere callipigia (o steatopigia) del neolitico: nel tempo, il concetto di bellezza femminile è cambiato e la Venere neolitica oggi non sarebbe più ammirata.

(Vedere anche il precedente Mastro Benedetto 3)  Il nostro amico filosofo Benéto se ne stava, ancora una volta, seduto al Floriàn in Piazza San Marco, circondato dal suo folto gruppo di allievi.

Continua a leggere Mastro Benedetto 4 [518]

Il manicomio 7 [517]

obelix
Obélix, il simpaticissimo gallo di Goscinny ed Uderzo.

Toneàte era il suo soprannome in dialetto: dato che si chiamava Antonio e pesava moltissimo, si diceva scherzosamente che pesava due tonnellate. Il suo nome passò quindi da Tòni a Toneàte e come tale fu conosciuto da tutti. Comunque, Toneàte non era certamente un Einstein ma sapeva limitarsi ad intervenire solo quando poteva dire la sua: evitava, insomma, di fare brutta figura e di rivelare alcuni dei suoi limiti.

Continua a leggere Il manicomio 7 [517]

Le vere Cicala e Formica [516]

CicalaFormica
La Cicala a sinistra e la Formica (Sofia Vergara) a destra.

Vi racconto prima la storia della Cicala e della Formica, così come l’ha raccontata Jean de La Fontaine. Benché la struttura del testo sia la stessa, l’ho completamente rivista, per renderla più moderna e meno ‘francesizzante’ come poesiola.

Continua a leggere Le vere Cicala e Formica [516]

Mastro Benedetto 3 [515]

aristotele
Particolare centrale del celebre dipinto di Raffaello Sanzio (1509-1510), noto come ’La scuola di Atene’, con l’immagine di Aristotele, al centro, contrassegnato dalla freccia azzurra.

(Vedere anche il precedente Mastro Benedetto 2)

Nell’articolo Sconvolgente [500] in cui il Mago Budini faceva il suo misterioso spettacolo, non si trattava in realtà del Mago Budini, bensì di Mastro Benedetto.

Continua a leggere Mastro Benedetto 3 [515]

Il gondoliere 5 [514]

ornamentoGondola
Un classico ornamento per gondola, posto su entrambi i lati dell’imbarcazione, in corrispondenza del sedile del turista.

Vedere anche il precedente Il gondoliere 4 – Quando lavoravo alla Cooperativa Gondolieri di Venezia, ero ovviamente sempre a contatto coi gondolieri stessi e prendevo sistematicamente buona nota delle frasi, delle battute e dei motti di spirito più originali ed interessanti.

Continua a leggere Il gondoliere 5 [514]

Il gatto nero 3 [513]

ALCIBIADE513Segue dal precedente Il gatto nero 2. Alcibiade è un gatto nero, che come tutti i gatti parla greco. Pertanto è anche un grande filosofo, come tutti i gatti. La differenza comportamentale tra cani e gatti sta proprio in questo: i gatti sono dei grandi filosofi ed i cani, invece, di filosofia non capiscono proprio niente.

Continua a leggere Il gatto nero 3 [513]

Filò 6 [512]

1981Candelora
Ormelle(Treviso) 2 febbraio 1981. La rottura delle pignatte coi regali durante la festa della Madonna Candelora – Ernesto Giorgi ©

Nella cultura della Sinistra Piave, la funzione del filò era importantissima. Per comprendere bene ciò che andremo scrivendo in questo articolo, sarebbe consigliabile di andare a rileggersi quanto meno l’articolo precedente sui filò. Ogni società umana, al mondo, ha i suoi riti di trasmissione della propria cultura: lo scopo è quello che i giovani imparino dagli anziani come comportarsi e imparino inoltre quali siano i riti di passaggio.

Continua a leggere Filò 6 [512]

Divertimento 2 [511]

divertimento
Toni Bisigato e il figlio, con in mezzo l’inglese Cardon.

Non dimentichiamo i nostri bambini: i genitori possono leggere ai figli questo articolo.

In veneziano: “Ghe go imprestà schèi a Tòni, ma no’l pàrla de darmii indrìo…”

Continua a leggere Divertimento 2 [511]

Mastro Benedetto 2 [510]

1960piazza2017
La Piazza San Marco nel 1960 a Venezia con un colombo, colorato artificialmente, su una macchina fotografica atta a riprendere i turisti. Notare l’acqua alta. Ernesto Giorgi ©

I discepoli continuano a circondare Benéto, ovvero Benedetto, il famoso filosofo veneziano che spesso teneva le sue lezioni sui tavolini del Caffè Floriàn, in Piazza San Marco.

Continua a leggere Mastro Benedetto 2 [510]

Coriandoli 7 [509]

Venezia1986
Venezia, febbraio 1986. Piazzetta San Marco con la base del Campanile sulla sinistra e la Loggia del Sansovino. Sulla destra si intravvedono le passerelle per l’acqua alta. Sulla sinistra, due carabinieri di ronda con la bellissima alta uniforme, armati di spada. Dietro a loro, altre passerelle per l’acqua alta. Ernesto Giorgi ©

Un macellaio non riesce più a vendere un gran che. Un suo amico, altro macellaio, gli dice: “Fa cóme mi: go fàto un córso de véndita, de sàbo e doménega, a Mestre: gò pagà bastànsa ma val la péna parché i go ciapài tùti da nóvo su do giórni e ‘dèsso i afàri  i va tànto mègio…”

Continua a leggere Coriandoli 7 [509]

Mastro Benedetto 1 [507]

filosofo
Grafica di Ernesto Giorgi ©

A Venezia era molto noto il filosofo Benedetto (Benéto in veneziano), il quale, secondo l’antica tradizione greca, passeggiava su e giù per la città seguito da un codazzo di allievi.

