Città di Venezia 13 [506]

Bronsa
Venezia, una vecchia brónsa tra la Calle Crosèra e la Calle del Pestrìn, vicino al panificio Visinoni, nella parrocchia della Bragora e quindi nel sestiere di Castello – Coordinate decimali Lat. 45.434318°, Lon. 12.347393° – Questo era il locale che si chiamava proprio Alla brónsa e che oggi è stato (ovviamente?…) trasformato in trattoria per turisti. Nonostante il tutto sia stato completamente cambiato, sussistono ancora le due lavagne di cui si parla nell’articolo, solo che sono state messe all’esterno, come si usava fare d’estate (leggere l’articolo).

[Seguito di Città di Venezia 12]  – Il polpo alla veneziana viene fatto lesso con l’acqua di mare in una grande pentola dove si mettono anche le patate da pelare. Una volta cotto (le discussioni su tempi e modi di cottura del fólpo sono infinite).

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Città di Venezia 12 [505]

Excelsior1964
Venezia, Lido, estate 1964 – Il lussuosissimo Relax dell’Hotel Excelsior, antistante alla spiaggia dell’albergo stesso: i clienti possono chiedere delle consumazioni. Oltre che nei tavolini, le consumazioni possono essere portate nella spiaggia da camerieri impeccabilmente vestiti. Nel Relax, un’orchestrina sulla destra (non visibile) intrattiene il pubblico con canzoni alla moda e con classiche sonate per pianoforte – Ernesto Giorgi ©

[Seguito di Città di Venezia 11] – Ricordo che, negli anni ’50, i ragazzini veneziani facevano il bagno pomeridiano e la merenda in fretta e in furia perché alle Quattro Fontane, sulla spiaggia, c’erano le marionette di Maria Perego, che successivamente, nel 1959, creò anche Topo Gigio.

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Città di Venezia 11 [504]

Venezia1952
Venezia, primavera 1952, Riva degli Schiavoni, il Ponte del Vin, l’albergo Danieli e, sullo sfondo, il Palazzo Ducale. Notare il cappello dell’uomo col cappotto colorato di blu: si usavano quei cappelli. I colori sono ovviamente artificiali. In primo piano, un ragazzino vestito da marinaio, come si usava. – Ernesto Giorgi ©

Potete vedervi il precedente Città di Venezia 10 per collegare i ragionamenti.

Venezia, anni ’50: i veneziani, col Lido di Venezia, hanno un rapporto di necessità. Pochi sono i fortunati che vivono sulla Riva degli Schiavoni o alle Zattere, le due zone più assolate. Per gli altri, non è che ci sia tanto sole nelle calli dove vivono e perciò appena possono, nei mesi freddi, vanno a sedersi sui tavolini dei bar e delle gelaterie delle due zone più assolate mentre, nei mesi caldi, il sogno di tutti è il Lido. In terraferma non è la stessa cosa perché, bene o male, un poco di sole si può sempre prendere.

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Caccia grossa 5 [503]

elefantebungalow
Un elefante si gratta contro un bungalow, riducendolo a mal partito.

Potete vedervi il precedente Caccia grossa 4 per collegare i ragionamenti.

Anni fa, il mio amico Giuseppe Marino, medico ospedaliero, se n’è andato, come quelli che se ne vanno serenamente.

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Baruc 3 [502]

Baruc3
Un’immagine disperata, particolare dal Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564)

Potete vedervi il precedente Baruc2 per collegare i ragionamenti.

Bisogna dire che il popolo è più abituato di chi comanda alle privazioni, agli stenti, ai sacrifici e a resistere. Tuttavia, il popolo capisce perfettamente da chi è guidato e quindi quale sia il livello, nel nostro caso, della classe politica.

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Da tanto tempo [501]

Un merlo, incantato dalla nuova aurora.

Nell’evoluzione degli animali, esiste una costante: la paura che il sole non ritorni. Questo, ovviamente, riguarda anche noi che facciamo parte degli animali.

Parleremo di un animale simpaticissimo, che è particolarmente diffuso qui da noi, nel Veneto.

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Sconvolgente [500]

Houdini
Il mago Houdini, che all’inizio del secolo scorso sbalordì mezzo mondo, con illusionismo incredibilmente spettacolare.

Parleremo del mago Budini, che si esibì a Venezia, al Teatro Malibran, negli anni ‘60.

Quando cominciava il suo spettacolo, nel palcoscenico c’era una Fiat 500, il biglietto costava 500 lire e, per questioni di ordine pubblico, non erano ammessi più di 500 spettatori.

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Altri giochi psicologici 7 [498]

Click per Apriti, Sesamo!
Venezia – Piazzetta San Marco – Elaborazione onirica Hdr di una damina del ‘700 – Per l’elaborazione Hdr, Ernesto Giorgi ©

Vedere anche i blogs precedenti (ultimo dei quali, Altri Giochi psicologici 6, che in particolare contiene la prima parte del Gioco della Calza).

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Appuntato 3 [496]

fornaio
Padola (Belluno), nel Comelico Superiore, vicino alle sorgenti del Piave. Esiste un sentiero nel bosco, che parte dalla Piazza San Luca e che va a Dosoledo, paesino confinante, dove i migliori artigiani falegnami hanno fatto delle bellissime statue lignee raffiguranti ‘Arti e Mestieri’, le quali statue sono state poste lungo il sentiero: eccone una che raffigura un fornaio.

All’inizio del 1918 un  tenente dell’esercito italiano fu ferito gravemente in un attacco della battaglia del Piave. Ricoverato nell’ospedale da campo, era circondato da altri ufficiali perché si temeva che potesse morire da un momento all’altro. Con un sorriso smarrito, il tenente ferito disse: “No sté preocupàrve, tóxi, no pòsso mìga morìr… mancarìa àltro… se pròprio me tocàsse morìr, prìma go da védar el cùło dei crùchi…” [Non preoccupatevi, ragazzi, non posso mica morire… ci mancherebbe altro… se proprio mi toccasse in sorte di morire, prima devo vedere il culo dei crucchi…]

Il significato di ‘vedere il culo dei crucchi’ è:  vedere il sedere degli austro-ungarici che scappano…]

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Nonna Epo 3 [495]

NonnaEpo3_1961
La nonna Epo, impegnata nella vendemmia del settembre 1961, quando aveva 74 anni, essendo nata il 29 febbraio 1888 – Ernesto Giorgi ©

Alcuni episodi del tempo della Grande Guerra, che mia nonna mi raccontava, possono costituire materia di riflessione su cosa sia successo nelle nostre terre in quel periodo. Continua a leggere Nonna Epo 3 [495]

Nonna Epo 2 [494]

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La nonna Epo. Fotografia del 1963, quando aveva 76 anni, essendo nata il 29 febbraio 1888 – Ernesto Giorgi ©

Della sua infanzia, è rimasto come ricordo per i posteri poco o niente. Il nonno della Epo veniva da Smirne (Izmir, in Turchia) e faceva un ben strano mestiere: portava nel Veneto, dalla Turchia, dei bachi da seta da riproduzione, in quanto nel Veneto l‘allevamento dei bachi da seta era molto diffuso.

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Nonna Epo 1 [493]

NonnaEpo1964
La nonna Epo. Fotografia del 1964, quando aveva 77 anni, essendo nata il 29 febbraio 1888 – Ernesto Giorgi ©

 

Da molto tempo volevamo dedicare un pensiero alla nonna Epo, la nonna materna. Scrivendo di lei e ricordandola, è come se non fosse venuta a mancare del tutto. Fino a quando ci ricordiamo dei nostri morti e ne parliamo o ne scriviamo, essi sono ancora con noi e sono ancora un poco vivi.

In realtà, si chiamava Genoveffa Oreda (vedova Carniel) ed era universalmente conosciuta in quel di Ormelle col diminutivo di Epo. Certo che Genoveffa era un nome molto pesante ma non sappiamo tuttavia il perché dello strano diminutivo Epo: Continua a leggere Nonna Epo 1 [493]

Nomi Veneti 5 [492]

bunker1960
Venezia – 1960 – Non tutti sanno che, ancora nel 1960, al Lido di Venezia e precisamente ai Murazzi, c’erano ancora i bunkers che le autorità italiane avevano allestito in tempo di guerra come difesa contro un eventuale attacco degli Alleati. I bunker muniti di cannoni, erano poi incustoditi. Entrando in questi passaggi, si poteva trovare di tutto o quasi. I ragazzi si divertivano a curiosarvi dentro. – Ernesto Giorgi ©

Danìlo – Variante slava di Daniéle, molto diffuso a Venezia.

Dàrio – Nome diffusissimo a Venezia e provincia, di origine persiana. Il nome in persiano faceva Darayavaush, composto di : Darayamiy, che significa ‘possedere’ e vahu, che significa ‘bene’. Il nome, tuttavia, è stato semplificato dai greci in Darêios. Un nome regale, quindi, di colui che a suo tempo fu il più importante monarca del mondo conosciuto, il re persiano Dario I.

Dàvide – Dall’antico ebraico Dwd, che noi preferiamo leggere con le vocali, Dawîd. All’inizio era un vezzeggiativo, come dire cocco di qualcuno ma poi, lentamente, diventò Continua a leggere Nomi Veneti 5 [492]

Nomi Veneti 4 [491]

carnevale1950
Venezia – 1950 – Due ragazzini, fratello e sorella, rispettivamente di sette ed un anno, pronti per il tradizionale carnevale, fotografati in uno studio professionale. – Ernesto Giorgi ©

Battìsta – Nome molto diffuso in Italia. Spesso abbreviato in Titta. Il nome deriva chiaramente dall’epiteto di San Giovanni che battezzò Cristo. In francese Baptiste, in inglese e tedesco Baptist, in castigliano Bautista. Continua a leggere Nomi Veneti 4 [491]

Marco e Todaro 17 [490]

marcoTodaro(Vedi anche i precedenti, l’ultimo dei quali è Marco e Todaro 16).    Todaro: “Màrco, i xe tùti preocupài par colpa de ‘sta Unión Européa, che par che no ła vògia savérghene de far i intaréssi de ła zénte, ànsi par che no i comànda gnànca lóri, par che comànda àltri…” [Marco, sono tutti preoccupati per colpa di questa Unione Europea, la quale sembra che non voglia saperne di fare gli interessi della gente, anzi sembra che non comandino neppure loro, sembra che comandino degli altri…] Continua a leggere Marco e Todaro 17 [490]

Le frasi del popolo veneto 7 [489]

visdende
VAL VISDENDE – Fotografia eseguita nell’agosto 2009 – La Val Visdende è in provincia di Belluno, situata vicino a Santo Stefano di Cadore, abbastanza vicina alle sorgenti del Piave – La vallata è privata e per accedervi bisogna pagare il pedaggio – Nella foto, la bellissima chiesetta dove, a suo tempo, si è recato in visita ed ad officiare anche Papa Giovanni Paolo II, il polacco Woitiła – La chiesetta, a quel tempo, aveva il tetto parzialmente crollato per l’eccessivo carico di neve – Il posto è bellissimo e si consiglia una visita – Ernesto Giorgi ©

Le sigle descrivono: (SP) Sinistra Piave, (V) Venezia. Se non c’è nessuna sigla, con leggerissime differenze la frase va bene sia per (SP) che per (V) e, quasi sempre, anche per tutto il Veneto. Continua a leggere Le frasi del popolo veneto 7 [489]

Le frasi del popolo veneto 6 [488]

oderzo2011
Fotografia eseguita nella primavera del 2011 – Macchina elettronica Canon 60D – Obiettivo supergrandangolare 10 mm – Iso 100 – 1/100” – Le sfumature sono state ottenute con il filtro incorporato della Canon, denominato Sunset – Paraluce e lente polarizzatrice tipo A (leggera) – L’albero in primo piano coi fiori rossi che nascono prima delle foglie è un albero che viene dal medio oriente e si chiama Cercis Siliquastrum, meglio conosciuto come Albero di Giuda – Si dice che Giuda si sia impiccato su questa pianta – Gli alberi subito dopo sono un maschio e una femmina del genere Betula Bedulita, una delle 40 specie di Betulla – In laboratorio, alla fotografia sono stati aggiunti un sole artificiale (situato circa a nord) e l’effetto HDR, che aumenta il senso di profondità di campo integrando le luci e le ombre – Ernesto Giorgi ©

Le sigle descrivono: (SP) Sinistra Piave, (V) Venezia. Se non c’è nessuna sigla, con leggerissime differenze la frase va bene sia per (SP) che per (V) e, quasi sempre, anche per tutto il Veneto. Continua a leggere Le frasi del popolo veneto 6 [488]

Le frasi del popolo veneto 5 [487]

MINOLTA DIGITAL CAMERA
Fotografia eseguita nell’estate 2008 – Per anni non si erano visti scoiattoli nei nostri giardini – Ernesto Giorgi ©

Le sigle descrivono: (SP) Sinistra Piave, (V) Venezia. Se non c’è nessuna sigla, con leggerissime differenze la frase va bene sia per (SP) che per (V) e, quasi sempre, anche per tutto il Veneto. Continua a leggere Le frasi del popolo veneto 5 [487]

NARRAZIONE DI UNA VALLE

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