Continua a leggere Mastro Benedetto 1 [507]

Città di Venezia 13 [506]

Bronsa
Venezia, una vecchia brónsa tra la Calle Crosèra e la Calle del Pestrìn, vicino al panificio Visinoni, nella parrocchia della Bragora e quindi nel sestiere di Castello – Coordinate decimali Lat. 45.434318°, Lon. 12.347393° – Questo era il locale che si chiamava proprio Alla brónsa e che oggi è stato (ovviamente?…) trasformato in trattoria per turisti. Nonostante il tutto sia stato completamente cambiato, sussistono ancora le due lavagne di cui si parla nell’articolo, solo che sono state messe all’esterno, come si usava fare d’estate (leggere l’articolo).

[Seguito di Città di Venezia 12]  – Il polpo alla veneziana viene fatto lesso con l’acqua di mare in una grande pentola dove si mettono anche le patate da pelare. Una volta cotto (le discussioni su tempi e modi di cottura del fólpo sono infinite).

Continua a leggere Città di Venezia 13 [506]

Città di Venezia 12 [505]

Excelsior1964
Venezia, Lido, estate 1964 – Il lussuosissimo Relax dell’Hotel Excelsior, antistante alla spiaggia dell’albergo stesso: i clienti possono chiedere delle consumazioni. Oltre che nei tavolini, le consumazioni possono essere portate nella spiaggia da camerieri impeccabilmente vestiti. Nel Relax, un’orchestrina sulla destra (non visibile) intrattiene il pubblico con canzoni alla moda e con classiche sonate per pianoforte – Ernesto Giorgi ©

[Seguito di Città di Venezia 11] – Ricordo che, negli anni ’50, i ragazzini veneziani facevano il bagno pomeridiano e la merenda in fretta e in furia perché alle Quattro Fontane, sulla spiaggia, c’erano le marionette di Maria Perego, che successivamente, nel 1959, creò anche Topo Gigio.

Continua a leggere Città di Venezia 12 [505]

Città di Venezia 11 [504]

Venezia1952
Venezia, primavera 1952, Riva degli Schiavoni, il Ponte del Vin, l’albergo Danieli e, sullo sfondo, il Palazzo Ducale. Notare il cappello dell’uomo col cappotto colorato di blu: si usavano quei cappelli. I colori sono ovviamente artificiali. In primo piano, un ragazzino vestito da marinaio, come si usava. – Ernesto Giorgi ©

Potete vedervi il precedente Città di Venezia 10 per collegare i ragionamenti.

Venezia, anni ’50: i veneziani, col Lido di Venezia, hanno un rapporto di necessità. Pochi sono i fortunati che vivono sulla Riva degli Schiavoni o alle Zattere, le due zone più assolate. Per gli altri, non è che ci sia tanto sole nelle calli dove vivono e perciò appena possono, nei mesi freddi, vanno a sedersi sui tavolini dei bar e delle gelaterie delle due zone più assolate mentre, nei mesi caldi, il sogno di tutti è il Lido. In terraferma non è la stessa cosa perché, bene o male, un poco di sole si può sempre prendere.

Continua a leggere Città di Venezia 11 [504]

Caccia grossa 5 [503]

elefantebungalow
Un elefante si gratta contro un bungalow, riducendolo a mal partito.

Potete vedervi il precedente Caccia grossa 4 per collegare i ragionamenti.

Anni fa, il mio amico Giuseppe Marino, medico ospedaliero, se n’è andato, come quelli che se ne vanno serenamente.

Continua a leggere Caccia grossa 5 [503]

Baruc 3 [502]

Baruc3
Un’immagine disperata, particolare dal Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564)

Potete vedervi il precedente Baruc2 per collegare i ragionamenti.

Bisogna dire che il popolo è più abituato di chi comanda alle privazioni, agli stenti, ai sacrifici e a resistere. Tuttavia, il popolo capisce perfettamente da chi è guidato e quindi quale sia il livello, nel nostro caso, della classe politica.

Continua a leggere Baruc 3 [502]

Da tanto tempo [501]

Un merlo, incantato dalla nuova aurora.

Nell’evoluzione degli animali, esiste una costante: la paura che il sole non ritorni. Questo, ovviamente, riguarda anche noi che facciamo parte degli animali.

Parleremo di un animale simpaticissimo, che è particolarmente diffuso qui da noi, nel Veneto.

Continua a leggere Da tanto tempo [501]

Sconvolgente [500]

Houdini
Il mago Houdini, che all’inizio del secolo scorso sbalordì mezzo mondo, con illusionismo incredibilmente spettacolare.

Parleremo del mago Budini, che si esibì a Venezia, al Teatro Malibran, negli anni ‘60.

Quando cominciava il suo spettacolo, nel palcoscenico c’era una Fiat 500, il biglietto costava 500 lire e, per questioni di ordine pubblico, non erano ammessi più di 500 spettatori.

Continua a leggere Sconvolgente [500]

NARRAZIONE DI UNA VALLE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: